Buon Natale

59371_374171142675144_1354718961_n

Un caloroso augurio di Buon Natale a tutti i gentili visitatori del blog!Passate buone e serene feste!

Published in: on 24/12/2012 at 10:05  Comments (1)  

Lo Hobbit, un viaggio inaspettato.

Sicuramente questo è uno dei film più attesi dell’anno e uno tra i più visti in questo periodo che precede il Natale. Premetto che vado a dare una mia opinione del film senza aver letto il libro Lo Hobbit, e neanche Il Signore degli anelli, opere di Tolkien da cui il regista Peter Jackson ha appunto tratto i film della saga. Quindi le varie differenze tra libri e film mi sono ignote e il mio è un giudizio puramente sul lato cinematografico. C’è da dire  che la trilogia del Signore degli anelli è tra i miei film preferiti e credo che a livello cinematografico vada ad annoverarsi nella sezione “capolavori”. 

Il film parte molto lento, tanto è vero che nella prima parte aspettavo sempre una svolta, un’azione, un colpo di scena che sembrava tardare ad arrivare,(ho trovato un po’ troppo lunga tutta la parte dei nani a casa di Bilbo) ma devo dire che anche “La compagnia dell’anello” per quanto riguarda la prima parte, l’ho sempre trovato un po’ noioso. Insomma a mio avviso quel film ingrana dopo che si costituisce la compagnia, e così è stato per questo, che acquista un ritmo serrato e incalzante  più o meno dalla battaglia dei Giganti sulla montagna. Dopodichè abbiamo un ritmo narrativo senza un attimo di pausa, scene magnifiche e azioni inclazanti. Ovviamente il film essendo tratto da un libro che però viene suddiviso in 3 parti per forza di cose rimane come un qualcosa di incompiuto, ma penso che se Peter Jackson ha già saputo fare magie con il SDA, regalandoci un climax ascenente straodinario con ogni episodio superiore  a quello precedente, anche qui c’è la speranza di assistere ai successivi capitoli e restarne ancora più soddisfatti che dal primo. Certo la differenza con il SDA si nota anche nell’approfondimento psicologico dei personaggi, perchè mentre lì, tutti ma proprio tutti ci hanno regalato emozioni e di ognuno di loro sappiamo tracciare le caratteristiche, in questo film a parte i tre personaggi chiave, gli altri sono puramente di contorno. Insomma sfido io (forse solo i lettori del libro li sanno) a ricordarsi i nomi di tutti e 13 i nani o  le loro caratteristiche, qualcosa del loro essere (forse si mette in risalto giusto il nano più anziano-vedete ahimè – il nome non me lo ricordo,forse Balin?),mentre i personaggi del SDA credo che siano rimasti tutti impressi nella mente dello spettatore. Discorso diverso per i tre personaggi “principali”: Gandalf, un sempre eccezionale Ian Mckellen, Bilbo un goffo e  imbranato da far tenerezza Martin Freeman,(perla del film:  suo incontro con Gollum pur nella lentezza dell’episodio, gli interpreti danno vita ad una scena davvero molto bella) e Thorin, un intenso Richard Armitage, il nano più affascinante e figo che si sia mai visto, senza offesa per il resto del popolo nanico e ci metterei anche quello elfico, perchè parliamoci chiaro  anche l’elfo bello per eccellenza, Legolas alias Orlandino Bloom al nostro nano gli può solo che lucidare l’ascia (se  non si fosse capito sono spudoratamente di parte con questo attore che ho avuto modo di ammirare nella splendida serie BBC “Nord e sud” tratta dal romanzo omonimo di Elisabeth Gaskell). Da notare che questi due ultimi attori vengono dalla tv,(Freeman è stato un apprezzato Watson nell’ultima serie dedicata a Sherlock Holmes che ha ricevuto tante lodi positive) e devo dire che non hanno nulla da invidiare – anzi- a tanti colleghi molto più decantati che imperversano sul grande schermo. Insomma, parlare di questo film senza fare paragoni con il SDA è un po’ arduo,ma  inevitabile. L’epicità e la drammaticità del SDA in questo primo capitolo non è assolutamente eguagliabile, anzi a parte la figura di Thorin e la sua antica battaglia con l’orco Arzog, secondo me ne manca proprio, però sicuramente è un film che vale la pena di vedere per gli appassionati del genere e penso anche per gli amanti della saga letteraria. Come ho già detto, nonostante i “difetti” del film, ci sono anche molti pregi e c’è la speranza che con il proseguimento si vada a comporre un’altra trilogia indimenticabile di cui questo comunque è solo il 1° tassello.

Published in: on 18/12/2012 at 22:40  Comments (5)  

Per l’ “angolo del romance”:Le profezie della strega scalza-La serie di Angela White,un grande talento italiano.

All’inizio del 2011 usciva per i Romanzi Mondadori, l’opera prima di una giovane scrittrice italiana(nonostante il nome possa trarre in inganno) ovvero “Il castello dei sogni” di Angela White. Ho letto ottime e entusiastiche recensioni su questo libro e così, un po’ a scatola chiusa, ma anche spinta dal fatto che amo molto le ambientazioni medievali, ho deciso di acquistarlo dando una chance a questa nuova leva del romance italiano. Pochi mesi dopo uscirà, sempre per la Mondadori, anche il secondo volume di quella che poi si delineerà come la saga de “Le profezie della strega scalza”, bissando il successo e le ottime critiche del 1° libro. Purtroppo nel corso dell’anno non ho avuto modo di leggere i due romanzi e l’ho fatto solo di recente, quasi in concomitanza con l’uscita del 3° libro che compone la saga, ovvero “La rosa e il drago” uscito con i Romanzi Mondadori di dicembre 2012. I tre libri sono legati tra loro dal filo delle “profezie della strega” che conosciamo nel 1° libro e sono romanzi che si leggono separatamente, ma vi si ritrovano personaggi ricorrenti. Devo dire che nonostante abbia letto con ritardo rispetto all’uscita il 1° romanzo ne sono rimasta subito piacevolmente colpita andando a concordare con  il coro di voci positive  e quindi e non ho perso tempo e mi sono messa subito a leggere gli altri due.

Ecco qui cosa penso di questi libri:

IL CASTELLO DEI SOGNI

Lui è sempre rimasto
in un angolo del suo cuore

Dopo la morte del padre, il signore di Deerstone, Lianne rimane sola al mondo quando sua madre scompare nel nulla. Appena nata, la ragazza era stata promessa in sposa a Hayden, un abile e feroce guerriero che, sopravvissuto in tenera età allo sterminio della propria famiglia, era stato accolto proprio a Deerstone. In cerca di protezione, ora Lianne lo richiama a sé e Hayden non si tira indietro, prende possesso del castello e la sposa. Ma ad attenderlo non sono giorni felici, perché la strada per superare i dolori e le atrocità del passato è ancora lunga e il suo cuore sembra incapace di amare.

Penso che ormai, le lodi per questo romanzo d’esordio si siano sprecate in lungo e in largo e mi scuseranno i lettori o chi altro ha recensito questo libro se mi ripeto e magari userò gli stessi termini, ma credo che le sensazioni che ci ha lasciato questo libro siano state un po’ identiche in tutti noi. Se mi chiedessero di descrivere questo libro con una sola parola, mi viene in mente un solo aggettivo: dolcissimo. E’ stato veramente una piacevole scoperta, un libro di una dolcezza e una bellezza infinita. La storia è molto semplice, e sicuramente già vista e oserei dire senza neanche grossi colpi di scena, ma la bravura della scrittrice secondo me sta proprio in questo: nonostante il tema già visto, la White rende davvero speciale attraverso la scrittura, le parole e le descrizioni una storia semplice e romantica che proprio per questi pregi narrativi vi resterà nel cuore e vi scalderà l’animo. Si perchè, devo dire che almeno per quanto mi riguarda, mentre leggevo avevo la sensazione di essere avvolta in una coltre di morbidezza e calore, un po’ come se il mantello di Lord Lionfield avvolgesse anche me, oltre alla sua dolce sposa. La storia prende il via in una delle epoche forse più sanguinose della storia inglese,  la guerra tra Re Stefano e l’imperatrice Matilde e poi ha il suo pieno svolgimento negli anni appena successivi quando il figlio di quest’ultima Re Enrico II prende finalmente il potere e ristabilisce la pace. Ma la guerra ha inferto ferite e sofferenze a molte persone tra cui il nostro protagonista, che in giovane età ha visto morire tutta la sua famiglia ad opera di un traditore. Ma divenuto adulto, il leone dormiente , Hayden di Lionfield, saprà riprendersi ciò che era suo. Nonostante tutta questa sofferenza e lutti, la White riesce ad intessere una storia che mescola questo aspetto triste di sofferenza e di vendetta, all’aspetto più magico,  più misterioso del Medioevo e ci catapulta in una realtà quasi da sogno: Deerstone, la Rocca del Cervo, dove Hayden trovò rifugio dopo il massacro della sua famiglia e dove tornerà anni dopo richiamato da Lady Lianne, che ha bisogno del suo aiuto. Intendiamoci, a Deerstone non è che la situazione sia così idilliaca, anzi; dopo al morte del Lord in un incidente di caccia, la Lady sua moglie,meglio conosciuta come “la strega” impazzisce dal dolore e va via dal feudo, lasciando la figlia ad occuparsi di tutto. Ma in assenza di un Lord forte i bracconieri infestano la foresta rendendo difficili i commerci, e ogni anno in primavera, la costa nord, dove Deerstone si affaccia, è preda di razzie da parte dei vichinghi. Lianne ha bisogno d’aiuto, e da donna coraggiosa qual è chiede aiuto ai signori limitrofi proponendo un matrimonio, pur di avere delle spade e un signore che difendano la sua gente e la sua terra. Ma tutti rispondono negativamente ai suoi appelli. Finchè Lianne ricorda un vecchio accordo di suo padre con un caro amico, Lord Lionfield; la promessa era che i due figli delle rispettive casate si sarebbero un giorno sposati. E così Lianne tenta l’ultima chance scrivendo all’erede dei Lionfield ricordandogli quell’antico accordo tra i loro genitori. Hayden, che in quegli anni si è distinto valorosamente sul campo di battaglia, tiene fede alla parola di suo padre e va a Deerstone , sposando Lianne e ristabilendo la legge e l’ordine nelle sue terre. Sarà proprio alla Rocca del Cervo, dove già una volta aveva trovato rifugio dall’orrore del tradimento e della morte della sua famiglia, e grazie all’amore di Lianne che crescerà giorno dopo giorno, dopo aver imparato a conoscere quell’uomo così tormentato, che Hayden troverà la sua pace interiore e potrà dire addio ai fantasmi del suo passato. A Deerstone infatti, nonostante  le difficoltà che la circondano, Lianne ha saputo creare un feudo quasi magico, proteggendo la sua gente dentro le mura del castello, dove tutto funziona quasi alla perfezione e dove grazie all’aiuto e alla devozione delle sue dame e del suo cavaliere Sir Giles e di tutti gli altri uomini del castello, la vita ha potuto continuare a scorrere più o meno tranquilla nonostante le difficoltà esteriori.
Il Castello dei sogni, non è solo la bella storia d’amore che nasce tra il leone dormiente Hayden, e la dolce cerbiatta Lianne che saprà conquistarlo, ma è anche una storia di amicizie e di devozione, quella devozione che Hayden saprà conquistarsi anche dagli uomini che hanno servito Lianne prima del suo arrivo, e quell’amicizia che lo lega a Sir Benjamin, il drago come viene chiamato nel regno a causa di una brutta ustione che deturpa il suo bel volto, che con lui ha condiviso la notte della presa del suo feudo e le battaglie per riconquistarlo. La forza di questo libro, oltre ai protagonisti, infatti sono anche i personaggi secondari, talmente ben delineati, così affascinanti che ti fanno sperare di poterli rincontrare in altri libri. E ce ne sono davvero più di uno che vanno a colpire la fantasia delle lettrici,oltre al cavaliere Benjamin, l’esempio tipico del cavalier cortese; infatti oltre a lui abbiamo personaggi ineressanti quali Jamie Lamartes, il giovane pupillo di Lord Lionfield, il misterioso bardo Christian, le damine di Lianne, Lady Elise e Lady Margaret, e poi c’è lei, che darà il titolo a tutta la saga: la strega scalza. E’ lei che profetizza ad Hayden fanciullo il suo ritorno a Deerstone, è lei, non per egoismo, ma perchè sa che dovrà andare così, che lascia Lianne ad occuparsi del suo feudo, consapevole che quello è il destino di sua figlia. E’ grazie a lei, al  suo personaggio,che ci troviamo a vivere tra Mediovevo reale, con le battaglie e le lotte per il potere, e il Medioevo magico degli antichi dei(anzi della Dea), dei druidi e delle sacerdotesse, un tema appena accennato, ma che aleggia sicuramente per tutto il libro e anche in quello seguente.

E tutto questo è nato dalla bravura della nostra Angela White, che ha saputo davvero ricreare in un piccolo libricino tutti gli aspetti di un’epoca, dai più brutali ai più magici, che ha saputo darci una storia affascinante e coinvolgente come ce ne sono poche e ha saputo delineare personaggi e luoghi che ti restano dentro per sempre.Un esordio che meglio di così non poteva andare!!!

DI GHIACCIO E D’ORO

Rimasta orfana, Arabelle viene mandata al castello di sua zia, lady Megan. Qui conosce Bryan, figlio illegittimo del lord, di poco più grande di lei. L’incontro suscita in entrambi i giovani un profondo turbamento, ma la fanciulla viene destinata al monastero. Cinque anni dopo, Arabelle è ormai pronta a prendere i voti: prima di entrare per sempre in convento le rimane solo un’estate, durante la quale incontra di nuovo Bryan. Ma il ragazzo di un tempo è divenuto un uomo d’arme duro e sprezzante, che però non l’ha mai dimenticata. Ed è ora disposto a tutto pur di averla…

Sono certa che chiunque abbia preso questo secondo libro, dopo aver letto Il castello dei sogni, si sarà aspettato -come la sottoscritta- di trovare come protagonista qualcuno dei personaggi secondari che avevamo già incontrato, magari Benjamin, e invece non è così. Ci troviamo due personaggi completamente nuovi e una diversa ambientazione, ma il legame con il libro precedente è dato dal personaggio della “strega scalza” di cui qui sapremo qualcosa di più, ad esempio cosa ne è stato di lei dal momento in cui si era allontanata dal suo castello. Ritroveremo inoltre anche i personaggi di Jamie e Christian il bardo. Anche qui però avremo un pregevole esempio delle capacità dell’autrice di ricostruire un mondo e un’epoca: saremo portati in un mediovevo fatto di tornei, di cavalieri erranti e gesta cantate nelle canzoni cavalleresche, armature scintillanti e scontri senza quartiere, ma anche il medioevo “magico” delle arti da guaritrice e la conoscenza  delle erbe mediche che la strega trasmetterà ad Arabelle. A far da palcoscenico questa volta nel castello di Torquil Manor, dove conosceremo i suoi abitanti tra cui Bryan, figlio illegittimo del cadetto della famiglia, il suo irriverente e scanzonato cugino Richard l’erede designato del feudo, e Arabelle, nipote della “matrigna” di Bryan, destinata ad una vita monastica. Ma il destino, così come la strega ha visto nelle fiamme, riserva qualcosa di diverso per la giovane…
Anche questo è un libro veramente dolce e romantico e la storia tra i due protagonisti, sin dal loro primo incontro, quando erano ancora dei ragazzi, promette forti emozioni. I loro incontri più che di parole sono fatti di gesti e di sguardi: lo sguardo d’oro, caldo e avvolgente di Bryan, e lo sguardo di ghiaccio e altezzoso di Arabelle. Ma quegli sguardi nascondo il sentimento
più forte, la magia più potente che anche col passare del tempo e la lontananza non farà altro che crescere, fino all’inevitabile conclusione, così come le fiamme avevano rivelato.  Anche questo romanzo come il primo è davvero molto bello e ci farà conoscere personaggi che restano nel cuore e che speriamo di incontrare di nuovo.

LA ROSA DEL DRAGOla rosa del drago
L’amore di un cavaliere
non conosce confini

Figlia illegittima di un nobiluomo, Shayla ha passato in convento la maggior parte della sua vita. Dopo la morte del padre, e prima che possa farsi suora, lo zio lord Seraphin manda un gruppo di mercenari a prenderla. Progetta infatti di offrirla in dono a Enrico Plantageneto, giovane re d’Inghilterra, per ingraziarselo. Al corrente delle sue cattive intenzioni, la fedele e anziana serva Fia, che accompagna il drappello, aiuta Shayla a scappare sfidando il volere del lord. Ma nella fuga il cavallo si imbizzarrisce, e Shayla sarebbe perduta se non fosse per l’intervento audace di un affascinante cavaliere. Il suo nome è Benjamin, noto in tutto il regno come il drago di Kingsden. Un drago determinato a combattere contro ogni intrigo, pur di proteggere la misteriosa fanciulla che il destino gli ha fatto incontrare…

Ed eccoci all’ultimo romanzo uscito -ma probabilmente non l’ultimo della serie- quello che forse tutte le lettrici aspettavano: la storia di Sir Benjamin, il drago di Kingsden, il cavalier cortese dal volto devastato, ma dall’animo dolce e dalla bocca che sa pronunciare parole dolci come il miele. Nonostante l’orribile ferita che Benjamin reca sul volto, la strega ha profetizzato per lui,nei i giorni in cui ancora fanciullo lo salvò e accolse lui ed Hayden al suo castello, che la fanciulla più bella del regno sarebbe stata sua. E così sarà: Shayla è una ragazza bellissima, destinata dallo zio a divenire omaggio per il re d’Inghilterra, e poi essere rispedita in convento. Ma il destino ci mette lo zampino e Shayla, che viene fatta fuggire dalla fantesca incaricata di portarla al castello dello zio, incontra sulla sua strada Benjamin che si metterà al suo servizio. Lei lo amerà sin da subito, ma lui che ha ancora nel cuore e nell’anima l’orrore della notte in cui salvò il suo padroncino Hayden- ma vide morire i suoi cari e la giovane donna che amava, di un amore innocente e fanciullesco- dice a Shayla che non potrà amarla. Dopo le difficoltà iniziali anche l’armatura di Benji cederà e proprio nelle ultime pagine (uh mi ha fatto davvero sospirare fino all’ultimo) dichiarerà il suo amore alla donna che il destino ha scelto per lui, la sua “rosa preziosa”. Così come ne “Il castello dei sogni” fu Benji ad aprire gli occhi e il cuore di Hayden all’amore per la sua donna, dicendogli che ora che aveva moglie e una moglie che lo amava, non doveva più combattere come se cercasse la morte per trovare la pace, anche qui un bel dialogo tra i due sarà precursore dell’apertura di Benji verso la sua dama. Come i libri precedenti ogni parola, ogni gesto di questo libro è permeato di romanticismo e dolcezza, pura poesia per gli occhi e per il cuore. Non si possono leggere questi libri e non innamorarsi dei personaggi che vengono descritti così sapientemente. Ovviamente anche in questo libro ritroveremo vecchie conoscenze; è stato piacevole ritornare a Deerstone dove il leone ora ha la sua tana accanto alla sua dolce cerbiatta, ritrovare lo scanzonato Richard Torquil, che prima di tornare al suo castello ha voluto vivere un’avventura da cavaliere errante, ritrovare la strega scalza che ha pronunciato un’altra delle sue profezie, questa volta a Lady Margaret una delle dame di Lianne, e via via vecchi e nuovi personaggi che sono andati ad aggiungersi a questa che ormai personalmente considero come una famiglia letteraria.

Penso che questo non sia assolutamente l’ultimo libro della serie, di materiale e di personaggi ce ne sono tanti e già potremmo prevedere le nuove coppie protagoniste – Jamie ed Elise? Margaret e Richard? o forse no, perchè anche nei precedenti libri si presagivano coppie che poi sono state disattese – oppure l’autrice ci sorprenderà con  nuovi amori e nuovi personaggi e magari ci svelerà qualcosa di più anche su quelli vecchi; ad esempio io trovo molto affascinante la figura di Christian il bardo, e mi piacerebe davvero sapere qualcosa in più su di lui. Sono certa, che viste le premesse, la White non ci deluderà e saprà regalarci altri piccoli gioielli come questi trasportandoci nel suo magico medioevo.

Akbar. Il Grande Imperatore dell’India in mostra a Palazzo Sciarra a Roma

Akbar-a-roma (5)La Fondazione Roma,con sede a Palazzo Sciarra in Via del Corso,offre fino al 3\2\2013 un’esposizione mai realizzata prima d’ora e unica al mondo per numero delle opere presentate e completezza temporale che celebra il sovrano che trasformò l’India in una terra ricca e affascinante. Akbar-Il Grande Imperatore dell’India è una rassegna che comprende più di 130 opere prodotte durante il regno del più grande imperatore dellʼIndia degli ultimi 2000 anni.

Il regno di Jalaluddin Muhammad Akbar durò dal 1556 fino alla morte ed egli fu il più importante imperatore Mughal,il 3° della sua stirpe, divenuto Akbar – cioè il Grande – grazie all’impegno militare e alle molte conquiste, ma anche alle riforme amministrative, alla sua capacità di far convivere religioni diverse e di divulgare allʼinterno del proprio regno cultura, arte e bellezza.  Ad accogliere il visitatore  un’atmosfera suggestiva e magica che rievoca i palazzi d’oriente con luci soffuse e arabeschi. Divisa in cinque sezioni, l’esposizione rievoca l’ambiente storico-sociale dell’epoca e il favoloso splendore della corte moghul, attraverso dipinti, illustrazioni di libri, rarissimi tappeti, oggetti e armi tempestate di pietre preziose. La parte del leone la fanno soprattutto i dipinti e le illustrazioni, ma anche i manufatti, benchè in numero minore, sono veramente pezzi rari e preziosi,c he allietano l’occhio del visitatore con la loro pregevole fattura e la ricchezza della lavorazione. La parte che mi ha oiù colpita infatti è la stanza dove sono esposti coltelli, scimitarre e scudi, finemente lavorati, che sono veramente una gioia per gli occhi.

La mostra  vuole sottolineare i successi culturali e artistici dell’imperatore, oltre a quelli politico-militari( I e II sezione, dedicate a vita di corte, governo e politica e all’urbanistica, alla costruzione della sua capitale Fatehpur Sikri,  la Città della Vittoria) e  il profondo spirito religioso unito allʼapertura mentale, nei confronti di tutte le fedi con cui venne in contatto(come vedremo nell’ultima sezione della mostra).Inoltre ci mostra anche l’ influsso indiano nell’arte europea del Sette e Ottocento. Insomma,per la prima volta in Italia ci troviamo di fronte ad un personaggio precursore delle relazioni internazionali, ottenute attraverso il dialogo artistico,culturale e religioso, e ripercorreremo la sua vita e le sue gesta attraverso libri e dipinti ammirando la sua influenza sull’arte e la vita del suo tempo e del suo paese. La mostra è inoltre un’occasione per scoprire le meraviglie dell’India del passato.Una mostra sicuramente diversa da quelle che siamo abituati a vedere, e che proprio per questo merita di essere vista.

Published in: on 11/12/2012 at 20:55  Lascia un commento  

Per l’angolo del romance:”L’ultimo libertino”:Loretta Chase e i suo eroi debosciati :)

Per chi ama i romance,sicuramente il nome di Loretta Chase farà accendere più di una lucina. Se poi aggiungiamo anche un titolo in particolare,ovvero “Il Lord della seduzione” allora le lucine iniziano a lampeggiare stile albero di Natale(visto che siamo in periodo ).Bene,recentemente,dopo ben 14 anni di attesa,in Italia si son decisi a tradurre e pubblicare il romanzo della Chase che è considerato una sorta di seguito del Lord della seduzione,ovvero “L’ultimo libertino” (The last hellion).Come avevo già avuto modo di scrivere in un articolo precedente,questi romanzi fanno parte di una serie intitolata “Scoundrels” (qui) e sono legati da alcuni personaggi ricorrenti(uno in particolare che negli altri due libri è protagonista),mentre in quest’ultimo libro abbiamo uno stretto legame con i protagonisti de “Il Lord della seduzione“.Di questa saga mi sono piaciuti proprio tutti i libri,forse Il Lord,al momento della lettura era stato quello che mi aveva un po’ deluso,in quanto mi aspettavo,forse per via delle letture di quel periodo e gli altri titoli della saga,un romanzo più movimentato e invece mi trovai di fronte ad un romance regency puro.Ma ri-dando uno sguardo al libro,per stabilire i collegamenti con L’Ultimo libertino e poi leggendo quest’ultimo,devo dire che ho rivalutato anche il Lord della seduzione.Sicuramente la Chase,quando si tratta di mettere in tavola le personalità dei suoi personaggi è una maestra e oltretutto con la sua scrittura frizzante ci fa anche divertire.Infatti leggendo il libro non si può non sorridere durante gli scontri verbali dei due protagonisti e gli appellativi che si danno l’un l’altro. Ricordano molto gli scambi tra Dain e Jessica i protagonisti de “Il lord..”. Anche qui,il personaggio maschile,Vere Mallory Duca di Ainswood, canaglia,come tutti i Mallory, è uno dei più grandi libertini di Londra(nonchè migliore amico di Sebastian Ballister Marchese di Dain,conosciuto anche come il “ più grande puttaniere della cristiniatà“),che non si è mai innamorato, è diventato duca quasi per caso, dopo una sequela di morti premature, ultima quella di un bambino di 8 anni, che l’hanno profondamente colpito nell’animo e si dedica a bagordi e vizi, senza curarsi di niente, anzi quasi divertendosi a finire negli scandali. Lei invece,la Dragonessa Lydia, è una tigre di donna,indipendente e intelligente, fa la giornalista e si occupa dei più bisognosi, fuma, fa a pugni e si veste da uomo per le sue indagini giornalistiche.Un po’ anacronistica forse, sicuramente antesignana dell’emancipazione femminile.I loro incontri sono veri e propri fuochi d’artificio.Ma poi, dalle scintille iniziali nasce qualcosa di diverso, attrazione fisica sicuramente, che pian piano si trasforma in amore, che mette in subbuglio entrambi i nostri eroi.Lei, che non vorrebbe rinunciare alla sua libertà per un uomo,che ritiene di non stimare e non poter amare-è solo una questione fisica si dice,certo lui è attraente,ma è una canaglia- e lui, che si trova a combattere con le pene d’amore quasi al pari di un adolescente alla prima cotta,che si trova imbarazzato davanti ad una donna quasi come se non ne avesse mai vista una  in vita sua. Tra un battibecco e l’altro i due capitoleranno e dovranno affrontare anche qualche guaio e loschi personaggi.Infatti il libro,oltre che movimentato dai brillanti e vivaci scambi di battutedi Vere e Lydia sarà movimentato anche da una fuga di due fanciulle un po’ “birbanti”(delle Mallory d’altra parte, il sangue non mente) e dal segreto della nascita di Lydia,che a dire la verità, sul finale si è un po’ complicato andandosi ad ingarbugliare, ma non ha comunque guastato la bellezza del libro. Pur non essendo i due protagonisti,il prototipo di personaggi che preferisco(come avevo avuto modo di dire nell’articolo precedente sui libri della Chase, non riesco a farmi piacere più di tanto il libertino e l’eroina troppo emancipata come personaggi,preferisco altri tipi di eroi in generale) il libro mi è piaciuto molto e nonostante le lettrici italiane abbiano dovuto aspettare 14 anni per vederlo pubblicato, e  appunto sia un romance un po’ “datato” e vecchio stile, non resteranno deluse così come non lo sono stata io, perchè come ho detto è un libro molto divertente e con una buona dose di sentimentalismo, ci si diverte e ci si comuove allo stesso tempo. Inoltre,  fa piacere rivedere nella seconda parte del libro il marchese di Dain, Lord Sebastian Ballister, quel Lord Belzebù (chiamato amichevolmente Belz da Vere), che tanti cuori ha fatto battere. Aggiungo che secondo me, ad aver aspettato tanto ci sia stato anche un lato positivo: ovvero la copertina del libro. Infatti questa, in linea con una politica che ultimamente ho trovato un po’ diversa riguardo ai romance, con copertine più semplice, più romantiche e con meno avvinghiamenti e nudi, mi è piaciuta molto rispetto alle tre copertine dei libri precedenti della saga(le potete vedere nel post apposito linkato sopra) che erano veramente pessime!!!

Quindi, se ancora non avete conosciuto “L’ultimo libertino” di Londra e la sua Dragonessa e avete voglia di rivedere Lord Belzebù e consorte, non vi resta che prendere questo meraviglioso libro e lasciarvi trasportare in una deliziosa storia.

Ps:nella saga appare anche un altro titolo (The Mad Earl’s Bride del1995)…ci sarà da aspettare altri 14 anni?Senza contare che le lettrici anelano anche ad una ristampa de “Il Lord della seduzione”(e anche la sottoscritta visto che lo ha potuto leggere solo in digitale) visto che penso sia il libro più ricercato e costoso nel mercato dell’usato(ho letto di cifre allucinanti per questo libro).Che dire a tal proposito? Agli editori l’ardua sentenza…

La trama del libro:

LULTIMOLIBERTINOVere Mallory, duca di Ainswood, il più grande libertino d’Inghilterra, ha dissipato la giovinezza fra alcol e belle donne in una spirale che sembra condurlo al baratro. Finché un giorno due occhi di ghiaccio trafiggono i suoi: sono quelli della bellissima Lydia Grenville, indomita giornalista che si è messa al servizio dei più bisognosi, donne e bambini dei bassifondi. A Vere è sufficiente rubarle un bacio per percepire la passione che si cela in lei, in apparenza fredda e misteriosa. Ma Lydia non può permettersi di cedere alla seduzione di quell’uomo impossibile, fermamente intenzionato a vincere la dura corazza che si è costruita nel corso degli anni. Se solo riuscissero a superare i loro intimi turbamenti, potrebbero finalmente schiudere insieme la porta della felicità…

Published in: on 04/12/2012 at 12:46  Lascia un commento