Casa Museo Mario Praz.

Eccomi di nuovo per la seconda parte di questo percorso museale legato al Palazzo Primoli e ai suoi musei. Come dicevo nell’articolo precedente sul Museo Napoleonico  all’interno del palazzo, oltre alla Fondazione Primoli, troviamo, al terzo piano dell’edificio la Casa Museo Mario Praz.

Mario Praz (Roma, 6 settembre 1896 – Roma, 23 marzo 1982) è stato un saggista, critico letterario e scrittore italiano, ma anche critico d’arte, traduttore, giornalista e collezionista. I suoi studi sono incentrati in particolare sull’Inghilterra fra il Seicento e l’epoca vittoriana, (è il fondatore in italia della disciplina universitaria di letteratura inglese, e alla sua scuola si sono formati gli anglisti più illustri delle generazioni successive), ma si è occupato anche di letteratura italiana, francese, spagnola, tedesca, russa.

Ma come si collega questo personaggio illustre della letteratura italiana a questo palazzo? Presto detto: Mario Praz dal 1958 era presidente della Fondazione Primoli. Nel 1969 dovette lasciare la sua casa in Palazzo Ricci a Via Giulia, dove aveva raccolto nel corso deglia anni, una considerevole collezione di 1200 pezzi che gli avevano permesso di perfezionare il suo gusto neoclassico. La Fondazione gli propose di vivere nell’appartamento e lui accettò con gioia e vi rimase fino alla sua morte avvenuta nel 1982. Praz lasciò in eredità alla Fondazione la sua biblioteca di circa 15000 volumi, che si andò ad unire a quella della  Fondazione, mentre il resto della collezione, dopo varie controversie, fu acquistato 4 anni dopo dallo Stato Italiano per un cifra di due miliardi e 100 milioni di lire.

Tutte le opere furono fatte restaurare dalla GNAM (Galleria Nazionale di Arte Moderna), di cui costituisce una sede distaccata, e rimesse nel luogo dove oggi le possiamo ammirare.

Praz parla della sua collezione nel libro “La casa della vita”, un volume davvero interessante, che oltre a descrivere minuziosamente la sua collezione, ci offre uno spaccato della vita non solo del Praz, ma anche della vita romana e degli scorci di quel meraviglioso salotto che è Via Giulia. Grazie a questo dettagliato racconto fu possibile catalogare e individuare tutti i pezzi della suddetta collezione.

La visita all’appartamento.

Arriviamo al terzo piano del palazzo, dove saremo introdotti all’appartamento di Mario Praz. Ci accoglie un piccolo ingresso, dove abbiamo una libreria appartenuta a D’Annunzio, quadri del XIX secolo e contemporanei, dipinti da amici di Praz. Ci immettiamo nella splendida Galleria soppalcata, con soffitto a cassettoni e i colori predominanti del giallo(oro) e bianco, in perfetto stile neoclassico. Ambiente dominato da una grandiosa libreria ai cui lati si trovano due caminetti simmetrici, ricco di quadri, busti (tra cui quello di Elisa Bonaparte), e altre suppellettili, come la bella poltrona, ricamata dallo stesso Praz, i quadri delle tre età di Napoleone, delle vedute di Venezia e ritratti femminili.

Passiamo poi nello studio, dove predomina il colore verde. Anche lo studio è soppalcato e abbiamo una scala, sormontata da oggetti militari, strumenti musicali e teste di drago, che porta su al soppalco( che è il prosiuimento di quello della Galleria). Tra i dipinti campeggia copia del famoso ritratto di Ugo Foscolo del Fabre, e il ritratto di Teresa Pikler, moglie di Vincenzo Monti.

Dallo studio si accede alla camera da letto, dove troviamo un letto con baldacchino appartenuto a Giuseppe Bonaparte, che lo aveva fatto costruire per il castello di Fontainbleu, mobili in stile impero e un’ interessante collezione di ventagli.

Abbiamo poi la Sala da pranzo, dove predomina il colore rosso e dei pezzi davvero originali, come un rinfrescatoio per il vino a forma di sarcofago, o il lampadario a forma di mongolfiera, più altri pezzi molto interessanti, e mobili di provenienza inglese e in stile Regency.

Arriviamo alla Camera da letto della figlia Lucia, che riproduce fedelmente la stanza della figlia nella casa di Via Giulia. Qui in Via Zanardelli invece, Lucia non visse mai, in quanto, quando Praz vi venne ad abitare, lei era già sposata e viveva in Inghilterra insieme alla madre.

Arriviamo infine alle Biblioteche, attraverso un corridoio e una scaletta dove campeggiano dei quadri fatti con fili di seta, e troviamo tre librerie, una proveniente da Spoleto, del XIX sec. decorata con figure di animali, l’altra inglese, di legno rosa con telamoni in color bronzo, libreria di epoca regency che Praz acquisto a poco prezzo, vista la mole, e visto che nessuno sapeva dove metterla, e la terza, che si trova nel ballatoio, di provenienza irlandese. La sala, si compone di una sorta di anti-sala, che vista dal centro del salone, con le sue due colonne laterali, ricorda una sorta di palcoscenico teatrale. Altri pezzi interessanti, sono il “forte-piano” austriaco, precursore del pianoforte moderno che si trova in piccolo andito che precede la biblioteca e una chitarra-lira napoletana. Da citare appartenenti alla collezione, anche i busti dello Zar Nicola I, Alessandro I e di Caterina la Grande.

Chiudiamo con il “Ritratto di Mario Praz come poeta laureato” di B. Caruso, dipinto due anni prima della sua morte che si trova dietro la statua di Eros, nell’andito, e all’ingresso abbiamo un altro ritratto di Praz, che lo raffigura intorno ai 50 anni.

Conclusa la visita alla casa museo soffermatevi anche un po’ sul palazzo, in quanto alcuni soffitti dei piani inferiori sono molto belli e a cassettoni, alle pareti ci sono ricche decorazioni, e il pianerottolo d’ingresso al 2° piano è finemente affrescato.

La visita alla casa museo finisce qui ,con la speranza di avervi un po’ incuriosito su questo personaggio e la sua collezione, vi lascio con gli orari di apertura, che sono il giovedi e il venerdì dalle 14:30 alle 18:30, e il sabato dalle 9 alle 13. Ogni ora parte una visita accompagnata.

E come sempre vi lascio qualche foto.

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Published in: on 06/03/2020 at 22:05  Lascia un commento  
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