La villa Farnesina

La Villa Farnesina in via della Lungara a Roma, nel cuore di Trastevere, è una delle più nobili e armoniose realizzazioni del Rinascimento italiano, commissionata dal ricco banchiere senese Agostino Chigi a Baldassarre Peruzzi e affrescata tra gli altri da Raffaello Sanzio, Sebastiano del Piombo, Giovanni da Udine, Giovanni Bazzi detto il Sodoma e Giulio Romano.

La Villa è famosa per il suo meraviglioso ciclo pittorico.

All’ingresso ci accoglie un delizioso giardino con fontana e dopo essere entrati nella villa,superata la saletta d’ingresso e la biglietteria ci ritroviamo nella Loggia di Galatea.

La Loggia prende il nome dall’affresco della ninfa Galatea ad opera di Raffaello Sanzio che la dipinse con i tratti del viso delicati, in contrasto con il corpo rigoglioso, trasportata sull’acqua in un cocchio formato da una conchiglia trainata da delfini e intorno una festa di tritoni, amorini e nereidi. Galatea dovrebbe avere le fattezze dalla bella Margherita Gonzaga, colei che avrebbe dovuto sposare il banchiere Agostino Chigi,permettendogli così di entrare,attraverso il matrimonio a far parte della nobiltà.

Sebastiano del Piombo invece affrescò su una parete vivino una grande figura di Polifemo, lo sgraziato innamorato di Galatea, che invece celerebbe le fattezze di Agostino Chigi.

La loggia fu affrescata da diversi artisti. Il primo fu Baldassarre Peruzzi, che nel 1511 affrescò sulla volta l’oroscopo di Agostino Chigi. Nell’inverno 1511-1512 sempre Sebastiano del Piombo, uno dei maggiori talenti pittorici veneziani, dipinse le scene mitologiche delle nove lunette con varie scene tratte delle Metamorfosi di Ovidio.

La decima fu decorata da Peruzzi con una gigantesca Testa di giovane, che la leggenda voleva fosse opera del grande Michelangelo Buonarroti.

Nella stanza successiva troviamo un’altraLoggia, quella detta di Amore e Psiche,dalla decorazione ad affresco dipinta nel 1518 sulla volta dalla scuola di Raffaello su disegni del maestro, dove si raffigurarono episodi ispirati all’Asino d’oro di Apuleio, della favola di Amore e Psiche, già impiegata nel Quattrocento per immagini di argomento nuziale.La loggia serviva da palcoscenico per le feste e le rappresentazioni teatrali organizzate dal proprietario.Per dare un carattere festoso e spettacolare all’ambiente, Raffaello trasformò la volta della Loggia d’ingresso in una pergola, come se i pergolati e i padiglioni del giardino si fossero prolungati all’interno della Villa in ricchi festoni. Al centro due finti arazzi : il sontuoso Convito degli Dei, in cui la fanciulla ingiustamente perseguitata da Venere viene infine accolta nel consesso divino, e Le nozze di Amore e Psiche, culmine simbolico dell’intero ciclo.Tuttavia, è da ricordare che l’impianto generale dell’affresco e l’ideazione delle singole scene e figure si devono alla geniale intuizione di Raffaello, ma agli affreschi lavorarono spesso numerosi artefici della sua bottega, tra cui Giovan Francesco Penni, Giulio Romano e Giovanni da Udine, autore, in particolare, dell’esuberante trionfo dei festoni di fiori e frutta.La facciata ornata da lesene di ordine tuscanico è chiusa in alto da un cornicione con un festone di Putti. Si affacciava in origine sul giardino all’italiana prospiciente la facciata.

Salendo al 1° piano attraverso una splendida scala la cui volta è decorata a stucco bianco troviamo la Sala delle Prospettive, dove il 28 agosto 1519 Agostino Chigi tenne il suo banchetto di nozze. La sala è uno dei primi esempi di prospettiva nella pittura e prende il nome dalla decorazione di Baldassarre Peruzzi che nel 1519 affrescò sulle pareti vedute prospettiche aperte con finti colonnati su scorci urbani e campestri.

Essa rappresenta la continuazione ideale delle logge del pianterreno; attraverso il finto loggiato si scorgono vedute paesistiche: paesi arroccati, scorci di campagna, e nel fondo, contro il cielo luminoso, è la città dove si riconoscono vari monumenti e scorci come la Chiesa di Santo Spirito, una basilica romanica, la porta Settimiana.
Nel corso dei recenti restauri, tra le colonne, è venuta alla luce la sarcastica scritta, datata, in lingua tedesca e a caratteri gotici, che registra il passaggio dei Lanzichenecchi durante il sacco di Roma del 1527.

Nelle nicchie sopra le porte e le finestre sono dipinte figure di divinità. Sotto il soffitto a cassettoni corre un fregio con scene mitologiche, pure del Peruzzi e bottega, e sulla parete nord campeggia un grande camino con la fucina di Vulcano.

Da questa grande sala si passa poi a quella più piccola detta Stanza delle nozze di Alessandro Magno e Roxane, che è appunto al stanza da letto di Agostino Chigi.

Il banchiere nel 1519 ne affidò la decorazione al pittore senese Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, un pittore nato a Vercelli ma da tempo attivo tra Siena e Roma. Sulla base di una “prima idea” di Raffaello, questi elaborò nel 1519 sulle pareti del locale un ciclo imperniato sulle nozze di Alessandro Magno e Roxane quali risultano da un celebre dipinto dell’antichità descritto da Luciano.

Fulcro della narrazione, sulla parete nord, la scena stessa delle nozze, con il condottiero macedone in atto di offrire la corona alla sua sposa la quale, attorniata da amorini, lo attende sul bordo di un sontuoso letto a baldacchino. Le altre scene mostrano la magnanimità di Alessandro nei confronti della madre, della moglie e delle figlie di re Dario, la doma del cavallo Bucefalo e il momento culminante di una battaglia. La scena con Alessandro e Bucefalo, sul fianco della porta, fu affrescata in seguito, poiché in origine, con ogni probabilità, a questa parete era appoggiato il letto.

Attualmente la Villa è sede di rappresentanza dell’Accademia dei Lincei ed è vivitabile in giorni prestabiliti con prenotazione e visite guidate.

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Published in: on 15/06/2013 at 14:50  Lascia un commento  

Week-end a Vienna.

Eccomi qui di ritorno al mio blog dopo un periodo un po’ pieno a lavoro,e soprattutto di ritorno da un breve ma intenso viaggetto a Vienna. Questo viaggio era stato prenotato e programmato da un bel po’ di tempo, e speravamo di andare incontro a 3 belle giornate,non dico estive, ma quasi. Invece, così come in questi giorni in Italia, abbiamo trovato un tempo pessimo, due giorni su tre di pioggia e il sabato, giorno in cui non ha piovuto,comunque temperature più vicine a quelle invernali che estive. Ma nonostante ciò il week-end è stato molto bello, mi  sono divertita, ho visto bei posti e sono stata in ottima compagnia.

Il primo giorno, arrivati in città accolti dalla pioggia ci siamo diretti in albergo, posto carino, aveva l’aria di un albergo quasi nuovo e comunque era pulito e confortevole. Tra una cosa e l’altra mattinata e primo pomeriggio sono andati, abbiamo cercato un posto dove metter qualcosa sotto i denti capitando in un localetto alquanto grazioso, proprio di fianco all’albergo, ma la “graziosità” del posto era guastata dal pessimo servizio e dalla scortesia della cameriera.Ora, non so perchè magari eravamo italiani e ce l’hanno con noi per motivi ancestrali, o forse sono proprio così di natura, o siamo stati sfortunati, ma abbiamo trovato gli austriaci di una freddezza e scortesia davvero unica.  Dopo esserci un po’ (ma per modo di dire) rifocillati ci siamo spostati in centro, sempre sotto ad un’incessante e fastidiosa pioggerellina che andava e veniva, e abbiamo visitato il Duomo di Santo Stefano (perdonatemi se non lo scrivo in lingua ma trovo il tedesco una lingua impronunciabile e di conseguenza ho difficoltà a scriverla ), una costruzione in stile romanico e gotico davvero spettacolare. All’interno si respirava l’aria di grandiosità delle grandi cattedrali gotiche il tutto acuito da uno splendido gioco di colori che riflettevano sui pilastri e sulle volte immense. Dopodichè passeggiata in centro nel quartiere della Hofburg, ovvero il centro del potere asburgico per secoli, dove si trovava il palazzo imperiale e tutta una cittadella di musei, dove ad oggi si possono visitare gli appartamenti imperiali,il museo di Sissi, il museo del tesoro di Stato,il museo Lipizzano dove venivano addestrati i cavalli e si tengono spettacoli equestri, l’Albertina” che ospita una vasta collezione di stampe, acquerelli, disegni e fotografie e poi spostandoci alle spalle del quartiere e passeggiando lungo i grandi viali e giardini i centri del potere odierno come il Municipio,Il parlamento ecc…
Il giorno successivo è stato interamente dedicato ad un tour “imperiale”: in pratica ci siamo recati a Shonbrunn, la reggia estiva degli imperatori asburgici dove abbiamo passato mezza giornata e oltre visitando gli splendidi giardini e il parco, e poi il palazzo che ha visto passare grandi personaggi al suo interno,tra i più famosi l’imperatore Francesco Giuseppe e sua moglie Elisabetta, la celeberrima Sissi, in precedenza la grande Imperatrice Maria Teresa, una delle più grandi sovrane d’Europa, madre di quella sventurata e  tristemente famosa Maria Antonietta, e poi anche Napoleone Bonaparte, solo per citare i sovrani che tutti noi conosciamo
.Entrare in quelle sale, dà veramente un’emozione unica, devo dire che soprattutto nel salone da ballo, immenso e sfarzoso, un tripudio per gli occhi, mi sono sentita come trasportata in un’altra epoca, sognando e fantasticando di balli e vestiti sfarzosi, dame ingioiellate e bellissimi nobili. Finita la visita a Shonbrunn, siamo tornai nella zona centrale e siamo andati a visitare gli appartamenti imperiali ad Hofburg e il museo di Sissi.Anche qui abbiamo ripercorso i fasti della corte asburgica e soprattutto scoperto qualcosa di più sui personaggi di Francesco Giuseppe e Sissi, che sono ben diversi  da quelli che ci sono stati tramandati tramite pellicola dai famosi film con Romy Schneider. Lei soprattutto mi ha dato l’idea di una donna molto complessa e infelice, una sorta di lady D di altri tempi, che pur trovando soffocante la vita e l’etichetta di corte, a mio avviso avrebbero potuto gestirle in maniera diversa e trovare la felicità o una parte di felicità in qualche altro aspetto che non nella vita coniugale.Ho sempre pensato che queste persone non avrebbero trovato la felicità neanche con l’amore del loro uomo, erano proprio dei caratteri sempre ed eternamente insoddisfatti destinate a non trovare mai una loro dimensione.

Dopo aver dedicato la giornata alle corti imperiali,il giorno successivo, rovinato ancora dalla pioggia ci siamo divisi in gruppi, in quanto alcune amiche avevano desiderio di visitare il palazzo del Belvedere con annessi musei e giardini, mentre io morivo dalla voglia di visitare la casa di Johann Strauss jr ,il re del valzer, uno dei miei compositori preferiti. Devo dire che sono rimasta un po’ delusa dalla poca visibilità data al personaggio e a questa casa museo,molto piccola,ben tenuta per carità,con quadri,ricordi, spartiti, pianoforte e vestiti della 1 moglie del compositore, ma in confronto all’onnipresente Mozart e le sue palle(!),sembrava che di Strauss a Vienna ne sapessi qualcosa solo io!!!Tanto per dire anche nei negozi di souvenir dove vendono quei graziosi carillon con le musiche c’erano Mozart a bizzeffe, Shubert, Haydn, Beethoven e persino Vivaldi,ma niente Strauss!!!Tra l’altro anche all’interno della casa,neanche un punto shop un po’ fornito,solo un banchetto con due cartoline e una guida striminzita..almeno lì dico io creare un piccolo punto shop dove poter acquistare qualche cosa! Avevo quasi il terrore di scoprire che non esistesse più neanche la statua d’oro che gli è stata dedicata e che si trova in un parco cittadino!! E invece no,pare esserci ancora,ma purtroppo a causa della pioggia e trovandosi da una parte opposta non ho potuto visitarla. Comunque, nonostante l’incuria con cui a mio avviso è trattato questo artista,visitare la sua dimora è stato emozionante,in quanto le sue musiche sono quanto di più sublime si possa ascoltare e vedere il pianoforte e il violino con cui lui eseguiva le sue melodie..bhè non mi ha lasciato indifferente!
Dopo la visita alla casa museo, visto l’incessante pioggia abbiamo deciso di fare una cosa: prendere la metro e scendere in varie fermate uscire fuori guardare quello che c’era da guardare e rientrare! :p così ci siamo fatti un giro in zona Danubio(cioè non potevo andare a Vienna e non vedere il Danubio ihih) ,poi Prater,con la tipica ruota panoramica,sulla quale se non avese piovuto
mi sarei fatta anche un giro, e infine un giro in zona stadio per gli amici amanti del pallone :p

Infine dopo un pranzo di nuovo in centro storico,l’acquisto di qualche cartolina, le ultime foto ecc siamo tornati in albergo a riprendere i bagagli e ci siamo avviati all’aereoporto per tornare di nuovo verso casa. Fortunatamente i voli sono stati entrambi tranquilli,nonostante il tempo (solo quello dell’andata ha avuto qualche “sbandamento” iniziale) e siamo atterrati a Roma in perfetto orario domenica sera. E’ stato davero un bel w-e,purtroppo troppo breve,ma si sa le cose belle si fanno attendere tanto e poi finiscono in fretta 😦 :p

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Published in: on 05/06/2013 at 15:40  Lascia un commento