Centro: un romanzo a quattro mani di Amalia Frontali e Rebecca Quasi, tra Olimpiadi e Belle Epoque..

Salve a tutti!!! Eccomi qui a raccontarvi di un delizioso libro che ho avuto modo di leggere in questi giorni! Il libro in questione è “Centro“, un romanzo scritto a quattro mani da Rebecca Quasi e Amalia Frontali, due apprezzatissime penne del rosa italiano. Se di Rebecca Quasi, ahimè, ancora non ho avuto modo di leggere niente, per quanto riguarda Amalia Frontali ero rimasta molto soddisfatta del libro “La Chioma di Berenice” , in cui si raccontava in maniera romanzata la vita dell’esploratore Giovanni Battista Belzoni.

Anche in “Centro” troviamo dei personaggi realmente esistiti, infatti i protagonisti sono tutti personaggi reali, anche se le autrici, come ci spiegheranno nelle note finali, si sono prese delle libertà ( e per fortuna :p ) sulle loro storie.

Andiamo a leggere la trama del libro, e poi la recensione, che avverto, è totalmente spoilerosa.

Trama:

Londra, 1908.
La capitale britannica si prepara ai Giochi della IV Olimpiade.
Miss Ina Wood appartiene alla squadra femminile di tiro con l’arco e Monsieur Pierre Le Blon è un valente schermidore belga.
Si incontrano per caso, a seguito di un piccolo incidente automobilistico e scoprono di avere in comune un certo talento per la dissimulazione: Miss Wood guida un’auto non sua e Monsieur Le Blon non è chi dice di essere.
Tra schermaglie sportive e romantiche gite tra i ranuncoli, si consuma quella che pare destinata a restare una fugace avventura.
Ma il destino, lento e inesorabile, dispone che i nostri atleti si ritrovino a Vienna nel 1914, per affrontare il passato ed essere travolti dagli ingranaggi della Storia.

Il libro mi aveva subito attirato per l’inusuale ambientazione sportiva, in un’ epoca, anche poco sfruttata dal romanzo rosa ovvero la Belle Epoque e anche dalla deliziosa copertina. Come abbiamo visto la storia inizia nel 1908, mentre a Londra si stanno svolgendo le Olimpiadi. Su questo sfondo si incroceranno le vite dello schermidore belga, Pierre Le Blon e di Ina Wood, arciera, che partecipano alle Olimpiadi di nascosto alle loro famiglie. Ma se Ina è realmente chi dice di essere, anche se mente sulla proprietà della sua automobile,che in realtà a ha sottratto a suo cugino, baronetto, per arrivare a Londra, Pierre le Blon in realtà non è chi dice di essere, e non è neanche belga. Infatti il vero nome di Pierre è Leopold di Saxe-Coburg e Gotha Kohary, principe ereditario di una delle più ricche case reali europee ed imparentato con buona parte, se non proprio tutte, le famiglie reali europee dell’epoca. Entrambi sono lì per sfuggire alla loro vita, per mettersi alla prova e dimostrare il loro valore nello sport. Ma sanno entrambi che sarà un’avventura che durerà solo lo spazio di pochi giorni, il periodo dei Giochi Olimpici. Non fanno i conti però con il sentimento che li sorprende e che li porterà a vivere una fugace storia d’amore, che avrà termine con la fine dei Giochi, come entrambi sanno.

Se la prima parte è vivace e briosa, calata perfettamente nell’atmosfera olimpica, con i battibecchi di Pierre/Leopold e Ina, le loro avventure al di fuori del campo di gara, ma anche i loro scambi d’opinione sulle rispettive discipline, che i due esercitano con passione e dedizione, e l’inaspettata nascita della loro passione, la seconda parte, che si svolge quasi 6 anni dopo, a Vienna, è più sofferta, e anche più commovente in certi punti(in realtà io ho iniziato a commuovermi anche alla fine della prima parte, la scena alla stazione e l’addio tra Pierre/Leopold e Ina l’ho trovato bellissimo). C’è un cambio di ambientazione, lasciamo la Londra delle Olimpiadi e ci ritroviamo nella scintillante Vienna del bel mondo, delle case reali, dei nobili, dei teatri e dei balli, il mondo dorato della Belle Epoque, su cui però già incombe l’ombra dei nuovi ricchi borghesi, che si allunga su un’ormai stanca e antiquata nobiltà. Ina è fidanzata con un ricco commerciante inglese che si fa appunto strada nel mondo nobiliare, grazie ai suoi soldi, Leopold ha ripreso il posto di Altezza Reale, sempre assillato dall’odiato padre affinchè si sposi al più presto. Ovviamente il suo matrimonio dovrà essere ben ponderato per stabilire un’alleanza politica. Gli unici affetti di Leopold sono la sorella Dora, e il cognato Gunther duca di Schleswing-Holstein (che saranno i protagonisti del secondo volume delle due autrici, “Accordi”), e i cugini Albert ed Elisabeth, Regnanti di Belgio. Sono gli unici che accetterebbero di fatto, che Leopold sposasse una borghese, di umili origini e che non gli farebbero mancare il loro sostegno.

Ovviamente, quando i due si rincontrano casualmente, Ina rimane scioccata dalla vera identità di Pierre/Leopold, ma dopo le prime incomprensioni l’amore riesplode subito. I due infatti per sei anni, sono rimasti bloccati nelle loro vite, sempre con il ricordo della loro avventura, che a quanto pare non era solo un’avventura, ma un sentimento vero e forte, che continu a durare nel tempo. Ina, pur avendo ricevuto la proposta, non si è mai decisa a sposare il suo fidanzato, e Leopold non si è mai prodigato nella ricerca di una moglie adatta a lui. Sicuramente Leopold è quello più bloccato dei due, i doveri di corte, le altisonanti parentele, la crudeltà di suo padre, che se non vedrà eseguiti i suoi ordini lo diserederà, lo frenano molto, tanto che ce lo fa apparire molto indeciso e quasi con pooc carattere, ma c’è anche da immergersi nella mentalità dell’epoca, era davvero impensabile un passo del genere, mentre Ina, in tutto questo capisce che non sarà mai accettata, di non poter mai avere un ruolo ufficiale, se non quello di amante, e quindi decide, di lasciare Vienna e tornare a Londra. Ma il mondo sta cambiando, la nobiltà è ai suoi ultimi sprazzi di vita e viene in aiuto la Storia, con la S maiuscola, che farà fare a Leopold il passo e prendere la decisione di coronare il suo sogno d’amore con Ina. Infatti un fatto storico di enorme importanza si abbatte sull’Europa e sulle vite dei protagonisti: l’Arciduca Ferdinando D’Asburgo, erede al trono austriaco ( e imparentato anche lui con Leopold), e sua moglie Sofia, vengono assassinati a Sarajevo. E’ il preludio della 1° Guerra Mondiale.

E’ davvero la fine di un’epoca, ma è l’inizio della vita insieme di Leopold e Ina.

Devo dire che avendo preso informazioni sulle storie reali dei protagonisti, poco dopo aver iniziato il libro, ho vissuto la seconda parte del libro con un po’ di angoscia, perché avevo paura di un finale dolce amaro (non come nella reltà, davvero tragica, ma magari che i due non coronassero la loro storia, oppure che si capisse che la loro sarebbe stata una felicità effimera, un finale insomma che ci avrebbe fatto presagire il fatto reale, senza che venisse narrato, e invece per fortuna non è stato così, e quindi evviva le licenze poetiche!!!) ma le autrici, hanno dato a Leopold quel meritato lieto fine che nella realtà non ha avuto. Infatti, come ho detto prima, i personaggi del libro sono realmente esistiti e nelle note finali le autrici ce ne danno spiegazione: Pierre Le Blon era realmente uno schermidore belga, che partecipo’ alle Olimpiadi; poco si sa su di lui, quindi era un ottimo alias per il nostro Leopold. Anche Ina Wood, faceva realmente parte della squadra femminile inglese di tiro con l’arco, e nel libro le viene regalato un piazzamento migliore di quello ottenuto in realtà, ma di più sulla sua vita non sappiamo. Ovviamente anche il Principe Leopold, così come tutti i suoi parenti, sono personaggi realmente esistiti, ed è anche vero che il principe aveva per amante una ragazza borghese di umili origini, ma la sua fine fu molto tragica: quando si risolse, all’inizio della guerra a liquidare la sua amante con una cifra ragguardevole, questa per tutta risposta gli sparò 5 volte e lo sfregiò con l’acido, per poi suicidarsi. Leopold morì dopo qualche mese di agonia. Questo fatto drammatico riecheggiò nelle famiglie reali europee quello più noto di Rodolfo di Mayerling, erede al trono austriaco e cugino di Leopold, anche lui protagonista di un noto omicidio-suicidio anni prima.
Come ho già detto, le autrici si prendono una licenza poetica, e grazie anche al fatto che con i personaggi storici poco conosciuti, magari ci si può “giocare” un po’ di più, e dargli una storia di fantasia, ci regalano questo libro davvero carino, romantico, ma non sdolcinato, portandoci attraverso le pagine in un’epoca, neanche troppo lontana, un’epoca ancora radicata nelle sue abitudini, ma proiettata verso il futuro, un’epoca di innovazioni, di cambiamenti sociali, e lo fanno attraverso una bella storia d’amore e dei personaggi che con le loro caratteristiche, ma anche le loro insicurezze, ti colpiscono e fanno davvero “Centro”!

Published in: on 08/04/2021 at 12:33  Lascia un commento  

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