Il ciclo del Mar dei Caraibi di Kathleen McGregor:Cuore pirata e L’irlandese

Circa due anni fa lessi gli altri due libri appartenenti a questa splendida saga di Kathleen McGregor ovvero Corinna e La sposa spagnola (di cui trovate la recensione  qui ) e questa estate ho portato a termine la lettura con gli altri due libri che mancavano all’appello. In realtà Cuore Pirata l’ho letto qualche mesetto fa, mentre L’irlandese che è uscito poco prima dell’estate è stato la mia ultima lettura. Con quest’ultimo volume la casa editrice Leggereditore ha pubblicato tutti i libri che compongono la saga di questa bravissima autrice, ma spero sinceremante che le storie non finiscano qui, perché ci sono tanti altri personaggi di cui mi piacerebbe leggere e rituffarmi in questo mondo così avventuroso che l’autrice ha saputo magistralmente descrivere.

E’ una saga a cui sono particolarmente legata, davvero bella ed emozionante, non riesco a dire quale sia il più bello dei quattro libri, mi sono piaciuti tutti in egual misura, hanno tutti il comun denominatore dell’avventura,di personaggi che ti conquistano, di una scrittura avvincente e scorrevole, ma ogni storia è diversa tra loro.

Ecco qui nel dettaglio  quello che penso degli ultimi due libri che ho letto. (L’articolo contiene spoiler sui libri).

copCuorePirata2CUORE PIRATA

Pirati, malviventi, cacciatori di tesori, un ex filibustiere e una ragazza alla ricerca della propria identità ruotano  attorno al mistero della città perduta di Manoa, il mitico
Eldorado. Alla morte del padre, Glen scopre alcune lettere e una mappa priva di indicazioni. Ma c’è qualcun altro interessato a quella mappa, e soprattutto agli indizi nascosti per completarla. Walter Avery, ora duca di Averstone, accetta di proteggere Glen e di aiutarla a scoprire quale segreto si celi dietro a essa; le ragioni che lo muovono sono tante, la noia della vita cittadina, il rimpianto dei suoi giorni da corsaro, il sapore dell’avventura, la prospettiva di trovare un tesoro… ma soprattutto, l’amore che prova fin dal primo istante per quella ragazza, apparentemente docile eppure intimamente ribelle, che lo respinge con tutta la forza della propria vulnerabilità.

Cuore pirata è il libro che ha per protagonista Walter Avery, il fedele braccio destro e migliore amico di Dorian O’Rourke, protagonista di Corinna, nonchè il mio personaggio preferito tra quelli creati dalla McGregor.

Walter si è ormai ritirato dalla vita della filibusta, ha assunto il ruolo che gli competeva in Inghilterra, diventando Duca, ma il richiamo dell’avventura è troppo forte per resistere, soprattutto se si prospetta un’avventurosa caccia al tesoro e il compito di proteggere una fanciulla in pericolo.

Glenn infatti, rimasta da poco orfana di un gentiluomo inglese trova delle lettere e una mappa che scatenano la sua curiosità e le insinuano dubbi sulla sua vera paternità, ma non fa in tempo ad apprendere queste novità che uno spietato assassino si tuffa su di lei e la costringe a cercar rifugio presso l’unico uomo che può aiutarla, appunto il duca di Averstone, o meglio l’ex corsaro conosciuto come Walter Avery.

L’inizio del libro è molto incalzante, le azioni si susseguono senza sosta e ci ritroviamo insieme a Glenn a sfuggire al suo persecutore, ad irrompere nella casa e nella vita di Walt, che a sua volta cercherà aiuto presso il suo amico Dorian O’Rourke e sua moglie Corinna.

Walter non si tirerà indietro e da gentiluomo quale è prende subito sotto la sua protezione Glenn e nonostante la differenza di età se ne sente irrimediabilmente attratto. Per salvare la sua reputazione e far si che possano partire insieme alla ricerca di indizi sull’identità della ragazza e su quella strana mappa dovrà sposarla, ma la ragazza cercherà in tutti i modi di resistergli, finché anche lei non capitolerà. La loro avventurosa ricerca li porterà ad incrociarsi con altri personaggi come Don Pedro De Castillo, ricco possidente spagnolo ossessionato dal mito dell’Eldorado, che ha dedicato tutta la sua vita e le sue finanze alla ricerca della mitica città dell’oro, e il giovane Esteban Quintano, capitano della spedizione approntata da De Castillo. Quintano, insieme a d Alma De Castillo, la giovanissima figlia di Don Pedro, daranno vita ad una tenera e triste storia d’amore, che non mancherà di commuovere.

Quando i due gruppi si incontreranno nella foresta e si troveranno di fronte ad un pericolo mortale, inglesi e spagnoli, solitamente nemici si dovranno alleare per mettere in salvo le loro vite.

Come ho detto il libro ha un ritmo molto incalzante, avventuroso ogni oltre immaginare, condito con due belle storie d’amore e bei personaggi. Di tutti i protagonisti della McGregor penso che Walt sia il più “normale”, il più umano di tutti, con i suoi dubbi riguardo la giovane età di Brandy\Glenn rispetto alla sua e il fatto che lui sia menomato, essendo privo di un occhio, ma un vero signore quando si preoccupa di aiutarla mettendo in pericolo la sua vita e anche quando si sente in dovere di mantenere la parola data ad un “nemico” che però ha imparato a stimare. Rispetto agli altri però appunto è il meno “complicato”, quello più affidabile, un cuore pirata che nasconde però un cuore da gentiluomo ed ecco perchè rimane il mio preferito in assoluto senza togliere nulla a O’Rourke, McFee e Corraya, ma questi sono davvero o troppo gelosi, o troppo selvaggi o troppo tormentati!Insomma troppo complicati!!!

Saranno proprio gli ultimi avvenimenti del libro che daranno il là per la storia dell’ultimo libro, ovvero L’Irlandese, dove avremo in un certo senso la resa dei conti e lo scioglimento di tutti quei nodi che erano rimasti in sospeso. (I libri sono comunque leggibili ognuno per conto proprio, sono comprensibilissimi anche a se stanti,ma leggendoli tutti si ha una visione più completa di tutti gli eventi e i personaggi)

 

indexL’irlandese.

Ci sono molte ombre nella vita di Juan Corraya, governatore di Portobello: un inconfessabile segreto, un rimorso che non smette di torturarlo, e un debito che non potrà mai ripagare.
Soprannominato Spagnolo Rosso per l’inconsueto colore dei capelli, è uno degli uomini più potenti e chiacchierati delle colonie, famoso per le ardite imprese, l’odio sviscerato nei confronti dei pirati e il cuore di pietra, che nessuna donna ha mai conquistato.
Quando di presenta a casa della giovane Alma De Castillo per reclamarla in moglie, la fanciulla cade nella disperazione. Come può sposare quello sconosciuto quando il suo cuore batte solo per Quintano, l’uomo cui il padre l’ha promessa prima di partire per la giungla, e il cui ritorno sta attendendo con ansia? E che ne sarà del figlio che porta in grembo, frutto di una sola notte d’amore rubata?

L’Irlandese come detto prende le mosse dalla fine di Cuore Pirata quando Walter Avery chiede a Juan Corraya di occuparsi della giovanissima Alma De Castillo rimasta sola al mondo. Juan ha un debito con Walter che gli ha salvato la vita. Infatti Juan altri non è che Gavin O’Dowd, fratellastro di Dorian O’Rourke che fu fatto prigioniero dal crudele Don Corraya, che dopo anni di torture ne fece il suo figlio adottivo scatenandolo contro le bande di corsari inglesi e in particolare contro O’Rourke suo acerrimo nemico, facendo credere a Gavin che il suo adorato fratello l’avesse abbandonato.

In debito con Avery Juan accetta di occuparsi di Alma, ma dovrà scontrarsi con l’ostinazione della ragazza che, ignara di tutto aspetta ancora fiduciosamente il ritorno del suo amato e di suo padre.

Più che su avventure rocambolesche vere e proprie come nel libro precedente ( e anche negli altri che sono più ricchi di eventi specie Corinna) questo libro è basato sulla storia d’amore e sui personaggi, facendoci scoprire a poco a poco come Juan non sia quel freddo e insensibile all’amore che ci viene dipinto e come Alma, piano piano venga conquistata dal giovane, che racchiude in se molti segreti, ma che in fondo in fondo non ha mai smesso di essere il giovane irlandese innamorato della vita e capace di amare con passione una donna.

A livello emozionale forse questo e La sposa spagnola sono quelli che amo di più, in cui le storie d’amore sono più sofferte e struggenti rispetto alle altre. E poi anche il personaggio di Alma mi è piaciuto moltissimo, una giovane che ha già perduto l’uomo che amava, che si ritrova sposata ad uno sconosciuto, ma che piano piano fa cadere le sue barriere e ritorna ad amare e soprattutto fa di tutto quando il suo amore è in pericolo, per salvarlo. Una piccola grande donna, che sembra bisognosa di essere salvata, ma che in realtà riesce a cavarsela da sola, che lotta per i suoi figli e per  salvare l’uomo che ama.

Alla fine del libro ritroviamo tutti i personaggi della saga, e finalmente anche Dorian e quella sciagurata di Corinna (oddio si, non riesco a sopportarla, anche in questo libro, non ci posso fare niente,preferisco eroine come Alma tutta la vita piuttosto che Corinna 🙂 ) riusciranno a perdonare Gavin\Juan e il suo passato, le sue ombre e i suoi rimorsi saranno spazzati e finalmente potrà vivere pienamente il suo amore, nella sua patria con la sua bella Alma.

Come ho avuto modo di dire anche nella recensione degli altri due libri, queste sono storie che vi consiglio caldamente, soprattutto se siete amanti di storie d’avventura, di corsari, di storie d’amore avvincenti.

Fin dalla prima lettura ho sempre ritenuto Kathleen Mcgregor quanto di più vicino ci sia, in terra italica ed in campo femminile, ad un grande scrittore come Wilbur Smith, un autore che adoro e che chi è appassionato di avventura non può non conoscere. Kathleen riesce ad eguagliare il Maestro in fatto di bravura, di coinvolgimento, di descrizioni di luoghi ed eventi, ma in più aggiunge quel pizzico di romanticismo femminile e quel lieto fine, che nei libri del Maestro non è sempre presente (quante volte con storie d’amore son rimasta con l’amaro in bocca nei libri di Wilbur!!). In più è un’utrice italiana e di questo non c’è che di andarne fieri di avere tra le nostre penne, autrici come lei che sanno scrivere libri indimenticabili. Quindi prendete nota di questi libri e quest’autrice e lasciatevi conquistare.

Al prossimo libro e alla prossima avventura!!!!

Published in: on 21/08/2014 at 15:33  Lascia un commento  

La saga Likaon di Roberta Ciuffi: una bella sorpresa dal mondo del paranormal romance.

Nell’ultimo mese ho avuto il piacere di essere accompagnata nelle mie letture da un genere che come si dice in gergo “bazzico” poco,ovvero quello che viene chiamato “paranormal romance”. Così a memoria ,credo che l’unica saga che abbia letto di questo genere sia quella dei Gardella,la saga dei cacciatori di vampiri,che rientra tra le mie letture preferite, ma poi ho tralasciato altre incursioni nel genere. Decisa a riprenderle per variare un po’ le mie letture ho optato per una saga tutta italiana di un’autrice che già ho avuto modo di apprezzare nello storico:Roberta Ciuffi.

I libri in questione sono quelli che vanno a comporre la saga dei Likaon e sono tre: Un cuore nelle tenebre (2011), Un segno nelle tenebre (2012) e Passione nelle tenebre (2013). Ho voluto aspettare che uscisse l’ultimo romanzo per averli tutti e tre e leggerli insieme e così finalmente ho preso in mano questi libri.

L’ impressione fin dal primo volume è stata più che positiva. Non ho i mezzi per paragonare il lavoro della Ciuffi a quelli di autrici straniere maestre osannate in questo campo, ma a mio modesto parere la nostra autrice ha saputo creare una saga, davvero ottima che mi ha colpito molto.

I Coulter sono i protagonisti di questa serie.Ma chi sono i Coulter? Sono i regnanti dei Likaon una razza dalle origini mitologiche metà uomini e metà lupi, divenuti così a causa di una maledizione,che vivono però ormai da secoli in mezzo agli Altri,agli esseri umani,intrecciando con loro le loro vite,divenendo anche personaggi eminenti della società,ma restando sempre una casta a parte,una famiglia ben distinta,con le loro regole e le loro gerarchie.

Stanis Coulter è il capistipite della famiglia,il nonno,eminente studioso,che ha ricevuto nel corso della sua vita elogi ed encomi persino dal Re d’Italia, consapevole della forza della sua gente ripetto alla razza umana,ma altrettanto consapevole che il loro stato deve essere celato al mondo. Questo lo metterà in lotta con il figlio Tatios,convinto invece che i likaon debbano rendere visibile la loro presena e dominare sugli umani di cui sono nettamente più forti. Questo porterà il capostipite ad allontanare il figlio e a crescerne i tre figli secondo i canoni likaon:Lars il maggiore,che dopo l’abdicazione del nonno diviene il Re,Maura, la sorella ribelle che trasgredisce alla legge secondo la quale le donne likaon non debbano mutare e Roman quello che più di tutti assorbe le idee di Tatios, che lo fanno spesso scontrare con fratello e nonno tanto da farlo allontanare dalla famiglia e arruolare nell’esercito Regio italiano(i Coulter sono torinesi di origine).

La particolarità di questa saga credo che stia anche nell’ambientazione:infatti il primo libro,

un_cuore_nelle_tenebre_ciuffi_leggereditoreUn cuore nelle tenebre che ha per protagonista Lars Coulter si svolge nel paesino friulano di San Raffaele, all’indomani dell’unità d’Italia,dove likaon e altri vivono pacificamente e all’insaputa degli Altri i likaon occupano i posti di maggior rilievo e tengono le fila del paese rimasto isolato dagli eventi della storia. L’arrivo di Elena Arlati,che sfugge alle attenzioni morbose del patrigno e dei fratellastri cercando rifugio presso la sorella e il cognato – nobile del posto –  di cui è stata lungamente infatuata,coincide con quello di Lars,chiamato lì dal suo vecchio amico il professor Pratt,all’indomani di un terribile evento che ha visto vittima proprio il nipotino di Elena:il bimbo è stato attaccato da un branco di lupi che hanno fatto scempio del suo corpo. Ma il profesor Pratt sa che non si tratta di semplici lupi:lui, vecchio amico di Stanis sa perfettamente chi sono i Likaon e riconosc nello scellarato gesto  l’azione di un likaon solitario e sfuggito agli schemi imposti . Lars,re,ma anche giudice e boia del suo popolo è colui che è chiamato a “correggere l’errore” a riportare l’ordine,anche con la soppressione del soggetto, in quei likaon che trasgrediscono le regole attaccando gli umani. L’incontro con Elena riserverà delle belle sorprese per tutti,in particolare per Lars stesso che intuisce da subito che la ragazza non è una ragazza comune, ma cela in se qualcosa di straordinario. Verso la fine per forza di cose il mistero del likaon soliario un po’ si intuisce,ma quello che mi è piaciuto di più di questo libro è stato quel saper creare una mitologia di questi esseri con le loro leggi,il loro “Cerchio”,le loro usanze che si mescolano alle usanze di un piccolo centro sperduto tra le montagne,il saper riportare le loro sensazioni descritte davvero molto bene sia nella fase animalesca che in quella umana,il fatto che la loro trasformazione sia dolore e tormento(viene descritto molto bene tutto questo dolore,che lascia il fisico spossato dopo ogni trasformazione ) e non una trasformazione veloce(qusto mi ha riportato un po’ a quei vecchi film sui licantropi con contorsioni di arti e sofferenza e non come nei film di oggi dove i licontropi sembrano lupacchiotti di pelouche che si trasformano con un solo balzo).

Un esordio più che convincente nel genere, che prelude alla bellezza suprema di tutta la saga che è il secondo capitolo,quello che ha per protagonista Maura Coulter,la lupa del branco nel libro a lei dedicato un segno nelle tenebre cop

Un segno nelle tenebre. Questo non è solo “il libro di Maura”, questo è un libro più corale, con tanti personaggi (all’inizio ho fatto un po’ fatica ad inquadrarli tutti) , che abbandona l’ambientazione rurale delle montagne friulane e si sposta a Parigi nella scintillante Ville Lumiere dove i Likaon sono perfettamente integrati nella società e fanno parte dell’élite parigina. Nel libro oltre a Maura conosciamo anche il resto della famiglia: il Vecchio Lupo capostipite Stanis Coulter (che nel primo libro è solamente nominato),l’altro fratello Roman e i parenti parigini, i Marchesi De Clercy ,più altri membri della “famiglia”,andando a svelare una folta schiera di likaon che si muovono nell’èlite parigina e non solo. La trama del libro è molto avvincente,i likaon stavolta dovranno guardarsi da un pericoloso nemico esterno che vede nel cerchio dei potenti parigini qualcosa di losco che ritiene essere pericoloso per lo Stato, neanche lontanamente immaginando quale sia la verità su quel gruppo di “persone”; e per far fronte a questo “la famiglia” dovrà risanare vecchie ferite interne: fulcro della trama infatti è anche l’arrivo a Parigi di Maksim Balanov, principe russo appartenente ad una potentissima famiglia Likaon che anni addietro ha osato ribellarsi ai Coulter e alla loro egemonia,venendo rimessa al suo posto con una dura repressione finita nel sangue.Maksim ha subìto un attentato che lo ha fatto diventare cieco e vuole scoprire chi gli ha fatto questo. Il suo incontro con Maura farà in modo che le due famiglie giungano ad appianare le divergenze, a mettere da parte il passato  e a fare fronte comune contro quel nemico,abbandonando la loro patina di civiltà parigina pur di salvare la loro razza dal pericoloso attacco esterno.

La storia mi è piaciuta davvero molto,come ho detto più articolata rispetto a quella precedente,anche i personaggi mi sono piaciuti,e trovo davvero ottimo il lavoro dell’autrice che riesce a farci percepire i loro sentimenti umani e likaon,le loro sensazioni amplificate,sembra proprio di essere lì con loro e percepire ciò che li circonda,soprattutto il lavoro fatto con Macksim nel suo ruolo di umano\likaon non vedente,ma che riesce grazie alla sua condizione a supplire in qualche modo la sua menomazione. Tutti i personaggi di questa saga anche i secondari non vengono assolutamnente tralasciati ed ognuno ha il suo giusto spazio nella storia ,che vi trascinerà nelle sue pagine tenendovi con il fiato sospeso fino alla fine.

Nel 2° libro conosciamo,insieme a tanti altri personaggi, Roman,il 3° fratello che poi sarà protagonista di “Passione nelle tenebrepassione-nelle-tenebre-ciuffi-leggereditore-280x410 ultimo libro della saga. Con Roman e la sua storia abbandoniamo lo scintillio e la vita mandana parigina e torniamo di nuovo in Italia in un piccolo paese sull’Appennino Abruzzese dove il Capitano Coulter del Regio Esercito Italiano è di stanza con il suo plotone. L’assalto di briganti ad una diligenza, più il ritrovamento di alcuni cadaveri di briganti orrendamente mutilati daranno il via all’azione . Roman conoscerà una donna, Dalila, sfuggita all’assalto dei briganti, che con la sua intraprendenza e i suoi modi misteriosi lo farà innamorare di se. Ma Roman sa che Dalila non è la donna adatta a lui: non è una ragazza di buona famiglia, ha un passato misterioso e soprattutto non è del sangue, termine che usano i likaon per indicare chi appartiene alla loro specie. Trovatosi di fronte ad un gruppo misterioso di likaon vissuti sempre appartati e senza contatti con la civiltà,che vedono nell’arrivo di Roman,l’arrivo del loro Re, e di cui nessuno (?) conosceva l’esistenza,il Capitano Coulter si troverà combattuto tra i due mondi,tra il suo dovere verso la famiglia e l’esercito italiano e combattuto per i sentimenti che prova per Dalila.

In questo romanzo ritroveremo anche i personaggi dei romanzi precedenti che verranno a dar manforte a Roman contro il gruppo di likaon ribelli.  Anche quest’ultimo libro mi è piaciuto(anche se un gradino meno rispetto al secondo) , la storia tiene avvinti fino all’ultimo secondo, le scene di combattimento tra i lupi sono ricche di suspence e  ho trovato la scena finale che ha per protagonisti Dalila e Roman molto dolce, mi sono persino un po’ commossa,anche perché non è il classico happy end “e vissero felici e contenti”, anche se possiamo intuirlo(e sperarlo…)

In tutti e tre i libri, come ho detto è ben miscelata la dose paranormal data dal fatto che i protagonisti appartengano ad una specie “non umana” e la loro mitologia è davvero interessante e ben congeniata, è molto presente l’elemento giallo, in fondo le trame si svolgono come se fossero dei thriller con bellissimi colpi di scena , e in più ci sono le storie d’amore, che però non sono il fulcro intorno a cui ruota la trama. Infatti ho definito questi libri più paranormal che romance, e anche se ci sono scene d’amore non sono così abbondanti come in altri libri(anche dello stesso genere) e il livello di sensualità è piuttosto contenuto. Tutto questo e anche molto di più, come anche la cura dei personaggi secondari (sfido chiunque abbia letto questa saga a non aver desiderato di vedere storie dedicate anche ad altri personaggi,come Clara,o il dottor Heller, o Sophie, o di rivedere la principessa Balanova ), ne hanno fatto una saga a mio avviso davvero intrigante e bella, una saga che non so mettere  in una potenziale classifica non essendo una lettrice del genere come ho già detto, ma sicuramente è una perla tutta italiana da apprezzare e valorizzare al pari di altre saghe più decantate.

Quindi se siete amanti di questo genere vi suggerisco di non perdere questi gioiellini, e anche se non lo siete e magari come me volete provare un’incursione nel paranormal, questi sono i libri giusti per voi.

 

 

Published in: on 18/05/2014 at 22:31  Lascia un commento  

La Vie en Rose,una giornata “in rosa” a Reggio Emilia.

Eccomi di nuovo dopo un po’ di silenzio,per raccontarvi una bella giornata passata ieri in quel di Reggio Emilia,per l’evento La Vie en Rose.

Innanzi tutto che cos’è La Vie En Rose. lver2014

La Vie en Rose, o VER per abbreviare, è un evento dedicato ai romanzi d’amore che siano storici,contemporanei,paranormali,thriller, ma che hanno un unico comun denominatore: ci fanno sognare. E così nasce questo evento che permette il confronto tra autrici,editori e lettori. Le prime edizioni si sono svolte a Milano,Roma e Firenze,mentre quest’anno ad accoglierci è stata la città di Reggio Emilia,che per l’occasione si è vestita a festa per le lettrici.

La cornice dell’evento è stato l’Hotel Posta un edificio storico in pieno centro,situato in quello che fu il Palazzo del Capitano del Popolo in epoca comunale.

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La Sala del Capitano del popolo ha accolto tutte le partecipanti ,gli autori e gli editori,per un incontro molto piacevole.

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Dopo le registrazioni e le presentazioni di rito l’evento è iniziato con la presentazione dell’autrice Marta Morazzoni che ha presentato per le edizioni Guanda “Il fuoco di Jeanne”  un libro su Giovanna D’Arco,figura femminile che ha sempre molto da dire e della quale non si smette mai di analizzarne la vita e le azioni.

Successivamente il dinamico e simpaticissimo duo Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti,già autrici televisive di grande successo, hanno presentato il loro secondo romanzo ” I love Capri”,che come nel precedente “L’amore è un bacio di dama”, sfrutta il connubio amore-cucina.

Il tempo di un break con un invitante rinfresco e si è ripreso parlando con Alessandra Bazardi vicepresidente dell’associazione EWWA, (EUROPEAN WRITING WOMEN ASSOCIATION) associazione nata il 23 settembre del 2013 con lo scopo di sostenere la crescita creativa, culturale e professionale delle sue socie.

L’idea nasce da un gruppo di donne che operano nel mondo dell’editoria: sceneggiatrici, editors, giornaliste, traduttrici, interpreti, blogger, scrittrici, ricercatrici, esperte di comunicazione cultura e il loro obiettivo primario è la solidarietà professionale e creativa tra coloro che sono impegnate in questo settore in tutta Europa.

Arriva il turno di Virginia Bramati e del suo “Tutta colpa della neve(e anche un po’ di New York)” romanzo edito da Mondadori in cui ci viene presentato un protagonista dei giorni nostri che ricorda molto un certo mr Darcy per quanto concerne stile e “simpatia”.

Infine il momento sempre più atteso di ogni edizione,l’incontro con gli editori che vengono sottoposti a raffiche di domande alle quali a volte se la cavano con un democratico “No comment” e altre volte invece riescono a soddisfare le esigenti lettrici anche con gli annunci di titoli da tanto attesi(boato in sala all’annuncio di Marzio Biancolino,rappresentante dei Romanzi Mondadori per le prossime uscite de “Gli Introvabili,ripubblicazioni di vecchi must che vengono proposti nel mese di giugno con due storici e due contemporanei,in particolare per i contemporanei “Buio” di Anne Stuart e “Dopo quella notte ” di Linda Howard).

In sala poi tra una chiacchiera e l’altra con vecchie amiche c’è stata l’occasione di conoscere e rivedere alcune delle nostre più brave autrici italiane. Chi segue il mio blog sa che leggo molto e apprezzo le autrici italiane di romance tra cui le nostre penne rosa d’eccellenza presenti ieri come appunto Maria Masella,Miriam Formenti,Mariangela Comocardi,Ornella Albanese,che sono quella fetta di autrici,che come ha detto Biancolino sono lo zoccolo duro delle vendite “in edicola” ,ma che hanno anche un grosso seguito in libreria come la signora Masella che oltre a pubblicare storici e un’apprezzata autrici di gialli e la signora Albanese che ha ricevuto un meritatissimo premio per il suo medievale “L’oscuro mosaico” pubblicato da Leggereditore, stessa casa editrice che pubblica i libri di Adele Vieri Castellano e Kathleen Mcgregor,altre autrice italiane che come saprete apprezzo molto. Quindi oltre ad aver rivisto con piacere Adele passata per un saluto veloce ,la sempre sorridente e spumeggiante Mariangela Camocardi e la dolcissima Ornella Albanese che mi ha ringraziato commossa per le belle parole che avevo speso per il suo libro “Il cacciatore di dote” ( qui la recensione )(una persona davvero molto dolce che si è commossa,commuovendo anche noi in sala per il premio ricevuto,ma che devo dire davvero meritato per il suo “Oscuro mosaico” esula dal romance in senso stretto ed è un libro storico,thriller e con una bella storia d’amore che nulla ha da invidiare ai maestri del genere),ho avuto il piacere di conoscere di persona dopo qualche chiacchiera virtuale la simpatica Maria Masella(della quale prima o poi dovrò leggere i gialli,ma che già apprezzo negli storici) e la meravigliosa Miriam Formenti,anche lei una donna di una dolcezza e gentilezza uniche,nonchè autrice di capolavori quali “Un uomo da odiare” e “Capelli di luna”e altri ancora di cui ho parlato nelle mie pagine,con la quale è stato davvero un piacere parlare del più e del meno.E’ stato davvero molto bello poter scambiare qualche chiacchiera con tutte loro.101_2709                             I miei “tesssori”

Finita la parte dell’evento,avevo un paio d’ore prima di riprendere il treno per tornare a casa per fare un giro, nel centro della città che per l’occasione come ho detto si è vestita a festa e i negozianti si sono peparati con una bellissima accoglienza preparando prezzi speciali per noi e piccoli omaggi. I negozi dove sono stata sono stati davvero molto gentili e disponibili ,dimostrando grande partecipazione e interesse  per l’evento. Ho fatto un paio di compere,un regalino e poi visto che in questo periodo sono in fase “tisana”,sperimentando un po’ di tisane rilassanti,dimagranti e quant’altro ho preso una tisana creata proprio per l’evento della VER. 

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Devo dire che la mia prima partecipazione a questo evento è stata totalmente positiva,una giornata davvero piacevole,un’esperienza che già da ora mi sento di dire che ripeterò il prossimo anno e quindi un grazie speciale va a tutte le amiche,alle scrittrici e alle organizzatrici di questo bellissimo evento.

Alla prossima!!!

Published in: on 30/03/2014 at 16:08  Lascia un commento  

La regina scalza -Ildefonso Falcones

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Nel gennaio del 1748 una donna cammina da sola per le strade polverose di Siviglia. E’ una ex schiava proveniente dai territori della colonia spagnola di Cuba. Caridad ora non ha più un padrone che decide della sua vita, ma neanche più una casa. Lungo il suo peregrinare incontra Milagros Carmona, una giovane gitana nelle cui vene scorre il sangue della ribellione. Le due donne stringono un’amicizia sincera e incrollabile. Milagros confessa il suo amore per l’arrogante Pedro Garcìa, dal quale la separano antichi odi tra le due famiglie. Dal canto suo Caridad si sforza di nascondere il sentimento che sta nascendo in lei nei confronti del nonno di Milagros, Melchor, un uomo rude e seduttore, ma di principi ferrei quando si tratta di difendere la sua famiglia e lo stile di vita dei gitani. Quando un editto regio bandisce i gitani come fuori legge, la vita di Milagros e Caridad ha una tragica svolta. Le loro strade si separano, ma il destino vorrà farle incontrare di nuovo a Madrid, cuore pulsante della nuova Spagna in fermento. Ildefonso Falcones ci conduce per mano attraverso un’epoca e un luogo affascinanti, intessuti di storia e avventura. Da Siviglia a Madrid i lettori attraverseranno un impetuoso affresco storico popolato da personaggi che vivono, amano, lottano e credono in ciò che è giusto. Fiero riflesso di uomini e donne che non piegarono la testa di fronte all’intolleranza e all’ordine prestabilito. 

Eccomi qui con il primo articolo dell’anno nuovo,con il primo libro del 2014.

Attendevo da un po’ questo libro dopo essere rimasta letteralmente estasiata dalla prima opera di Falcones,La cattedrale del mare,dopo aver apprezzato le sue doti nel raccontare la storia spagnola vista dal punto di vista degli “oppressi” ne La mano di Fatima, anche se rispetto al 1 libro aveva qualcosa in meno. La lettura non mi ha deluso, anche se, così come il 2° libro anche questa 3° prova dell’autore secondo me ancora non ha raggiunto la bellezza de La cattedrale del mare.Forse è uno di quei casi in cui l’autore non riuscirà mai più a raggiungere le vette del 1° libro,o forse chissà un giorno,ma comunque anche questo è un libro che lascia il segno.

Dopo aver parlato delle persecuzioni degli ebrei,delle conversioni forzate in massa dei moriscos,questa volta sono i gitani i protagonisti dell’opera di Falcones,il popolo gitano con le loro tradizioni e abitudini che verranno messe a dura prova dal potere spagnolo con la retata e gli arresti della metà del 1700 quando un editto addita e bandisce i gitani come fuorilegge.

Conosciamo il popolo dei gitani attraverso gli occhi di Caridad,schiava liberata dal suo padrone morente proprio durante l’attraversata dall’America. Caridad, che non appena messo piede in terra di Spagna non sa proprio cosa farsene della sua libertà,come muoversi e come “interagire” con l’uomo bianco e che vivrà subito una serie di disavventure fino all’incontro con Melchor capo gitano vecchia maniera che la porterà con se nella sua famiglia. Ed entreremo così in un mondo fatto di passioni forti,di odi profondi e ancestrali nello stesso popolo ,passioni che solo in un modo possono sfociare. Conosceremo gli altri protagonsiti o meglio le protagoniste come Milagros,la giovane nipote di Melchor,Ana Vega sua figlia e la famiglia rivale dei Garcia tra cui Pedro di cui Milagros è innamorata.

In questo romanzo sono le donne le figure che più spiccano,nonostante la presenza di una figura come Melchor e di altri uomini oserei dire che un romanzo tutto al femminile, un romanzo in cui le protagoniste hanno una crescita molto dolorosa, con sbagli ed errori nel caso di alcune che costeranno cari,ma le donne sono anche coloro grazie alle quali la gitaneria dirime le sue faide,e va  avanti con orgoglio nei momenti più difficili.

Così come è avvenuto per il suo 2° libro,anche qui, a mio avviso Falcones si è dilungato un po’ troppo su certi aspetti e sulla ripetitività di alcune situazioni(anche se questo libro è un po’ più corto rispetto a quello), e all’inizio specialmente la storia mi sembrava non ingranare e procedere un po’ troppo lentamente. Ma dalla 2° metà del libro,fino alla fine abbiamo un accavallarsi di punti di vista di personaggi,che si erano divisi durante la storia,capitoli dedicati ad uno piuttosto che ad un altro,fino al ricongiungimento finale. Mi sembrava ,con le dovute differenze, di leggere Le cronache del ghiaccio e del fuoco di Martin,con i vari POV dei personaggi e chiedermi durante un capitolo: “Oddio che ne sarà stato di…?” e non vedere l’ora di arrivare a scoprire in un crescendo di emozioni tutti i vari personaggi. Con questo espediente secondo me, la 2° parte del libro ha avuto il pregio di una lettura più scorrevole e avvincente,almeno per quanto mi riguarda,cosa che invece nella prima parte non era accaduta,e nessuna delle parti,dalla vita di Caridad a Madrid,o di Milagros sempre nella stessa città,o di Ana Vega in prigione mi ha mai annoiato.

Ripeto,il libro non è riuscito a raggiungere nel mio indice di gradimento La cattedrale del mare, e come avevo avuto occasione di dire per il protagonista de La mano di fatima,mi sembra che l’autore si accanisca un po’ troppo con i suoi personaggi facendogliene passare di cotte e di crude e se Arnau (il protagonista della Cattedrale-mi spiace ma non riesco a non fare paragoni con quel libro che ho davvero tanto amato) ne aveva passate tante, al confronto dei protagonisti dei libri successivi può quasi ritenersi un “fortunato”, ma è stato comunque un romanzo che mi ha molto colpito e che conferma comunque la bravura di Falcones nel ritrarre epoche e genti, che forse poi così lontane da noi non sono,e nel farci rivivere parti di storia della sua Spagna poco conosciute.

Published in: on 16/01/2014 at 19:27  Lascia un commento  

Il gioco dell’inganno-Adele Vieri Castellano

indexTRAMA: Venezia, 1796. Lorenza, la giovane figlia del barone Marianin, sa che la attende un matrimonio senza amore e vuole concedersi un’ultima giornata di libertà tra le calli invase dalla folla colorata e festante del Carnevale. Bellissima e spavalda, non sa che la frenesia e la confusione nascondono grandi pericoli per una ragazza sola e sta per essere vittima della violenza di due uomini mascherati. Ma in suo soccorso arriva la più fosca e sinistra delle maschere: la baùta. Chiunque si nasconda dietro quel volto di cartapesta, ha negli occhi e nella voce il fascino della notte che è insieme rifugio dei briganti e covo delle stelle. Aristocratico o spia, la baùta non vuole rivelare il suo nome, trincerandosi dietro la sua fermezza elegante e decisa. Lorenza sa che non riuscirà a dimenticarlo, senza immaginare che poco tempo la separa dall’incontrarlo di nuovo… L’uomo misterioso è un’ombra tra le ombre che si muovono nella fitta rete di inganni della politica veneziana, in cui Lorenza sarà presto coinvolta in un crescendo di rivelazioni fatali e infuocata passione.

“Questa è la storia di un uomo,un uomo vero, e dell’amore, dell’amore vero”

Ci risiamo. Dopo aver colpito e affondato il bersaglio con la saga sui romani,Adele Vieri Castellano sforna un altro libro che colpisce nel segno.Ambientazione completamente diversa,sensualità più sottile rispetto ai libri su Roma,ma che permea tutto il libro facendoci palpitare ad ogni scena in cui i due protagonisti si incontrano, personaggi indimenticabile, precisa ricostruzione storica e quella capacità di trasportarci in un’epoca lontano e in una città che, così come Roma, ha pochi eguali nel mondo(anzi,forse proprio non ne hanno queste due città Roma e Venezia). Ed è così che ci ritroviamo in una Venezia di fine ‘700 in piena epoca napoleonica, dove un uomo lotta per la sua città e per la libertà di quest’ultima, che da lì a poco però dovrà soccombere al volere della storia. E lotta per la sua amata, incontrata per puro caso durante il  Carnevale..

Non fatevi ingannare(scusate il gioco di parole :p) dal “trucido unto” in copertina che assolutamente non rispecchia la raffinatezza e l’eleganza del libro, ma soprattutto l’essenza della storia e del personaggio principale, un’altra figura indimenticabile  di un eroe(dopo quelli romani), Jacopo Barbieri,misterioso,affascinante,carismatico e tormentato nel corpo e nell’anima,che dona tutta la sua vita alla causa veneziana,ma che ad un certo punto incontra qualcuno che conquisterà il suo cuore. Non c’è solo Jacopo però in questo libro,ma anche un’eroina Lorenza Marianin che fa immedesimare noi lettrici e per una volta non ci fa arrabbiare, donna piuttosto moderna, dalla mente aperta, ma che deve comunque sottostare alle regole dell’epoca.Per non parlare dei personaggi secondari e i cattivi di turno perfettamente tratteggiati quasi da farceli sentire reali.

Questa è una bellissima storia d’amore nata tra le calli di Venezia e cresciuta pian piano nei cuori dei due protagonisti sfidando il destino, le convenzioni dell’epoca e gli intrighi più spietati, portandoci tra mille avventure e sospiri in una storia bellissima che tiene avvinto il lettore dalla 1° all’ultima pagina. Sinceramente ormai non so più come lodare i libri di questa autrice che ogni volta,da quando ho avuto la fortuna di scoprirla, mi meraviglia per il suo talento e che spero continui a regalarci storie come questa per tanto tanto tempo ancora.

Nel frattempo,se avete già amato i suoi libri precedenti non perdete questa nuova avventura, e se non la conoscete questo è un libro che vi consiglio vivamente, che come ho già detto vi porterà in una delle città più belle del mondo e vi regalerà emozioni e uno spaccato della nostra storia, insieme a personaggi che vi resterenno incollati addosso come solo pochi altri personaggi hanno saputo fare.

Published in: on 01/12/2013 at 15:46  Lascia un commento