Villa Aldobrandini, un giardino “nascosto” in mezzo al traffico di Roma.

Salve a tutti!

Oggi vi porterò alla scoperta di un delizioso giardino che avuto modo di visitare qualche settimana fa(prima di entrare in zona rossa 😦 ) , dopo che me ne aveva parlato un’amica, mentre eravamo in visita ai Mercati di Traiano, che si trovano proprio lì nelle vicinanze. La cosa strana, è che questo posto è praticamente sotto gli occhi di tutti, e per anni è stato anche sotto i miei occhi, ma in pochi ne conoscono l’esistenza e io stessa la ignoravo pur essendoci passata, diciamo “sotto”, per una vita intera. Sto parlando di Villa Aldobrandini e dei giardini pensili che si affacciano su Via Nazionale. Per chi è di Roma o conosce bene la città: avete presente quando da Via IV novembre salite su, appunto verso Via Nazionale, e sulla destra, in pratica dal lato opposto della via che porta verso il Quirinale, vi trovate dei bastioni che costeggiano appunto l’inizio di Via Nazionale? Ecco lì sopra c’è questo piccolo parco, in realtà oggi ai nostri occhi ha più l’aspetto di un giardino, che fa appunto parte del complesso di Villa Aldobrandini. Per anni e anni ho sempre pensato che lì sopra ci fossero sì dei giardini o terrazzi, ma di qualche istituto, di qualche palazzo privato non accessibile e mai avrei creduto che invece fossero aperti al pubblico! E’ proprio vero che anche della proprio città, specie una città come Roma, non si riesce mai a conoscere tutto, su questo luogo devo proprio confessare la mia ignoranza!

L’entrata vera e propria è su Via Mazzarino, traversa di Via Nazionale, e attraverso una scalinata, costruita nel 1938 , che si inerpica tra antichi ruderi, si accede a questo piccolo parco immerso in piena città. Dall’alto si domina Via Nazionale, Largo Magnanapoli con una visuale sulla Chiesa di Santa Caterina da Siena, la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, conosciuta come l’Angelicum, la chiesa dei Santi Domenico e Sisto, ma anche sulla Torre delle Milizie e sui Mercati di Traiano, fino in lontananza sul Vittoriano, sul Quirinale, ma anche sui tetti e sui palazzi di Via Nazionale e del rione Monti. Certo, dal versante che si affaccia su Via Nazionale attraverso un terrazzino, non si può dire che ci sia silenzio e non si senta il rumore del traffico, ma se ci si addentra più verso l’interno, va già un po’ meglio. I giardini purtroppo non versano in buono stato, le aiuole sono un po’ trascurate, i viali sono pieni di foglie, soprattutto di foglie secche delle altissime palme che si trovano nei giardini (palme purtroppo tutte secche, probabilmente malate), ma con un po’ di cura, si avrebbe un luogo davvero incantevole, con panchine,  statue (tutte in copia) e anche una fontana (che sarebbe carino rimettere in funzione), un posto dove ci si può fermare a riposare magari dopo una visita a qualche mostra lì nelle vicinanze o dopo una passeggiata su Via Nazionale. Inoltre ci sono anche delle varietà di fiori, che già in questo periodo danno colore all’insieme. Ci si può affacciare anche su una parte privata del giardino e sulla Villa, che attualmente è sede dell’ Istituto internazionale per l’unificazione del diritto privato (Unidroit).

Nel 1566 Monsignor Giulio Vitelli acquistò degli edifici, dei terreni e degli orti nella zona di Largo Magnanapoli, con un parco che arrivava fino al palazzo Rospigliosi, e affidò all’architetto Carlo Lambardi il restauro e abbellimento della villa. Questi creò il portone d’ingresso, sormontato da una loggia. Il fulcro della villa come più o meno la vediamo oggi fu voluto dal cardinale Pietro Aldobrandini, che aveva ricevuto in dono dal Papa Clemente VIII appunto gli edifici e i terreni, acquistati dal Vitelli. Aldobrandini affidò al suo architetto di fiducia, Giacomo della Porta, i lavori, che si svolsero tra il 1600 e il 1602, e che dotarono la villa di scale e logge e di una facciata continua sul giardino. Il palazzo vantava una vastissima collezione di opere d’arte che alla morte del Cardinale passò alla Duchessa di Urbino, Lucrezia d’Este. La villa poi, per via ereditaria andò alle famiglie Borghese e Pamphili, che portarono la maggior parte della collezione nei loro palazzi. Gli Aldobrandini ne tornarono in possesso, dopo il 1814, (per qualche anno era stata la sede del governatore francese De Miollis, durante il periodo napoleonico, vivendo un periodo di grande attività), e ne rimasero proprietari fino al 1926, quando fu ceduta allo Stato Italiano, ormai molto ridotta nelle dimensioni a causa dell’apertura di Via Nazionale.

E’ stata davvero una piacevole scoperta, non nego che mentre sbirciavo dal cancello che divide la parte pubblica da quella privata, verso la villa, ho provato anche a vedere come fosse l’interno, ma non c’era una gran visuale dalle finestre. La facciata della villa inoltre è anche piuttosto rovinata, ma credo che stessero provvedendo a dei lavori di restauro, perchè una parte era coperta da ponteggi.

Vi lascio come sempre con qualche foto, sperando di avervi incuriosito con questa mia scoperta, che come ho detto, ho sempre avuto sotto gli occhi e a portata di mano, ma che ho conosciuto solo ora. :p

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Published in: on 18/03/2021 at 16:29  Lascia un commento  

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