Il profumo delle rose selvatiche-Linda Kent

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Trama: Anne March conduce una vita ritirata, e non esce mai in pubblico se non celando il viso con un cappello o un velo. Solo un bambino con il quale stringe una profonda amicizia ha il privilegio di guardarla negli occhi. È Andy, il figlio del suo vicino David Greenwood, barone Glamorgan. David è un uomo oppresso da un passato drammatico, che cerca di dimenticare allontanando il figlio. Il rapporto che Andy stabilisce con Anne, e soprattutto il fascino misterioso della donna, attirano David inesorabilmente, facendogli desiderare di rimettersi in gioco e di innamorarsi ancora. Ma una nebbia di segreti e di equivoci si alzerà presto a offuscare il loro amore…

Negli ultimi tempi mi sono trovata a leggere molti libri di autrici esordienti italiane nell’ambito del romanzo storico\rosa, e sono contenta che anche le case editrici stiano dando spazio alle autrici di casa nostra. Finora tutte quelle che ho avuto la fortuna di incontrare hanno colpito nel segno sin dal loro libro di esordio, e molte andando anche a migliorare nei loro lavori successivi, e Linda Kent (anche se il nome inganna l’autrice è italianissma) non ha fatto eccezione con il suo primo romanzo pubblicato nella collana “I romanzi-Classic” della Mondadori. Sappiamo molto bene che lo schema e le trame di questo tipo di romanzi spesso sono ripetitivi e ritengo che la bravura dell’autrici stia non tanto nel tessere la trama,ma nel modo in cui luoghi,azioni,sentimenti vengono descritti.Se, nonostante uno schema già visto, alla fine del libro ti rimangono belle sensazioni, riesci a commuoverti per quello che succede ai personaggi,gioisci e soffri con loro, vuol dire che l’autrice è riuscita a trasmettere emozioni e questo grazie alle parole e alle sue doti narrative.
La sig.ra Kent ha scelto di ambientare la sua storia a Bath,dove si incontrano un uomo, che all’apparenza può sembrare duro e senza cuore per il modo in cui tratta il proprio figlioletto (forse l’unica pecca del libro è stato proprio il repentino cambiamento di David nei confronti del bambino, ma per un’opera prima possiamo anche perdonare questo dettaglio),
ma che  invece rivela una dolcezza di carattere, una maturità nel capire i propri errori e la voglia di rimettere in gioco i suoi sentimenti, e una donna dal passato oscuro che le impedisce di vivere liberamente la propria vita e la costringe a celarsi (e lo era davvero oscuro il suo passato, perchè certe volte nei libri i protagonisti si fanno delle paturnie per delle cose che poi risultano essere sciocche, qui invece non è così).

Questo libro mi ha colpito per  un motivo ed è soprattutto per questo che ne ho voluto parlare. Mi ha ricordato due capolavori della letteratura inglese che amo moltissimo. Penso che chiunque abbia letto questo libro,leggendo Bath non abbia potuto non pensare immdiatamente a Jane Austen e ai suoi romanzi, soprattutto Persuasione: infatti il libro è ambientato nella famosa città termale,molto in voga ai tempi della Austen – dove appunto è ambientato il suo ultimo romanzo- e un po’ decaduta invece negli anni in cui è ambientato il nostro libro di oggi ( ed è per questo che Anne March,la protagonista la sceglie per condurre la sua vita un po’ appartata e lontana dai fasti della grande città). Inoltre la protagonista si chiama Anne, così come l’indimenticata protagonista di Persuasione. Terza cosa, anche “Il profumo delle rose selvatiche” così come Persuasione è la storia di una seconda chance, che la vita  offre a due persone, per far si che raggiungano la meritata felicità. E così grazie alla signora Kent, riviviamo i fasti e le usanze della società che frequentava Bath,rivediamo le sue strade, i suoi giardini, le sue sale per i ricevimenti, i balli e le serate in società tra circoli letterari ed esibizioni musicali, il tutto descritto in un tale modo che ci fa capire  e quanta passione ci sia per quel determinato periodo storico e per quel luogo e anche quanta ricerca ci sia per rendere al meglio la descrizione della città e tutto il resto.

Ma oltre a questi “rimandi” al meraviglioso libro della Austen, c’è un altro libro che mi ha ricordato molto, un libro che forse è meno conosciuto di Persuasione e di cui avrei voluto parlarvi,ma per una cosa o per l’altra ho sempre rimandato(credo che adesso a quasi un anno di distanza dalla sua lettura sia il caso di dedicargli un post,lo prometto,perchè è uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi tempi). Si tratta di un romanzo che in effetti non è conosciutissimo, ma è stato scritto da un’autrice dell’800,dal cognome famosissimo e pesante: il libro di cui sto parlando è “Il segreto della signora in nero” (titolo originale di “The tenant of Wildfell Hall”) di Anne Bronte, la più piccola e forse la meno conosciuta delle sorelle Bronte. In genere quando si parla di Anne (e torna di nuovo questo nome 😉 ) si nomina sempre l’altro suo romanzo “Agnes Grey” una storia semi-biografica,senza infamia e senza lode,mentre il suo vero capolavoro, che personalmente  ritengo anche asuperiore al famosissimo libro di sua sorella Emily “Cime tempestose” che io non ho mai amato come storia, è proprio questo, un libro che per quell’epoca poteva risultare scandaloso in quanto la protagonista decideva di lasciare una situazione di vita insostenibile e violenta e di vivere sostentandosi con la pittura, arte nella quale eccelleva..adesso può sembrare una cosa normale,ma pensate per quei tempi quale scandalo e quale affronto alla morale dell’epoca aveva messo in atto questa signora?

Perchè “Il profumo delle rose selvatiche” me lo ha ricordato?Semplice,perchè anche in quel libro c’è una donna che fugge dal suo passato e si rifugia in un piccolo paese  in una grande casa isolata, destando la curiosità dei vicini. Anche qui c’è un bambino delizioso (in questo caso però è il figlio della  protagonista) che sarà il tramite per far conoscere l’uomo che poi si innamorerà della donna, e anche qui c’è una situazione dolorosa che non permetterà di vivire serenamente questo amore,un passato incombente, al quale (aggiungo io, fortunatamente) poi la Provvidenza metterà mano, lasciando finalmente libera la protagonista. Ovviamente il libro della  nostra autrice non è tale è quale a questo romanzo, il passato delle due donne,senza volervi svelare troppo del romanzo, anche se forse l’ho fatto :p , è diverso, ma non meno scandaloso per la morale dell’epoca, e non meno pesante per la povera Anne, che teme di essere giudicata da David e non poter vivere liberamente il suo amore per lui.

Insomma per il fatto che questo romanzo abbia evocato in me il ricordo di questi due bellissimi classici, per la dolce e sofferta storia d’amore che vi è narrata, per la dolcezza e la sofferenza, ma anche la forza d’animo di Anne che riesce a rifarsi una vita, per il meraviglioso carattere di David, che sa uscire fuori dalla morale bigotta dell’epoca che sempre tendeva a condannare le donne, e a capire la sua Anne e ad amarla senza riserve, per avermi riportato a Bath e fatto sognare ad occhi aperti le sue sale e i suoi fasti, per tutte queste cose e tanto altro, il romanzo di Linda Kent mi è piaciuto molto,e non posso esimermi dal farle i complimenti per il suo edordio, e come per altre nostre autrici sono curiosa di leggere altri suoi romanzi che son certa non mi deluderanno.

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Published in: on 14/03/2013 at 14:37  Comments (3)  

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3 commentiLascia un commento

  1. Ciao Linda, no non preoccuparti,dovevo approvare i commenti non partono in automatico 🙂
    grazie per le tue belle parole e per essere passata a leggere la mia recensione e per averci regalato questo bel libro.

  2. Ho provato a lasciare un commento, ma devo aver fatto un pasticcio… Spero di non ripetermi. Questa recensione mi ha commosso per la profondità e l’amore con il quale Chiara ha compreso l’essenza del mio libro. Riuscire a comunicare ad un lettore le proprie emozioni è il traguardo al quale tende ogni scrittore. Grazie di cuore! Linda Kent

  3. Sono profondamente commossa e grata all’autrice di questa recensione. Non solo per le gradite parole di apprezzamento nei confronti del mio libro, ma soprattutto per l’amore con il quale lo ha letto, lo ha capito. Si è immedesimata nella sua trama con la stessa passione con la quale io l’ho scritta e ha colto con grande attenzione i riferimenti storici e letterari.
    Grazie, grazie dilinda.lindakent@g.mail.com cuore.

    LInda Kent


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