Figlia di Roma, l’ultimo libro della serie Roma Caput Mundi di Adele Vieri Castellano.

Bentornati!!! Oggi vi porterò nell’antica Roma, con un libro che chiude il cerchio di una saga meravigliosa iniziata 9 anni fa. Sto parlando della serie Roma Caput Mundi di Adele Vieri Castellano: una saga iniziata con il libro Roma 40 d.C- Destino d’amore e le gesta di Marco Quinto Valerio Rufo, e che oggi si conclude con la storia di sua figlia, l’impavida Valeria Rufilla.

Ricordo ancora quando scoprii per puro caso il nome di questa autrice emergente italiana, ad una presentazione di libri della casa Editrice Leggereditore, durante la fiera Più Libri, Più Liberi: era il dicembre 2011 e tra le anticipazioni dell’anno successivo fu fatto il nome di questa autrice e del suo primo libro, un romanzo ambientato nell’antica Roma, un periodo un po’ inusuale per il romance.

Quando il libro uscì, nella primavera del 2012, corsi subito a comprarlo e fu amore a prima vista!!!

Da allora Marco Quinto Rufo, Livia e tutti i protagonisti di questa saga mi sono entrati nel cuore e aspettavo sempre con molta impazienza i successivi libri, come se fossero dei vecchi amici che tornavano a trovarmi ogni tanto.

Non è stato facile dire addio ai personaggi di questa saga, ma lo abbiamo fatto con un libro eccelso, meraviglioso, dove troviamo si la storia di Valeria, ma ritroviamo, tutti, ma proprio tutti ( e quelli che non saranno presenti fisicamente verranno nominati e ricordati), i personaggi dei libri precedenti, in un libro corale, un libro dove la Storia fa da padrona e come sempre è descritta con grande accuratezza.

La trama:

È una donna, non più una bambina, e solo lui può aiutarla

Britannia, 61 d.C. Le orde di Boudicca hanno invaso la pianura. Animata da un devastante desiderio di vendetta, la regina guerriera ha realizzato l’impossibile: unire tutte le tribù britanniche contro l’invasore romano.

Ad assistere alla devastazione c’è un uomo. Osserva gli edifici in fiamme, aspira l’odore degli incendi, ascolta le grida disperate delle vittime. Impotente, solo, ha quasi dimenticato il suo vero nome ma non la missione che gli ha affidato l’imperatore cui deve fedeltà. Nessuno potrà fermarlo perché il destino di molti, forse anche quello dell’Impero, è nelle sue mani.

La sua determinazione è però destinata a scontrarsi con un’ombra dal passato che potrà mettere in discussione la sua stessa identità. La ricordava bambina ma adesso è una donna e ha bisogno della forza, della lealtà e del valore di un soldato romano. Valeria, la figlia di Marco Quinto Valerio Rufo, ha un nuovo, pericoloso incarico per lui.

Avevamo lasciato Valeria, poco più che ragazzina, nel libro precedente “Il Barbaro di Roma“, mentre, con la curiosità tipica dei bambini, incalzava con le sue domande e studiava affascinata Publio Rutilio Lupo, giovane guardia del corpo di Nerone, già apparso nei libri precedenti. La ritroviamo ormai adulta, sposata e madre, in Britannia, alla vigilia della rivolta dei popoli britanni, sotto il comando di Boudicca, regina degli Iceni. Il libro inizia veramente come si suol dire “a bomba”, con i britanni che distruggono, uccidono e compiono ogni efferratezza possibile nella città di Camulodunum, dove si trova Valeria con suo figlio (il marito ha seguito le legioni nell’isola di Mona per mettere fine alla rivolta dei druidi, ma morirà tragicamente). Ci ritroviamo davvero in mezzo alla devastazione e alla sofferenza, grazie all’accurata e fluida descrizione da parte dell’autrice, che ha sempre avuto la grande capacità di rendere vive le immagini e soffriamo e temiamo per Valeria.

Valeria, che presa prigioniera, e separata da suo figlio, verrà salvata da un guerriero della popolazione dei Siluri, un guerriero che ha assistito a tutta la devastazione, senza prenderne parte, e senza poter far nulla per fermare tutto quell’orrore, un guerriero, che capiamo ben presto, essere una nostra vecchia conoscenza. Quando vedrà Valeria, la riconoscerà, e sa che dovrà salvarle la vita, soprattutto perché ha un debito di riconoscenza con il padre di lei, che lo ha salvato quando era piccolo, e quindi la ottiene lottando contro altri capi tribù, che reclamano per loro la donna.

Cunomaglus, questo è il nome del guerriero, è in realtà Publio Rutilio Lupo, spia e sicario al servizio di Nerone, che da tempo vive tra i britanni per adempiere al compito datogli dall’imperatore; non può far molto per gli abitanti della città devastata dalla furia degli Iceni e per le altre donne, ma riesce a portare in salvo Valeria, che solo dopo un po’ riesce finalmente a riconoscerlo, credendolo all’inizio un traditore di Roma. I due affronteranno un viaggio faticoso e pericoloso, per raggiungere la salvezza, anche se lei non vorrà darsi per vinta e vuole a tutti i costi ritrovare suo figlio Flavio. A dar manforte in questa missione è arrivato in Britannia, avvertito da una missiva che parlava della rivolta, il senatore Marco Quinto Rufo, padre di Valeria, che quasi disperava di trovar la figlia viva, accompagnato dai suoi più fedeli compagni, inviati da Nerone stesso: è così che ritroviamo il bellissimo batavo biondo Aquilato, amico di una vita di Rufo, i due amici fraterni Messalla, cugino di Rufo, e il principe Raghanar, cognato di Aquilato, e il mitico Tassus, la spia ispanica, sicario e informatore di Rufo da anni, nonché suo amico , ma anche maestro di Lupo, che lo stesso Tassus ha designato come suo erede, e come sempre colui che fa un po’ da “grillo parlante” nelle coscienze dei nostri, specie di Rufo.

E’ stato davvero bello ritrovare tutti i personaggi, che ci accompagneranno per buona parte della storia, e verso la fine del libro, ritrovare anche le fantastiche donne della saga, che una volta tornata a Roma Valeria, si mettono in moto, come il loro solito, per far in modo che l’amore trionfi. Insieme, Livia, Giulia, Ishold, Ottavia, Turia, sono una vera forza della natura, come già ci avevano dimostrato nel libro precedente.

Questo è un libro davvero, emozionante e coinvolgente: vedremo crescere una donna, Valeria, che scopre, pur in una situazione terribile, un amore maturo, diverso da quello giovanile provato per il marito, vedremo un uomo, Lupo, privato per anni della sua vera identità, costretto a fare cose inenarrabili, che ritrova se stesso e la sua romanità che temeva di aver perso, abbandona anche lui i suoi sogni d’amore giovanili, ai quali, nonostante la vita vissuta, era ancora un po’ legato, scopre un amore più maturo e non esiterà a mettere in pericolo la propria vita per la donna che ama e che lo riamerà in tutti i suoi aspetti, sia quello selvaggio, sia quello romano. Vedremo il loro Fato intrecciarsi, e adoro particolarmente il modo in cui l’autrice tenga sempre molto presente la “religiosità” dei romani, e il loro credere appunto nel “Fato”, ma non solo, anche la devozione ai loro dei, e soprattutto alle divinità femminili, come abbiamo visto nella storia di Livia nel primo libro, e abbiamo ritrovato in alcune scene quasi speculari con la figlia Valeria.

E’ un libro, che rispetto ai precedenti, manca un po’ della forte sensualità tra i due protagonisti che aveva caratterizzato i libri precedenti, ma non è assolutamente un difetto, anzi, l’ho trovato molto più pregevole e maturo, senza dover infilare per forza scene d’amore che in questo contesto sarebbero risultate forzate; è un libro in cui troviamo varie forme di amore, come quello tra padre e figlia, e tra madri e figli, l’amore fraterno di questi uomini che non esitano a sostenere il loro amico Rufo, l’amore simile a quello tra padre e figlia, ma più imparziale, di Tassus per la figlioccia Valeria, ma anche per lo stesso Lupo, l’amore tra le meravigliose coppie che ci hanno fatto sognare ed emozionare in questi anni; ma troveremo anche dei siparietti divertenti, che tendono a spezzare la tensione della situazione, tra i vari personaggi, come ad esempio quando si ritrovano tutti attorno al fuoco a fare scommesse su quanto tempo impiegheranno Lupo e Valeria a cedere all’amore, con buona pace del papà Rufo e dei suoi grugniti di disappunto, oppure la scena con le donne che ho citato precedentemente.

Ritroveremo anche Nerone, ormai a pochi anni dalla sua caduta, ma che svolgerà nel libro anche il ruolo di Cupido, come si definirà lui stesso.

E’ un libro che dimostra, come nel corso degli anni l’autrice abbia affinato le sue, già notevoli, capacità, proponendoci sempre più, storie mature e sofferte, sempre sullo sfondo della storia romana, la storia con la S maiuscola, dove i fatti vengono narrati egregiamente, dove i personaggi relamente esistiti ci vengono narrati in un’ottica più intima, da un lato diverso da quello della storiografia ufficiale, e dove la ricerca storica dell’amore per la storia romana è evidente, ma esposta in maniera mai pedante, anzi affascina e fa innamorare anche noi, e si mescola perfettamente con le storie dei nostri amati protagonisti.
E’ il libro che ha concluso la saga in maniera egregia e soddisfacente, e meglio di così, era davvero inimmaginabile farlo, ma sarà davvero la fine? In fondo abbiamo sia il nipote, sia il figlio di Rufo, il materiale ci sarebbe eccome…chissà. Anche se, in realtà, riflettevo, che andando avanti con gli anni, e le nuove generazioni, per forza di cose prima o poi saremo costretti, per evidenti motivi anagrafici, a dire addio sul serio ai personaggi, e quindi non so se saremo mai pronti a questo. Forse è bene mettere davvero il punto, è bene tenerli lì, così, sospesi in quella dimensione temporale eterna che solo i libri sanno regalarci, sempre innamorati, sempre giovani, sempre pronti ad essere riletti per ritrovarci di nuovo insieme, anche se mi mancherà davvero tanto l’aspettativa che si creava per ogni nuova avventura.

Quindi per finire non posso far altro che ringraziare questa bravissima autrice per averci regalato questa saga e tutti i suoi indimenticabili e meravigliosi personaggi, per averci fatto sognare, sospirare, soffrire con loro, per averci portato nella Roma antica tra gli intrighi di palazzo e i vicoli palpitanti di vita della Città Eterna, ma anche tra le foreste germaniche e della Britannia, nell’assolato Egitto, nei circhi, nelle arene e in tanti altri luoghi meravigliosi, e per averlo saputo fare con una maestria tale che rendeva le pagine scritte come immagini vivide, come se fossimo davanti ad uno schermo.  Ah quanto sarebbe bello se qualcuno ne traesse dei film da questi meravigliosi libri, ne uscirebbe davvero qualcosa di memorabile!

E quindi è giunta l’ora di lasciare i nostri eroi, ma non lasceremo di certo le storie di Adele, che ha in serbo per noi ancora tante sorprese!!!

 

La saga completa è composta dai seguenti titoli:

Roma 40 d.C.- Destino d’amore  (2012 – Leggereditore)

Roma 42 d.C.- Cuore nemico (2013 – Leggereditore)

Roma 39 d.C.- Marco Quinto Rufo (2013- Leggereditore, prequel)

La vendetta del serpente (2019-Amazon Publishing, già autopubblicato nel 2015 con il titolo Roma 46 d.C- Vendetta)

Il Leone di Roma (2017- Amazon Publishing)

Il Barbaro di Roma (2020- Amazon Publishing)

Figlia di Roma (2021- Amazon Publishing)

 

Published in: on 24/01/2021 at 19:03  Lascia un commento  

Le stelle delle Highlands; Linda Kent ci riporta nella Scozia del 1700 con l’ultimo capitolo dei Cavalieri dell’Unicorno

Salve a tutti!

Oggi vi parlerò dell’ultimo libro che mi ha accompagnato alla fine del 2020, un libro che aspettavo da un po’ perché fa parte di una saga che ho amato molto, e anche questo volume mi è piaciuto tanto quanto gli altri…anche se c’è un “ma”…

Andiamo con ordine però: il libro,  “Le stelle delle Highlands”, è il terzo ed ultimo volume della saga “I custodi di Scozia” di Linda Kent ( dei primi due volumi ho parlato qui ) ambientato nella Scozia del 1700, alla vigilia della Battaglia di Culloden.

Questa è la sinossi:

Highlands, 1745

Malcolm Sinclair ha sempre ignorato la verità sul proprio padre, Bruce. La scoperta del suo diario gli svela una lunga storia d’amore, di odio e di riscatto, così per onorarne la memoria Malcolm decide di diventare a sua volta un Cavaliere dell’Unicorno e di mettersi al seguito del principe Charles Stuart, di cui la Scozia attende l’arrivo. Malcolm è audace e leale proprio come lo era Bruce, ma non intende commettere l’errore che ha segnato la vita di suo padre, dunque è risoluto a non innamorarsi e a respingere la folle attrazione che prova per l’incantevole Leslie di Clanranald.Dal canto suo, la ragazza ha sofferto troppo per la causa giacobita: ha chiuso a chiave il proprio cuore ed è decisa a non cambiare idea. Neppure per l’uomo più affascinante che abbia mai incontrato o per tutte le stelle del cielo…

Bene, non appena l’ho letta, sono rimasta un po’ spiazzata, in quanto mi aspettavo che la storia in realtà avesse per protagonista il terzo cavaliere dell’Unicorno (l’ordine segreto di cui facevano parte i protagonisti dei libri) ovvero Bruce Sinclair, che abbiamo conosciuto nelle storie precedenti. E invece, abbiamo visto che il protagonista sarà suo figlio Malcom. L’autrice però mi ha rassicurato che ci sarebbe stata una doppia storia e attraverso le pagine del diario avremmo saputo anche la storia di Bruce. E infatti così è. Il libro è davvero molto bello, come sempre l’ambientazione storica e l’accuratezza delle vicende sono precisissime, i personaggi come sempre impeccabili, tratteggiati in maniera esemplare con tutte le loro virtù e le loro paure, ed è stato bello ritrovare i personaggi dei libri precedenti ormai anziani, infatti Violet e Duncan, i protagonisti de “La valle segreta” sono i nonni di Leslie , la protagonista di questo romanzo , ed è vero, che abbiamo la storia di Bruce raccontata nel suo diario, che sarà di aiuto a Malcom per conoscere la verità su suo padre, ma mi dispiace, io devo proprio dirlo, sono rimasta un po’ delusa dal fatto che non ci sia stata una storia con il lieto fine per Bruce. Ovviamente io non sono l’autrice, e se lei ha ritenuto giusto così, non posso dire niente, anche perché il libro è molto bello, entrambe le storie sono veramente belle, se avessi letto questo libro per primo magari non avrei avuto questa sensazione di, scusate il giro di parole, di non aver avuto la giusta storia per questo personaggio, però ecco, ci sono rimasta un po’ male 😦 Detto questo, ripeto, il libro in sé mi è piaciuto, ma dentro mi rammaricavo per questo personaggio (lo so, a volte mi affeziono troppo ai personaggi, neanche fossero persone reali ^_^’ ). La sua storia è una storia sofferta, un amore finito tragicamente ( che poi lo aveva portato ad essere quello che abbiamo conosciuto nei libri precedenti) , il riscatto e il ritrovato onore e poi un matrimonio, da cui nascerà Malcom, basato sul rispetto e sull’amicizia, ma non sull’amore, e infine la sua fine sui campi di battaglia, senza aver conosciuto il figlio. Figlio che verrà cresciuto dalla madre, con un’idea sbagliata riguardo al padre, ma una volta scoperta la verità non tarderà a seguire le sue orme all’interno dell’Ordine dell’Unicorno cercando di capire di più sulla vita del padre grazie ai suoi amici di un tempo. E proprio per questo motivo conoscerà Leslie, la sua anima affine, una ragazza che a causa delle lotte che imperversano in Scozia ha perso l’amato fratello, e non ne vuole sapere di legarsi ad un uomo che potrebbe essere destinato ad una fine tragica. Ma l’amore non può essere domato e quando due anime sono destinate a stare insieme, niente potrà tenerle lontane, anzi sarebbe solo una stupida sofferenza privarsi di quell’amore per colpe della paura. Così Leslie capirà che non è giusto allontanare Malcom, e che quello che gli sarà concesso di vivere, è giusto viverlo insieme.
Come ho già detto ritroveremo i personaggi dei libri precedenti, Violet e Duncan, con il loro bellissimo e duraturo amore, Jane, la moglie di Alexander, che invece ahimè, è morto nel corso degli anni,li ritroveremo anziani e saggi, che saranno di aiuto, specie Violet, a Leslie per capire i suoi sentimenti verso Malcom. Avremo  il “piacere” di conoscere il Bonnie Prince Charlie, ed altri personaggi realmente esistiti come Flora McDonald, eroina giacobita, e come sempre la storia si intreccia in maniera impeccabile con la Storia con la S maiuscola. L’ombra di Culloden aleggerà per tutto il libro, e la storia di Malcom e Leslie si concluderà proprio a pochi mesi dalla battaglia. Sapremo dall’epilogo come sono andate le cose per i nostri protagonisti, per fortuna bene ( se no non sarebbe un romance :p ), con un bel finale a distanza di anni, ma con i nostri che per forza di cose hanno dovuto lasciare la Scozia. Un libro comunque con lieto fine, ma con una certa tristezza, quella dell’aver dovuto abbandonare la propria patria, un libro con una certa dose di sofferenza, anche se i nostri tendono ad allontanarsi più che altro per loro convinzioni e per la paura di perdersi, e non perché ci sia un reale antagonista che li tenga divisi, con una storia d’amore finita male, ma con il riscatto del protagonista della storia attraverso le sue gesta eroiche e attraverso il figlio che ne ha seguito le valorose orme…ecco, forse se avessimo avuto la classica storia con Bruce protagonista e un amore a lieto fine…bhè non avremmo avuto questo libro.

Quindi, si, tutto sommato, ci sono rimasta male, ma ci ho guadagnato comunque una bella lettura. :p

Published in: on 14/01/2021 at 22:19  Lascia un commento  

9 gennaio 1991, andava in onda la serie tv che cambiò la serialità televisiva: I segreti di Twin Peaks

Sono passati esattamente 30 anni, da quella sera del 9 gennaio 1991, in cui venne trasmesso in prima serata su Canale 5, il serial televisivo che cambiò il mondo delle serie tv, per sempre. Sto parlando di “I segreti di Twin Peaks“, serie che in America aveva tenuto incollati alla tv milioni di telespettatori e si accingeva a fare lo stesso in Italia. La martellante pubblicità, che andava in onda già da mesi, con il quesito che per molto tempo ci ha accompagnato, “chi ha ucciso Laura Palmer?”, aveva creato un’aspettativa mai vista intorno ad altre serie. La serie per lungo tempo ha mantenuto le premesse, per poi far scendere l’interesse del pubblico. In occasione dell’anniversario della serie, vi ripropongo una mia recensione, scritta esattamente 10 anni fa per il sito TelefilmCentral. Da allora alcune cose sono cambiate, come il fatto, che esattamente 25 anni dopo, Lynch ha deciso di regalarci una surreale, pazzesca, delirante, 3° stagione, che sto ancora cercando di decifrare (magari tra qualche anno potrei fare una recensione anche di quella stagione); ma una cosa a distanza di 10 anni dalla recensione, e di 30 dalla messa in onda, non è cambiata: il mio amore per questa serie, che è stata il mio primo vero amore e trip seriale. Da lì, il modo di approcciarmi e di vedere le serie tv è inevitabilmente cambiato. Perché la tv era cambiata.

Il link alla recensione:

Benvenuti a Twin Peaks

Published in: on 09/01/2021 at 19:49  Lascia un commento  

Buona Epifania!

Published in: on 05/01/2021 at 23:59  Lascia un commento  

I Bridgerton, la famiglia più discussa di queste feste!

Bentornati e buon inizio 2021, sperando veramante che quest’anno ci riservi solo cose buone, perché di cose brutto credo che il 2020 sia stato fin troppo prodigo!!!

Il primo articolo dell’anno nuovo,  voglio dedicarlo ad una serie tv, proprio come vi avevo annunciato nell’articolo precedente, che in questi giorni ha fatto tanto parlare di sé!!! Credo che una serie non scatenasse tale putiferio sui social dai tempi del finale del Trono di spade!

La serie in questione è “Bridgerton” , serie tv prodotta da Shondaland, la casa di produzione di Grey’s Anatomy e altri serial, per Netflix.

Brevemente vi dirò che la fiction è tratta da una serie di libri, 8 per la precisione, che hanno per protagonisti i fratelli Bridgerton, la cui particolarità è quella di chiamarsi con i nomi che vanno in ordine alfabetico e di essere una famiglia comunque sui generis per quel periodo storico. I libri sono un must del romance, scritti dall’autrice americana Julia Quinn, un’autrice che a me piace molto, perché ha uno stile frizzante e divertente, e sa rendere trame trite e ritrite, come quelle del romanzo rosa -regency in questo caso- divertenti e appassionanti da leggere; credo che la bravura di un’autrice di romance stia proprio in questo, perché come ho già detto più volte, le storie di base sono sempre le stesse. La storia è ambientata durante il periodo regency, ovvimente anche nel libro si ha un taglio moderno, (e già questo è da tenere a mente per approcciarsi alla serie) infatti parte nel 1813 e ci racconta di Daphne, la quartogenita della famiglia, prima tra le ragazze a fare il suo debutto in società. La prima stagione, quella che appunto abbiamo visto, è tratta dal primo romanzo dal titolo “Il Duca ed io.

Per la trama dei libri, vi rimando ad un articolo di anni fa, del blog La mia biblioteca romantica che ci illustra in maniera egregia tutte le trame (ovvio che se non volete spoilerarvi troppe cose sul proseguimento della serie non leggete le trame, limitatevi magari solo al primo libro, tra l’altro l’articolo è piuttosto vecchiotto e alcuni libri all’epoca ancora non erano ancora usciti in Italia, mentre ora ci sono tutti)

Come ho detto, la prima stagione copre la trama del primo libro, arricchendolo qua e là di altre situazioni che pongono le basi per le serie successive.

Visto che la trama è comunque reperibile ovunque non mi soffermerò sul raccontarvela e passerò subito a dirvi le mie impressioni, e sarò anche piuttosto polemica con chi ha criticato con cattiveria questo show, perché criticare va pure bene,una cosa può piacere o no, ma certi commenti mi hanno lasciata basita!

Premetto che ho inziato a leggere i libri proprio durante il lockdown di marzo, perché sapevo che ne avrebbero tratto una serie tv. Sono arrivata finora al 4° libro, e a breve coninuerò con la lettura. Mi sono piaciuti, i primi due in particolare, ma anche il 4°, perché appunto come ho detto la scrittirce ha uno stile scorrevole e molto divertente. Mentre leggevo mi chiedevo come avrebbero reso alcune scene, che su carta possono sembrare divertenti, ma magari rese in tv potevano scadere nel grottesco.
Poi quando è uscito il trailer e la scelta di alcuni attori, mi sono detta che questa serie sarebbe stata quanto di più lontano c’è da una serie storica, non andava presa come una serie fedele ai fatti storici e così mi sono approcciata con questo spirito a seguirla. Nonostante tutte le paure devo dire che a fine visione ( l’ho vista in un giorno solo!) ero davvero entusiasta! Innanzi tutto non va paragonata, come insistono a fare in molti ( e la colpa è anche ei giornali che la presentano in un dato modo), ai prodotti BBC, o ai libri di Jane Austen,(AUSTEN, e non Austin come vedo scritto da più parti, da chi si professa gran conoscitore del genere) o a Downton Abbey. Capisco che a volte non ci si può esimere dai paragoni, soprattutto se una serie nasce come “ispirata a” o come “omaggio a”, ma questa serie non si è mai proposta di farlo, e se le persone capissero questo, forse godrebbero di più del prodotto, che è puro intrattenimento. 😉 Io non capisco chi si aspettava qualcosa di diverso, fin dal trailer si vede che è un prodotto sgargiante, quasi fiabesco, le scenografie e i costumi, che sono belli, ma di storico non hanno nulla ( però le piegoline sul dietro in molti casi erano abbondanti e perfette😛 ) mi hanno ricordato film come Cenerentola e The Greatest Showman, per dirne due recenti, e onestamente come ho avuto modo di dire in più di una discussione, se non si è capito questo, fin dal trailer , dalla scelta degli attori e dal genere di produzione, o non si conoscono le serie tv e i vari network che le trasmettono o si è davvero poco svegli e acculturati , oppure si ha voglia di creare e di continuare la polemica a qualunque costo! Non dico che debba piacere per forza un prodotto del genere, ma continuare a gridare allo scandalo perché ce lo si aspettava diverso… 

Secondo: l’introduzione di personaggi di colore nelle più alte gerarchie inglesi: l’abbiamo capito che non è una realtà storica, non c’erano, punto! Chi conosce la storia, lo sa, non c’è bisogno di ricordarlo ogni due minuti, incazzarsi non serve a nulla, a Shonda Rhimes non interessa, ormai lo sappiamo che in America il politically correct  deve esserci anche per contratto in certe produzioni, se non la si pensa allo stesso modo, si evita di seguire un certo prodotto, e soprattutto si deve essere aperti e non guardarla con gli occhi di uno storico, ma forse anche con occhi un po’ più moderni. Io non credo che sia, come ho letto da alcune parti, una mossa atta a fare del revisionismo storico. No, non si può revisionare quel tipo di storia, come non si possono revisionare altre verità (cosa che invece ultimamente va molto di moda) ma può aiutare, ai giorni nostri, a non ripetere gli stessi errori e a non trattare diversamente chi ha la pelle di un colore diverso dal nostro. Perdonatemi, ma se ad un evento in abiti regency, o ottocenteschi, o dell’epoca che vi pare, volesse partecipare una persona di colore, gli direste di no perché non è storicamente corretta? Bhè, spero sinceramente di no.

E se qualcuno crede che nell’ottocento c’erano nobili di colore, perché l’ha visto su una serie tv, bhè, torno a ripetere, che è una persona ignorante e senza un minimo di cultura su quel periodo storico.

Tornando agli errori storici, personalmente trovo più snervante che trasmissioni culturali come quelle di Rai Storia, prendano grossolani abbagli sbagliando date o nomi di personaggi, come mi è capitato di sentire più di una volta, piuttosto che una serie tv, che come torno a ripetere non si è prefissa una scopo didattico.

Anche se può sembrare un controsenso, poi, trovo più disturbanti, almeno per quanto mi riguarda, errori o forzature del genere in un libro, piuttosto che in un prodotto televisivo. 

Ecco, dopo questi sfoghi, passo a dirvi invece quali sono le mie impressioni: a me la serie, con tutte le riserve che avevo e di cui ho detto sopra, è piaciuta tantissimo!

Ho trovato che lo spirito dei libri e le pecurliarità dei personaggi fossero mantenute alla perfezione, devo dire che già dalle foto i protagonisti principali, Daphne e Simon li ho trovati perfetti e la loro chimica stupefacente! Mi è piaciuto moltissimo anche Anthony, e tra le ragazze Eloise e Penelope, perfette! Quello che pù di tutti mi ha deluso è stato Colin, che spero ritorni dal suo viaggio in Grecia completamente diverso, perché il Colin dei libri è favoloso, e non è quel bambinone che abbiamo visto. Però la scena della prima puntata in cui invita Pen a ballare, salvandola dalle grinfie di Cressidra, è stata stupenda *__*. La trama di base del libro è mantenuta, ma ci sono state altre cose che sono state inventate e altre ampliate: sono state poste le basi anche per gli altri fratelli, enfatizzando un po’ di più le loro storie, come appunto la storia di Anthony con la cantante (odiosa a di la verità, sarà che ho un’antipatia per quell’attrice, poverina non è colpa sua, ma mi sta proprio antipatica :p )  e anche quella di Benedict, ma è stato introdotto anche il Sir Philip del 5° libro “A Sir Philip con amore”…e poi abbiamo quell’ape birichina, che ronza in giro…francamente non vedo l’ora di vedere la 2° stagione!!!

Le poche cose che non mi sono piaciute molto sono state il fatto che la misteriosa Lady Whistledown, colei che con i suoi articoli pungenti non risparmia proprio nessuno della società londinese,  sia stata svelata subito, quando i lettori hanno dovuto attendere 4 libri( io in realtà al 2° avevo già dei sospetti) , e tra l’altro tra il primo e il quarto libro passano ben 12 anni…vedremo come gestiranno questa cosa, sinceramente è stata una delle poche scelte che non ho condiviso.

La seconda cosa riguarda la balbuzie di Simon, che nella serie viene raccontata da quando era piccolo, e questo difetto aveva fatto si che il padre lo allontanasse e lo trattasse malissimo. Il Simon adulto, si vede balbettare per un attimo solo una volta, e in realtà questo aspetto mi sarebbe piaciuto che fosse più approfondito, così come lo è nei libri.

Per il resto ho trovato un prodotto gradevole, sgargiante, in cui come ho già detto le peculiarità dei personaggi sono ampiamente rispettate rispetto ai libri, un prodotto che non si pone l’obiettivo di essere un documentario storico, ma solo una serie di intrattenimento, con dei costumi, seppur non fedeli, molto belli, delle scenografie altrettanto belle e una fotografia pazzesca! (La scena del ballo di fine stagione con la pioggia che cade sulla tavola è strepitosa!)

Una serie, che pone l’ambientazione regency in una dimensione fiabesca, fantastica, quasi come se fosse un colorato sogno e se in questo periodo non abbiamo bisogno di fiabe, di sogni e di leggerezza, ditemi, quando ne avremo? Vogliamo continuare ad avvelenerci l’animo con sterili polemiche, anche nelle cose più futili come può esserlo una serie tv? Suvvia, se proprio non vi aggrada spegnete la TV, non date giudizi troppo da snob, e lasciate sognare chi è riuscito a guardare questa serie con un animo sereno, senza aspettarsi chissà che cosa: per documentarsi sugli aspetti dell’epoca ci sono ben altri libi e altri tipi di trasmissioni e su alcune cose credo che già dai tempi della scuola bisognerebbe essere istruiti. Come prodotto televisivo non c’è niente da dire, è un prodotto buono, che raggiunge il suo obiettivo, quello di farsi guardare e sicuramente di far parlare di sé. Su quello devo dire che c’è ampiamente riuscito, ma posso dire una cosa: se questo servirà a sdoganare il tanto vituperato romance, che i soliti snob denigrano come letteratura di serieB,  ben venga. Chi l’ha detto che dalla lettura di un romance, che può affascinare per l’ambientazione, qualcuno non abbia poi voglia di leggere altri libri che documentino meglio e realmente sul periodo, e imparare così a discernere tra la realtà e la fantasia? Non è il punto di arrivo per imparare, ma può essere sempre un buon punto di partenza. 

 

Published in: on 01/01/2021 at 18:12  Lascia un commento