Il ciclo del Mar dei Caraibi di Kathleen McGregor:Cuore pirata e L’irlandese

Circa due anni fa lessi gli altri due libri appartenenti a questa splendida saga di Kathleen McGregor ovvero Corinna e La sposa spagnola (di cui trovate la recensione  qui ) e questa estate ho portato a termine la lettura con gli altri due libri che mancavano all’appello. In realtà Cuore Pirata l’ho letto qualche mesetto fa, mentre L’irlandese che è uscito poco prima dell’estate è stato la mia ultima lettura. Con quest’ultimo volume la casa editrice Leggereditore ha pubblicato tutti i libri che compongono la saga di questa bravissima autrice, ma spero sinceremante che le storie non finiscano qui, perché ci sono tanti altri personaggi di cui mi piacerebbe leggere e rituffarmi in questo mondo così avventuroso che l’autrice ha saputo magistralmente descrivere.

E’ una saga a cui sono particolarmente legata, davvero bella ed emozionante, non riesco a dire quale sia il più bello dei quattro libri, mi sono piaciuti tutti in egual misura, hanno tutti il comun denominatore dell’avventura,di personaggi che ti conquistano, di una scrittura avvincente e scorrevole, ma ogni storia è diversa tra loro.

Ecco qui nel dettaglio  quello che penso degli ultimi due libri che ho letto. (L’articolo contiene spoiler sui libri).

copCuorePirata2CUORE PIRATA

Pirati, malviventi, cacciatori di tesori, un ex filibustiere e una ragazza alla ricerca della propria identità ruotano  attorno al mistero della città perduta di Manoa, il mitico
Eldorado. Alla morte del padre, Glen scopre alcune lettere e una mappa priva di indicazioni. Ma c’è qualcun altro interessato a quella mappa, e soprattutto agli indizi nascosti per completarla. Walter Avery, ora duca di Averstone, accetta di proteggere Glen e di aiutarla a scoprire quale segreto si celi dietro a essa; le ragioni che lo muovono sono tante, la noia della vita cittadina, il rimpianto dei suoi giorni da corsaro, il sapore dell’avventura, la prospettiva di trovare un tesoro… ma soprattutto, l’amore che prova fin dal primo istante per quella ragazza, apparentemente docile eppure intimamente ribelle, che lo respinge con tutta la forza della propria vulnerabilità.

Cuore pirata è il libro che ha per protagonista Walter Avery, il fedele braccio destro e migliore amico di Dorian O’Rourke, protagonista di Corinna, nonchè il mio personaggio preferito tra quelli creati dalla McGregor.

Walter si è ormai ritirato dalla vita della filibusta, ha assunto il ruolo che gli competeva in Inghilterra, diventando Duca, ma il richiamo dell’avventura è troppo forte per resistere, soprattutto se si prospetta un’avventurosa caccia al tesoro e il compito di proteggere una fanciulla in pericolo.

Glenn infatti, rimasta da poco orfana di un gentiluomo inglese trova delle lettere e una mappa che scatenano la sua curiosità e le insinuano dubbi sulla sua vera paternità, ma non fa in tempo ad apprendere queste novità che uno spietato assassino si tuffa su di lei e la costringe a cercar rifugio presso l’unico uomo che può aiutarla, appunto il duca di Averstone, o meglio l’ex corsaro conosciuto come Walter Avery.

L’inizio del libro è molto incalzante, le azioni si susseguono senza sosta e ci ritroviamo insieme a Glenn a sfuggire al suo persecutore, ad irrompere nella casa e nella vita di Walt, che a sua volta cercherà aiuto presso il suo amico Dorian O’Rourke e sua moglie Corinna.

Walter non si tirerà indietro e da gentiluomo quale è prende subito sotto la sua protezione Glenn e nonostante la differenza di età se ne sente irrimediabilmente attratto. Per salvare la sua reputazione e far si che possano partire insieme alla ricerca di indizi sull’identità della ragazza e su quella strana mappa dovrà sposarla, ma la ragazza cercherà in tutti i modi di resistergli, finché anche lei non capitolerà. La loro avventurosa ricerca li porterà ad incrociarsi con altri personaggi come Don Pedro De Castillo, ricco possidente spagnolo ossessionato dal mito dell’Eldorado, che ha dedicato tutta la sua vita e le sue finanze alla ricerca della mitica città dell’oro, e il giovane Esteban Quintano, capitano della spedizione approntata da De Castillo. Quintano, insieme a d Alma De Castillo, la giovanissima figlia di Don Pedro, daranno vita ad una tenera e triste storia d’amore, che non mancherà di commuovere.

Quando i due gruppi si incontreranno nella foresta e si troveranno di fronte ad un pericolo mortale, inglesi e spagnoli, solitamente nemici si dovranno alleare per mettere in salvo le loro vite.

Come ho detto il libro ha un ritmo molto incalzante, avventuroso ogni oltre immaginare, condito con due belle storie d’amore e bei personaggi. Di tutti i protagonisti della McGregor penso che Walt sia il più “normale”, il più umano di tutti, con i suoi dubbi riguardo la giovane età di Brandy\Glenn rispetto alla sua e il fatto che lui sia menomato, essendo privo di un occhio, ma un vero signore quando si preoccupa di aiutarla mettendo in pericolo la sua vita e anche quando si sente in dovere di mantenere la parola data ad un “nemico” che però ha imparato a stimare. Rispetto agli altri però appunto è il meno “complicato”, quello più affidabile, un cuore pirata che nasconde però un cuore da gentiluomo ed ecco perchè rimane il mio preferito in assoluto senza togliere nulla a O’Rourke, McFee e Corraya, ma questi sono davvero o troppo gelosi, o troppo selvaggi o troppo tormentati!Insomma troppo complicati!!!

Saranno proprio gli ultimi avvenimenti del libro che daranno il là per la storia dell’ultimo libro, ovvero L’Irlandese, dove avremo in un certo senso la resa dei conti e lo scioglimento di tutti quei nodi che erano rimasti in sospeso. (I libri sono comunque leggibili ognuno per conto proprio, sono comprensibilissimi anche a se stanti,ma leggendoli tutti si ha una visione più completa di tutti gli eventi e i personaggi)

 

indexL’irlandese.

Ci sono molte ombre nella vita di Juan Corraya, governatore di Portobello: un inconfessabile segreto, un rimorso che non smette di torturarlo, e un debito che non potrà mai ripagare.
Soprannominato Spagnolo Rosso per l’inconsueto colore dei capelli, è uno degli uomini più potenti e chiacchierati delle colonie, famoso per le ardite imprese, l’odio sviscerato nei confronti dei pirati e il cuore di pietra, che nessuna donna ha mai conquistato.
Quando di presenta a casa della giovane Alma De Castillo per reclamarla in moglie, la fanciulla cade nella disperazione. Come può sposare quello sconosciuto quando il suo cuore batte solo per Quintano, l’uomo cui il padre l’ha promessa prima di partire per la giungla, e il cui ritorno sta attendendo con ansia? E che ne sarà del figlio che porta in grembo, frutto di una sola notte d’amore rubata?

L’Irlandese come detto prende le mosse dalla fine di Cuore Pirata quando Walter Avery chiede a Juan Corraya di occuparsi della giovanissima Alma De Castillo rimasta sola al mondo. Juan ha un debito con Walter che gli ha salvato la vita. Infatti Juan altri non è che Gavin O’Dowd, fratellastro di Dorian O’Rourke che fu fatto prigioniero dal crudele Don Corraya, che dopo anni di torture ne fece il suo figlio adottivo scatenandolo contro le bande di corsari inglesi e in particolare contro O’Rourke suo acerrimo nemico, facendo credere a Gavin che il suo adorato fratello l’avesse abbandonato.

In debito con Avery Juan accetta di occuparsi di Alma, ma dovrà scontrarsi con l’ostinazione della ragazza che, ignara di tutto aspetta ancora fiduciosamente il ritorno del suo amato e di suo padre.

Più che su avventure rocambolesche vere e proprie come nel libro precedente ( e anche negli altri che sono più ricchi di eventi specie Corinna) questo libro è basato sulla storia d’amore e sui personaggi, facendoci scoprire a poco a poco come Juan non sia quel freddo e insensibile all’amore che ci viene dipinto e come Alma, piano piano venga conquistata dal giovane, che racchiude in se molti segreti, ma che in fondo in fondo non ha mai smesso di essere il giovane irlandese innamorato della vita e capace di amare con passione una donna.

A livello emozionale forse questo e La sposa spagnola sono quelli che amo di più, in cui le storie d’amore sono più sofferte e struggenti rispetto alle altre. E poi anche il personaggio di Alma mi è piaciuto moltissimo, una giovane che ha già perduto l’uomo che amava, che si ritrova sposata ad uno sconosciuto, ma che piano piano fa cadere le sue barriere e ritorna ad amare e soprattutto fa di tutto quando il suo amore è in pericolo, per salvarlo. Una piccola grande donna, che sembra bisognosa di essere salvata, ma che in realtà riesce a cavarsela da sola, che lotta per i suoi figli e per  salvare l’uomo che ama.

Alla fine del libro ritroviamo tutti i personaggi della saga, e finalmente anche Dorian e quella sciagurata di Corinna (oddio si, non riesco a sopportarla, anche in questo libro, non ci posso fare niente,preferisco eroine come Alma tutta la vita piuttosto che Corinna 🙂 ) riusciranno a perdonare Gavin\Juan e il suo passato, le sue ombre e i suoi rimorsi saranno spazzati e finalmente potrà vivere pienamente il suo amore, nella sua patria con la sua bella Alma.

Come ho avuto modo di dire anche nella recensione degli altri due libri, queste sono storie che vi consiglio caldamente, soprattutto se siete amanti di storie d’avventura, di corsari, di storie d’amore avvincenti.

Fin dalla prima lettura ho sempre ritenuto Kathleen Mcgregor quanto di più vicino ci sia, in terra italica ed in campo femminile, ad un grande scrittore come Wilbur Smith, un autore che adoro e che chi è appassionato di avventura non può non conoscere. Kathleen riesce ad eguagliare il Maestro in fatto di bravura, di coinvolgimento, di descrizioni di luoghi ed eventi, ma in più aggiunge quel pizzico di romanticismo femminile e quel lieto fine, che nei libri del Maestro non è sempre presente (quante volte con storie d’amore son rimasta con l’amaro in bocca nei libri di Wilbur!!). In più è un’utrice italiana e di questo non c’è che di andarne fieri di avere tra le nostre penne, autrici come lei che sanno scrivere libri indimenticabili. Quindi prendete nota di questi libri e quest’autrice e lasciatevi conquistare.

Al prossimo libro e alla prossima avventura!!!!

Published in: on 21/08/2014 at 15:33  Lascia un commento  

Vacanze 2014.Sardegna:ogni volta una nuova scoperte e tante certezze :)

E anche quest’anno sono arrivate le sospirate vacanze e qualche giorno di relax per ricaricarsi in vista del nuovo anno lavorativo. Pochi giorni per staccare dalla routine quotidiana e per rivedere amici carissimi che vivono nella splendida isola, ma che sono serviti a ritemprarmi.

Una vacanza rilassante e tranquilla 4 giorni di bel mare, passeggiate, tanto buon cibo e belle chiacchierate. Sono partita martedì 12 all’alba per arrivare a Cagliari poco prima delle 9 di mattina. Un salto a casa della mia amica a salutare i genitori e lasciare la valigia e subito via verso il mare di Chia alla spiaggia di Sa Campana con le amiche. Ovviamente mi sono tuffata immediatamente e sono rimasta a mollo un bel po’ in questo mare cristallino. Dopo una bella giornata in spiaggia siamo rientrate, il tempo di una doccia, un po’ di riposo e poi a cena vicino casa a mangiare una pizza con altre due amiche, con le quali il giorno dopo sono andata a visitare le Grotte di Is Zuddas. Sono rimasta stupefatta da questa visita, le grotte sono davvero bellissime, mi dispiace solo che le foto non siano venute molto bene e non rendano, ma vi assicuro che lo spettacolo all’interno è fantastico e vale davvero la pena di visitarle!La sera ci siamo concesse un giro a Cagliari, tra Piazza Yenne e il Bastione Saint Remy dove si concentra la vita notturna di Cagliari con localini graziosi e un po’ di animazione in piazza.

Giorno dopo ancora mare, questa volta a Nora, spiaggia piccolina, ma molto comoda, non si devono fare arrampicate selvagge per arrivarci o km sotto il sole, si scende dal parcheggio e c’è subito la spiaggia. Il posto lo avevo visto già quest’inverno perchè ci sono gli scavi della città romana, bellissimi anche questi, purtroppo dalla spiaggia non si vedono, ma si può ammirare comunque il faro (che è anche visitabile insieme agli scavi) e una graziosa chiesina all’altra estremità della spiaggia. Purtroppo ad una certa ora si è alzato il maestrale e gli ombrelloni hanno iniziato a volare quindi abbiamo sbaraccato tutto e siamo tornate a casa per prepararci di nuovo ad una serata a Cagliari. Niente discoteche o maratone fino all’alba, trovo che se si hanno pochi giorni di vacanza inutile sprecarli, perché fare l’alba a ballare per me significa dormire ed essere rimbambita tutto il giorno dopo, quindi preferisco di gran lunga la vita diurna a quella notturna, e godermi tutto il più possibile alla luce del sole. Abbiamo fatto una bella passeggiata nella zona della Marina Piccola e visto la spiaggia del Poetto di notte, dove c’erano molti localini da cui arrivava musica, bancarelle e abbiamo visto anche fuochi d’artificio. Il giorno dopo era Ferragosto e l’abbiamo passato in famiglia, a casa della sorella della mia ospite dove abbiamo pranzato con tipiche specialità sarde: abbiamo iniziato con l’antipasto con vari prodotti dell’orto,pecorino sardo, salsiccia sarda, pane carasau, per poi passare al primo ovvero i culurgiones pasta ripiena con un un impasto di patate e formaggio sardo che può essere pecorino o formaggio di pecora a seconda dei vari luoghi di produzione,conditi con un sugo di radicchio e spek. Erano semplicemente divini!!!Dopodiché la nostra padrona di casa ha esagerato perché ha preparato anche la panada,piatto tipico proprio del loro paese; è una torta salata costituita da un involucro di pasta violata (detta croxu), al cui interno sono contenuti – solitamente – carne, patate e altri condimenti. L’avevo già assaggiata in un’ altra occasione così ho preferito non eccedere e lasciarmi spazio per il pezzo forte del pranzo: il porceddu!!! Non me ne vogliano i vegetariani o i vegani, ma ho fatto persino il bis, una roba da leccarsi i baffi, divinamente squisito, con la crosta croccante e il resto che si scioglieva in bocca.
Dopo tutto questo ben di Dio c’era rimasto ancora lo spazio per il dolce, le seadas, dolce tipico sardo composto da una pasta di sfoglia e all’interno formaggio, che viene condito per esaltarne il sapore con del miele (in genere di corbezzolo, ma anche di eucalipto va bene). La prima volta che le assaggiai ero titubante, preferivo assaggiarle così salate, senza neanche mettere lo zucchero (che va in alternativa al miele), ma poi mi son lasciata convincere, e l’incontro della sfoglia e il formaggio con il miele è qualcosa di unico.

Per smaltire tutto questo pranzo nel tardo pomeriggio ci siamo concesse una passeggiatina al porto per poi rientrare e mangiare giusto un po’ di riso bianco giusto per non andar a letto a digiuno. L’ultima serata l’abbiam passata tranquilla in casa visto che il giorno dopo avevo l’aereo molto presto.

E così eccomi di nuovo a casa a Roma, con il ricordo di una breve ma intensa vacanza, in una terra dove ogni volta vengo accolta con affetto e gentilezza, una terra che considero ormai come una seconda casa, e dove vivono delle persone stupende che il destino ha voluto farmi incontrare.

Alla prossima visita in Sardegna, o spero, molto presto anche in una loro visita a Roma, perché questo ponte che si è creato tra queste due terre è sicuramente più forte di qualsiasi ponte che possa creare l’uomo.

A presto!!!

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Published in: on 17/08/2014 at 15:07  Lascia un commento