Due mostre in corso a Roma: Hogarth Reynolds Turner. Pittura inglese verso la modernità & Alma Tadema e i pittori dell’800 inglese.

Oggi voglio parlare di due mostre in corso a Roma che sono andata a visitare:si tratta della mostra a Palazzo Sciarra presso la sede del Museo Fondazione Roma in Via del Corso “Hogarth,Reynolds,Turner-Pittura inglese verso la modernità” (dal 15 aprile al 20 luglio) e “Alma Tadema e i pittori dell’800 inglese” (dal 16 febbraio al 15 gugno) al Chiostro del Bramante.

“Hogarth,Reynolds,Turner-Pittura inglese verso la modernità”

L’esposizione di Palazzo Sciarra intende offrire al pubblico una visione d’insieme dello sviluppo artistico e sociale, che si definì nel XVIII secolo di pari passo con l’egemonia conquistata dalla Gran Bretagna sul piano storico\politico ed economico.
Nel corso del Settecento l’Inghilterra infatti era divenuta una vera e propria potenza internazionale, protagonista della rivoluzione industriale e dell’egemonia sulle rotte marittime, e si pose per la prima volta il problema della nascita di una propria scuola artistica che il paese non aveva mai avuto. Lo sviluppo economico di cui è protagonista la Gran Bretagna, permetterà la nascita di un vero e proprio mondo nuovo di figure professionali, industriali e mercanti, scienziati e filosofi, che troveranno nelle arti visive un significativo supporto all’affermazione del loro nuovo status, divenendo i mecenati di quei maestri che nell’arco del secolo contribuiranno alla definizione di una scuola nazionale.
Nella mostra è stato riunito un corpus di oltre cento opere, provenienti dalle più prestigiose istituzioni museali quali il British Museum, la Tate Britain, il Victoria & Albert Museum, la Royal Academy, la National Portrait Gallery, il Museum of London, la Galleria degli Uffizi alle quali si unisce il nucleo di opere provenienti dall’importante raccolta americana dello Yale Centre for British Art.

Il percorso della mostra si articola in sette sezioni e propone una selezione dei più significativi pittori anglosassoni, con l’obiettivo di documentare in particolare i generi della ritrattistica e della pittura di paesaggio che maggiormente hanno trovato fortuna durante il secolo, dando luogo a un linguaggio figurativo capace di interpretare quella modernità che diventerà nell’Ottocento riferimento comune per tutta l’Europa.

La Mostra si apre presentando vedute di Londra realizzate da alcuni dei principali artisti dediti a tale genere. Attraverso le opere di pittori quali, tra gli altri, Samuel Scott, Canaletto, William Marlow, si intende restituire l’immagine di una città in grande trasformazione, che presto diverrà l’emblema della metropoli moderna.

Canaletto:La-City-di-Londra-vista-attraverso-un-arco-di-Westminster-Bridge.

Samuel Scott:Veduta di Westminster con il ponte in costruzione-1749

Nella sezione due ci viene incontro quella nuova classe sociale che sta emergendo nell’isola e quindi ci troviamo di fronte ai ritratti dei nuovi protagonisti del tempo:industriali,scienziati,attori,esploratori,al cui servizio si pongono i migliori artisti dell’epoca che ne premiano l’ascesa sociale consacrandoli nel più amato genere pittorico inglese appunto il ritratto.

William Hodges-Il Capitano Cook

Anonimo-Ritratto di Mrs Sage.

La sezione III invece è incentrata sui pittori William Hogarth e Heinrich Fussli. Il primo scelto in qualità di padre di un’arte prettamente britannica, espressione dei valori del ceto borghese emergente.Nella sezione il ricorso alle incisioni, che traducono i più famosi cicli di Hogarth, documenta inoltre le nuove strategie di comunicazione e diffusione dell’arte a favore di un pubblico e di un mercato sempre più vasto. Invece le opere di Fussli dedicate ai soggetti shakespeariani costituiscono uno dei filoni maggiormente rappresentativi di una specifica identità culturale.

Heirinch Fussli:Titania e Bottom

 

Arriviamo all’età eroica del ritratto e attraverso le opere di Gainsborough e Reynolds, messe a confronto con gli interpreti più significativi della ritrattistica inglese dell’epoca, si esaltano i risultati impareggiabili di un genere che, accanto ai rimandi alla più illustre tradizione europea, elabora soluzioni compositive originali e di grande suggestione. Figure di aristocratici e di influenti personaggi giunti di recente alla ribalta,come ad esempio anbche grandi attori teatrli sono accomunati nella volontà di tramandare la propria immagine nella prospettiva di rendere lustro alla storia nazionale o, più semplicemente, di salire agli onori della gloria mondana.

Joshua Reynolds:Lady Bampfyl.

Joshua Reynolds:L’attore David Garrick e sua moglie.

GAINSBOROUGH – William Wollaston

 

 

William Hogarth – Ritratto di gruppo con Lord John Hervey,

 La V sezione è dedicata al “paesaggio on the spot” e al diffondersi della fortuna della tecninca dell’acquarello di cui sono maestri artisti quali Sandby, Cozens, Girtin , Towne e in parallelo si sviluppa alla fortuna di nuovi scenari, individuati nella scoperta delle Alpi, così come nelle bellezze dei paesaggi britannici,per poi passare alla sezione VI con le opere dei principali paesaggisti, Wilson, Gainsborough, Wright of Derby, Jones, Stubbs, dove si mettono a confronto i quadri da esposizione che sono espressione di una nuova sensibilità nei confronti del paesaggio. In questo caso infatti non è più l’acquerello,ma la pittura a olio che da conto delle numerose poetiche che investono un genere particolarmente apprezzato in Inghilterra, tanto da favorire l’ideazione di immagini inedite anche quando, come nel caso dei già citati scenari italiani, essi rientrano nell’iconografia tradizionale del genere pittorico.

Towne:il giradino della Villa Barberini

Thomas Gainsborough:Paesaggio-con-chiusa-contadini-e-animali-al-pascolo-circa.

Joseph Wright-of-Derby:Snowdown-moonlight

 

Arriviamo all’ultima sezione scavalcando il XVIII secolo e trovando due figure importantissime per la pittura inglese,Constable e Turner due grandi paesaggisti la cui arte è il risultato della rielaborazione della tradizione figurativa del ‘700,ma che al tempo stesso grazie ad un’instancabile sperimentazione si apre verso quella che potremmo definire l’età della modernità.

 

John Constable:The-Millstream Willy Lotts House

William Turner. Paesaggio a Nepi, Lazio

John Constable.La-cattedrale di Salisbury

 

 

 

 

 

 

 

Una mostra davvero interessante,anche se pecca un po’ nell’illuminazione delle opere,nella quale vediamo tutti insieme molte opere che hanno contribuito a creare la scuola pittorica inglese.

 

 

 

ALMA-TADEMA E I PITTORI DELL’800 INGLESE – COLLEZIONE PEREZ SIMON
Con questa mostra ,nell’incantevole cornice del Chiostro del Bramante,invece ci ritroviamo in epoca Vittoriana,quell’epoca caratterizzata dalla carismatica figura della Regina Vittoria,ma anche da una rigida morale.Gli autori che caratterizzano quest’epoca cercano una loro strada e un’identità che desse aria e vita alla polvere puritana dell’Inghilterra Vittoriana.Ci si presenterà il mondo creato dai padri dell’Aesthetic Movement, accomunati da tendenze simili, ma ognuno con la sua personalità, i suoi temi prediletti, il suo personalissimo stile: da Millais e Rossetti, i padri preraffaelliti, insieme al poco più giovane Burnes Jones, fino al genio di sir Alma Tadema e le sue tele dedicate al mondo della Grecia e della Roma Imperiale; ma anche i lavori di sir Frederic Leighton, accademia pura nel miglior senso del termine, mitologia e introspezione profonda come nella magnifica “Antigone”, che ipnotizzerà il visitatore; ma anche John William Waterhouse, capace di unire lo stile preraffaellita con l’impressionismo.

Sono tele che ruotano intorno alla mitologia, al Medioevo e ai drammi shakespeariani, ma anche a scene di apparente quotidianità che si trasformano in quadri di enigmatica bellezza come “Una nube passa” di Arthur Hughes fino all’apoteosi della storia antica che diviene leggenda, come nel capolavoro di Alma Tadema “Le rose di Eliogabalo”.

Ogni sala è dedicata ad un fiore:la prima è la digitale purpurea che rappresenta l’attesa e il dubbio e ci ritroviamo tre bellissimi Alma Tadema,con scene di vita quotidiana con ambientazione di epoca romana.

La seconda sala con l’elleboro (solitudine) introduce Una nuvola passeggera di Adam Hughes; Elaine di Strudwick; Fatima di Burne-Jones; La sfera di cristallo di Waterhouse tutte opere con al centro figure femminili,che sono l’emblema di quest’epoca: muse o modelle, femmes fatales, eroine d’amore, streghe, incantatrici, principesse; l’essere angelicato che può diventare demonio, la salvezza che può diventare tentazione. Perché la donna è soggetto principale dell’Aesthetic Movement.
La sala dedicata all‘asfodelo che rappresenta la morte ci regala il bellissimo e poetico Agrippina con le ceneri di Germanico di Alma-Tadema e Canzone senza parole di Strudwick.

La sala grande è dedicata all’aquilegia e le varie sfaccettature dell’animo femminile e vi ritroviamo immagini di donne di ogni tipo : il magnifico Antigone di cui abbiamo già detto sopra, il pastello della Venus Verticordia di Rossetti fondatore della confraternita dei pre-raffaelliti e il bellissimo e intenso La regina Ester di Edwin Long.
Proseguendo,la peonia (voluttuosità) ci introduce in una sala con opere cariche di sensualità e voluttuosità appunto,come la bellissima Crenaia i ninfa del fiume Dargle di Leighton che ritrae,così come altri quadri la sua musa ispiratrice,l’attrice Dorothy Deane, o l’Andromeda di Peyton stupendo dipinto di nudo femminile che stupisce con l’effetto del chiaroscuro.
Arriviamo alla sala dell’oleandro con i magnifici “La lontananza avvicina i cuori” di Godward e “Una domanda” di Alma-Tadema,il poetico e intenso “I suoi occhi sono con i suoi pensieri e sono lontani” sempre di Alma-Tadema,e “Le ragazze greche che raccolgono conghiglie” ancora di Leighton.Una sala,un tripudio di colori(anche nei quadri più piccoli) elementi che escono fuori dal quadro,come in Una domanda,in cui ci sembra di percepire quesi toccare la ruvidezza della tunica dell’uomo sdraiato contrapposta alla morbidezza della veste femminile della sua compagna.
Al secondo piano ci aspettano altre tre sale di cui i fiori simbolo sono giglio, il caprifoglio e la rosa.
Al primo riconducono le tele “Mai al mondo fu piano e senza ostacoli il sentiero dell’Amore” di Talbot Hughes (frase tratta dal Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare) in cui è rappresentata una splendida dama medievale il cui vestito di velluto e seta sembra quasi reale,e “Un paradiso terrestre” di Alma-Tadema con una scena di amore materno trasporta sempre in ambientazione antica,ma che ne fa comunque un quadro con un tema senza tempo.

Al caprifoglio vengono accostati motivi più medievaleggianti e gotici: Il mare incantato di Payne, I giorni passano,un’opera che rappresenta le età dell’uomo,il ciclo della vita e i Bastioni del regno di Dio di Strudwick, La corona dell’amore(una storia d’amore tragica) di Millais.
Infine la sala della rosa dove troviamo l’opera simbolo della mostra,”Le rose di Eliogabalo” di Alma Tadema.Nella sala ci accolgono i versi di Whitman: “Bouquet di rose da per tutto, oh morte, E io di rose ti ricopro”, ideale complemento all’opera che rappresenta il folle imperatore romano che seppellisce in una cascata di rose i suoi ospiti.Orrore e bellezza nella stessa opera,decadente e al tempo stesso precisissima: la sala dei banchetti è ispirata a una descrizione di Gibbon, il Bacco sullo sfondo è quello dei Musei Vaticani, le rose dipinte con certosina perizia e pazienza…tanto da volersi accostare al quadro e aspirarne l’odore.

Grazie anche all’audioguida compresa nel costo del biglietto la mostra e i quadri più importanti possono essere seguiti e compresi al meglio. Lasciatevi incantare da questa mostra veramente unica ed emozionante con opere che riempiranno i vostri occhi di colori e bellezza.

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Published in: on 25/04/2014 at 15:52  Lascia un commento  

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