Di penna e di spada: le donne del Risorgimento. Colomba Antonietti Porzi.

Proseguiamo il percorso Di penna e di spada,le donne del Risorgimento. Conosciamo Colomba Antonietti Porzi: nasce a Bastia Umbra il 19 ottobre 1826 , muore a Roma, 13 giugno 1849.

 Figlia di un fornaio,si trasferisce giovanissima con la famiglia a Foligno, dove il padre aprì un forno che ebbe molto successo e anche buoni guadagni, tanto da potersi permettere di mandare a scuola i suoi figli, compresa Colomba, che quindi ebbe un‘istruzione pari a quella dei suoi fratelli, cosa non usuale all’epoca e soprattutto nel ceto da cui proveniva. A 14 anni Colomba iniziò a dare una mano presso l’attività di famiglia. Il forno era frequentato dai cadetti delle truppe pontificie di stanza a Foligno tra cui anche il giovane conte Luigi Porzi. Il ragazzo fu immediatamente colpito da Colomba, ma il loro primo incontro fu solo un fugace scambio di sguardi, che però non sfuggì al padre, che mandò subito Colomba nel retrobottega. Ma anche a lei non era sfuggito lo sguardo di quei due occhi verdi, a cui pensò molto nelle settimane successive. Un giorno, mentre era affacciata alla finestra sentì una voce che le disse: “Lo sai che sei bellissima?”. Colomba per un attimo rimase sorpresa e imbarazzata, e si accorse che alla finestra di fronte alla sua c’era proprio quel ragazzo dagli occhi verdi, che la guardava con aria impertinente. La ragazza chiuse velocemente la finestra, ma rispose con fare piccato, apostrofando Luigi come “Mascalzone”. Questo fu il primo scambio di battute, ma non l’ultimo, tra i due giovani. Con una scusa o l’altra il cadetto riusciva sempre ad incontrare la piccola Colomba, che scherzosamente iniziava a chiamare Colombina, e lei dopo un po’ smise di fare l’infastidita e le sue passeggiate intorno a Foligno, diventarono presto incontri non più tanto casuali con il giovane, che ormai era perdutamente innamorato della giovane, che vantava un  carattere forte e deciso. Nacque così l’amore tra i due ragazzi, che però erano perfettamente consapevoli, che vista la diversità di classe sociale, sarebbe stato ostacolato. Infatti il padre di Colomba, che si era accorto dell’interesse del giovane, temeva per la figlia, pensando che un nobile, non potesse avere intenzioni onorevoli nei confronti di una giovane popolana e così grazie anche a delle sue conoscenze, ottenne che Luigi fosse trasferito. La notizia fece disperare i due ragazzi, ma Luigi decise di rivelare i suoi ardenti e sinceri sentimenti, e chiese a “Bina” di sposarlo. La ragazza accettò e la notte del 13 dicembre 1946 si sposarono di nascosto, con la sola presenza di un fratello di lei. I giovani, dopo le nozze raggiunsero per un periodo Bologna, dove viveva la madre di luigi, e poi fu assegnato a Roma, dove Colomba aveva sempre sognato di vivere, affascinata dalla bellissima città, di cui era originaria sua madre. La fiaba però era destinata a subire degli ostacoli, perché Luigi, che era divenuto tenente, invece di sposarsi in segreto, avrebbe dovuto chiedere l’autorizzazione, e così a causa di questa insubordinazione, doveva scontare tre mesi di prigione a Castel Sant’Angelo e avere la paga dimezzata. Colomba non si perse d’animo, e grazie all’intercessione di uno zio, che aveva una carica importante nell’amministrazione pontificia e che la accolse benevolmente, riuscì ad ottenere che a Luigi non fosse dimezzata la paga, e gli fu concesso di ricevere visite dalla moglie. La punizione era meno dura di quella comminata inizialmente, ma i due giovani per alcuni mesi dovettero vivere separati. Colomba era ospite presso degli zii, in Trastevere, la famiglia Nasi, e fu proprio qui, grazie allo zio, molto attivo politicamente (fu segretario di Luciano Bonaparte), che Colomba iniziò ad interessarsi di politica, affascinata dai principi di libertà e democrazia, e si fece trascinare dai sentimenti rivoluzionari dell’ambiente. La sua grande intelligenza e gli studi che le avevano fatto fare i genitori, le permisero di abbattere i divario culturale che all’epoca c’era tra popolani e aristocratici, e di partecipare quindi, insieme a suo marito ai dibattiti e ai salotti dell’ambiente.

Arriviamo al 1948, quando ormai i venti del cambiamento soffiavano su tutta l’Europa e Colomba è consapevole che presto Luigi dovrà partire e allontanarsi da lei. A Luigi viene ordinato di partire quando i Savoia dichiarano Guerra a all’Austria e Colomba parte insieme a lui, travestita da volontario dell’esercito pontificio, perché non sarebbe mai riuscita a stare lontana dal suo Luigi. Ma le truppe Pontificie verranno richiamate indietro, Pio IX sconfesserà la guerra contro gli Austriaci raccomandando di difendere solamente l’integrità della Chiesa, e non di combattere contro gli Austriaci. Un ordine controverso, che lo stesso generale Durando, che comandava le truppe pontificie, decide di ignorare. Ma le cose volsero al peggio e i soldati di Durando furono sconfitti da Radetzky presso Vicenza e furono costretti a ritirarsi oltre il Po, nei territori pontifici. I coniugi Porzi però non si diedero per vinti e raggiunsero la Lombardia, dove ancora si combatteva e si fecero inquadrare nei ranghi del IV Battaglione bersaglieri dell’esercito sardo, che era sotto il comando del colonnello Luciano Manara. La guerra però andava sempre peggio e dopo la sonora sconfitta di Novara le cose sembrano precipitare. Ma Manara non si dà per vinto e saputo che a Roma, il 9 febbraio del ’49 il Papa era stato cacciato, decide con i suoi bersaglieri di andare a Roma, dove il nemico questa volta non è più austriaco, ma francese. Colomba e Luigi sono con Manara e si prodigano nella difesa della città eterna. Combatterono insieme nella battaglia di Velletri e Palestrina, e il valore della donna attirò l’attenzione di Garibaldi, che la elogiò. Sicuramente non fu l’unica donna combattente, ma fu la più coraggiosa, e in molti la notarono. Un giovane tenente la supplicò di non esporsi così e di mettersi in salvo a casa, ma lei rispose: “Il mio posto è qui, se tornassi a casa morirei di dolore. Qui la mia morte, la nostra morte, almeno significherà qualcosa”.

Dopo Velletri Colomba ebbe l’occasione di avvicinarsi alla Principessa Cristina Trivulzio di Belgioioso (un altro personaggio che sicuramente nei prossimi mesi prenderemo in esame), amica di infanzia di Luigi, che in quei giorni aveva organizzato un instancabile servizio di assistenza ai feriti. Fu proprio grazie alla sua intercessione che Colomba iniziò per un po’ ad aiutare negli ospedali, e Luigi ne fu grato, perchè sentiva che la moglie sarebbe stata più al sicuro. Ma Colomba, nonostante l’affetto che la legava a Cristina, non resistette più di poche settimane, sempre turbate da incubi in cui vedeva arrivare Luigi moribondo. Il suo posto era accanto al marito e così, di nuovo indossò la divisa. La situazione intanto era precipitata, Oudinot bombardava Roma senza pietà da 10 giorni, colpendo Villa Pamphili, Villa Corsini e Il Vascello, dove si tenne la strenua difesa delle truppe garibaldine, e dove Colomba e Luigi, combattevano fianco a fianco senza risparmiarsi. Una palla di cannone, la mattina del 13 giugno, pose fine alla vita di questa coraggiosa ragazza, che leggenda vuole, pronunciò le parole Viva l’Italia, prima di morire tra le braccia del disperato marito. Il giorno dopo si tennero i funerali e la salma fu sepolta nella Chiesa di Carlo ai Catinari, per poi essere spostata nel 1941 presso l’Ossario garibaldino, dove riposa ancora oggi insieme ad altri caduti delle battaglie per Roma. Il suo busto, è l’unico elemento femminile, tra i tanti busti dei garibaldini che incontriamo lungo la passeggiata del Gianicolo.

Suo marito Luigi, tempo dopo lasciò l’Italia per l’Argentina, dove, pur avendo avuto numerose amanti, non riuscì mai a risposarsi.

The URI to TrackBack this entry is: https://angolinodichiara.wordpress.com/2020/06/28/di-penna-e-di-spada-le-donne-del-risorgimento-colomba-antonietti-porzi/trackback/

RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: