Halloween night: una storia di fantasmi; Henry James e il suo Giro di vite.

Salve a tutti!!!Eccoci qui, manca davvero poco alla fatidica notte di Halloween!!! Non voglio entrare in merito all’eterna diatriba sul fatto che Halloween non sia una festa italiana, non vada festeggiata ecc ecc. Vi dirò semplicemente, che fin da piccola, ho sempre amato questa festa, ero affascinata dalle decorazioni e dai bambini che si mascheravano, quando li vedevo in tv nei film o serie televisive avrei voluto fare come loro, amo anche la, storia e le tradizioni europee che ci sono dietro,  e quando la moda ha iniziato a prendere piede in Italia, sono stata ben felice, possiamo dire che è una scusa in più per far festa, ma ci sono tanti modi per festeggiare! Io infatti, nel corso degli anni festeggiato Halloween nelle maniere più diverse: mascherandomi da strega, andando in giro per le case a fare “dolcetto o scherzetto”, con cene a tema a lume di candela, con balli o tè pomeridiani, riunendomi con gli amici semplicemente per guardare film horror, o raccontarci storie dell’orrore o le vecchie leggende, oppure facendo delle letture di libri horror o dei più famosi romanzi gotici. Insomma, ci sono vari modi, per prendere questa festa, come una scusa per fare un qualcosa che ci piace fare anche normalmente, se vi piace ballare, vi piace leggere, vi piace guardare film, ma ricreando l’atmosfera tutta arancione o dark, o gotica che è tipica della festa!

In quest’anno particolare, il mio tributo alla data di domani, complice l’uscita ai primi di ottobre di una serie televisiva, è stato di riprendere in mano, e rileggere uno dei racconti di fantasmi più conosciuti della letteratura, ovvero “Giro di vite” di Henry James.

In questo articolo quindi vi parlerò un po’ di questo racconto, e di alcune delle tante trasposizioni cinematografiche e televisive che ne sono state tratte.

 IL LIBRO E L’AUTORE.

Henry James è un noto autore americano, nato nel 1843 e morto nel 1916, naturalizzato britannico, conosciuto per i suoi romanzi sulla società americana dell’epoca, in cui i personaggi, sono sempre in bilico tra il nuovo che avanza, appunto l’ascesa della nuova classe sociale, e le tradizioni del vecchio continente europeo. James introduce anche diversi tipi di narrazione, come l’uso del punto di vista soggettivo, del monologo interiore e vari tipi di narrazione psicologica dando una svolta decisiva al romanzo moderno. Tra i suoi titoli più noti Ritratto di signora, I bostoniani, Washington Square, The Golden Bowl, titoli che hanno avuto un grandissimo successo anche nella cultura di massa, grazie al cinema ,che ne ha tratto dei film quasi sempre all’altezza e molto apprezzati dalla critica oltre che dal pubblico. Ma James non è soltanto romanziere, ha anche scritto letteratura di viaggio e racconti horror, che si vanno a porre come continuazione di quel romanzo gotico che tanta fortuna ebbe tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800 , divenendo in tutto e per tutto uno dei rappresentanti più citati quando si parla di ghost stories, ovvero storie di fantasmi.

In questo senso, sicuramente il racconto più famoso è Giro di vite (The Turn of screw) un romanzo breve,  pubblicato nel 1898. Anche questo racconto è stato ripreso moltissime volte dalla televisione e dal cinema, dando vita a trasposizioni abbastanza fedeli oppure semplicemente ispirate. Ma le vedremo più avanti. Per quanto riguarda la storia, questa viene narrata una sera di Natale, da un certo Douglas, riunito con degli amici, dicendo che sono le memorie di una istitutrice, che lui ha conosciuto anni dopo i fatti e che ora è morta; abbiamo un’antica tenuta di campagna e appunto questa istitutrice che si deve occupare di due bambini orfani, affidati allo zio, che però scarica tutte le responsabilità sulla donna, e che le dice chiaramente che non vuole essere assolutamente disturbato da fatti riguardanti i piccoli.

Quando l’istitutrice arriva a Bly Manor, la tenuta dove vivono, viene accolta dalla governante, la signora Groose, e dalla piccola Flora, e solo poco dopo vengono raggiunti dal fratello maggiore, Miles, che è stato espulso dal collegio, anche se i motivi non sono chiari. L’istitutrice prende subito in simpatia i bimbi, ricambiata, ma a turbare l’idillio di Bly Manor, sono delle strane apparizioni, che solo la donna vede. Si verrà a sapere che quelle apparizioni, sono l’ex giardiniere, Peter Quint, e la precedente istitutrice la signorina Jessel, che avevano una torbida relazione. Entrambi sono morti in maniera misteriosa,prima Quint, e poi la Jessel lontano da Bly, come ci racconterà la signora Groose, ma viene anche detto che non erano personaggi positivi e la loro influenza, soprattutto quella, di Quint, aveva in qualche modo preso troppo piede sui piccoli Miles e Flora. L’istitutrice capirà che questa influenza continua anche dopo la morte dei due e che anche i piccoli in realtà vedono le presenze. Il loro oscuro fine non viene rivelato chiaramente nel libro, ma inizia una lotta tra la giovane donna e le due presenze, e per riflesso con i bambini, per sottrarre questi ultimi alla malefica inflenza. Ci riuscirà? Bhè, non vi racconto tutto, se non conoscete la storia, vi rovinerei il gusto di leggerla. ;).

Come abbiamo detto Giro di vite è sicuramente ispirato alla letteratura gotica, James mette tutta l’enfasi caratteristica del romanzo gotico nel descrivere l’antica dimora, descrivendo anche le evanescenti figure dei fantasmi, calcando però molto sull’aspetto crudele dei due. Infatti dalla sua descrizione, attraverso gli occhi dell’istitutrice si percepisce il male che essi racchiudono e quanto siano pericolosi per i piccoli innocenti Miles e Flora, anche se non ne capiamo bene gli intenti. Il libro è anche un gioco psicologico, tra i due bambini, dalle sembianze angeliche, ma manovrati dalle presenze, e la donna, della quale percepiamo tutto l’isterismo di trovarsi in una situazione del genere, ma anche la forza e la risoluzione di voler salvare i bambini. Questa atmosfera irreale è bilanciata della governante Mrs. Groose, analfabeta e tuttavia in possesso di invidiabile equilibrio e buon senso, sicuramente più calma e pragmatica della sua amica istitutrice, e che si muove in questa atmosfera popolata da fantasmi senza averne minimamente sospetto.

Il pregio di James è quello di lasciarci per tutta la lettura con una senso di angoscia, di cercare capire cosa vogliono le due entità, di descrivere i due bambini come dei perfetti angioletti, e farci inquietare, quando si capisce che non sono poi così perfetti, di percepire tutto il pathos e l’angoscia dell’istitutrice, che passa da momenti di esaltazione e trionfo, per aver ottenuto delle piccole vittorie sui bambini, a momenti di totale sconforto e paura.

E’ un romanzo molto breve, che però vi terrà avvinti fino all’ultima sconvolgente pagina.

Trasposizioni cinematografiche e televisive.

Come abbiamo detto, questo libro, come altri di James, ha avuto molta fortuna tra cinema e tv, ed è stato ripreso moltissime volte(citarle tutte sarebbe pressoché impossibile, sono veramente tante). Cercherò di fare una breve panoramica su quelle che sono le versioni pù recenti e più famose, e che personalmente ho gradito di più.

Partirò proprio dalla più recente trasposizione televisiva, quella che mi ha dato l’imput di rileggere il libro. Sto parlando della serie tv antologica, di Netflix, The Haunting of Bly Manor. Serie antologica perché ogni anno Netflix, prendendo spunto da un libro famoso su case infestate, tratterà una storia di fantasmi, utilizzando a volte gli stessi attori, per ruoli diversi. L’anno scorso è andata in onda The Haunting of Hill House, basata sull’omonimo romanzo horror di Shirley Jackson, che ho stringatamente definito un di family-drama con i fantasmi, ma davvero molto bello e coinvolgente, che non mancava di far saltare sulla sedia, e anche di commuovere in certi frangenti, una serie che mi era piaciuta davvero tanto.

Bly Manor come livello qualitativo non è stato da meno, anche se l’effetto horror è stato molto più soft, anzi, quasi assente, ma non per questo la serie è stata meno interessante. Le caratteristiche riprese dal romanzo di James, sono ovviamente il nome della tenuta, anche se la storia è ambientata negli anni 80, l’istitutrice (una bravissima Victoria Pedretti) , i due bambini, l’oscura presenza di Quint, la signorina Jessel, ma poi la trama si è sviluppata in maniera completamente diversa. L’unica cosa che mi ha disturbato è stata, dopo la 4° puntata, l’espediente narrativo(ormai di gran moda e a cui dovrei essere abituata) dei diversi piani temporali, e del ripetersi di scene e situazioni in loop, fino allo sciogliersi di tutti i nodi. Bly Manor non è sicuramente una storia horror, quindi in  molti ne sono rimasti delusi, ma a me tutto sommato è piaciuta, anche se meno di Hill House, e la strada intrapresa dagli sceneggiatori, discostandosi dal romanzo di base è stata comunque interessante.

Un capolavoro cinematografico, anch’esso ispirato al libro di James, è il bellissimo The Others, film del 2001 diretto da Alejandro Amenábar, interpretato da una bellissima e intensa Nicole Kidman. Notizia recente vuole che sia in programma un remake del film, ma sinceramente, credo che sia prima di tutto un film troppo recente e secondo, un film perfetto, che sarà difficile da eguagliare. Anche qui, abbiamo due bambini, una grande tenuta, invece dell’ istitutrice la loro madre, e strane presenze che inquietano la donna e i bambini. La trama del film e lo svolgimento credo che siano noti a tutti e raccontarne anche solo una parte rischierebbe di rovinare quello che è il colpo di scena del film. Anche in questo film, ad un certo punto la trama si discosta completamente dal libro, andando a creare uno dei plot secondo me più sconvolgenti della storia del cinema, che ribalterà tutte le nostre certezze. Il film però mantiene quel senso di angoscia e l’atmosfera misteriosa del libro, andando a farne una delle trasposizioni libere, meglio riuscite, anche grazie alle magistrali interpretazioni di tutti gli attori.

Quella che secondo me è la trasposizione più fedele, e la prima, che vidi, ancor prima di aver letto il libro è il film del 1961 diretto da John Clayton intitolato Suspense o The innocents , film in cui viene mantenuta l’ambiguità del racconto, costruendo una tensione impalpabile e angosciante, che viene ancor più esaltata dal bianco e nero. Il merito va anche all’interpretazione fantastica di Deborah Kerr, che riesce perfettamente a trasmettere le sensazioni dell’istitutrice, con il suo sguardo che alterna stati di smarrimento ad altri di profonda alterazione e quasi da invasata, proprio come risulta dalle descrizioni di James.

Questi sono i film che ho preferito, ma come ho detto il libro di James ha avuto innumerevoli trasposizioni, televisive, cinematografiche, ma anche radiofoniche e teatrali. In ordine di tempo l’ultima, oltre a The Haunting of Bly Manor, è il film  The Turning, la casa del male”, che sarebbe dovuto uscire proprio in questi giorni, e che a vedere dal trailer sembra viri sul genere horror puro, ma ci sono stati anche film per la tv come l’inglese “The turn of screw” del 2009 con Michelle Dockhery e Dan Stevens, che si sono misurati con questa storia di fantasmi, prima di ritrovarsi a Downton Abbey, come Lady Mary e Matthew Crowley, e dove, come anche in altre trasposizioni, il racconto viene narrato dalla stessa istitutrice, ormai rinchiusa in manicomio, piuttosto che dallo sconosciuto Douglas, come avviene nel libro.

Ci sono poi altre trasposizioni, come il film “Presenze“, del 1992, o un film tv del 1959 con Ingrid Bergman, ma anche una versione italiana, anch’essa del 2009 “Il mistero del lago”, e una sorta di film prequel del 1972, che narra i fatti precedenti all’arrivo dell’istitutrice, intitolato “Improvvisamente, un uomo nella notte” , con Marlon Brando nel ruolo del perverso Peter Quint.

Insomma, il racconto di Henry James, ha avuto un impatto davvero notevole, dando vita a tantissime trasposizioni, come abbiamo detto, più o meno fedeli o che hanno preso solo il canovaccio di base, per poi prendere altre strade, più o meno riuscite, e, appunto, come abbiamo visto, solo in questo 2020 ne sono uscite due, una per la tv e una per il cinema, e quindi non escludo che sarà un libro e un tema che sarà riproposto altre volte, mantenendo sempre come punto fermo i fantasmi e i bambini, perché se in una storia, il manifestarsi di una fantasma alla presenza di un bambino conferisce pathos alla vicenda, ed è “il bambino stesso a dare il giro di vite all’effetto del racconto,che direste se i bambini coinvolti fossero due?”.

Published in: on 30/10/2020 at 09:00  Lascia un commento  

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