Villa Pamphili,il parco dei parchi di Roma.

Eccomi qui, con l’ultimo (almeno per il momento), appuntamento dei parchi romani. E’ vero, a Roma ci sono moltissimi altri parchi e luoghi all’aperto, di alcuni avevo parlato anche negli anni passati, come ad esempio del  Roseto Comunale, (che però apre solamente in occasione della fioritura delle rose), la famosa Villa Borghese, Villa Torlonia, e tantissimi altri. Magari col tempo, o in occasione di qualche visita li riprenderò in considerazione, con oggi però voglio concludere questo mini-tour con quello che io considero il parco più bello di Roma, ovvero Villa Pamphili. Come già ho avuto modo di dire nell’articolo dedicato a Villa Sciarra, sono piuttosto di parte, in quanto ho passato gli anni più belli della mia vita in questo parco: pensate che i miei nonni abitavano a poco più di 200 m dall’entrata sullla Via Vitellia! Quindi questo era il luogo dei miei giochi delle elementari, delle passeggiate tra le medie e il liceo, delle feste di compleanno all’aria aperta, dei pic nic e tanto altro, e quindi per me rimane il parco più bello di Roma, superiore anche a Villa Borghese, che sicuramente tra i non romani è quello più conosciuto. La “Villa” come la chiamano gli abitanti di Monteverde, senza specificarne il nome, come se fosse la loro villa di famiglia, è parte integrante del quartiere, e devo dire che i monteverdini in effetti ne sono anche un po’ gelosi!Nelle giornate come il 1° maggio, o la festa di San Pietro e Paolo, quando anche da altri quartieri molta gente veniva a fare pic nic, in alternativa  alla gita “fuori porta”, noi monteverdini(si, perché nonostante tutto, io mi sento ancora tale), eravamo un po’ disturbati da tutta questa baraonda di gente, che si riversava nella “nostra villa”!

Ricordo che nel 2005, la circoscrizione, allora XVI, mise a disposizione dei cittadini, un bellissimo libro, di circa 400 pagine, che ripercorreva accuratamente tutta la storia di Valla Pamphili, descrivendone anche i ritrovamenti dei reperti di epoca romana, le varie ristrutturazioni degli edifici, e l’epoca d’oro della villa tra 6 e 700 ecc e i secoli successivi. Corsi subito a prenderlo e lo divorai, scoprendo tante cose sulla storia dell’area e della villa, ed è un libro che conservo ancora con cura, molto esaustivo e con interventi di molti studiosi.

Villa Pamphili vanta infatti una storia antichissima; nell’attuale villa numerose sono le tracce di testimonianze di epoca romana e medievale: il confine settentrionale della Villa, che costeggia la Via Aurelia Antica si poggia sulle strutture dell’Acquedotto Traiano-Paolo, voluto da Papa Paolo V tra il 1609 e il 1612, riutilizzando in parte le strutture dell’acquedotto costruito dall’imperatore Traiano, per convogliare le acque dal lago di Bracciano al quartiere di Trastevere. Altri reperti di epoca romana sono stati trovati in tutto il parco e sono stati riuniti presso la struttura denominata Casale di Giovio, costruita su un pre-esistente edificio funerario romano e qui si conserva anche un architrave di epoca medievale. Qui sono state collocate attualmente anche molte statue di epoca romana, ritrovate durante i vari scavi nel corso degli anni.

Il vero periodo d’oro della villa fu però tra il 1600 e il 1700, quando durante il pontificato di Innocenzo X,Giovanni Battista Pamphili, fra il 1644 ed il 1655, l’area, il cui primo nucleo era già da tempo di proprietà della famiglia, cominciò a configurarsi come una fastosa residenza nobiliare di campagna. In quegli anni, infatti, il cardinal nepote Camillo Pamphili fece edificare dall’Algardi, il Casino del Bel Respiro con gli annessi giardini, il vero e proprio palazzo di famiglia, ristrutturò per esigenze abitative l’edificio di Villa Vecchia e commissionò la realizzazione di alcune delle fontane principali del parco. I maggiori artisti del tempo quali appunto Alessandro Algardi, Giovan Francesco Grimaldi, Gian Lorenzo Bernini, lavorarono all’interno della villa. Nel 1700 altri ampliamenti volti soprattutto a rinnovare arredi e giardini, come la ristrutturazione della bellissima Fontana del Giglio e la creazione del canale del lago. L’ultimo grande ampliamento della villa avvenne nel 1856, pochi anni dopo che alcune zone furono teatro delle battaglie della Repubblica Romana, quando il Principe Filippo Andrea V Doria Pamphili, comprò il Villino Corsini verso Porta San Pancrazio. L’ultima importante costruzione avviata nel parco fu la cappella, edificata fra il 1896 ed il 1902, su progetto di Edoardo Collamarini, ed è l’unico edificio, ad oggi, rimasto di proprietà dei Pamphili. La villa rimase di proprietà della famiglia Doria Pamphili fino ai primi decenni del Novecento. A partire dal 1939, il Comune di Roma dette inizio ad una serie di espropri, culminati nell’apertura definitiva al pubblico nel 1971. L’intera Villa è oggi di proprietà del Comune di Roma, fatta eccezione per il Casino del Bel Respiro, acquisito nel 1967 dal Demanio dello Stato ed attualmente sede di rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Come abbiamo detto, la “Villa” è  il parco pù grande di Roma, con i suoi 184 ettari, anche se nel 1960, durante le Olimpiadi, fu divisa dalla Via Leone XIII, la così detta via Olimpica.

La parte che si trova a sinistra della via Olimpica (provenendo dal quartiere Gianicolense), è forse quella un po’ più selvaggia e impervia, dove troviamo un piccolo laghetto, attraversato da un ponticello e un grazioso ruscello. L’altra parte invece è sicuramente quella più conosciuta e fotografata, dove si trovano i maggiori casali e ville, ci sono delle vaste pinete e viali dove si può passeggiare, panchine dove sedersi, e lungo le mura i casali e le ville più conosciute del parco. La parte sicuramente più conosciuta e percorsa è quella che va da quello che affettuosamente chiamiamo “Laghetto”, fino appunto al canale che lo unisce alla scenografica fontana del Giglio, dove i frequentatori della villa si divertivano ad ammirare e a dare da mangiare alle nutrie, alle papere e ai cigni che vivevano appunto nel lago. Purtroppo, più di una volta i cigni sono stati portati via, e persino maltrattati, da gente priva di umanità e di scrupoli e quindi ora non ci sono più, e credo che neanche le paperelle siano state più introdotte nel lago. Le ultime volte che sono stata a passeggiare in villa, ho riscontrato anche qui, come a Villa Sciarra, molto degrado e abbandono, ma so che anche a Villa Pamphili, come a Villa Sciarra, ci sono associazioni di volontari, che cercano di mantenere il decoro del parco con passione e dedizione. Continuando a passeggiare si arriva alla pineta, e dopo averla attraversata ci appare davanti il Casino Algardi, o del Bel Respiro, il nucleo centrale del parco, sicuramente il più bello e scenografico, dove possiamo ammirare i bellissimi giardini segreti e la facciata del Casino. Essendo proprietà dello Stato, come già detto, non è visitabile, se non in rare occasioni e visite organizzate. Le foto che vi lascerò sotto, infatti ritraggono il Casino(solo all’esterno, perché all’interno era vietato fare foto), da una visuale, che ai normali visitatori del parco è preclusa; la foto sono  appunto dall’ ingresso principale del casino del Bel respiro, e vedrete fotografati dall’interno anche i giardini, che in genere si possono ammirare solo dall’alto della scalinata che porta alla vallata sottostante e attraverso una cancellata. Era una visita guidata organizzata a cui ho avuto la fortuna di partecipare una decina di anni fa, e finalmente dopo tanti anni, ero così felice di essere riuscita a vedere quel bellissimo palazzo, che tanto mi affascinava da piccola, e sopratutto di vederlo da un’altra prospettiva e al suo interno.

Sotto il casino si estende la parte della villa dove si trovano la Chiesina di famiglia, di cui vi ho parlato poco sopra, dove ci sono le tombe di famiglia dei Pamphili, e dove, mi sembra, ancora oggi, ogni sabato, si tenga messa(almeno fino a qualche anno fa), la fontana del Putto e la Fontana di Venere, oltre allo scenografico Giardino del Teatro, destinato ad ospitare rappresentazioni teatrali e musicali all’aperto.

Molti altri sono i punti dove si può passeggiare nella Villa, e trovarsi di fronte ad elementi decorativi e architettonici come le fontane, oppure il monumento ai Caduti Francesi, tempietto marmoreo realizzato a metà Ottocento da Andrea Busiri Vici in forme neoquattrocentesche,che fu voluto dal Principe Filippo Andrea V Doria Pamphili per commemorare i soldati francesi morti durante i combattimenti del Gianicolo che segnarono, nel 1849, la caduta della Repubblica Romana; oppure verdi vallate come la Valle dei Daini e tanti altri punti dove perdersi, passeggiare, leggere un bel libro e godersi questo meraviglioso parco.

Come ho detto, vi lascio con qualche foto, particolare, diversa dalle solite della Villa, e con gli scorci che ho maggiormente frequentato!Ma vi assicuro che la Villa è veramente grande e c’è da girare tanto, quindi non perdete tempo, e anche se sta iniziando il freddo, le giornate autunnali, nelle ore più calde, sono perfette per godere, forse con un po’ più di tranquillità, di questo splendido parco, il più bello di Roma. 😀

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Published in: on 23/10/2020 at 19:21  Lascia un commento  
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