La Collezione dei Marmi Torlonia in mostra ai Musei Capitolini.

Salve e bentornati. Oggi vi porterò alla scoperta di una magnifica mostra, una delle più attese qui a Roma, che ha avuto una gestazione travagliata a causa dell’emergenza sanitaria.

Lunedì il Lazio è tornato in zona gialla e sono stati riaperti i musei e quindi mi sono immediatamente fiondata!!! Di tutte le cose che amo, e che sfortunatamente non posso fare in questo periodo, almeno una è tornata ad essere praticabile. Avevo proprio bisogno di ritornare a contatto con l’arte e la bellezza, e ho scelto questa mostra meravigliosa, che si terrà fino al 29 giugno presso Villa Caffarelli ai Musei Capitolini.

Troviamo esposte oltre 90 delle 600 e passa opere che componevano questa collezione, che da molti anni ormai era visibile solo da pochi studiosi, in un’esposizione dall’effetto visivo travolgente.

La mostra, per la ricchezza di reperti, potrebbe dare il via ad altre infinite mostre, divise per tematiche, come ad esempio i ritratti, oppure i restauri, oppure un percorso su quanto la produzione di copie romana sia stata utile per conoscere i soggetti dagli originali greci, che essendo in bronzo sono più deperibili, ed infatti ne abbiamo veramente pochissime testimonianze, oppure, ed è questo il percorso che viene spiegato più esplicitamente nei pannelli, le altre collezioni confluite nella Torlonia e la storia del collezionismo. Una mostra quindi, ricca di spunti interessanti.

Il percorso, così come nella Mostra di Raffaello alle Scuderie del Quirinale, si svolge cronologicamente a ritroso, ovvero, partiamo dalla fondazione del Museo Torlonia, collocato in una vasto stabile in Via della Lungara, nel 1875 ad opera di Alessandro Torlonia e l’esposizione delle statue trovate nei loro possedimenti o acquisite nel corso XIX sec. da lui e da suo padre Giovanni Raimondo, per passare poi alle collezioni già formate in precedenza e da loro acquisite, che raccoglievano reperti dei secoli precedenti.

E così ci ritroviamo nella 1° sala, dove sono raccolti venti ritratti di epoca imperiale, tra cui riconosciamo vari imperatori e le loro consorti, tre ritratti che rappresentano una Fanciulla, da uno scavo di Vulci, il cosiddetto Eutidemo, e Il Vecchio. Campeggia nella sala l’unico bronzo della collezione, un Germanico ritrovato nel 1874 durante gli scavi nell’antica Cures (Fara Sabina). I Torlonia avevano molti possedimenti, sia a Roma, nella zona della Caffarella e non solo, sia in altri latifondi in Sabina, in Tuscia, a Porto, e sostennero una vasta campagna di scavi in tutte queste proprietà, riportando alla luce moltissimi reperti. Una vasta area archeologica interessata dai loro scavi è proprio quella della Caffarella, dell’Appia Antica e della Via Latina, da dove provengono i reperti della 2° sala, come i due sarcofagi, i tre atleti e il gruppo di Eirene e Ploutos (“Pace e Ricchezza”) copia di un perduto originale in bronzo di Cefisodoto (370 a.C. circa) , il padre di Prassitele, o le due statue di Satiro e Ninfa, ritrovate nella Villa dei Sette Bassi, che compongono un gruppo ellenistico noto con il nome dato dagli studiosi di Invito alla danza.

Si passa poi alla 3° sezione della mostra, composta dalle sale 3. 4. e 5, dove ritroviamo le sculture di due grandi nuclei che sono andati poi a confluire nella Collezione Torlonia, ovvero le raccolte di Villa Albani e quella dello studio dello scultore Bartolomeo Cavaceppi,(1716-1799) che si trovava in via del Babuino. Queste due collezioni, acquisite da Giovanni Raimondo Torlonia ai primi dell’ottocento, sono strettamente legate tra loro, in quanto il Cavaceppi, amico del Winckelmann, era stato un protetto del Cardinale Albani, ed aveva resturato molte delle sue sculture. Il nucleo principale di queste due collezioni si è formato nel XVIII secolo, e tra i pezzi che vediamo in mostra c’è la maestosa Tazza in marmo pentelico, con le fatiche di Ercole, data circa 50-25 a.C, e ritrovata nel 1762 sulal Via Appia. Dalla Villa Albani abbiamo  poi una statua del Nilo del I sec d.C. già facente parte della collezione Barberini, più una vasca in granito. Nelle sale sono esposti vari crateri, cariatidi, e un sarcofago con un corteo dionisiaco , proveniente dallo studio Cavaceppi.

Si arriva poi nelle sale dove fa bella mostra di sé un altro nucleo ovvero quello della collezione Giustiniani, raccolta dal Marchese Vincenzo Giustiniani (1564-1637) nel corso del XVII. Alla sua morte la collezione si disperse, ma il nucleo fu acquistato nel 1816 da Giovanni Raimondo, anche se arrivò nelle mani del figlio Alessandro, che la pose nel Museo da lui fondato, solo molti anni dopo. Pezzi forti della collezione Giustiniani sono l’ Hestia, la replica del Satiro a riposo di Prassitele e due repliche dell’Afrodite accovacciata di Doidalsa. La collezione Giustiniani, aveva due caratteristiche ricorrenti, che vengono ben rappresentate anche qui in mostra, ovvero: un allestimento organizzato secondo studiate simmetrie, e il ricorso ad eleganti restauri eseguiti da nomi noti, come ad esempio Pietro e Gian Lorenzo Bernini. L’esempio in mostra è una testa di una delle due Afroditi di Doidalsa, restaurata da Pietro, e una statua di caprone, la cui magnifica testa fu aggiunta da Gian Lorenzo.

Arriviamo poi nelle sale che raccolgono antichità facenti parti di grandi collezioni che andavano disperdendosi, dei secoli XV e XVI, che Alessandro Torlonia si premurò di acquistare e mettere nel suo museo, tra cui una bellissima Atena, tipo Giustiniani del II sec. d.C. , già facente parte della collezione del cardinale Rodolfo Pio da Carpi.

Nell’ultima sala troviamo esposta una copia del Catalogo stampato da Carlo Ludovico Visconti del 1884-5 in cui troviamo le fotografie di tutte le 620 sculture del Museo Torlonia, che fu il primo esempio di un catalogo di sculture antiche integralmente riprodotte in fototipia.

La mostra si conclude in una sala che si apre sull’esedra di Marco Aurelio, in questo periodo così tristemente vuota da turisti e visitatori, ma con un fascino, tristemente, innegabile.

Vi lascio con una piccolissima parte delle foto della mostra, che partono, in realtà dall’ultima sala, con il catalogo, quindi con un percorso cinverso a quello descritto. Spero che vi incuriosiscano e che vi portino a visitare questa mostra stupenda.

Alla prossima!!!

 

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Published in: on 04/02/2021 at 16:49  Lascia un commento