Di penna e di spada: le donne del Risorgimento. Giuditta Tavani Arquati, le ribelle di Trastevere.

Giuditta Tavani Arquati nacque a Roma, sull’isola Tiberina, il 30 aprile del 1830. Suo padre, Giustino Tavani, fervente mazziniano, fu un difensore della Repubblica romana, quindi Giuditta crebbe in un ambiente di saldi principi repubblicani e laici. Non le fa però mancare i sacramenti, da buona cattolica: a soli quattordici anni si sposa nella parrocchia di San Crisogono, a Trastevere con Francesco Arquati, che lavorava presso il magazzino di stoffe di suo padre. Anche lei, insieme al marito e al padre, partecipò alla difesa della Repubblica Romana, ma una volta caduta, seguirono Garibaldi nella fuga e riuscirono ad arrivare a Venezia, dove si stabiliscono e prendono parte attivamente alla vita politica locale. Il richiamo di Roma però è troppo forte, e così negli anni successivi, pur essendo ancora ricercati, passarono prima in Emilia- Romagna, e tornarono nel Lazio, a Subiaco, dove Francesco si affilia all’Associazione Italiana. Nel 1865 rientrarono a Roma dove frequentarono la casa e il lanificio di un altro patriota, Giulio Ajani, e preparavano i piani per l’insurrezione romana, che avrebbe dovuto coadiuvare Garibaldi nella presa di Roma, cosa che però non avvenne. Questo nuovo tentativo di Garibaldi, di arrivare a Roma fallì, nel 1867, quando le sue truppe furono fermate a Mentana dai soldati francesi e papali. Pochi giorni prima, i congiurati romani, nella speranza di sollevare il popolo, e rinvigoriti dalla battaglia di Villa Glori con le truppe comandate dai fratelli Cairoli, si ritrovarono nel lanificio di Ajani, alla Lungaretta, dove intanto si costruivano armi per la rivolta, e aspettavano fiduciosi l’arrivo di Garibaldi a Roma. Ma la riunione fu interrotta dai soldati zuavi del Papa, avvertiti sicuramente da una spiata, che assaltarono il lanificio, dove i congiurati tentarono un’estrema resistenza. Alcuni riuscirono a fuggire, altri furono catturati. Nove di loro morirono sul posto: tra loro c’erano Francesco Arquati, il figlio più grande di 17 anni, e Giuditta, che nonostante fosse di nuovo incinta aveva voluto partecipare alla riunione. La ferocia con la quale gli zuavi si accanirono sul corpo della donna è inenarrabile e l’eco di questa tragedia rimase impressa nella mente dei trasteverini che anche negli anni successivi. Ne fu testimone il patriota Alberto Mario, marito della giornalista americana Jessie White, che aveva partecipato alla spedizione dei Mille, che si trovava a Roma il 25 ottobre del 1870, nella ricorrenza del terzo anniversario della strage, che racconta di circa 70.000 persone che sfilarono in processione presso la casa. Lui stesso, a causa della ressa riuscì ad entrare solo 2 giorni dopo.
Ne riport
a, nelle sue memorie un’impressione fortissima: dove giacquero trucidati la Giuditta e il marito e il figlio sorgeva una croce in marmo vagamente scolpita, dono dei marmisti di Roma: sulla parete pendevano corone di fiori e di sempreverdi appese dai visitatori. Vedevansi nell’intonaco della parete i buchi fatti dalle baionette nel passar da parte a parte i corpi di quei gloriosi infelici e la parete spruzzata di sangue e larghe macchie sanguigne sul pavimento. Simili buchi e macchie e colpi di palla proprio al basso della parete presso al pavimento si vedevano anche nella stanza vicina. Nel mezzo della quale alzavasi un tumulo ove leggevasi i nomi di tutti caduti. Il colore tetro degli apparati, le corone, le iscrizioni, i segni orrendi di quella tragedia e l’immagine viva della donna sublime, stringevano il cuore”.
.

Giuditta riposa, insieme ad altri patrioti nel Mausoleo Ossario Garibaldino al Gianicolo.

The URI to TrackBack this entry is: https://angolinodichiara.wordpress.com/2020/07/12/5748/trackback/

RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: