Mostra dei giocattoli antichi al Museo delle Mura

“RA-TA-TA-TA, BANG-BANG, SI GIOCA” è il titolo della mostra aperta al pubblico dal 14 dicembre al 1° marzo 2020. Un’esposizione a ingresso gratuito, nel piccolo Museo delle mura a Porta San Sebastiano. Esposti in mostra alcuni pezzi, 137 per la precisione, che vanno dal 1860 al 1930, quella che viene definita età dell’oro del giocattolo. I pezzi esposti fanno parte della collezione del Comune di Roma di giocattoli antichi, che vanta circa 30.000 pezzi di varie epoche.

In mostra, visto il contesto in cui si espone dove armi e militari sono stati realmente presenti per secoli, vediamo prevalentemente giocattoli “di guerra”, areoplanini, navi, carri armati, castelli di legno, ma anche bambole, vestitini, biciclette, monopattini, il tutto senza un ordine cronologico, ma disposto a ricreare quella confusione che si ritrova in ogni stanza dei bambini di ogni epoca. Troviamo anche degli spazi a tema, come l’angolo dedicato allo studio e alla lettura, con il piccolo tavolo e la seggiola, lo spazio domestico, e un piccolo guardaroba per le bambole, con vestitini e altri oggetti.

Conclude la mostra un cavalluccio di legno, insegna di un negozio di Stoccolma, datato 1910, e un selezionatore di dischi tardo ottocentesco di produzione tedesca, che può essere considerato l’antenato del juke-box.

Una mostra piccolina, ma davvero graziosa, inoltre in un contesto che vale la pena visitare.

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Del Museo delle mura, avevo già parlato,molto brevemente, qui, ma vi lascio qualche cenno storico in più, rispetto all’articolo precedente.

E’ uno dei musei gratuiti del circuito dei Musei Comunali, e molto spesso vi si svolgono delle mostre. La visita, al di là delle mostre, vale la pena, perché è un luogo ricco di storia e inoltre vanta una bellissima vista dalla terrazza della torre, ed è stato riaperto anche il camminamento delle mura, dopo i crolli del 2012.

Il Museo è ospitato all’interno della Porta S. Sebastiano delle mura Aureliane ed offre ai visitatori un itinerario didattico dal 1990, ma la storia dell’utilizzo del monumento per usi più o meno consoni alla sua importanza ha inizio molto tempo prima. Nel 1939, nonostante il parere contrario della Ripartizione Antichità e Belle Arti, furono eseguiti alcuni lavori negli ambienti interni della Porta per adattarli ad abitazione e studio privato del segretario del partito fascista Ettore Muti, che vi visse dal 1941 al ‘43.

Dopo la seconda guerra mondiale la Porta, (purtroppo depredata di ogni bene, restano solo due mosaici) venne riaperta al pubblico dal Comune che diede anche inizio alla stesura di un progetto per la realizzazione di un museo delle mura. Il resto degli ambienti nel 1960 fu ceduto in uso alla Direzione Generale alle Antichità e Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione, perché vi installasse un Ufficio speciale dell’Appia Antica e un  museo della via Appia, ma il previsto Ufficio non entrò mai in funzione.
L’Amministrazione comunale ritornò in possesso del monumento nel 1970, e vi allestì un piccolo Museo delle Mura collegandolo con il tratto di cammino di ronda coperto fino alla via C. Colombo.

Come abbiamo detto il museo sorge all’interno di Porta San Sebastiano, quella che un tempo era chiamata Porta Appia, che si ergeva sulla Mura Aureliane, fatte costruire tra il 270 e il 275 dall’imperatore Aureliano, per la difesa di Roma. Nel corso dei secoli, molti lavori si sono sovrapposti come le murature di età onoriana (inizi V sec. d.C.) con le feritoie per gli arcieri entro nicchie, e grandi arcate aperte sul lato opposto verso la città. Lungo il camminamento, sono evidenti restauri di epoche successive, dal Medioevo al XIX sec. e in particolare uscendo dalla terza torre sul camminamento si notano a terra resti della pavimentazione originaria con una fessura centrale, che segna la linea di congiunzione tra la struttura di Aureliano e il successivo allargamento fatto da Onorio; in alto sulla lunetta del vano di uscita della torre una pittura che rappresenta la Madonna con il Bambino, ricordo dell’uso della torre come luogo di ritiro di un eremita in età medievale. La porta fu anche teatro di scontri durante la Repubblica Romana, e infatti risalgono al 1848 le feritoie di forma quadrata, così trasformate per adattarle alla fucileria durante gli scontri a fuoco.

Se avete la possibilità, con o senza mostre in corso, visitate questo gioiellino romano, (c’è modo, con alcune associazioni, anche di fare l’aperitivo archeologico sulle mura, con visita guidata e degustazioni di ricette di epoca romana) e poi allargate la vostra visita anche all’Appia Antica, la Regina Viarum, passeggiando tra le bellezze antiche (più in là dicherò anche alla Via Appia e ai suoi monumenti un bell’articolo).

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Published in: on 12/01/2020 at 15:00  Lascia un commento  

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