La Chioma di Berenice, di Amalia Frontali. Alla scoperta dell’Egitto di Belzoni.

Salve a tutti!!! Eccomi qua con un nuovo articolo! Avevo intenzione di scrivere di questo libro da tempo, poi mi sono detta che avrei voluto accorpare la sua recensione alla visita della mostra di Padova, dedicata a Belzoni, che avevo in programma di visitare in questo periodo, ma per ovvie ragioni il viaggio non sarà più fattibile, e così mi sono detta che era un peccato comunque non parlare del libro!

Il libro in questione è appunto La chioma di Berenice, scritto da Amalia Frontali, ed è la storia d’amore romanzata di Giovanni Battista Belzoni.

Ma chi era Belzoni? Bhè, per chi non ne avesse mai sentito parlare, Belzoni era un esploratore e pioniere dell’archeologia italiana, nato nel 1778 e morto nel 1823, considerato una delle figure di spicco dell’ egittologia, anche se la materia all’epoca era ancora tutta da esplorare. Infatti, da alcuni, il suo approccio viene considerato totalmente senza fondamenti scientifici, e paragonato più che a quello di uno studioso, a quello di saccheggiatori di tombe. Ma è grazie a lui che abbiamo avuto dei grandissimi ritrovamenti archeologici, a partire dalla piramide di Chefren, dove lui fu il primo ad entrare, il ritrovamento di una testa colossale di Ramses, ora conservata al British Museum, fino al dissabbiamento del tempio di Abu Simbel, che era già stato scoperto qualche anno prima, ma lasciato completamente insabbiato.

Per approfondire l’affascinante figura di Belzoni vi rimando a biografie e suoi scritti, come i suoi diari di viaggio, così come ci suggerisce l’autrice stessa del romanzo, che a fine libro, comunque, nelle sue note, ci dà una prima infarinatura piuttosto esaustiva, delle reali vicende storiche a cui si è ispirata. In questa sede, mi voglio concentrare su questo grazioso libro, che riprende in modo romanzato la figura dell’esploratore, e l’incontro con sua moglie.

Il Cairo, 1817. Forte della migliore educazione britannica, a diciott’anni Sarah Bane si sentirebbe pronta per soddisfare la legittima aspirazione di ogni brava ragazza: convolare a nozze con un gentiluomo di forma e di sostanza, passabilmente innamorato e rigorosamente inglese.Si trova invece imbarcata per l’Egitto, dove lo zio diplomatico le ha combinato un matrimonio di convenienza con un avventuriero italiano, carente di ascendenza, fortune e delle più elementari nozioni di buona creanza. Per quanto male assortita sia l’unione, ribellarsi per Miss Bane è inconcepibile.Così, con le peggiori premesse, per la fresca sposa del carismatico Giovanni Belzoni, circense di successo, esploratore dilettante, ingegnere amatoriale e aspirante archeologo, inizia una straordinaria e rocambolesca luna di miele lungo il Nilo

Ho scoperto questo romanzo grazie alle segnalazioni di amiche che l’avevano letto, e non conoscendo l’autrice, se non di nome, mi sono fidata del consiglio, ma soprattutto mi sono lasciata riconquistare da quello che è stato il mio primo amore, ovvero l’Egitto e le meravigliose scoperte archeologiche avvenute in questa terra. E devo dire che ho trovato un romanzo davvero bello, ben scritto, avvincente, avventuroso, e romantico.

Giovanni Battista e Sarah sono quanto più di diverso ci possa essere: lei, di buona famiglia ed educazione, sogna una matrimonio agiato e d’amore, lui, che si guadagna da vivere esibendosi in un circo, ai suoi occhi rozzo e senza alcuna grazia. Ma viene combinato un matrimonio d’interesse dalla zio di Sarah (che pur avendo una buona educazione, non gode di una buona posizione sociale), quando Giovanni la chiede in sposa, dopo un rocambolesco incontro e il classico colpo di fulmine! Sarah si ritroverà così in Egitto, in balìa di questo esuberante esploratore che vuole trascinarla in situazioni che nella sua testa sono inconcepibili, ma è anche inconcepibile per la sua educazione pensare di poter ribellarsi al volere di suo marito e alle decisioni che sono state prese per lei. Se all’inizio Sarah è rassegnata ad accettare le convenzioni sociali dell’epoca e a seguire controvoglia il marito, col passare del tempo invece scoprirà che dietro alla maschera dell’uomo esuberante e rozzo, come lei lo giudicava, c’è molto di più: c’è un uomo pieno di passione, per il suo mestiere e per lei, e che è pronto a difenderla da qualsiasi pericolo. I personaggi di Giovanni e Sarah sono molto belli e ben delineati, è davvero bello vedere la loro crescita personale, soprattutto quella di Sarah, che scopre i suoi sentimenti per suo marito e ne diventa la più fidata collaboratrice, appassionandosi anche lei alla ricerca archeologica e alle meraviglie dell’ Egitto.
E d’altronde è impossibile non innamorarsi di una terra così meravigliosa, che in questo libro non solo fa da sfondo, ma è una componente essenziale che viene descritta dall’autrice con grande maestria e poesia, intrecciando una bella storia d’amore alle vicende reali delle prime scoperte archeologiche e ai colpi di scena, e anche colpi bassi, tra i vari esploratori di vari paesi, che si riversavano in Egitto, forse più che per amor di scienza, per trovare “fortuna e gloria”. Infatti nel libro è anche narrata, l’accesa rivalità tra Belzoni e Drovetti, che è stato un collezionista e diplomatico italiano, al servizio della Francia, rivalità che farà passare mille avventure ai nostri protagonist, e molti altri sono i personaggi realmente esistiti, che incrociano le loro strade con quella dei coniugi Belzoni.

Insomma, se cercate un libro avventuroso e romantico, ma non sdolcinato, e avete voglia di viaggiare alla scoperta di una delle civiltà più affascinanti che siano mai esistite, questo è il libro che fa per voi, che vi farà venire anche la voglia di riscoprire la vita e le imprese di questo eploratore, al quale dobbiamo grandi scoperte.
Consigliatissimo.

Published in: on 02/05/2020 at 11:45  Lascia un commento  

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