Figlia di Roma, l’ultimo libro della serie Roma Caput Mundi di Adele Vieri Castellano.

Bentornati!!! Oggi vi porterò nell’antica Roma, con un libro che chiude il cerchio di una saga meravigliosa iniziata 9 anni fa. Sto parlando della serie Roma Caput Mundi di Adele Vieri Castellano: una saga iniziata con il libro Roma 40 d.C- Destino d’amore e le gesta di Marco Quinto Valerio Rufo, e che oggi si conclude con la storia di sua figlia, l’impavida Valeria Rufilla.

Ricordo ancora quando scoprii per puro caso il nome di questa autrice emergente italiana, ad una presentazione di libri della casa Editrice Leggereditore, durante la fiera Più Libri, Più Liberi: era il dicembre 2011 e tra le anticipazioni dell’anno successivo fu fatto il nome di questa autrice e del suo primo libro, un romanzo ambientato nell’antica Roma, un periodo un po’ inusuale per il romance.

Quando il libro uscì, nella primavera del 2012, corsi subito a comprarlo e fu amore a prima vista!!!

Da allora Marco Quinto Rufo, Livia e tutti i protagonisti di questa saga mi sono entrati nel cuore e aspettavo sempre con molta impazienza i successivi libri, come se fossero dei vecchi amici che tornavano a trovarmi ogni tanto.

Non è stato facile dire addio ai personaggi di questa saga, ma lo abbiamo fatto con un libro eccelso, meraviglioso, dove troviamo si la storia di Valeria, ma ritroviamo, tutti, ma proprio tutti ( e quelli che non saranno presenti fisicamente verranno nominati e ricordati), i personaggi dei libri precedenti, in un libro corale, un libro dove la Storia fa da padrona e come sempre è descritta con grande accuratezza.

La trama:

È una donna, non più una bambina, e solo lui può aiutarla

Britannia, 61 d.C. Le orde di Boudicca hanno invaso la pianura. Animata da un devastante desiderio di vendetta, la regina guerriera ha realizzato l’impossibile: unire tutte le tribù britanniche contro l’invasore romano.

Ad assistere alla devastazione c’è un uomo. Osserva gli edifici in fiamme, aspira l’odore degli incendi, ascolta le grida disperate delle vittime. Impotente, solo, ha quasi dimenticato il suo vero nome ma non la missione che gli ha affidato l’imperatore cui deve fedeltà. Nessuno potrà fermarlo perché il destino di molti, forse anche quello dell’Impero, è nelle sue mani.

La sua determinazione è però destinata a scontrarsi con un’ombra dal passato che potrà mettere in discussione la sua stessa identità. La ricordava bambina ma adesso è una donna e ha bisogno della forza, della lealtà e del valore di un soldato romano. Valeria, la figlia di Marco Quinto Valerio Rufo, ha un nuovo, pericoloso incarico per lui.

Avevamo lasciato Valeria, poco più che ragazzina, nel libro precedente “Il Barbaro di Roma“, mentre, con la curiosità tipica dei bambini, incalzava con le sue domande e studiava affascinata Publio Rutilio Lupo, giovane guardia del corpo di Nerone, già apparso nei libri precedenti. La ritroviamo ormai adulta, sposata e madre, in Britannia, alla vigilia della rivolta dei popoli britanni, sotto il comando di Boudicca, regina degli Iceni. Il libro inizia veramente come si suol dire “a bomba”, con i britanni che distruggono, uccidono e compiono ogni efferratezza possibile nella città di Camulodunum, dove si trova Valeria con suo figlio (il marito ha seguito le legioni nell’isola di Mona per mettere fine alla rivolta dei druidi, ma morirà tragicamente). Ci ritroviamo davvero in mezzo alla devastazione e alla sofferenza, grazie all’accurata e fluida descrizione da parte dell’autrice, che ha sempre avuto la grande capacità di rendere vive le immagini e soffriamo e temiamo per Valeria.

Valeria, che presa prigioniera, e separata da suo figlio, verrà salvata da un guerriero della popolazione dei Siluri, un guerriero che ha assistito a tutta la devastazione, senza prenderne parte, e senza poter far nulla per fermare tutto quell’orrore, un guerriero, che capiamo ben presto, essere una nostra vecchia conoscenza. Quando vedrà Valeria, la riconoscerà, e sa che dovrà salvarle la vita, soprattutto perché ha un debito di riconoscenza con il padre di lei, che lo ha salvato quando era piccolo, e quindi la ottiene lottando contro altri capi tribù, che reclamano per loro la donna.

Cunomaglus, questo è il nome del guerriero, è in realtà Publio Rutilio Lupo, spia e sicario al servizio di Nerone, che da tempo vive tra i britanni per adempiere al compito datogli dall’imperatore; non può far molto per gli abitanti della città devastata dalla furia degli Iceni e per le altre donne, ma riesce a portare in salvo Valeria, che solo dopo un po’ riesce finalmente a riconoscerlo, credendolo all’inizio un traditore di Roma. I due affronteranno un viaggio faticoso e pericoloso, per raggiungere la salvezza, anche se lei non vorrà darsi per vinta e vuole a tutti i costi ritrovare suo figlio Flavio. A dar manforte in questa missione è arrivato in Britannia, avvertito da una missiva che parlava della rivolta, il senatore Marco Quinto Rufo, padre di Valeria, che quasi disperava di trovar la figlia viva, accompagnato dai suoi più fedeli compagni, inviati da Nerone stesso: è così che ritroviamo il bellissimo batavo biondo Aquilato, amico di una vita di Rufo, i due amici fraterni Messalla, cugino di Rufo, e il principe Raghanar, cognato di Aquilato, e il mitico Tassus, la spia ispanica, sicario e informatore di Rufo da anni, nonché suo amico , ma anche maestro di Lupo, che lo stesso Tassus ha designato come suo erede, e come sempre colui che fa un po’ da “grillo parlante” nelle coscienze dei nostri, specie di Rufo.

E’ stato davvero bello ritrovare tutti i personaggi, che ci accompagneranno per buona parte della storia, e verso la fine del libro, ritrovare anche le fantastiche donne della saga, che una volta tornata a Roma Valeria, si mettono in moto, come il loro solito, per far in modo che l’amore trionfi. Insieme, Livia, Giulia, Ishold, Ottavia, Turia, sono una vera forza della natura, come già ci avevano dimostrato nel libro precedente.

Questo è un libro davvero, emozionante e coinvolgente: vedremo crescere una donna, Valeria, che scopre, pur in una situazione terribile, un amore maturo, diverso da quello giovanile provato per il marito, vedremo un uomo, Lupo, privato per anni della sua vera identità, costretto a fare cose inenarrabili, che ritrova se stesso e la sua romanità che temeva di aver perso, abbandona anche lui i suoi sogni d’amore giovanili, ai quali, nonostante la vita vissuta, era ancora un po’ legato, scopre un amore più maturo e non esiterà a mettere in pericolo la propria vita per la donna che ama e che lo riamerà in tutti i suoi aspetti, sia quello selvaggio, sia quello romano. Vedremo il loro Fato intrecciarsi, e adoro particolarmente il modo in cui l’autrice tenga sempre molto presente la “religiosità” dei romani, e il loro credere appunto nel “Fato”, ma non solo, anche la devozione ai loro dei, e soprattutto alle divinità femminili, come abbiamo visto nella storia di Livia nel primo libro, e abbiamo ritrovato in alcune scene quasi speculari con la figlia Valeria.

E’ un libro, che rispetto ai precedenti, manca un po’ della forte sensualità tra i due protagonisti che aveva caratterizzato i libri precedenti, ma non è assolutamente un difetto, anzi, l’ho trovato molto più pregevole e maturo, senza dover infilare per forza scene d’amore che in questo contesto sarebbero risultate forzate; è un libro in cui troviamo varie forme di amore, come quello tra padre e figlia, e tra madri e figli, l’amore fraterno di questi uomini che non esitano a sostenere il loro amico Rufo, l’amore simile a quello tra padre e figlia, ma più imparziale, di Tassus per la figlioccia Valeria, ma anche per lo stesso Lupo, l’amore tra le meravigliose coppie che ci hanno fatto sognare ed emozionare in questi anni; ma troveremo anche dei siparietti divertenti, che tendono a spezzare la tensione della situazione, tra i vari personaggi, come ad esempio quando si ritrovano tutti attorno al fuoco a fare scommesse su quanto tempo impiegheranno Lupo e Valeria a cedere all’amore, con buona pace del papà Rufo e dei suoi grugniti di disappunto, oppure la scena con le donne che ho citato precedentemente.

Ritroveremo anche Nerone, ormai a pochi anni dalla sua caduta, ma che svolgerà nel libro anche il ruolo di Cupido, come si definirà lui stesso.

E’ un libro che dimostra, come nel corso degli anni l’autrice abbia affinato le sue, già notevoli, capacità, proponendoci sempre più, storie mature e sofferte, sempre sullo sfondo della storia romana, la storia con la S maiuscola, dove i fatti vengono narrati egregiamente, dove i personaggi relamente esistiti ci vengono narrati in un’ottica più intima, da un lato diverso da quello della storiografia ufficiale, e dove la ricerca storica dell’amore per la storia romana è evidente, ma esposta in maniera mai pedante, anzi affascina e fa innamorare anche noi, e si mescola perfettamente con le storie dei nostri amati protagonisti.
E’ il libro che ha concluso la saga in maniera egregia e soddisfacente, e meglio di così, era davvero inimmaginabile farlo, ma sarà davvero la fine? In fondo abbiamo sia il nipote, sia il figlio di Rufo, il materiale ci sarebbe eccome…chissà. Anche se, in realtà, riflettevo, che andando avanti con gli anni, e le nuove generazioni, per forza di cose prima o poi saremo costretti, per evidenti motivi anagrafici, a dire addio sul serio ai personaggi, e quindi non so se saremo mai pronti a questo. Forse è bene mettere davvero il punto, è bene tenerli lì, così, sospesi in quella dimensione temporale eterna che solo i libri sanno regalarci, sempre innamorati, sempre giovani, sempre pronti ad essere riletti per ritrovarci di nuovo insieme, anche se mi mancherà davvero tanto l’aspettativa che si creava per ogni nuova avventura.

Quindi per finire non posso far altro che ringraziare questa bravissima autrice per averci regalato questa saga e tutti i suoi indimenticabili e meravigliosi personaggi, per averci fatto sognare, sospirare, soffrire con loro, per averci portato nella Roma antica tra gli intrighi di palazzo e i vicoli palpitanti di vita della Città Eterna, ma anche tra le foreste germaniche e della Britannia, nell’assolato Egitto, nei circhi, nelle arene e in tanti altri luoghi meravigliosi, e per averlo saputo fare con una maestria tale che rendeva le pagine scritte come immagini vivide, come se fossimo davanti ad uno schermo.  Ah quanto sarebbe bello se qualcuno ne traesse dei film da questi meravigliosi libri, ne uscirebbe davvero qualcosa di memorabile!

E quindi è giunta l’ora di lasciare i nostri eroi, ma non lasceremo di certo le storie di Adele, che ha in serbo per noi ancora tante sorprese!!!

 

La saga completa è composta dai seguenti titoli:

Roma 40 d.C.- Destino d’amore  (2012 – Leggereditore)

Roma 42 d.C.- Cuore nemico (2013 – Leggereditore)

Roma 39 d.C.- Marco Quinto Rufo (2013- Leggereditore, prequel)

La vendetta del serpente (2019-Amazon Publishing, già autopubblicato nel 2015 con il titolo Roma 46 d.C- Vendetta)

Il Leone di Roma (2017- Amazon Publishing)

Il Barbaro di Roma (2020- Amazon Publishing)

Figlia di Roma (2021- Amazon Publishing)

 

Published in: on 24/01/2021 at 19:03  Lascia un commento  

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