Roma 42 d.C-Cuore nemico

Roma42dcCuore nemico
Trama: Il legato Marco Quinto Rufo, uomo di estrema forza e coraggio, è di stanza a Mogontiacum, ultimo avamposto dell’Impero Romano in terra germanica; a lui il compito di asservire la tribù dei chatti. Dopo una drammatica battaglia, il suo amico e compagno fraterno, Quinto Decio Aquilato, riesce a fare prigionieri i due principi, Ishold e suo fratello Raganhar. Ora che i nemici sembrano essere domati, un pericolo ancora più insidioso incombe su Aquilato, qualcosa che lui non avrebbe mai pensato di affrontare… Inizia così un amore impossibile tra un guerriero valoroso e una donna forte e caparbia divisi dai confini degli uomini ma non da quelli del cuore. Dalle selvagge foreste germaniche ai fasti, ai palazzi, ai templi della Roma antica, una storia di passione, ribellione e tradimento che vi trascinerà in un turbine di emozioni e colpi di scena con indimenticabili protagonisti.
ATTENZIONE L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER SULLA TRAMA DEL LIBRO!!!
Penso che questo sia il libro che più ho aspettato, da quando la scorsa estate chiusi l’ultima pagina del suo predecessore Roma 40 d.c Destino d’amore, primo romanzo storico della bravissima Adele Vieri Castellano, che già con il suo esordio ha saputo conquistare il cuore delle lettrici e non ha deluso le aspettative con questa seconda opera. Come molte altre lettrici ho seguito l’evoluzione di questo libro attraverso le pagine e il profilo facebook dell’autrice, che ogni tanto ci dava notizie su come procedeva il suo lavoro.Tutte eravamo in trepidante attesa di sapere cosa ne sarebbe stato dei nostri personaggi preferiti e in particolar modo di Aquilato, che già dalle pagine del libro precedente aveva conquistato più di un cuore e finalmente quando il libro è uscito non vedevamo l’ora di averlo tra le mani. Avevamo lasciato l’affascinante batavo, amico e compagno di mille battaglie di Marco Quinto Rufo, protagonista indimenticabile del primo romanzo, alle prese con quello che sembrava un embrione di storia d’amore con la vivace e sfortunata Giulia. Ma già da alcuni indizi sparsi qua e là durante le interviste dell’autrice avevo avuto il sentore che Giulia non sarebbe stata la protagonista del 2° romanzo. No. Per Aquilato ci sarebbe voluta una bella gatta da pelare, un bell’amore di quelli “impossibili”, quelli che fanno soffrire perchè tutto, ma poprio tutto, ragione, politica, rivalità tra popoli diceva che non poteva essere..ma le ragioni del cuore, per fortuna, alla fine hanno la meglio e vincono su tutto il resto!
La storia comincia quando dopo una cruenta battaglia le legioni romane comandate da Rufo conquistano il villaggio dei chatti, popolo germanico che stava dando più di un grattacapo a Roma e ai loro alleati. Il principe Raganhar
, dopo la morte del padre per mano di Rufo viene fatto prigionier0 e Aquilato viene mandato nella foresta a cercare l’altro principe che è fuggito all’assalto.Con sua sorpresa scoprirà che non si tratta di un principe ma bensì di una principessa, una fiera lince selvatica che gli darà parecchi grattacapi. Dopo averla riportata al castrum di Mogontiacum, l’intento dei romani è chiaro: i due principi saranno inviati a Roma come ostaggi, ma non prima di essere stati “educati” su quello che è vero intento di Roma:far vedere ai due principi che l’impero romano non vuole distruggere le popolazioni nemiche,ma far si che si assoggetino pacificamente e vivere pacificamente sotto l’egida della potenza romana coem già avevano fatto altri popoli in precedenza. Il compito dei due principi sarà quello, un giorno ritornati in patria, di far accettare tutto questo al loro popolo. E il compito, non facile, di Quinto Decio Aquilato sarà quello di far capire a Ishold,la principessa chatta, tutto questo. Inizia così una battaglia tra i due, lazzi e battute pungenti, che piano piano durante il lungo inverno germanico si trasformeranno in qualcosa di più grande, che entrambi cercheranno di dominare senza riuscirci. Aquilato viene subito colpito dall’intelligenza e dal coraggio di Ishold, più che dalla sua bellezza, anche perchè all’inizio lei non si presenta affatto bene essendosi fatta passare per un ragazzo, e lei rimarrà affascinata da questo guerriero, che come si era già presagito dal primo libro, nasconde anche doti di guaritore e non solo. Aquilato è un uomo intelligente, non solo dedito alle armi e alle battglie, ma educato alle lettere e ad altre arti alla corte di Roma, ha avuto lo stesso destino di Ishold da bambino e ha consacrato la sua vita e la sua fedeltà alla città che lo ha accolto istruito e cresciuto. Un altro protagonista, come Rufo prima di lui, che sicuramente farà sciogliere più di un cuore. Sono sincera, se dovessero chiedermi chi tra i due preferisco, non saprei decidere, così come non so decidermi quale tra i due libri mi sia piaciuto di più. La bravura di Adele sta nel ricreare personaggi indimenticabili, ognuno con le sue caratteristiche che vengono ben tratteggiate durante il corso della storia, personaggi, che dopo aver chiuso le pagine ti restano dentro e subito ti chiedi cosa ne sarà di loro,se li rivedrai presto in qualche altra avventura, che in un certo senso, continuano a “vivere” anche dopo la fine del libro. Così, oltre ad Aquilato e Ishold conosciamo anche il fiero e selvaggio Raganhar, fratello di Ishold che con molta fatica riuscirà a comprendere la grandezza di Roma e a rimanerne avvinto, e Massimo Valerio Messalla, tormentato giovane scavezzacollo,lontano parente di Rufo, presso la cui villa romana verranno alloggiati i due principi. Nascerà tra i due una bella amicizia, che promette bene quanto quella tra Rufo e Aquilato.Perchè si, questi libri non contengono solo storie d’amore, ma anche belle storie di amicizie,nate, cresciute e consolidate tra mille battaglie e difficoltà. Ma ritroveremo anche vecchi personaggi,sapremo qualcosa di più sulla vita di Marco e Livia da sposati, e di come il loro amore sia cresciuto e consolidato, rivedremo la dolce Turia, sorella di Marco e suo marito Lucio, il mitico-lasciatemelo dire 😀 – Tassus e la sua sposa Ancilla e anche Giulia, forse più matura e più saggia, riportata alla vita proprio da Aquilato (ho trovato molto dolce il loro incontro, e divertente la gelosia di Ishold nel vedere la confidenza di quella donna con l’uomo di cui si è innamorata). Ritroveremo anche il divino Claudio e la sua intrigante moglie Messalina, che ancora non ha digerito il rifiuto di Rufo del 1° libro e cercherà di fargliela pagare prendendosela con il suo migliore amico. La bellezza del romanzo sta anche nella doppia ambientazione a differenza del primo, tra le foreste germaniche e poi nella seconda parte di nuovo a Roma. Grazie alla bravura dell’autrice ci ritroviamo di nuovo davanti a descrizioni di paesaggi selvaggi e poi luoghi,monumenti e strade della capitale dell’Impero, descrizioni talmente vivide che sembra di essere davanti ad uno schermo e vedere tutto quello che ci viene descritto sulle pagine, per non parlare delle scene un po’ più bollenti, narrate con raffinata sensualità. I libri di Adele sono degli schermi ad alta definizione che proiettano immagini più che parole. E tutto questo si deve anche ad una precisa e puntuale ricerca storica che l’autrice ha condotto con passione e solerzia,oltre che alla sua bravura nel mettere tutto su carta. Nel libro traspira tutto il suo amore per la città di Roma, per la civiltà romana, credo che attreverso le parole di Aquilato e degli altri personaggi,Adele Castellano abbia espresso quello che lei ha sempre dichiarato di provare verso questa meravigliosa città e la sua storia.  Da cittadina romana mi sento fiera e commossa di tutto questo amore di una persona nata e cresciuta al nord che ahimè tanto spesso ci denigra e vissuta anche all’estero;Roma nell’antichità,nel corso dei secoli e tutt’oggi è una città che suscita la stessa meraviglia provata da Ishold e Raganhar al loro arrivo, a chi ne sa cogliere l’essenza e la grandezza provoca emozione e amore incondizionato così come lo prova Aquilato, pur con tutti i suoi difetti di ieri e di oggi, e veder riversata questa meraviglia, questo amore e queste emozioni sulle pagine di questo libro, ripeto, mi ha reso fiera e commossa, per cui di questo da romana non posso che ringraziare Adele.
Non solo l’amore per Roma mi ha commosso, non mancheranno un paio di scene,come ad esempio quella tra Livia e Marco, altre con Massimo Valerio Messalla protagonista e altre con i due personaggi principali, pronti a “sacrificarsi” l’uno per l’altra, che mi hanno stretto il cuore per l’emozione. Scriverei altre 1000 e 1000 parole su questo libro, uno di quei libri che lasciano la loro eco dentro per parecchio tempo, ma mi limito solo a dire che, come ci ha anticipato l’autrice stessa, spero di vedere presto il prequel di tutta la storia, che narra dell’incontro tra Rufo e Aquilato(di cui qui abbiamo avuto già un assaggio nei ricordi del batavo), perchè di questi due personaggi non mi stancherei mai, e spero vivamente che ci sarà anche un altro libro che ci narrerà le avventure di Messalla (che dovrebbe essere sempre secondo anticipazioni il protagonista del 3° volume) e Raganhar, altri due personaggi che promettono grandi cose, magari che ne so un bel libro con due storie parallele (perchè nelle intenzioni dell’autrice sembra che 3 sia il numero perfetto per una saga,ma chissà che non cambi idea, noi ci speriamo :p ), questa volta, almeno da come si è capito dall’epilogo, ambientate in un’altra terra culla di una delle più grandi civiltà mai esistite:l’Egitto. Quindi Adele, mi raccomando dopo aver goduto il meritato riposo e il successo di questo tuo lavoro, non deluderci e regalaci altre grandi emozioni come solo tu sai fare.
Edit:
per chi fosse interessato zona Milano e Roma l’autrice presenterà il libro il giorno 12 marzo ore 18:30 presso la libreria “Centofiori” in Piazzale Dateo 5 a Milano e il 21 marzo ore 18,presso la Libreria Mondadori Via Appia Nuova 51 a Roma. 😀
Published in: on 17/02/2013 at 19:52  Comments (2)  

Les Misérables

les_miserables_ver11

Quando lessi che avrebbero  girato una nuova versione de “Les Misérables” con questi attori,mi dissi subito che sarei andata a vederlo, visto che si tratta di una storia immortale e tra le più belle mai raccontate. Poi ho scoperto che non si trattava di film classico ma di un musical e la cosa mi ha reso un po’ titubante fino all’ultimo. Ormai avevo deciso, avevo letto anche delle belle recensioni, ma restavo sempre un po’ combattuta per  il semplice fatto che non amo molto i musical, o meglio non so quanto avrei potuto apprezzare un film tutto cantato. Calcolate che nei film Disney, a parte  i classici datati, quando c’è qualche canzone penso: ” mmmhh un po’ troppo lunga, quando finisce?”, quindi con un film interamente cantato per di più in inglese,  bhè avevo paura che mi sarei annoiata. E invece la sorpresa , la meraviglia,  uno dei film più belli che siano apparsi sullo schermo negli ultimi anni,  tratto dall’immortale romanzo di Hugo si,ma anche da un musical che tiene la scena da ben 30 anni! Premetto subito di portarsi una scorta di fazzoletti, perché il film suscita emozione e commozione e in certi punti è davvero impossibile trattenere le lacrime. E tutto questo è merito delle splendide musiche e della bravura degli attori che hanno davvero dato una prova eccezionale,tutti dal 1° all’ultimo!Personalmente ho un debole per  il bel Hugh Jackman che qui ha dato veramente una grande prova dimostrando  di non essere solo bello. Da brividi, pur avendo lavorato nel film per più o meno 30 minuti(forse anche meno) la bravissima Anne Hathaway nel ruolo di Fantine,  in un’interpretazione struggente che a mio modesto avviso meriterebbe l’Oscar. Russell Crowe ha interpretato un personaggio estremamente antipatico, e il fatto che l’attore mi sia antipatico già di suo (si, non lo sopporto,non mi piace e neanche ne “Il gladiatore”-bellissimo film per carità-mi ha fatto sospirare come invece è avvenuto per tante altre estimatrici, rischio spesso il linciaggio quando lo dico ma tant’è!) ha dato ancora più valenza al personaggio dell’ispettore Javert spiccando soprattutto nei suoi assoli piuttosto che nelle parti cantate\recitate. Calcolando che tutti loro non sono cantanti, credo che abbiano dato prova di essere attori versatili e adatti ad ogni ruolo capaci anche di improvvisarsi cantanti, prendendo lezioni di canto per riuscire bene nella parte. Note di merito anche per i “giovani”:Eddie Redmayne\Marius,che ha dimostrato già di essere un ottimo attore ne “I pilastri della terra” ed altre serie e miniserie inglesi,la dolce Amanda Seyfried\Cosette,e la bravissima Samantha Barks attrice e cantante che ha portato l’intensità di una struggente Eponine dal polcoscenico teatrale dove ne è lei stessa l’interprete, agli schermi cinematografici. Ho trovato un po’ troppo macchiettistica l’interpretazione dei Thénardier, che hanno dato una vena un po’ comica al film durante i loro interventi.

Il film è tutto questo e anche di più: le canzoni coinvolgenti, emozionanti e trascinanti,la bravura degli interpreti, ed è anche le bellissime scene di massa (la scena finale è stupenda) e i primi piani intensi sui volti dei protagonisti che imprimono tutta la loro carica emotiva nei personaggi. In due ore e mezza di film, che scivolano via velocemente, vengono trattati i temi di une dei libri più importanti della cultura europea e mondiale,dai temi sociali come la povertà, l’ingiustizia, la miseria, la fame negli strati più bassi della società, ai temi politici come la lotta per la libertà, la lotta al nuovo regime monarchico della Restaurazione a soli 30 anni o poco più dalla Rivoluzione Francese. Poteva essere un ennesimo bel film su questo meraviglioso libro, e invece ne è uscito qualcosa di più, qualcosa a cui il termine “capolavoro” calza a pennello, che forse più di tutti gli altri film precedenti riesce a toccare l’anima dello spettatore e a coglieri i temi del romanzo. Penso che ai prossimi Oscar meriterebbe più di un riconoscimento, ma la vedo dura contro il “Lincoln” di Spielberg e il film sulla cattura di Bin Laden..spero di sbagliarmi e speriamo che per una volta gli americani siano un po’ meno “nazionalisti”.:D

Published in: on 08/02/2013 at 10:07  Lascia un commento