I vestiti dei sogni Mostra a Palazzo Braschi

Salve a tutti.
Eccomi qui a raccontarvi di una mostra meravigliosa che ho avuto il piacere di vedere domenica passata. Si tratta della mostra attualmente in corso a Palazzo Braschi a Roma “I Vestiti dei sogni” che si propone di far rivivere i fasti cinematografici del cinema italiano e dei suoi costumisti più famosi, attraverso appunto gli abiti che hanno fatto la storia del cinema. Si spazia in un secolo di cinema dal 1915 al 2015 con vestiti e costumi davvero stupendi che sicuramente ognuno di noi avrà visto sullo schermo. La mostra si apre con i costumi del film premio Oscar “La grande bellezza” e poi cronologicamente percorre le varie tappe del cinema. Partiamo dai costumi di film dei primi del 900 con i costumisti Sapelli detto Caramba e Novarese che hanno creato i costumi per i film di Alessandro Blasetti come I Borgia, o Ettore Fieramosca e La corona di Ferro(descritto come il primo fantasy italiano) che vedevano protagonista un giovanissimo Gino Cervi,fino ad attraversare un secolo di cinema con film conosciutissimi come Il Gattopardo con i magnifici vestiti di Piero Tosi, Guerra e Pace con i vestiti creati da Maria de Matteis per il personaggio di Natasha interpretata da Audrey Hepburn ,Maria Antonietta di Sofia Coppola con i costumi del recente Premio Oscar Milena Canonero, per arrivare ad un altro Premio Oscar,Gabriella Pescucci con gli abiti del film L’Età dell’innocenza e molti altri ancora. Oltre ad un secolo di cinema ripercorriamo anche tanti secoli di storia con questi meravigliosi abiti.
Non saprei da dove cominciare per dire quali sono gli abiti che mi sono piaciuti di più. Però se devo proprio scegliere ovviamente per primo dico l’abito stupendo che Audrey Hepburn indossa in Guerra e pace, ma tutti gli abiti di quella stanza mi son piaciuti anche quello color ora indossato nel medesimo film da Anna Maria Ferrero. Ho trovato meravigliosi anche gli abiti simil-medievali del film “La corona di ferro”, abiti di pesante tessuto scolpiti con arabeschi d’oro ma che vengono alleggeriti con garze e tessuti più leggeri che gli conferiscono un’aria da Mille e una notte. Inoltre altra sezione spettacolare quella con gli abiti del film Il Gattopardo, abiti creati seguendo i minimi dettagli storici dal costumista Piero Tosi. Indimenticabile l’abito di Claudia Cardinale\Angelica per il famoso walzer,abito che l’attrice indossò con un bustino di 53 cm di circonferenza contro quelli reali della Cardinale che erano 68 cm.
Bellissimi anche gli abiti del film Maria Antonietta e quelli dall’Età dell’innocenza,ma anche quelli usati nei film di Luchino Visconti,dagli abiti della Schneider in Ludwig a quelli di Silvana Mangano in Morte a Venezia o il bellissimo ed elegantissimo abito nero di Laura Antonelli nel film “L’innocente”. Abbiamo anche una piccola sezione dedicata agli accessori, e anche qualche abito maschile come il famoso “Marchese del Grillo” e l’abito indossato nel recente “Il giovane favoloso” da Elio Germano nel ruolo di Leopardi, e gli abiti più “moderni” che hanno fatto la storia dei film di Federico Fellini, o di Vittorio De Sica. Ogni abito ricorda un pezzo di storia, storia del costume, del cinema e storia dell’abbigliamento nel corso dei secoli.
Una mostra davvero spettacolare che durerà fino al 22 marzo che vi consiglio assolutamente di vedere perché come è accaduto a me ci lascerete un pezzo di cuore…e se le parole non vi hanno convinto lascio parlare le foto.
Alla prossima.

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Published in: on 02/03/2015 at 16:51  Lascia un commento  

I film di Natale.

Quest’anno voglio dedicare il post di Natale ai film natalizi.Si sa che a Natale,tra una corsa al regalo e l’altra,tra le lunghe cene e pranzi con i parenti,una partita a carte,un giro per le vie illuminate a festa delle nostre città,spesso non si ha molto tempo per guardare la tv,ma spesso e volentieri c’è l’abitudine di lasciare la tv accesa e dare un’occhiate per vedere cosa passa il palinsesto e commentare il film tutti insieme tra una fetta di pandoro e un torrone,oppure ci si rilassa nei giorni tra una festa e l’altra o la sera dopo pranzi e pomeriggi di bagordi davanti ad un bel film di atmosfera natalizia.Quindi c’è la ricerca al film che fa appunto atmosfera,tra vecchi classici,film cult degli Anni 80-90 o nuove storielle cinematografiche a volte deliziose.Ci sono dei must natalizi che ogni anno vengono puntualmente riproposti,altri invece a volte vengono dimenticati dalle reti principali e si ritrovano qua e là in qualche canale regionale,ma ognuno di noi penso abbia i suoi film natalizi per eccelenza quelli che ti fanno dire: Non è Natale se non c’è… ecc ecc. Penso che uno dei film  must per la maggior parte delle persone della mia età sia Una poltrona per due,che va quasi sempre in onda la Vigilia di Natale,insieme al Miracolo sull’84° strada (la nuova versione,della vecchia non ce n’è quasi più traccia). Bhè io sarò una voce dal coro ma non sono i miei film preferiti di Natale,mentre ce ne sono altri che ogni anno puntualmente quando è questo periodo dell’anno ho voglia di rivedere.

Dunque partiamo con il mio classico per eccellenza, La vita è meravigliosa,commedia in bianco e nero del ’46 incentrata su George Bailey, un uomo nato e cresciuto in una piccola cittadina rurale che, dopo aver rinunciato per tutta la vita a sogni e aspirazioni pur di aiutare il prossimo, colto dalla disperazione, è sul punto di suicidarsi la sera della vigilia di Natale. In suo soccorso, grazie alle preghiere sue e di amici e familiari, arriverà un angelo custode,Clarence, mandato da Dio,che farà capire a George l’importanza delle sue azioni nella vita degli altri.Famosissima la scena in cui il protagonista interpretato da un giovanissimo James Stewart corre per tutta la città augurando Buon Natale a tutti,persone,cose e luoghi.

Altro film che nel mio Natale non può mancare,che ricordo con tanto affetto perchè fu il primo film che registrai con il mio primo videoregistratore,regalo di Natale del 1987 è La vera storia di Babbo Natale, film in cui si racconta come un buon falegname e sua moglie,colti da una tormenta di neve mentre portano i regali ai bambini del villagio,vengono “portati” al Polo Nord e aiutati dagli elfi ogni notte di Natale regaleranno la felicità ai bimbi del mondo.Quando un elfetto un po’ ribelle e insoddisfatto del suo lavoro abbandonerà il Polo Nord e cadrà in mano ad un ricco industriale senza scrupoli,Babbo Natale le sue renne e due bambini andranno in suo aiuto.Secondo me il film più carino sulle origini e la vita di Babbo Natale,un film che ogni Natale,anche con la vecchia videocassetta ancora oggi, non è mancato nei giorni di festa.

Altri film che più recentemente sono diventati dei miei personali classici sono La bella e la bestia:un magico Natale(oddio non che la versione classica e molti altri film della Disney non siano graditi a Natale,ma questo ha un sapore particolare) in cui Belle e gli abitanti del castello sono alle prese con le feste e gli addobbi natalizi e Blizard una renna per amico, film del 2003 ma scoperto solo 5-6 anni fa e tra tutti i film recenti è quello che più mi è piaciuto,che racconta l’amicizia tra una bambina che amava pattinare e una delle renne di Babbo Natale.

Infine, ho voluto lasciare per ultimo in questa mia breve lista(ma ci sono tanti altri film,magari anche non di stampo natalizio che però vengono riproposti per le feste oppure hanno accompagnato le mie feste quando ero piccola ad esempio il bellissimo e romantico LadyHawke oppure Ritorno al futuro che veniva trasmesso sempre la vigilia,e che quindi mi ricorda i Natali di tanti anni fa) un  altro classico della Disney, Il canto di Natale di Topolino, che porta in tv e sotto forma di cartoon il classico racconto natalizio della letteratura inglese scritto da Charles Dickens “Canto di natale”.Ne sono stati tratti innumerevoli film(il più recente quello di Zemeckis,molto carino e fedele al libro) e trasposizioni moderne,ma il cartone dove zio Paperone interpreta il vecchio Scroodge,Topolino il suo aiutante e altri personaggi Disney via via tutti gli altri,  non può davvero mancare per far si che Natale sia davvero Natale.

Questi sono i miei 5 film natalizi del cuore e insieme a queste immagini colgo l’occasione  di porgervi i miei auguri di Buon Natale a tutti voi che seguite il mio angolino e le mie passioni. Che sia per tutti un Natale sereno e pieno d’amore

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Published in: on 23/12/2013 at 22:36  Lascia un commento  

Serie Tv: The paradise e Mr Selfridge, grandi magazzini a confronto.

E’ da un po’ che volevo parlare di queste due serie tv che hanno iniziato la loro messa in onda lo scorso anno sulle reti inglesi(Mr Selfridge è stato trasmesso anche in Italia da Diva canale del pacchetto Sky) e che sono giunte alla loro seconda stagione(The Paradise va attualmente in onda, Mr Seflridge tornerà prossimamente).
La cosa che accomuna le due serie è l’ambientazione: infatti entrambe si svolgono all’interno di quelli che sono stati i primi grandi magazzini aperti in Inghilterra,ma mentre The Paradise è ambientato nel 1870, con Mr Selfridge ci troviamo già ai primi del ‘900.

The Paradise

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The Paradise (qui la deliziosa sigla http://www.youtube.com/watch?v=DKkxEZxdvLY ) è stata presentata come la risposta BBC a Downton Abbey, ma niente ha a che vedere se non l’ambientazione nel passato. Credo che la bellezza delle prime stagioni di Downton siano ineguagliabile,ma a suo modo anche The Paradise ha saputo conquistare il publico e personalmente, l’ho trovata una serie gradevole. Ispirata all’opera di Emile Zolà “Au bonheur des dames” (Il paradiso delle signore) la serie prende il via quando Denise, arrivata in città per andare a lavorare nella sartoria dello zio,trova la situazione del parente poco rosea, in quanto proprio davanti al suo negozio ha appena aperto un grande magazzino “Il Paradise” che ha compromesso gli affari dei piccoli negozianti della zona. Denise però ha bisogno di lavorare e troverà il suo posto proprio dal “nemico”. Qui conoscerà il proprietario. Mr Moray, uomo affascinante dal misterioso passato (la morte tragica della moglie avvenuta proprio durante i lavori di costruzione del negozio aleggerà come mistero durante tutta la stagione) del quale presto si innamorerà, ricambiata; le altre commesse, i capi-reparto e la fidanzata ufficiale di Moray, Mrs Glendenning, appartenente a quell’alta società che ancora ama vestirsi presso sartorie private, artigiani locali ecc e non comprando prodotti in serie presso i grandi magazzini. Attraverso le avventure di questi personaggi, assisteremo a questo scontro sociale, al cambiamento del modo di fare “shopping” della media e alta società, e vedremo come accanto alle vendite il Paradise affianchi anche eventi promozionali,pubblicitari e spettacolari per attirare l’attenzione pubblica. Trovo di questa serie molto belle le scenografie,i costumi e la fotografia molto calda,soprattutto con i colori caldi e accoglienti del grande magazzino, che personalmente trovo un bellissimo salotto dove perdersi facendo spese. Guardando con occhi moderni posso dire che non sono un’amante dei centri commercieli, non mi piace neanche farci spese, preferisco ancora i piccoli negozi, ma se i centri moderni fossero come Il Paradise penso farei un’eccezione e mi farei convincere anch’io da quel tipo di vendita, perchè trovo l’ambiente veramente favoloso 😀 .
Al momento la serie è in onda con la 2° stagione,che però non ho ancora visto, e che spero mantenga le premesse della prima che è sicuramente piacevole e consigliata da seguire.

Mr Selfridge

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Mr Selfridge invece è la risposta Itv a The Paradise ed è una co-produzione anglo-americana che prende ispirazione da un personaggio realmente esistito,l’americano Henry Selfridge,conosciuto in Inghilterra e non solo per aver fondato la catena di grandi magazzini Selfridge & Co, presente in Gran Bretagna con quattro negozi.Sicuramente più guascone di Mr Moray, Selfridge è un personaggio istrionico e roboante,che fa della vendita uno spettacolo e anche il suo grande magazzino offre spettacoli e intrattenimenti,ed eventi culturali per attrarre il pubblico che ancora(nonostante siano passati trent’anni dall’ambientazione di The Paradise) non si convince ad acquistare in negozi del genere e che comunque può andarci incuriosito dagli eventi proposti e poi valutarne le offerte.  Come ci spiega una nobildonna nella prima puntata:“Gente come noi non è abituata ad andare a fare spese. La consideriamo una cosa poco elegante. Un gentiluomo andrà dal sarto, una signora farà venire la sarta, e così via”, e Selfridge saprà con le sue idee ,cambiare questa mentalità:considerato un visionario, saprà creare, con il suo modo di fare un nuovo modo di fare shopping, che dura ancora oggi. Anche qui, l’aspetto sociale e la sua evoluzione verranno raccontati attraverso le avventure del protagonista,delle persone che lavorano con lui e della sua famiglia.

Rispetto a The Paradise però ho trovato Selfridge un po’ inferiore, più fredda come serie. Farò un esempio stupido, ma solo il paragonare l’ambientazione, il Paradise così caldo e avvolgente,con il freddo Selfridge’s prototipo di quei magazzini moderni che vediamo ancora oggi,tutto bianco e lineare,fa propendere la mia preferenza più per la prima serie che per la seconda, oltre ad altri aspetti come ad esempio il preferire il misterioso Moray all’istrionico Selfridge che catalizza la scena a mio avviso lasciando poco spazio agli altri personaggi(anche se in effetti la serie prende il nome proprio da lui e quindi è dedicata a lui :p ),mentre The Paradise è una serie più corale, nonostante abbia i suoi protagonisti, dà spazio in egual misura a tutti e la preferisco per questo aspetto. Nonostante questo comunque Mr Selfridge è una serie ben interpretata e che comunque ci offre uno spaccato dell’epoca,un’epoca di cambiamenti sociali(come già abbiamo visto anche in Downton Abbey a cui questa serie è più vicina cronologicamente) che si notano anche dal modo di fare shopping.

Aspettando comunque di vedere la 2° stagione di entrambi e come proseguirano gli eventi di queste serie che trattano lo stesso argomento vi lascio col quesito: a voi quale è piaciuta di più?

Alla prossima!

Published in: on 01/12/2013 at 15:01  Comments (2)  

Spartacus War Of The Damned – l’ultima stagione di una serie epica!

59217_514631598593013_1220707153_nCon molto ritardo,mi accingo a scrivere di questa serie che si è conclusa in primavera, una serie che sicuramente rimarrà nel cuore dei telespettatori: sto parlando di Spartacus,serie storica che in questi anni ha riscosso molto successo.L’ultimo capitolo di The War of the damned (La guerra dei dannati) è andato in onda sia in America,e a metà maggio è stato trasmessa anche da Sky.Per vederla in chiaro sui canali free penso che dovremmo aspettare l’inizio del nuovo anno su Cielo,che ha mandato in onda tutte le rpecedenti stagioni.

Avviso: ovviamente le vicende della serie e il finale penso e voglio sperare siano note a tutti,trattandosi di storia più che conosciuta, però ovviamente se qualcuno spera un un finale diverso per determinati personaggi ,o comunque per i personaggi di fantasia, e non vuole rovinarsi sorprese  non avendo ancora visto la stagione(anche se ormai ne dubito), vi avverto che l’articolo contiene  SPOILER e anticipazioni. ^_^’

Dopo avervi parlato  delle precedenti stagioni (di cui troverete la recensione qui )voglio concludere l’omaggio a questa serie parlandovi anche dell’ultimo atto, in cui abbiamo visto la naturale conclusione  della storia. Nell’ultima stagione “Vengeance” avevamo lasciato i ribelli vittoriosi su Roma e sulle armate di Caio Claudio Glabro, e soprattutto avevamo lasciato in un tripudio di sangue una buona parte del cast,a partire proprio da Glabro nelle fila dei Romani,l’intrigante Ashur, le allegre comari di Capua  Lucretia e Ilithyia,per non parlare delle perdite tra i ribelli tra cui Mira,la schiava con cui Spartacus aveva avuto una breve relazione,e il mestro Oenomao. 

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La nuova stagione quindi ha bisogno di nuova linfa, e la Storia, quella con la S maiuscola entra nella serie: infatti vengono introdotti i nuovi antagonisti dei ribelli e stiamo parlando di Marco Crasso, l’uomo a cui Roma affida il compito di sconfiggere Spartacus e Caio Giulio Cesare. E ne vedremo davvero delle belle,perchè questa volta Spartacus troverà pane per i suoi denti con avversari non più accecati dall’odio o dediti solo ai loro interessi (anche se un bel po’ di ostilità ci sarà, soprattutto tra Cesare e Tiberio,il figlio di Crasso che in questa stagione è il vero personaggio da odiare della serie), ma ben concentrati nell’intento di fermare il gladiatore che ha messo sotto scacco Roma. Il gioco di strategia tra Spartacus e Crasso,ci terrà avvinti fino all’ultima puntata,fino al loro incontro faccia a faccia, e soprattutto grazie all’intelligenza di Crasso e alla furbizia di Cesare,ahimè i nostri ribelli dovranno capitolare di fronte alla supremazia di Roma.

Spartacus-3-posterMi preme subito dire,che se nella serie precedente avevo messo in dubbio lo spessore recitativo del nuovo Spartacus, Liam McIntyre, in questa stagione,l’attore ha saputo dare un altro volto al nostro eroe entrando più in parte e intensificando il suo personaggio. Altro interprete magistrale che, come antagonista di Spartacus, credo si sia molto avvicinato a quella che fu l’interpretazione del mitico Batiato\John Hannah della 1 stagione, è stato Simon Merells che ha dato vita ad un Crasso superbo. Questi personaggi nonostante nella serie siano gli antagonisti dell’eroe di turno,sono quegli antagonisti che non riesci ad odiare,anzi li ammiri e li ami per la grandezza che sanno trasmettere. Un po’ meno convincente a mio avviso il biondo Giulio Cesare una sorta di brutta(o forse bella?) copia di Brad Pitt,ma alla fine la sufficienza lo do anche a lui,visto che personalmente amo il personaggio storico di Cesare,che qui è stato descritto come un personaggio furbo e scaltro.

La cosa che però è mancata di più a questa stagione a mio avviso sono stati gli intrighi delle donne,che nelle precedenti stagioni l’avevano fatta da padrone.Eh si, l’assenza delle allegre comarelle di Capua si è fatta davvero sentire e i nuovi personaggi femminili introdotti onestamente non mi hanno convinta tantissimo,a parte la schiava Kore,che comunque ha un ruolo fondamentale nella storia; ma in effetti la stagione più che sugli intrighi si è concentrata sul campo di battaglia e sui dissidi tra le fila sia dei romani,sia dei ribelli.578710_501300326584300_404172473_n Perchè ce ne sono stati di dissidi,anche fra i capi storici della ribellione Spartacus e Crisso, che più di una volta han visto vacillare, anche a suon di cazzotti e brocche in faccia, la loro amicizia,ma solo perchè ognuno di loro era fermo sulle sue convinzioni. E proprio Crisso in questa stagione ha in alcuni punti esagerato con la vendetta e la violenza gratuita,s pinto da una Neavia, ormai grintosa guerriera e sempre più assetata di sangue,come nell’episodio dell’eccidio dei prigionieri romani nella città di Sinuessa,città che i ribelli avevano interamente conquistato,per poi ripederla ad opera di Cesare. Ma il personaggio resterà,secondo me uno dei più belli della serie, un giovane gallo, mai stato guerriero, che prima dell’arena non aveva mai versato sangue e che come unico desiderio ha quello di affermarsi sulla sabbia, ma che poi grazie all’amore e a Spartacus capirà quali sono i veri valori,aprirà gli occhi sui soprusi che i romani della casa di Batiato compiono sugli 65640_482068361840830_1978616794_nschiavi e i gladiatori e diverrà uno dei capi della rivolta,arrivando fino alle porte di Roma. Le sue entrate in scena e sugli scudi romani a piè pari e le ultime scene in cui lo vediamo sono davvero da brividi e indimenticabili e nonostante i dissidi la sua amicizia con Spartacus è commovente. Ovviamente i personaggi sono tanti e ognuno è rimasto davvero nei cuori degli spettatori, volessi citarli tutti non finirei più, ma altro539818_516090855113754_438821014_n personaggio che merita una menzione è Gannicus, il gaudente dio dell’arena,che nonostante i suoi dubbi farà sua la causa di Spartacus e arriverà fino alla fine a fianco dei suoi fratelli e troverà anche il vero amore,abbandonando le braccia della bella germana Saxa (anche lei alle fine ci regalerà un momento davvero intenso e commovente) e morendo proprio nel modo in cui non voleva morire, ovvero crocifisso. Ognuno di loro ci ha regalato davvero tanti bei momenti,come anche i momenti di Agron  e Nasir, imagese soprattutto nelle ultime puntate avremo tanti bei discorsi tra i protagonisti,cosa che un po’ in questa serie a differenza delle altre era mancata,quei discorsi epici che fanno vibrare più di una puntata di battaglie!Soprattutto nelle ultime puntate, saranno spesso ricordate citazioni di inizio serie come le parole di Oenomao sulla sabbia dell’arena e sull’essere gladiatori.

E poi c’è lui, il personaggio che ha dato il titolo alla serie,Spartacus,il guerriero trace divenuto schiavo,che come dirà alla fine Crasso durante il loro incontro  “sarebbe potuto essere un valido alleato di Roma”, e che invece ha fatto tremare la Repubblica. Uno Spartacus che anela la sua vendetta e che vuole far tremare la Repubblica romana per avergli strappato dalle braccia la sua amata moglie,ma che vuole anche ridare la libertà a chi è vessato e maltrattato dai romani.
Ad un certo punto della serie, Spartacus però capirà che è preferibile piuttosto cercare di raggiungere la libertà, anche perchè lo deve a tutte quelle migliaia di schiavi che si sono uniti alla sue schiere, ed entrerà in contrasto con Crisso che invece vorrà arrivare fino alle porte di Roma. E alla fine nell’ultima epica battaglia Spartacus troverà la sua libertà e finalmente potrà riabbracciare la sua amata Sura, non senza che lo spettatore versi qualche lacrima,mentre un gruppo di ribelli e di ex-schiavi riuscirà grazie al sacrificio dei combattenti a valicare i confini della Repubblica e a trovare la libertà.

La serie è sicuramente diversa dalle precedenti e sicuramente la perfezione della prima stagione non è stata raggiunta da nessuna delle seguenti(forse solo il prequel è paragaonabile), ma comunque si tratta di una degna e spettacolare conclusione della storia. Allungare il brodo e tirarla ancora per le lunghe non avrebbe avuto senso e si sarebbe rischiato di rovinare un qualcosa, che invece nel suo insieme penso che rientri nell’olimpo delle serie tv più belle di sempre. Si vocifera di uno spin-off della serie con la storia di Giulio Cesare in cui rivedremo appunto Cesare e Crasso,anche se ripeto l’attore che interpreta Cesare non mi ha convinta al 100%. Chissà magari se rivedremo anche qualche ribelle superstite 😉 Staremo a vedere. Per adesso posso solo dire che aspetto di rivedere di nuovo questa stagione sui canali free, e magari anche le repliche delle altre stagioni per ritrovare tutti i meravigliosi personaggi che ci hanno tenuto compagnia in questi anni. Intanto per un piccolo riassunto di tutti i volti che hanno dato vita alla serie ci sono i bellissimi titoli di coda dell’ultima puntata,assolutamente bellissimi,un ulteriore tocco di classe e omaggio alla serie e agli spettatori.Non nego che quando li ho visti la prima volta,e a rivederli ancora oggi, bhè un po’ di commozione la si prova,come sempre quando finisce una serie tv che ti ha tenuto compagnia per anni.  😀

 

Published in: on 29/08/2013 at 19:44  Lascia un commento  

Les Misérables

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Quando lessi che avrebbero  girato una nuova versione de “Les Misérables” con questi attori,mi dissi subito che sarei andata a vederlo, visto che si tratta di una storia immortale e tra le più belle mai raccontate. Poi ho scoperto che non si trattava di film classico ma di un musical e la cosa mi ha reso un po’ titubante fino all’ultimo. Ormai avevo deciso, avevo letto anche delle belle recensioni, ma restavo sempre un po’ combattuta per  il semplice fatto che non amo molto i musical, o meglio non so quanto avrei potuto apprezzare un film tutto cantato. Calcolate che nei film Disney, a parte  i classici datati, quando c’è qualche canzone penso: ” mmmhh un po’ troppo lunga, quando finisce?”, quindi con un film interamente cantato per di più in inglese,  bhè avevo paura che mi sarei annoiata. E invece la sorpresa , la meraviglia,  uno dei film più belli che siano apparsi sullo schermo negli ultimi anni,  tratto dall’immortale romanzo di Hugo si,ma anche da un musical che tiene la scena da ben 30 anni! Premetto subito di portarsi una scorta di fazzoletti, perché il film suscita emozione e commozione e in certi punti è davvero impossibile trattenere le lacrime. E tutto questo è merito delle splendide musiche e della bravura degli attori che hanno davvero dato una prova eccezionale,tutti dal 1° all’ultimo!Personalmente ho un debole per  il bel Hugh Jackman che qui ha dato veramente una grande prova dimostrando  di non essere solo bello. Da brividi, pur avendo lavorato nel film per più o meno 30 minuti(forse anche meno) la bravissima Anne Hathaway nel ruolo di Fantine,  in un’interpretazione struggente che a mio modesto avviso meriterebbe l’Oscar. Russell Crowe ha interpretato un personaggio estremamente antipatico, e il fatto che l’attore mi sia antipatico già di suo (si, non lo sopporto,non mi piace e neanche ne “Il gladiatore”-bellissimo film per carità-mi ha fatto sospirare come invece è avvenuto per tante altre estimatrici, rischio spesso il linciaggio quando lo dico ma tant’è!) ha dato ancora più valenza al personaggio dell’ispettore Javert spiccando soprattutto nei suoi assoli piuttosto che nelle parti cantate\recitate. Calcolando che tutti loro non sono cantanti, credo che abbiano dato prova di essere attori versatili e adatti ad ogni ruolo capaci anche di improvvisarsi cantanti, prendendo lezioni di canto per riuscire bene nella parte. Note di merito anche per i “giovani”:Eddie Redmayne\Marius,che ha dimostrato già di essere un ottimo attore ne “I pilastri della terra” ed altre serie e miniserie inglesi,la dolce Amanda Seyfried\Cosette,e la bravissima Samantha Barks attrice e cantante che ha portato l’intensità di una struggente Eponine dal polcoscenico teatrale dove ne è lei stessa l’interprete, agli schermi cinematografici. Ho trovato un po’ troppo macchiettistica l’interpretazione dei Thénardier, che hanno dato una vena un po’ comica al film durante i loro interventi.

Il film è tutto questo e anche di più: le canzoni coinvolgenti, emozionanti e trascinanti,la bravura degli interpreti, ed è anche le bellissime scene di massa (la scena finale è stupenda) e i primi piani intensi sui volti dei protagonisti che imprimono tutta la loro carica emotiva nei personaggi. In due ore e mezza di film, che scivolano via velocemente, vengono trattati i temi di une dei libri più importanti della cultura europea e mondiale,dai temi sociali come la povertà, l’ingiustizia, la miseria, la fame negli strati più bassi della società, ai temi politici come la lotta per la libertà, la lotta al nuovo regime monarchico della Restaurazione a soli 30 anni o poco più dalla Rivoluzione Francese. Poteva essere un ennesimo bel film su questo meraviglioso libro, e invece ne è uscito qualcosa di più, qualcosa a cui il termine “capolavoro” calza a pennello, che forse più di tutti gli altri film precedenti riesce a toccare l’anima dello spettatore e a coglieri i temi del romanzo. Penso che ai prossimi Oscar meriterebbe più di un riconoscimento, ma la vedo dura contro il “Lincoln” di Spielberg e il film sulla cattura di Bin Laden..spero di sbagliarmi e speriamo che per una volta gli americani siano un po’ meno “nazionalisti”.:D

Published in: on 08/02/2013 at 10:07  Lascia un commento