Torino, mostra di Vittorio Corcos e Palazzo Accorsi-Ometto,museo delle arti decorative.

Salve a tutti! Eccomi di nuovo qui, con un articolo su un bel palazzo e una bella mostra! Questa volta sono stata in trasferta, per la precisione a Torino, una città che amo molto, e che mi mancava da morire! Era da settembre che desideravo andare a vedere la mostra su Vittorio Corcos, e proprio in corner, perchè la mostra finisce tra pochi giorni, sono riuscita a fare una toccata e fuga di una giornata. Oltre alla mostra ne ho approfittato per vedere anche il palazzo dove si teneva, sede della Fondazione Accorsi-Ometto, Museo delle Arti decorative, un palazzo davvero meraviglioso!!!

La Mostra:

Vittorio Corcos nasce a Firenze nel 1859, da famiglia di origine ebraica. Si forma nelle Accademie di Firenze e di Napoli, e nel 1880 inizia la sua avventura parigina, frequentando il salotto di Giuseppe De Nittis, dove si riunivano gli italiani di Parigi e grazie a lui conoscerà il mercante Goupil che sarà il tramite della sua fortuna internazionale, favorita dalla sua starordinaria abilità di ritrattista.

Rientrato a Livorno nel 1886, sposa Emma Rotigliano, cambiando anche religione. Grazie alla moglie, la loro casa diventerà fulcro di un salotto culturale (la moglie intrattenne una fitta corrispondenza con Giovanni Pascoli), meta di letterati e artisti del tempo, che saranno spesso riratti dal pittore, famoso appunto per aver ritratto i protagonisti della vita culturale e artistica di fine secolo, come Carducci, Mascagni, il collega pittore Lega, di cui vediamo i dipinti in mostra ,accanto a quello della moglie Emma, ma anche donne bellissime come la cantante Lina Cavalieri, Isadora Duncan e regnati come Maria Josè, ritratte spesso nello sfarzo delle loro dimore e dei loro abiti, dove appunto Corcos si sofferma anche sui tessuti, i ricami, i gioielli, come ad esempio nel ritratto di Corinna Salmon, avvolta da un bellissimo abito bianco ricamato in oro, e in quello già citato di Maria José, dove il dettaglio dei gioielli è messo in gran risalto. 

Non mancano nella sua produzione anche quadri di soggetto popolare che attestano la sua predisposizione ad aderire alle poetiche del naturalismo,come le Istitutrici ai campi Elisi che vediamo in mostra, ma la sua fama rimane legata a quelle figure femminili che furono dette “creature che hanno in sé qualche cosa del fantasma e del fiore”, la cui più alta esponente è l’enigmatica figura che fissa lo spettatore, del quadro Sogni.

La mostra devo dire è molto piccolina, anche se i pezzi esposti sono davvero notevoli, ci si perde tra gli sguardi dei personaggi ritratti, che ti fissano intensamente e così realisticamente da sembrare fotografie, e non puoi fare a meno di soffermati su ogni quadro per goderne di tutto i suoi dettagli. 

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Il Palazzo, la Fondazione Accorsi-Ometto, Museo delle Arti decorative.

Quello che mi ha lasciata, veramente soddisfatta è la visita al palazzo (palazzo seicentesco ex-convento dell’ordine di Sant’Antonio), dove è conservata la collezione dell’antiquario torinese Pietro Accorsi, figura di spicco del collezionismo piemontese. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1982, la Fondazione da lui voluta, presieduta da Giulio Ometto, suo allievo e amico, realizza nel Palazzo Accorsi il Museo di Arti Decorative, preserva le opere del celebre antiquario e incrementa la raccolta attraverso il recupero di capolavori senza tempo.

La visita si snoda su un percorso di 27 sale, dove abbiamo raccolte di ceramiche e porcellane( bellissimo il servizio Frankenthal), cristalli di Baccarat, tabacchiere e argenti. Troviamo una tabacchiera con raffigurato Napoleone di pregevole fattura e anche una collana appartenuta a sua sorella Carolina.

Prosegue poi la visita con la sala che contiene diverse opere del 400 con due bellissime Madonne lignee. Interessantissima è la ricostruzione della cucina, che raccoglie più di 300 oggetti in rame, perfettamente tirati a lucido.

Degni di nota sono: il salotto Luigi XVI, con il doppio corpo interamente rivestito di formelle in maiolica di Pesaro; il salone Piffetti, dedicato al più grande ebanista del XVIII secolo di cui è conservato anche il mobile, che è stato definito dai critici d’arte il mobile più bello del mondo, ovvero uno straordinario doppio corpo, lastronato e arricchito da intarsi in avorio e tartaruga, riportante scene tradotte in gran parte da celebri incisioni del Cinque e Seicento. Un’opera imponente, caratterizzata da fonti iconografiche molteplici e complesse.

Abbiamo poi il salotto Luigi XV che custodisce una magnifica commode francese rivestita di pannelli in lacca Coromandel.

Arriviamo poi alle camere da letto: la camera da letto Bandera con un letto in tela Bandera ricamata a cineserie e due angoliere dipinte da Vittorio Amedeo Cignaroli, dove troviamo anche una deliziosa toilette, con il pitale nascosto in un grazioso mobiletto ; la camera da letto di Accorsi in cui si trovano gli oggetti a lui più cari, come il letto lucchese proveniente da villa Garzoni a Collodi, un dipinto di François Boucher, pittore di corte di Luigi XV e due stipi di Pietro Piffetti con intarsiate scene di tornitura dell’avorio; la camera da letto veneziana caratterizzata invece da una serie di mobili dipinti che costituiscono una delle più importanti raccolte di arredi lagunari fuori dal Veneto, tra cui anche lo strumento che si usava per l’elezione del Doge, che è appartenuta alla sorella di Accorsi, Paola.

Il percorso museale prosegue con i due salotti dedicati alle scene di caccia del Cignaroli. Chiudono il percorso il salone cinese con una serie di pannelli in carta di riso provenienti dalla Cina e il salotto Christian Dior, appartenuto all’omonimo stilista francese, costituito da pannelli vitrei dorati e smerigliati, degno contenitore per il meraviglioso cassettone del Piffetti.

La visita al museo dura circa un’ora ed è guidata; la nostra guida è stata molto brava, in così poco tempo ha illustrato le cose principali, perchè comunque c’è molto da vedere, le curiosità di varie epoche e alcuni accenni sulla vita di Accorsi e come svolgeva la sua attività di antiquario. Se passate da Torino, su Via Po’ n. 55, molto vicino a Piazza Vittorio, c’è questo splendido palazzo, in cui mi era capitato di fermarmi anni fa, perchè nel cortile di stavano svolgendo delle danze del ‘700, ma non avevo idee di quanto fosse interessante la sua collezione all’interno, e se non fosse stato per la mostra, forse non avrei mai conosciuto.

Vi lascio come sempre con qualche foto. Alla prossima.

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Published in: on 09/02/2020 at 22:23  Lascia un commento  

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