Felice Anno Nuovo!!!!

 Bando alla tristezza, diamo il via alla spensieratezza! Questo il mio augurio di buon anno per voi, per 365 giorni di serenità!

 

“Passeggere: Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Venditore: Speriamo.”(Giacomo Leopardi, Dialogo tra un venditore di almanacchi e un passeggere)
Published in: on 31/12/2019 at 21:30  Lascia un commento  

The British Corner, un grazioso locale.

E’ la prima volta che parlo di locali nel blog, ma questo localino merita veramente di essere citato. Parliamo del British corner, un angolo di Londra trasportato a Roma. Si tratta di un locale in pieno stile inglese, che si trova in Via del Pigneto 112.

Ho scoperto il locale, grazie alle amiche che organizzano gli eventi in costume storico, e da qualche anno è appunto teatro di alcuni nostri incontri; gli ultimi in ordine di tempo sono stati proprio un tè natalizio un paio di settimane fa, e a novembre un incontro, sempre in abito storico, sul romanzo gotico. (con tanto di temporale e tuoni, che si erano scatenati su Roma, mentre eravamo all’interno del locale, atmosfera ideale, proprio da romanzo gotico)

Il locale si presta davvero tanto ai nostri incontri, è un posto delizioso, e non appena si entra si respira quell’atmosfera tutta british. So che vi organizzano anche degli incontri con un insegnate madrelingua per esercitare la propria conoscenza dell’inglese.

E’ arredato in maniera molto simpatica e ci sono delle vetrine dove fanno bella mostra gioielli, tazze e teiere di fine Ottocento-primi Novecento, che sono acquistabili, e i servizi con cui viene servito il tè sono davvero deliziosi. Potete anche sedervi al pianoforte, sotto l’occhio vigile della Regina Elisabetta! I dolci sono davvero ottimi, in particolare gli scones, una specie di “paninetto” a lievitazione veloce, da farcire con burro e confetture, tipici da accompagnare al tè nella tradizione inglese( anche se pare che siano nati in Scozia!). C’è anche una selezione di vini e devo dire che anche i tramezzini che ci vengono serviti durante i nostri incontri sono davvero eccezionali.

Il locale si estende su due piani, come ho detto è molto piccolino, al piano di sotto saranno circa 25\30 posti, mentre al piano di sopra c’è un grazioso salottino più intimo per una decina di persone. Per il nostro ultimo tè ci hanno dato il piano di sopra, è stato così bello, sembrava davvero di essere in un salottino di qualche signora uscita dai libri di Jane Austen, veramente un ambiente intimo e familiare, e sotto Natale diventa ancora più magico, con luci e addobbi.

Vi lascio qualche foto per ammirare il grazioso locale, e chissà mai, se capitaste in un giorno dove ci sono delle pazze che prendono il tè in abito ottocentesco, non spaventatevi, siamo davvero innocue….anche se un po’, come diciamo a Roma, caciarone! 😀

Published in: on 27/12/2019 at 18:20  Lascia un commento  

Buon Natale

    Buon Natale dall’Angolino di Chiara!

Un Natale felice, felice, che ci riconquisti alle delusioni dei nostri giorni infantili; che possa ricordare al vecchio i piaceri della sua giovinezza; che possa trasportare il marinaio e il viaggiatore, a migliaia di chilometri di distanza, di nuovo al suo lato del fuoco e alla sua tranquilla casa!” Charles Dickens

Published in: on 24/12/2019 at 16:34  Lascia un commento  

Alle Scuderie del Quirinale:Pompei e Santorini, l’eternità in un giorno.

“Terremoti, eruzioni vulcaniche, incendi, inondazioni, diluvi, mutando di colpo, con la faccia della terra, il corso delle società umane, le hanno combinate in modo nuovo, e queste combinazioni, le cui cause prime erano fisiche e naturali, sono divenute, col tempo, le cause morali che mutano lo stato delle cose”

Jean- Jacques Rousseau

Aperta l’11 ottobre, durerà fino al 6 gennaio 2020, la splendida mostra alle Scuderie del Quirinale, che ci fa rivivere la tragedia di due importanti civiltà antiche, quella dell’antico centro minoico di Akrotiri, sull’isola di Santorini, e quella a noi più nota e più vicina di Pompei. Due eruzioni vulcaniche, distanti nei secoli (quella che distrusse Akrotiri avvenne nel XVI sec. a.C, mentre Pompei nel 79 d.C.), che accomunano questi due importanti siti con un’identica fine; due interi insediamenti umani che furono seppelliti dalla forza della natura, con i loro ideali, il loro credo, le loro culture. La scoperta di Pompei, con gli scavi del 1748, ha segnato la nascita dell’archeologia moderna, e mai come prima di allora è stato possibile leggere la vita quotidiana di un’antica città romana, rimasta sospesa nelle rovine delle sue domus, delle terme, nei calchi dei corpi che raccontano un mondo lontano, ma rimasto intatto fino a noi.

In un clima culturale  diverso, la riscoperta dell’insediamento di Akrotiri a Santorini nel 1967 ha riaperto il ragionamento sul tema della catastrofe naturale e della scoperta. Solo decimo del sito è stato scavato. L’antico centro minoico, distrutto da una spaventosa eruzione a metà del II millennio avanti Cristo – eruzione che segnò profondamente gli equilibri sociali e politici del Mediterraneo – ha restituito, sepolti sotto la cenere vulcanica, edifici, affreschi, ceramiche e forniture perfettamente conservate.

E’ percepibile durante tutta la mostra il tema della catastrofe naturale, che distrugge la vita in quel momento, ma allo stesso tempo la cristallizza nel corso dei secoli e ce la restituisce nella drammaticità degli eventi.

A livello di reperti sicuramente Pompei la fa da padrone, con vasellame, affreschi, calchi di mobili e di corpi, monili, allestiti al 1° piano della mostra, ma ci sono dei pezzi interessanti anche provenienti da Santorini, i bellissimi affreschi su tutti. Per quanto riguarda Pompei, oltre ai dipinti, ricostruzione di un ninfeo e monili, abbiamo un bellissimo servizio completo in argento, che fu nascosto in una cesta, ed è arrivato nel corso dei secoli fino a noi, dopo essere stato ritrovato nel 1800 in un sottoscala, durante dei lavori.

Per quanto riguarda Santorini, invece, la mancanza di monili e preziosi, e fino ad oggi il mancato ritrovamento di corpi, avvalora la tesi, secondo la quale, l’evacuazione non fu improvvisa, ma i suoi abitanti a causa delle forti scosse delle settimane precedenti avevano già abbandonato le loro case. Ci rimangono quindi molti reperti, quali vasellame, di pregevole fattura, e affreschi, magnifici, come i due fanciulli pescatori, ma a differenza di Pompei, non abbiamo gli strazianti calchi di corpi umani ed animali, che rendono più drammatico il ricordo dell’esplosione vesuviana. La sezione dedicata a Santorini si trova al 2° piano, ma come ho detto è più scarna e meno spettacolare di quella dedicata a Pompei.
La restante parte del 2° piano è dedicata a delle interpretazioni moderne, e quadri di vari artisti che nel corso dei secoli hanno voluto immortalare nelle loro opere le drammatiche eruzioni, ma devo dire che a parte qualche dipinto ( Turner ad esempio), questa parte della mostra non mi ha entusiasmato.

Resta comunque una bella mostra, che mette a paragone due civiltà accomunate da uno stesso destino, e che ancora, come nel caso di Akrotiri, hanno ancora tanto da svelarci.

 

 

 

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Published in: on 14/12/2019 at 16:49  Lascia un commento  

L’angolo del romance: La spada e il fiore,Angela White. Un nuovo e atteso capitolo delle profezie della strega scalza

Eccomi qui, come promesso!!!

Riprenderò questa nuova avventura con un argomento che amo molto, e di cui ho parlato spesso nel blog, ovvero i romance storici, in particolare una saga medievale, dell’autrice italiana Angela White, che nel corso degli anni è diventata una delle mie saghe del cuore, ovvero Le profezie della strega scalza.Tra l’altro questo è il 200° articolo, quindi doppia festa!!! 😀

Oggi vi parlerò un po’ dell’ultimo libro della saga, La spada e il fiore, uscito a settembre per Amazon publishing, che è un libro a cui tengo particolarmente, perché l’ho aspettato per tanti anni, in quanto il suo protagonista, Richard Torquil, è uno dei miei personaggi preferiti della saga, se non il preferito.

“Davvero non sai chi è quell’uomo?Mio giovane amico, quello è Sir Richard Torquil.”

Svan sussultò e Aronne sorrise divertito: “Ah, vedo che la sua fama si estende degnamente oltre i mari. Si è proprio lui il campione del Re. Il miglior cavaliere del Regno. Il più amato tra tutti i paladini. In un mondo di cavalieri, lui è il cavaliere. D’ispirazione ai giovani scudieri e d’incoraggiamanto con la sua sola presenza ai fanti dell’esercito. Non c’è damigella che non abbia intrecciato ghirlande di fiori in suo onore.”

Ci troviamo nell’Inghilterra di Enrico II e il filo conduttore di questa saga sono le profezie d’amore che la misteriosa Lady Delith, fa di volta in volta ai protagonisti, leggendo il loro destino nelle fiamme. E per la dolce Margaret, protagonista di questo romanzo, aveva previsto l’amore di un cavaliere…

“Hai sentito, Alec? La verità è che qui tutti mi vogliono sposata! E se invece mi sposassi tu, quando sarai più grande?”
Il bambino scosse il capo, guardandola con i suoi bellissimi occhi d’argento. Occhi che a volte fissavano le fiamme nel camino con la stessa misteriosa intensità di quelli della strega scalza.
“No, Marge. Tu non sposerai me. Tu sposerai un cavaliere.”

Un tenero fiore può piegare l’acciaio di una spada

Impavido, sfrontato, difensore degli oppressi e amante della libertà, Richard Torquil è il cavaliere più ammirato di Re Enrico II d’Inghilterra. Margaret, dama della Regina Eleonora, è considerata la lady perfetta. Le sue virtù sono innumerevoli: bellezza, grazia, riservatezza, intelligenza. In realtà la sua impeccabile condotta è una corazza che la protegge dal mondo e nasconde le sue fragilità. In cuor suo non ha mai dimenticato il giovane cavaliere errante che osò rubarle un bacio in riva al mare per poi scomparire dalla sua vita. Lei lo riconosce subito nel tenebroso, imprevedibile guerriero giunto a corte, che si diverte a provocarla e ignorarla, attrarla e respingerla in un gioco spietato. Ma forse capace di far cadere le reciproche maschere…

Come ho detto, Richard ha avuto, fin dalla sua prima apparizione, sempre un posto speciale nel mio cuore. E sono stata ripagata di questa attesa con un libro meraviglioso, una nuova magnifica perla di questa saga.
La vita di Richard è sempre stata ricca di avventure, e a lui è dedicato forse il meno avventuroso di tutti i romanzi della saga, il più introspettivo, perché l’avventura più grande che il nostro eroe dovrà vivere questa volta, è quella dell’amore. Avevamo lasciato, nel romanzo precedente (Nel castello del lupo,ed. Mondadori) un Richard ferito, e lo ritroviamo, quasi un anno dopo segnato nel corpo e nello spirito. Il suo carattere però rimane sempre scanzonato e irriverente, anche se più disincantato e ombroso. Il nostro eroe, il cui nome è ormai divenuto leggenda, ritrova a corte Lady Margaret, la giovane damigella a cui aveva rubato un bacio sulla spiaggia di Deerstone, anni prima.

Lui, l’eroe osannato da tutto il regno, che dopo la ferita subita a Rothford Hall, sa di non essere più l’invincibile eroe di un tempo, ma soprattutto sa, che il tempo, prima o poi arriverà a chiedere il suo conto e lui dovrà ricoprire quel ruolo a cui ha sempre cercato di sottrarsi e a cui invece è destinato fin dalla nascita.

Margaret è la dama perfetta, il tipo di donna che non ha mai attratto Richard, ma nonostante questo, si diverte a stuzzicarla e a far cadere quella maschera di perfezione, tirando fuori dei lati che la giovane mai si sarebbe sognata. In un continuo gioco, i due si stuzzicano, si scoprono, si innamorano. Un romanzo più intimo, più psicologico, dove i caratteri, le paure, dei due protagonisti, ci vengono svelate pagina dopo pagina. La dolce Margaret che sogna l’uomo gentile, un valoroso cavaliere, e si ritrova a combattere con il ribelle e ombroso Torquil, che le fa perdere più volte la sua compostezza, ignorando per buona parte del libro, quale sarà veramente il suo ruolo accanto al nobile cavaliere.

Richard e Margaret, così diversi, eppure così uguali, legati dal destino, e che a quel destino, che è sempre stato tracciato per loro, ci arriveranno non senza qualche lite, ma infine con una giusta maturità e consapevolezza, insieme. Romanzo bellissimo, poetico, come sempre nello stile dell’autrice, ricco di scene che rimarranno impresse nella mente del lettore(su tutte la meravigliosa scena di Richard che forgia l’anello e il pugnale per Margaret; riuscivo a sentire anch’io il calore della fucina del fabbro…), ci immerge nelle atmosfere della corte di Enrico II, e in quelle dell’Inghilterra medievale dei castelli, conventi, nobili e fieri cavalieri e altrettanto fiere dame. Ritroveremo vecchi amici, su tutti Jamie Lamartes, che ormai ha assunto un ruolo importante a corte, personaggio fantastico anche lui, che non vedo l’ora di vedere in un libro tutto suo ( e, secondo me, avrà una bella gatta da pelare), Bryan e Arabelle (ma quanto sono belli?), ma anche i giovani Justin, Svan, Micol,Robb,che abbiamo conosciuto bambini e ritroviamo adulti, e molti altri ancora che abbiamo incontrato nel corso della serie. Per il mio adorato Richard e per la dolce Margaret non avrei potuto chiedere un libro più bello e romantico di questo.

 Il primo incontro di Margaret e Richard a Deerstone, raccontato ne:”La rosa del drago” :
“Riverso nella sabbia,scaldato dai raggi del sole,Richard lasciava che le onde lo accarezzassero consolanti. Piegò le labbra in una smorfia. Dio che batosta! Scoppiò a ridere,ma la sua ilarità gli strappò un lamento. Si tasto’ con cautela lo stomaco dolorante. (…) Un’ombra si allungò sopra di lui,distogliendolo dalla condanna di quei pensieri.
Richard aprì pigramente un occhio,alzando la mano per schermarsi dalla luce del sole.
Una fanciulla lo stava osservando dall’alto, con i capelli castani sciolti al vento.Gli occhi color del mare lo fissavano con uno sguardo sospeso tra l’incredulo e il disgustato. Era giovanissima e bella come un’alba.(…) Prima che la fanciulla potesse ritrarsi,le prese il volto tra le mani,baciandola sulle labbra. Erano morbide e sapevano di mare,una deliziosa salsedine che Richard assaggiò con la punta della lingua. Sorpresa da quel tocco,lei schiuse la bocca,lasciandogli approfondire il bacio e facendolo rammaricare che fosse tanto giovane,troppo inesperta,e così chiaramente di buona famiglia.Tuttavia per un istante ci furono soltanto il rumore delle onde, il suo profumo delicato e le sue soffici labbra dischiuse.”

La saga “Le profezie della strega scalza” è composta dai seguenti libri
-Il castello dei sogni

-Di ghiaccio e d’oro

-La rosa del drago

La luna dei desideri

-Cuore di ghiaccio

-Nel castello del lupo

– La spada e il fiore