Una giornata a Firenze.

Son passati un bel po’ di anni dall’ultima volta che ho visitato Firenze. Ci sono stata 4-5 volte,sia per un giorno,sia per un paio di giorni con la gita scolastica e altre volte per conto mio. Qualche mese fa mi è presa la voglia improvvisa di tornare a fare una gira in questa splendida città e complici i buoni prezzi del treno prenotato con molto anticipo mi sono concessa insieme a tre amici una toccata e fuga di una giornata per goderci una passeggiata nella culla del Rinascimento. Per forza di cose in una giornata si può solo passeggiare e vedere monumenti e chiese senza soffermarsi ovviamente nei numerosi musei.Così, partiti intorno alle 9 da Roma siamo arrivati verso le 10.30. Prima tappa la Chiesa di Santa Maria Novella,a due passi dalla stazione.Il tempo di qualche foto in esterno,perché di comune accordo con gli amici abbiamo preferito non spendere soldi per entrare nelle chiese( ebbene si per entrare in determinate chiese si paga un biglietto e io trovo questa cosa assurda.Passi il biglietto per i musei delle chiese,per i chiostri,ma per l’interno della chiesa,anche se la chiesa stessa di per se è un museo-tipo Santa Croce- trovo che sia veramente una cosa antipatica.Lungi da me fare polemiche sulla chiesa, non sonop il tipo e non è questo il luogo,ma penso che i luoghi di culto debbano essere fruibili gratuitamente da chi va a visitare le città d’arte) ci siamo diretti verso il Duomo e il Battistero. Purtroppo questo era ricoperto da impalcature per il restauro quindi non si godeva pienamente delle sue porte,le due più famose,la porta Est quella fatta da Lorenzo Ghiberti dopo la vittoria di un concorso comunale,e la porta del Paradiso sempre del Ghiberti. Al Duomo invece si può entrare gratuitamente e ci sono anche le visite guidate,così ne abbiamo approfittato facendo un po’ di fila per visitare la splendida Santa Maria del Fiore,ascoltando la storia della sua costruzione e quella della splendida cupola del Brunelleschi.Finita la visita al Duomo ci siamo diretti verso Santa Croce,altra meraviglia fiorentina,unica chiesa per la quale volevo fare eccezione pagando il biglietto di entrata,ma complice l’ora di pranzo e la lunga fila ho rinunciato.Per arrivare a Santa Croce una breve sosta presso la Casa del Sommo Poeta non poteva mancare,e anche alla Chiesa di Orsanmichele una chiesa davvero molto bella. Ormai giunta l’ora di pranzo,prima di procedere verso Piazza della Signoria ci siamo fermati una trattoriola un po’ defilata dal centro dove abbiamo gustato uno bella fiorentina!Io e la mia amica in realtà abbiamo fatto inorridire il cuoco perché la volevamo bedn cotta. Il problema è che la carne troppo al sangue mi fa impressione,cioè la mucca era quasi viva quando ce l’hanno portata,io mangio di tutto,ma così proprio non ce la facevo!! :p Il cuoco diceva che avevamo rovinato la bistecca,ma io l’ho trovata ugualmente buona.
Finito il pranzo siamo andati a Piazza della Signoria-una delle piazze più belle d’Italia-e dopo una bella sessione di foto tra Palazzo Vecchio-anche nel cortile interno del palazzo- e la Loggia dell’Orcagna ci siamo diretti attraverso il Corridoio Vasariano verso Ponte Vecchio, lasciando gli occhi nelle botteghe degli orafi che riempiono il caratteristico ponte. Attraversato Ponte Vecchio il nostro obbiettivo era Piazzale Michelangelo e San Miniato al Monte,da dove godere di una meravigliosa vista di Firenze.In tutte le mie visite non c’ero mai stata e quindi ci tenevo particolarmente. Certo Piazzale Michelangelo non è niente di che, è anche molto piccolo come èpiazzale (meglio il Gianicolo,non me ne vogliate fiorentini :p ) ma la vista che si gode è meravigliosa. E ancora più bella quella dall’Abbazia di San Miniato-un complesso meraviglioso sia esternamente che internamente- con la lunga scalinata che porta alla chiesa.Dopo esserci rifatti gli occhi con la vista dall’alto della città siamo riscesi con l’autobus fino in centro e ripercorso a ritroso il percorso fatto la mattina fermandoci anche al Mercato Nuovo dove c’è la famosa statua del Porcellino,che vuole la tradizione porti fortuna se gli si accarezza il muso. Io una bella strofinata l’ho data,hai visto mai!!!
Ormai la giornata era quasi finita,ci siamo presi qualcosa da mangiare in treno e siamo andati in stazione per tornare a casa. Certo è stata proprio una toccata e fuga,Firenze merita sicuramente un ritorno di più giorni,specie per i miei amici che la vedevano per la prima volta,ma è stata comunque una giornata bellissima e divertente in mezzo ai tesori dell’arte italiana.

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Published in: on 26/05/2014 at 20:23  Comments (2)  

La saga Likaon di Roberta Ciuffi: una bella sorpresa dal mondo del paranormal romance.

Nell’ultimo mese ho avuto il piacere di essere accompagnata nelle mie letture da un genere che come si dice in gergo “bazzico” poco,ovvero quello che viene chiamato “paranormal romance”. Così a memoria ,credo che l’unica saga che abbia letto di questo genere sia quella dei Gardella,la saga dei cacciatori di vampiri,che rientra tra le mie letture preferite, ma poi ho tralasciato altre incursioni nel genere. Decisa a riprenderle per variare un po’ le mie letture ho optato per una saga tutta italiana di un’autrice che già ho avuto modo di apprezzare nello storico:Roberta Ciuffi.

I libri in questione sono quelli che vanno a comporre la saga dei Likaon e sono tre: Un cuore nelle tenebre (2011), Un segno nelle tenebre (2012) e Passione nelle tenebre (2013). Ho voluto aspettare che uscisse l’ultimo romanzo per averli tutti e tre e leggerli insieme e così finalmente ho preso in mano questi libri.

L’ impressione fin dal primo volume è stata più che positiva. Non ho i mezzi per paragonare il lavoro della Ciuffi a quelli di autrici straniere maestre osannate in questo campo, ma a mio modesto parere la nostra autrice ha saputo creare una saga, davvero ottima che mi ha colpito molto.

I Coulter sono i protagonisti di questa serie.Ma chi sono i Coulter? Sono i regnanti dei Likaon una razza dalle origini mitologiche metà uomini e metà lupi, divenuti così a causa di una maledizione,che vivono però ormai da secoli in mezzo agli Altri,agli esseri umani,intrecciando con loro le loro vite,divenendo anche personaggi eminenti della società,ma restando sempre una casta a parte,una famiglia ben distinta,con le loro regole e le loro gerarchie.

Stanis Coulter è il capistipite della famiglia,il nonno,eminente studioso,che ha ricevuto nel corso della sua vita elogi ed encomi persino dal Re d’Italia, consapevole della forza della sua gente ripetto alla razza umana,ma altrettanto consapevole che il loro stato deve essere celato al mondo. Questo lo metterà in lotta con il figlio Tatios,convinto invece che i likaon debbano rendere visibile la loro presena e dominare sugli umani di cui sono nettamente più forti. Questo porterà il capostipite ad allontanare il figlio e a crescerne i tre figli secondo i canoni likaon:Lars il maggiore,che dopo l’abdicazione del nonno diviene il Re,Maura, la sorella ribelle che trasgredisce alla legge secondo la quale le donne likaon non debbano mutare e Roman quello che più di tutti assorbe le idee di Tatios, che lo fanno spesso scontrare con fratello e nonno tanto da farlo allontanare dalla famiglia e arruolare nell’esercito Regio italiano(i Coulter sono torinesi di origine).

La particolarità di questa saga credo che stia anche nell’ambientazione:infatti il primo libro,

un_cuore_nelle_tenebre_ciuffi_leggereditoreUn cuore nelle tenebre che ha per protagonista Lars Coulter si svolge nel paesino friulano di San Raffaele, all’indomani dell’unità d’Italia,dove likaon e altri vivono pacificamente e all’insaputa degli Altri i likaon occupano i posti di maggior rilievo e tengono le fila del paese rimasto isolato dagli eventi della storia. L’arrivo di Elena Arlati,che sfugge alle attenzioni morbose del patrigno e dei fratellastri cercando rifugio presso la sorella e il cognato – nobile del posto –  di cui è stata lungamente infatuata,coincide con quello di Lars,chiamato lì dal suo vecchio amico il professor Pratt,all’indomani di un terribile evento che ha visto vittima proprio il nipotino di Elena:il bimbo è stato attaccato da un branco di lupi che hanno fatto scempio del suo corpo. Ma il profesor Pratt sa che non si tratta di semplici lupi:lui, vecchio amico di Stanis sa perfettamente chi sono i Likaon e riconosc nello scellarato gesto  l’azione di un likaon solitario e sfuggito agli schemi imposti . Lars,re,ma anche giudice e boia del suo popolo è colui che è chiamato a “correggere l’errore” a riportare l’ordine,anche con la soppressione del soggetto, in quei likaon che trasgrediscono le regole attaccando gli umani. L’incontro con Elena riserverà delle belle sorprese per tutti,in particolare per Lars stesso che intuisce da subito che la ragazza non è una ragazza comune, ma cela in se qualcosa di straordinario. Verso la fine per forza di cose il mistero del likaon soliario un po’ si intuisce,ma quello che mi è piaciuto di più di questo libro è stato quel saper creare una mitologia di questi esseri con le loro leggi,il loro “Cerchio”,le loro usanze che si mescolano alle usanze di un piccolo centro sperduto tra le montagne,il saper riportare le loro sensazioni descritte davvero molto bene sia nella fase animalesca che in quella umana,il fatto che la loro trasformazione sia dolore e tormento(viene descritto molto bene tutto questo dolore,che lascia il fisico spossato dopo ogni trasformazione ) e non una trasformazione veloce(qusto mi ha riportato un po’ a quei vecchi film sui licantropi con contorsioni di arti e sofferenza e non come nei film di oggi dove i licontropi sembrano lupacchiotti di pelouche che si trasformano con un solo balzo).

Un esordio più che convincente nel genere, che prelude alla bellezza suprema di tutta la saga che è il secondo capitolo,quello che ha per protagonista Maura Coulter,la lupa del branco nel libro a lei dedicato un segno nelle tenebre cop

Un segno nelle tenebre. Questo non è solo “il libro di Maura”, questo è un libro più corale, con tanti personaggi (all’inizio ho fatto un po’ fatica ad inquadrarli tutti) , che abbandona l’ambientazione rurale delle montagne friulane e si sposta a Parigi nella scintillante Ville Lumiere dove i Likaon sono perfettamente integrati nella società e fanno parte dell’élite parigina. Nel libro oltre a Maura conosciamo anche il resto della famiglia: il Vecchio Lupo capostipite Stanis Coulter (che nel primo libro è solamente nominato),l’altro fratello Roman e i parenti parigini, i Marchesi De Clercy ,più altri membri della “famiglia”,andando a svelare una folta schiera di likaon che si muovono nell’èlite parigina e non solo. La trama del libro è molto avvincente,i likaon stavolta dovranno guardarsi da un pericoloso nemico esterno che vede nel cerchio dei potenti parigini qualcosa di losco che ritiene essere pericoloso per lo Stato, neanche lontanamente immaginando quale sia la verità su quel gruppo di “persone”; e per far fronte a questo “la famiglia” dovrà risanare vecchie ferite interne: fulcro della trama infatti è anche l’arrivo a Parigi di Maksim Balanov, principe russo appartenente ad una potentissima famiglia Likaon che anni addietro ha osato ribellarsi ai Coulter e alla loro egemonia,venendo rimessa al suo posto con una dura repressione finita nel sangue.Maksim ha subìto un attentato che lo ha fatto diventare cieco e vuole scoprire chi gli ha fatto questo. Il suo incontro con Maura farà in modo che le due famiglie giungano ad appianare le divergenze, a mettere da parte il passato  e a fare fronte comune contro quel nemico,abbandonando la loro patina di civiltà parigina pur di salvare la loro razza dal pericoloso attacco esterno.

La storia mi è piaciuta davvero molto,come ho detto più articolata rispetto a quella precedente,anche i personaggi mi sono piaciuti,e trovo davvero ottimo il lavoro dell’autrice che riesce a farci percepire i loro sentimenti umani e likaon,le loro sensazioni amplificate,sembra proprio di essere lì con loro e percepire ciò che li circonda,soprattutto il lavoro fatto con Macksim nel suo ruolo di umano\likaon non vedente,ma che riesce grazie alla sua condizione a supplire in qualche modo la sua menomazione. Tutti i personaggi di questa saga anche i secondari non vengono assolutamnente tralasciati ed ognuno ha il suo giusto spazio nella storia ,che vi trascinerà nelle sue pagine tenendovi con il fiato sospeso fino alla fine.

Nel 2° libro conosciamo,insieme a tanti altri personaggi, Roman,il 3° fratello che poi sarà protagonista di “Passione nelle tenebrepassione-nelle-tenebre-ciuffi-leggereditore-280x410 ultimo libro della saga. Con Roman e la sua storia abbandoniamo lo scintillio e la vita mandana parigina e torniamo di nuovo in Italia in un piccolo paese sull’Appennino Abruzzese dove il Capitano Coulter del Regio Esercito Italiano è di stanza con il suo plotone. L’assalto di briganti ad una diligenza, più il ritrovamento di alcuni cadaveri di briganti orrendamente mutilati daranno il via all’azione . Roman conoscerà una donna, Dalila, sfuggita all’assalto dei briganti, che con la sua intraprendenza e i suoi modi misteriosi lo farà innamorare di se. Ma Roman sa che Dalila non è la donna adatta a lui: non è una ragazza di buona famiglia, ha un passato misterioso e soprattutto non è del sangue, termine che usano i likaon per indicare chi appartiene alla loro specie. Trovatosi di fronte ad un gruppo misterioso di likaon vissuti sempre appartati e senza contatti con la civiltà,che vedono nell’arrivo di Roman,l’arrivo del loro Re, e di cui nessuno (?) conosceva l’esistenza,il Capitano Coulter si troverà combattuto tra i due mondi,tra il suo dovere verso la famiglia e l’esercito italiano e combattuto per i sentimenti che prova per Dalila.

In questo romanzo ritroveremo anche i personaggi dei romanzi precedenti che verranno a dar manforte a Roman contro il gruppo di likaon ribelli.  Anche quest’ultimo libro mi è piaciuto(anche se un gradino meno rispetto al secondo) , la storia tiene avvinti fino all’ultimo secondo, le scene di combattimento tra i lupi sono ricche di suspence e  ho trovato la scena finale che ha per protagonisti Dalila e Roman molto dolce, mi sono persino un po’ commossa,anche perché non è il classico happy end “e vissero felici e contenti”, anche se possiamo intuirlo(e sperarlo…)

In tutti e tre i libri, come ho detto è ben miscelata la dose paranormal data dal fatto che i protagonisti appartengano ad una specie “non umana” e la loro mitologia è davvero interessante e ben congeniata, è molto presente l’elemento giallo, in fondo le trame si svolgono come se fossero dei thriller con bellissimi colpi di scena , e in più ci sono le storie d’amore, che però non sono il fulcro intorno a cui ruota la trama. Infatti ho definito questi libri più paranormal che romance, e anche se ci sono scene d’amore non sono così abbondanti come in altri libri(anche dello stesso genere) e il livello di sensualità è piuttosto contenuto. Tutto questo e anche molto di più, come anche la cura dei personaggi secondari (sfido chiunque abbia letto questa saga a non aver desiderato di vedere storie dedicate anche ad altri personaggi,come Clara,o il dottor Heller, o Sophie, o di rivedere la principessa Balanova ), ne hanno fatto una saga a mio avviso davvero intrigante e bella, una saga che non so mettere  in una potenziale classifica non essendo una lettrice del genere come ho già detto, ma sicuramente è una perla tutta italiana da apprezzare e valorizzare al pari di altre saghe più decantate.

Quindi se siete amanti di questo genere vi suggerisco di non perdere questi gioiellini, e anche se non lo siete e magari come me volete provare un’incursione nel paranormal, questi sono i libri giusti per voi.

 

 

Published in: on 18/05/2014 at 22:31  Lascia un commento  

Siamo sempre e solo noi :)

I Campioni dell’Italia!!!

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Published in: on 05/05/2014 at 15:44  Lascia un commento