Vacanze ad Assisi: riposo,pace e relax mentale.

Quest’anno ho scelto di fare delle vacanze alternative e in solitaria: niente mare, posti affollati, mete turistiche prettamente estive. Non che il posto dove sono stata non sia una meta turistica e senza gente, anzi ce n’era di gente, ma avevo bisogno di una vacanza rilassante, lontano dalla vita frenetica di tutti i giorni. Così già da giugno avevo deciso di farmi 4 giorni ad Assisi per staccare la spina e ricaricarmi in vista del nuovo anno lavorativo. Conosco molto bene Assisi, quando ero più giovane ci ho fatto campi-scuola, in più avevamo casa lì vicino ,quindi ogni anno d’agosto per Santa Chiara o in altre occasioni andavo con i miei una giornata, ma era da parecchio che volevo tornarci per qualche giorno, per godermela per bene. Così sono partita il 10 e ho visitato per bene la città e dintorni, recandomi una giornata anche a Spello, caratteristico paesino a pochi km.
Il primo giorno, arrivata verso mezzogiorno, il tempo di salire dalla stazione di Santa Maria degli Angeli fino ad Assisi, dove alloggiavo, ho visitato subito San Francesco, anche perché il tempo non era buono, la pioggia è stata persistente per tutto il pomeriggio, quindi era consigliabile visitare posti al chiuso. Quindi mi sono presa tutto il tempo per visitare la meravigliosa Basilica, la tomba del Santo e l’annesso museo, un monumento conosciuto in tutto il mondo dal punto di vista culturale e spirituale. Dopodiché sempre sotto la pioggia ho visitato la vicina chiesa romanica di San Pietro, dove si trova un presepe permanente davvero molto bello. Il tempo di salire a Santa Chiara, altro luogo carico di spiritualità e poi una visita all’Assisi romana, in piazza del Comune dove si trova il Tempio di Minerva, ora diventato chiesa e il museo con l’accesso al Foro Romano.
Per fortuna il tempo poi è migliorato e i giorni seguenti il bel tempo è stato sempre presente. Il secondo giorno ho voluto visitare Spello, piccolo centro caratteristico famoso per la sua infiorata e per la chiesa di Santa Maria Maggiore dove si trova la famosa cappella voluta dalla famiglia Baglioni, affrescata dal Pinturicchio. Un capolavoro dell’arte italiana che lascia incantati. Spello è un borgo caratteristico e per mezza giornata mi son persa nei suoi vicoli ammirando i balconi fioriti, gli scorci e i suoi vicoli. Rientrando ad Assisi ho visitato la Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove si trova la Porziuncola, la piccola chiesa dove San Francesco predicava e poi San Damiano altro luogo carico di pace e spiritualità. Ritornando verso l’albergo ho passeggiato per le vie di Assisi e mi sono fermata alla Pinacoteca comunale.
Il giorno dopo è stato il giorno forse più impegnativo, anche se le camminate non sono di certo mancate, ma ho deciso di andare all’Eremo che si trova a 5 km da Assisi e ci sono andata a piedi. Un bel percorso salendo verso il Monte Subasio, ma la scarpinata merita perché anche l’Eremo delle Carceri, seppur piccino è un luogo dove ti senti in pace con te stesso. Si può inoltre camminare nel bosco e addentrarsi in un posto di pace e serenità, nonostante il via vai di gente. Ridiscesa mi sono fermata ad un ristorantino proprio nella zona di San Rufino, dove c’è la cattedrale e l’omonimo quartiere caratteristico, altro posto dove perdersi per i vicoletti ammirandone gli scorci fioriti, e mi sono premiata con un bel piatto di pasta al tartufo, una specialità umbra che adoro. Dopo essermi riposata un po’ sono salita su alla Rocca, un posto di Assisi che non avevo mai visto e ho visitato tutta la fortezza, salendo e scendendo per scale ripidissime e passando per stretti cunicoli(ho fatto un vero e proprio viaggio nel tempo) e godendo dalle alte torri di un paesaggio mozzafiato su tutta la campagna umbra. La sera, dopo essermi fatta un paio d’ore di sonno, dopo la lunga scarpinata, sono uscita un po’ in paese e visto che era Festa patronale in onore di San Rufino, in Cattedrale si teneva un concerto di musica sacra. Non proprio la mia preferita, ma ho fatto quattro passi prima di rientrare in albergo. La sera prima invece, sera della festa di Santa Chiara si era tenuta la processione con la banda per le vie del paese.
Il giorno dopo era già giunto il tempo di ripartire, ma non prima di rimmergermi nuovamente nelle viuzze della cittadina scoprendo piccole chiesine come Santo Stefano e altri scorci caratteristici e poi visitare il bosco di San Francesco, il bosco recuperato dal FAI, il Fondo Ambiente Italiano, che nel corso degli anni era divenuto una discarica. Il bosco ora è anch’esso un’oasi di pace dove dopo un lungo percorso si giunge al complesso romanico di Santa Croce e all’Osteria del Mulino, per poi proseguire verso la radura del Terzo Paradiso, un’opera che rappresenta il simbolo dell’infinito fatto con gli alberi di ulivo. Questa radura si trova proprio alle pendici della Rocca, alle spalle della cittadina. Un altro percorso immerso nel verde, non poco faticoso fisicamente, ma rilassante psicologicamente. Arrivata l’ora di pranzo mi son di nuovo premiata con specialità umbre, questa volta la pasta alla norcina e poi il tempo di prendere la valigia e di ripercorrere la strada sempre davanti la Basilica di San Francesco fino alla fermata del bus per tornare verso la stazione.
Avevo detto di voler fare una vacanza riposante, e sicuramente per quanto ho camminato non si direbbe, ma in realtà è stata una vacanza rilassante dal punto di vista mentale ed emotivo. Assisi è uno dei pochi posti dove respiri pace e spiritualità e quando camminava nei boschi, anche se non avevo nessuno intorno, mi sentivo tranquilla, cosa che non posso dire a Roma se passeggio in una strada un po’ isolata. E poi quando si incontravano gruppi di turisti o famigliole e persone da sole ci si scambiava sempre un saluto, cosa che a volte, nella vista frenetica di tutti i giorni si dimentica di fare ad esempio quando si entra in un negozio o in un ufficio. Sicuramente è un luogo dove ritornerò, una sorta di rifugio anche per un we quando qualche volta ho voglia di allontanarmi dalla routine quotidiana ed è comunque un posto non solo importante dal punto di vista spirituale ma anche storico-culturale e artistico.
Vi lascio con le foto sia di Assisi che di Spello, sperando vi regalino attimi di serentità come questi luoghi li hanno regalati a me.

Assisi.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Spello

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Annunci
Published in: on 19/08/2015 at 17:45  Lascia un commento  

Torino:il sogno e il grande incubo.

Eccomi qui di nuovo per raccontarvi una nuova avventura. Questo è un periodo particolarmente stressante dal punto di vista lavorativo tant’è vero che non riesco più a prendere in mano un libro e a seguire le serie tv( a parte qualche rara eccezione,ma non riesco a fagocitarne 6-7 contemporaneamente come facevo qualche mese fa. Però ho trovato il tempo di ritagliarmi un w-e ,che ero consapevole sarebbe stato massacrante dal punto di vista fisico-infatti riesco a recuperare dalla fatica solo oggi ad una settimana di distanza- e anche psicologico,anche se in realtà non più di tanto,pensavo di prenderla peggio. Ma iniziamo dal principio: l’idea di fare questo w-e a Torino nasce la sera del 13 maggio quando la Juventus si qualifica contro il Real Madrid. Berlino è proibitiva a livello di prezzi,Torino più accessibile.Devo esserci,devo essere là qualsiasi cosa accada per viverla insieme agli altri fratelli in piazza San Carlo. E così con gli amici si organizza la partenza,si fan progetti per il ritorno,si vagliano le varie ipotesi.Io contro ogni scaramanzia ipotesi ecc decido che comunque devo tornare a Roma domenica sera,perché lunedì devo lavorare.E così si prenota.Arriva il tanto atteso giorno e si parte,si incontrano volti amici in treno,attraverso i social si legge che altri amici di fede stanno raggiungendo la città,l’atmosfera è quella tesa,ma allegra e piena di sperenza delle grandi occasioni come questa.Da qualche anno a questa parte vivo il calcio con maggior disincanto,non con meno attaccamento,ma comqnque vada non me la prendo più di tanto,e devo dire che questa finale l’ho vissuta molto meglio di tante altre,forse proprio per il fatto di essere comunque in mezzo a tanta gente e di esser impegnata a visitare i vari angoli di una città che riserva sempre splendide sorprese. Non starò a parlare qui della gara,la Juve quest’anno ci ha regalato già grosse soddisfazioni in campionato e con la Coppa Italia,questo sarebbe stato un ulteriore meraviglioso regalo,purtroppo non è andata bene,ma anche nei volti post partita ho visto tanta serenità e consapevolezza di aver fatto comunque qualcosa di grandioso e quello che si è respirato in città nelle ore pre e post partita è stato comunque qualcosa di indimenticabile e meraviglioso. Ma veniamo al viaggio vero e proprio.
Innanzitutto vista l’occasione mi son detta che era ora che visitassi lo Stadium e il Museo della Juve,quindi il sabato appena arrivati,dopo un pranzo veloce(e quantomeno costoso,ma quando si è in tanti e si va di corsa a volte non si sceglie bene e ci si accontenta del primo posto che capita) io e un’altra amica abbiamo abbondonato i maschietti-troppo tesi per la partita per concentrarsi su altro- e ci siamo dirette verso lo stadio. E’ stato veramente bello poter entrare nei posti segreti,che vediamo solo attraverso le tv,come gli spogliatoi,la sala stampa,e poi affacciarsi sul campo dove vediamo i nostri campioni giocare.Un’emozione davvero unica pensare che in Italia proprio la mia squadra sia stata la prima ad avere uno stadio di proprietà,una struttura pensata appositamente per il gioco del calcio e per i suoi tifosi.La nostra “casa”. Camminando nei corridoi,nelle sale ecc si incontrano le foto dei più grandi campioni che hanno vestito bianconero e si ha la senzazione proprio di essere nel tempio della storia del calcio. Finito il tour con tanto di spiegazioni tecniche (la cosa che mi ha un po’ deluso è stato il fatto che le stelle dedicate alle maggiori glorie bianconere non sono tutte visibili durante il tour,ne abbiamo incontrate solamante alcune-Nedved,Ravanelli,Zoff,Causio,Sivori per dirne alcuni-e così abbiamo chiesto di offrire la possibilità di vederle tutte o quasi) ci siamo dirette al museo dove sono conservati tutti i nostri trofei,dove si ripercorre la storia bianconera dalla nascita e dove ci sono cimeli di ogni sorta,maglie,scarpini,palloni,medaglie,gadget ecc .
Un tuffo vero e proprio nella storia della squadra più gloriosa d’Italia,tra le più gloriose del mondo.
Finito il tour, un po’ di corsa,siamo andate in albergo e ci siamo preparate a raggiungere gli amici in Piazza San Carlo,una piazza già gremita ed entusiasta da ore.
Come ho detto non voglio parlare della partita,quindi mi limiterò a dire che dopo il fischio finale la piazza piano piano si è svuotata,ma riuscivo a scorgere solo volti felici e nessun isterismo. Io e la mia amica eravamo molto stanche quindi abbiamo lasciato i ragazzi ad assorbire la batosta,a messaggiare con gli amici e siamo tornate in albergo,anche perchè sulla città si stava per scatenare un gran bel temporale che avrebbe imperversato buona parte della notte. Avremmo voluto andare in aereoporto ad accogliere la squadra,ma non sapevamo l’orario e veramente la stanchezza ci aveva abbattute.Così dopo un 6-7 ore di sonno ci siamo svegliati.Alcuni son ripartiti subito la mattina,altri di noi verso le 11 mentre io e la mia amica siamo rimaste in attesa dei nostri rispettivi treni e aerei. E ovviamente abbiamo approfittato della bella e calda giornata per visitare la splendida Torino che riserva ogni volta sorprese.Siamo tornate al parco del Valentino e al Borgo Medievale,che già conoscevamo e in più abbiam visto la fontana delle stagioni e ne abbiamo approfittato per fare il giro in battello dal Borgo fino ai Murazzi. Un percorso di 10 minuti,ma era da tempo che sognavo di farlo :p Dopodichè dai Murazzi ci siamo diretti verso la Chiesa della Gran Madre di Dio,sull’altra sponda e dall’alto della scalinata di quella chiesa che sembra un piccolo Pantheon ci siamo un po’ riposate godendoci la vista su Piazza Vittorio.Scese verso la Piazza abbiamo trovato una deliziosa trattoria a gestione familiare dove abbiamo mangiato bene e speso poco. Dopo esserci rifocillate abbiamo preso via Po’ percorrendola con tutti i suoi portici(siamo incappate anche in un cortile di un palazzo dove si tenevano danze del ‘700 e ci siamo fermate a fare foto e video e ad osservare un po’) e deviando poi per una strada laterale per fare due foto di rito sotto la Mole Antonelliana. Abbiamo proseguito per piazza Castello,il Palazzo Reale,Palazzo Madama, e poi il nostro obiettivo era trovare il famoso locale IL Bicerin,locale storico frequentato da Camillo Benso Conte di Cavour dove si consuma la famosa bevanda composta da una mescolanza di caffè, cioccolato e crema di latte dolcificata con sciroppo.. Camminando ancora per via Garibaldi e poi via della Consolata siamo giunte alla piazza dove si trova il locale e il meraviglioso Santuario della Consolata,il santuario più famoso della città capolavoro del Barocco Piemontese al quale hanno lavorato Guarini e Juvarra che vale davvero la scarpinata.
Visto che i tempi stavano stringendo dopo la sosta al Bicerin siamo tornate indietro ripercorrendo Via Garibaldi e Via Roma,verso la stazione,quando la mia amica mi comunica che in città esiste un posto chiamato Adp Log,una galleria di proprietà di Alessandro Del Piero,il nostro indimenticato capitano bianconero.Così,visto che avevo ancora un’oretta prima della partenza andiamo alla ricerca di questo posto-in pieno centro,a due passi della stazione- e scopriamo che al momento si tiene una mostra fotografica in onore di Ayrton Senna,così decidiamo di visitarla. L’accoglienza inoltre è ottima,la ragazza ci ha spiegato a grandi linee la finalità della galleria in cui si tengono mostre fotografiche e d’arte inerenti ai temi amati da Del Piero,quindi lo sport,la fotografia,la musica e molto altro. Il tutto anche con finalità benefiche a seconda anche delle mostre. Insomma un posto che mi ha fatto davvero piacere visitare.
Ma l’avventura che sembrava ormai volgere a termine ancora non era finita.Infatti,piuttosto stanca,mentre mi aggiravo per la stazione in cerca di informazioni riguardo orari di partenza per la mia amica che voleva rientrare prima,altrimenti doveva aspettare l’aereo della mattina dopo ci imbattiamo in Claudio Marchisio giocatore della Juve che stava andando a prendere il treno che lo avrebbe portato al ritiro della Nazionale. I soliti momenti di panico tra macchinette che non scattano,telefonini che fanno foto mosse,poi realizzo che probabilmente è sul mio stesso treno e che forse ci son anche altri giocatori. E infatti così era!!! Bhè salutata la mia amica che alla fine aveva optato per l’aereo salgo in treno e dopo un po’ di tragitto mi decido a fare tutti i vagoni alla ricerca dei calciatori.Li ho trovati per caso,sbirciando dentro le cabine private,ho fatto gli occhi dolci e mi hanno aperto così ho potuto fare le foto con Pirlo,Matri,Buffon,Bonucci e Barzagli(il mio preferito,lo adoro quel ragazzo,bello e dolce :p).Probabilmente Marchisio era nella cabina accanto,ma non ho avuto cuore di rompergli le scatole dopo averlo inseguito per mezza stazione XD. Glia altri sono stati molto gentili,Pirlo e Bonucci persino simpatici con battute e risate sul fatto che eravamo stretti stretti in 6 in una cabina da 4 e le foto era un po’ complicato farle.
Insomma,è stato un w-e davvero bello,ripeto peccato per il risultato sportivo sarebbe stato il top, ma non posso davvero lamentarmi per le emozioni vissute e le cose belle che ho visto.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Published in: on 13/06/2015 at 15:34  Lascia un commento  

Vacanze 2014.Sardegna:ogni volta una nuova scoperte e tante certezze :)

E anche quest’anno sono arrivate le sospirate vacanze e qualche giorno di relax per ricaricarsi in vista del nuovo anno lavorativo. Pochi giorni per staccare dalla routine quotidiana e per rivedere amici carissimi che vivono nella splendida isola, ma che sono serviti a ritemprarmi.

Una vacanza rilassante e tranquilla 4 giorni di bel mare, passeggiate, tanto buon cibo e belle chiacchierate. Sono partita martedì 12 all’alba per arrivare a Cagliari poco prima delle 9 di mattina. Un salto a casa della mia amica a salutare i genitori e lasciare la valigia e subito via verso il mare di Chia alla spiaggia di Sa Campana con le amiche. Ovviamente mi sono tuffata immediatamente e sono rimasta a mollo un bel po’ in questo mare cristallino. Dopo una bella giornata in spiaggia siamo rientrate, il tempo di una doccia, un po’ di riposo e poi a cena vicino casa a mangiare una pizza con altre due amiche, con le quali il giorno dopo sono andata a visitare le Grotte di Is Zuddas. Sono rimasta stupefatta da questa visita, le grotte sono davvero bellissime, mi dispiace solo che le foto non siano venute molto bene e non rendano, ma vi assicuro che lo spettacolo all’interno è fantastico e vale davvero la pena di visitarle!La sera ci siamo concesse un giro a Cagliari, tra Piazza Yenne e il Bastione Saint Remy dove si concentra la vita notturna di Cagliari con localini graziosi e un po’ di animazione in piazza.

Giorno dopo ancora mare, questa volta a Nora, spiaggia piccolina, ma molto comoda, non si devono fare arrampicate selvagge per arrivarci o km sotto il sole, si scende dal parcheggio e c’è subito la spiaggia. Il posto lo avevo visto già quest’inverno perchè ci sono gli scavi della città romana, bellissimi anche questi, purtroppo dalla spiaggia non si vedono, ma si può ammirare comunque il faro (che è anche visitabile insieme agli scavi) e una graziosa chiesina all’altra estremità della spiaggia. Purtroppo ad una certa ora si è alzato il maestrale e gli ombrelloni hanno iniziato a volare quindi abbiamo sbaraccato tutto e siamo tornate a casa per prepararci di nuovo ad una serata a Cagliari. Niente discoteche o maratone fino all’alba, trovo che se si hanno pochi giorni di vacanza inutile sprecarli, perché fare l’alba a ballare per me significa dormire ed essere rimbambita tutto il giorno dopo, quindi preferisco di gran lunga la vita diurna a quella notturna, e godermi tutto il più possibile alla luce del sole. Abbiamo fatto una bella passeggiata nella zona della Marina Piccola e visto la spiaggia del Poetto di notte, dove c’erano molti localini da cui arrivava musica, bancarelle e abbiamo visto anche fuochi d’artificio. Il giorno dopo era Ferragosto e l’abbiamo passato in famiglia, a casa della sorella della mia ospite dove abbiamo pranzato con tipiche specialità sarde: abbiamo iniziato con l’antipasto con vari prodotti dell’orto,pecorino sardo, salsiccia sarda, pane carasau, per poi passare al primo ovvero i culurgiones pasta ripiena con un un impasto di patate e formaggio sardo che può essere pecorino o formaggio di pecora a seconda dei vari luoghi di produzione,conditi con un sugo di radicchio e spek. Erano semplicemente divini!!!Dopodiché la nostra padrona di casa ha esagerato perché ha preparato anche la panada,piatto tipico proprio del loro paese; è una torta salata costituita da un involucro di pasta violata (detta croxu), al cui interno sono contenuti – solitamente – carne, patate e altri condimenti. L’avevo già assaggiata in un’ altra occasione così ho preferito non eccedere e lasciarmi spazio per il pezzo forte del pranzo: il porceddu!!! Non me ne vogliano i vegetariani o i vegani, ma ho fatto persino il bis, una roba da leccarsi i baffi, divinamente squisito, con la crosta croccante e il resto che si scioglieva in bocca.
Dopo tutto questo ben di Dio c’era rimasto ancora lo spazio per il dolce, le seadas, dolce tipico sardo composto da una pasta di sfoglia e all’interno formaggio, che viene condito per esaltarne il sapore con del miele (in genere di corbezzolo, ma anche di eucalipto va bene). La prima volta che le assaggiai ero titubante, preferivo assaggiarle così salate, senza neanche mettere lo zucchero (che va in alternativa al miele), ma poi mi son lasciata convincere, e l’incontro della sfoglia e il formaggio con il miele è qualcosa di unico.

Per smaltire tutto questo pranzo nel tardo pomeriggio ci siamo concesse una passeggiatina al porto per poi rientrare e mangiare giusto un po’ di riso bianco giusto per non andar a letto a digiuno. L’ultima serata l’abbiam passata tranquilla in casa visto che il giorno dopo avevo l’aereo molto presto.

E così eccomi di nuovo a casa a Roma, con il ricordo di una breve ma intensa vacanza, in una terra dove ogni volta vengo accolta con affetto e gentilezza, una terra che considero ormai come una seconda casa, e dove vivono delle persone stupende che il destino ha voluto farmi incontrare.

Alla prossima visita in Sardegna, o spero, molto presto anche in una loro visita a Roma, perché questo ponte che si è creato tra queste due terre è sicuramente più forte di qualsiasi ponte che possa creare l’uomo.

A presto!!!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Published in: on 17/08/2014 at 15:07  Lascia un commento  

Una giornata a Firenze.

Son passati un bel po’ di anni dall’ultima volta che ho visitato Firenze. Ci sono stata 4-5 volte,sia per un giorno,sia per un paio di giorni con la gita scolastica e altre volte per conto mio. Qualche mese fa mi è presa la voglia improvvisa di tornare a fare una gira in questa splendida città e complici i buoni prezzi del treno prenotato con molto anticipo mi sono concessa insieme a tre amici una toccata e fuga di una giornata per goderci una passeggiata nella culla del Rinascimento. Per forza di cose in una giornata si può solo passeggiare e vedere monumenti e chiese senza soffermarsi ovviamente nei numerosi musei.Così, partiti intorno alle 9 da Roma siamo arrivati verso le 10.30. Prima tappa la Chiesa di Santa Maria Novella,a due passi dalla stazione.Il tempo di qualche foto in esterno,perché di comune accordo con gli amici abbiamo preferito non spendere soldi per entrare nelle chiese( ebbene si per entrare in determinate chiese si paga un biglietto e io trovo questa cosa assurda.Passi il biglietto per i musei delle chiese,per i chiostri,ma per l’interno della chiesa,anche se la chiesa stessa di per se è un museo-tipo Santa Croce- trovo che sia veramente una cosa antipatica.Lungi da me fare polemiche sulla chiesa, non sonop il tipo e non è questo il luogo,ma penso che i luoghi di culto debbano essere fruibili gratuitamente da chi va a visitare le città d’arte) ci siamo diretti verso il Duomo e il Battistero. Purtroppo questo era ricoperto da impalcature per il restauro quindi non si godeva pienamente delle sue porte,le due più famose,la porta Est quella fatta da Lorenzo Ghiberti dopo la vittoria di un concorso comunale,e la porta del Paradiso sempre del Ghiberti. Al Duomo invece si può entrare gratuitamente e ci sono anche le visite guidate,così ne abbiamo approfittato facendo un po’ di fila per visitare la splendida Santa Maria del Fiore,ascoltando la storia della sua costruzione e quella della splendida cupola del Brunelleschi.Finita la visita al Duomo ci siamo diretti verso Santa Croce,altra meraviglia fiorentina,unica chiesa per la quale volevo fare eccezione pagando il biglietto di entrata,ma complice l’ora di pranzo e la lunga fila ho rinunciato.Per arrivare a Santa Croce una breve sosta presso la Casa del Sommo Poeta non poteva mancare,e anche alla Chiesa di Orsanmichele una chiesa davvero molto bella. Ormai giunta l’ora di pranzo,prima di procedere verso Piazza della Signoria ci siamo fermati una trattoriola un po’ defilata dal centro dove abbiamo gustato uno bella fiorentina!Io e la mia amica in realtà abbiamo fatto inorridire il cuoco perché la volevamo bedn cotta. Il problema è che la carne troppo al sangue mi fa impressione,cioè la mucca era quasi viva quando ce l’hanno portata,io mangio di tutto,ma così proprio non ce la facevo!! :p Il cuoco diceva che avevamo rovinato la bistecca,ma io l’ho trovata ugualmente buona.
Finito il pranzo siamo andati a Piazza della Signoria-una delle piazze più belle d’Italia-e dopo una bella sessione di foto tra Palazzo Vecchio-anche nel cortile interno del palazzo- e la Loggia dell’Orcagna ci siamo diretti attraverso il Corridoio Vasariano verso Ponte Vecchio, lasciando gli occhi nelle botteghe degli orafi che riempiono il caratteristico ponte. Attraversato Ponte Vecchio il nostro obbiettivo era Piazzale Michelangelo e San Miniato al Monte,da dove godere di una meravigliosa vista di Firenze.In tutte le mie visite non c’ero mai stata e quindi ci tenevo particolarmente. Certo Piazzale Michelangelo non è niente di che, è anche molto piccolo come èpiazzale (meglio il Gianicolo,non me ne vogliate fiorentini :p ) ma la vista che si gode è meravigliosa. E ancora più bella quella dall’Abbazia di San Miniato-un complesso meraviglioso sia esternamente che internamente- con la lunga scalinata che porta alla chiesa.Dopo esserci rifatti gli occhi con la vista dall’alto della città siamo riscesi con l’autobus fino in centro e ripercorso a ritroso il percorso fatto la mattina fermandoci anche al Mercato Nuovo dove c’è la famosa statua del Porcellino,che vuole la tradizione porti fortuna se gli si accarezza il muso. Io una bella strofinata l’ho data,hai visto mai!!!
Ormai la giornata era quasi finita,ci siamo presi qualcosa da mangiare in treno e siamo andati in stazione per tornare a casa. Certo è stata proprio una toccata e fuga,Firenze merita sicuramente un ritorno di più giorni,specie per i miei amici che la vedevano per la prima volta,ma è stata comunque una giornata bellissima e divertente in mezzo ai tesori dell’arte italiana.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Published in: on 26/05/2014 at 20:23  Comments (2)  

La Vie en Rose,una giornata “in rosa” a Reggio Emilia.

Eccomi di nuovo dopo un po’ di silenzio,per raccontarvi una bella giornata passata ieri in quel di Reggio Emilia,per l’evento La Vie en Rose.

Innanzi tutto che cos’è La Vie En Rose. lver2014

La Vie en Rose, o VER per abbreviare, è un evento dedicato ai romanzi d’amore che siano storici,contemporanei,paranormali,thriller, ma che hanno un unico comun denominatore: ci fanno sognare. E così nasce questo evento che permette il confronto tra autrici,editori e lettori. Le prime edizioni si sono svolte a Milano,Roma e Firenze,mentre quest’anno ad accoglierci è stata la città di Reggio Emilia,che per l’occasione si è vestita a festa per le lettrici.

La cornice dell’evento è stato l’Hotel Posta un edificio storico in pieno centro,situato in quello che fu il Palazzo del Capitano del Popolo in epoca comunale.

101_2706

La Sala del Capitano del popolo ha accolto tutte le partecipanti ,gli autori e gli editori,per un incontro molto piacevole.

101_2687101_2689101_2690101_2696

Dopo le registrazioni e le presentazioni di rito l’evento è iniziato con la presentazione dell’autrice Marta Morazzoni che ha presentato per le edizioni Guanda “Il fuoco di Jeanne”  un libro su Giovanna D’Arco,figura femminile che ha sempre molto da dire e della quale non si smette mai di analizzarne la vita e le azioni.

Successivamente il dinamico e simpaticissimo duo Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti,già autrici televisive di grande successo, hanno presentato il loro secondo romanzo ” I love Capri”,che come nel precedente “L’amore è un bacio di dama”, sfrutta il connubio amore-cucina.

Il tempo di un break con un invitante rinfresco e si è ripreso parlando con Alessandra Bazardi vicepresidente dell’associazione EWWA, (EUROPEAN WRITING WOMEN ASSOCIATION) associazione nata il 23 settembre del 2013 con lo scopo di sostenere la crescita creativa, culturale e professionale delle sue socie.

L’idea nasce da un gruppo di donne che operano nel mondo dell’editoria: sceneggiatrici, editors, giornaliste, traduttrici, interpreti, blogger, scrittrici, ricercatrici, esperte di comunicazione cultura e il loro obiettivo primario è la solidarietà professionale e creativa tra coloro che sono impegnate in questo settore in tutta Europa.

Arriva il turno di Virginia Bramati e del suo “Tutta colpa della neve(e anche un po’ di New York)” romanzo edito da Mondadori in cui ci viene presentato un protagonista dei giorni nostri che ricorda molto un certo mr Darcy per quanto concerne stile e “simpatia”.

Infine il momento sempre più atteso di ogni edizione,l’incontro con gli editori che vengono sottoposti a raffiche di domande alle quali a volte se la cavano con un democratico “No comment” e altre volte invece riescono a soddisfare le esigenti lettrici anche con gli annunci di titoli da tanto attesi(boato in sala all’annuncio di Marzio Biancolino,rappresentante dei Romanzi Mondadori per le prossime uscite de “Gli Introvabili,ripubblicazioni di vecchi must che vengono proposti nel mese di giugno con due storici e due contemporanei,in particolare per i contemporanei “Buio” di Anne Stuart e “Dopo quella notte ” di Linda Howard).

In sala poi tra una chiacchiera e l’altra con vecchie amiche c’è stata l’occasione di conoscere e rivedere alcune delle nostre più brave autrici italiane. Chi segue il mio blog sa che leggo molto e apprezzo le autrici italiane di romance tra cui le nostre penne rosa d’eccellenza presenti ieri come appunto Maria Masella,Miriam Formenti,Mariangela Comocardi,Ornella Albanese,che sono quella fetta di autrici,che come ha detto Biancolino sono lo zoccolo duro delle vendite “in edicola” ,ma che hanno anche un grosso seguito in libreria come la signora Masella che oltre a pubblicare storici e un’apprezzata autrici di gialli e la signora Albanese che ha ricevuto un meritatissimo premio per il suo medievale “L’oscuro mosaico” pubblicato da Leggereditore, stessa casa editrice che pubblica i libri di Adele Vieri Castellano e Kathleen Mcgregor,altre autrice italiane che come saprete apprezzo molto. Quindi oltre ad aver rivisto con piacere Adele passata per un saluto veloce ,la sempre sorridente e spumeggiante Mariangela Camocardi e la dolcissima Ornella Albanese che mi ha ringraziato commossa per le belle parole che avevo speso per il suo libro “Il cacciatore di dote” ( qui la recensione )(una persona davvero molto dolce che si è commossa,commuovendo anche noi in sala per il premio ricevuto,ma che devo dire davvero meritato per il suo “Oscuro mosaico” esula dal romance in senso stretto ed è un libro storico,thriller e con una bella storia d’amore che nulla ha da invidiare ai maestri del genere),ho avuto il piacere di conoscere di persona dopo qualche chiacchiera virtuale la simpatica Maria Masella(della quale prima o poi dovrò leggere i gialli,ma che già apprezzo negli storici) e la meravigliosa Miriam Formenti,anche lei una donna di una dolcezza e gentilezza uniche,nonchè autrice di capolavori quali “Un uomo da odiare” e “Capelli di luna”e altri ancora di cui ho parlato nelle mie pagine,con la quale è stato davvero un piacere parlare del più e del meno.E’ stato davvero molto bello poter scambiare qualche chiacchiera con tutte loro.101_2709                             I miei “tesssori”

Finita la parte dell’evento,avevo un paio d’ore prima di riprendere il treno per tornare a casa per fare un giro, nel centro della città che per l’occasione come ho detto si è vestita a festa e i negozianti si sono peparati con una bellissima accoglienza preparando prezzi speciali per noi e piccoli omaggi. I negozi dove sono stata sono stati davvero molto gentili e disponibili ,dimostrando grande partecipazione e interesse  per l’evento. Ho fatto un paio di compere,un regalino e poi visto che in questo periodo sono in fase “tisana”,sperimentando un po’ di tisane rilassanti,dimagranti e quant’altro ho preso una tisana creata proprio per l’evento della VER. 

101_2700101_2701101_2702

101_2705101_2703101_2708

Devo dire che la mia prima partecipazione a questo evento è stata totalmente positiva,una giornata davvero piacevole,un’esperienza che già da ora mi sento di dire che ripeterò il prossimo anno e quindi un grazie speciale va a tutte le amiche,alle scrittrici e alle organizzatrici di questo bellissimo evento.

Alla prossima!!!

Published in: on 30/03/2014 at 16:08  Lascia un commento