Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del ‘400

La stagione espositiva alle Scuderie del Quirinale quest’anno si è aperta con la mostra “Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del ‘400″ il 5 ottobre e durerà fino al 15 gennaio 2012 (salvo proroghe,quindi vi consiglio di affrettarvi perchè, come sempre in questo spazio espositivo, la mostra val la pena di essere vista).

La mostra si propone di presentare uno dei più grandi e talentuosi pittori del 400,figlio illegittimo di un altro grande pittore,Filippo Lippi,e allievo e poi compagno di lavoro di Sandro Botticelli.Troviamo infatti durante il percorso espositivo anche alcune opere del padre e del maestro oltre a quelle di Filippino,per un totale di circa 40 opere tra affreschi,pale d’altare e bozzetti preparativi.

Nato a Prato verso il 1457 dalla relazione clandestina di Fra Filippo Lippi con la monaca Lucrezia Buti, Filippo, chiamato Filippino per distinguerlo dal padre, pittore dei più famosi e apprezzati del suo tempo, divenne a sua volta un artista di primissimo livello, cui il Vasari riserva parole di elogio per il “tanto ingegno” e la “vaghissima e copiosa invenzione”.

Dopo la morte del padre nel 1469,il giovane Filippino entra nella bottega di Botticelli,che a sua volta era stato allievo di fra Filippo, e il suo ruolo appare fin da subito come quello di collaboratore alla pari e non semplice ragazzo di bottega, per divenirne poi un rivale temibile nell’ultimo ventennio del quattrocento, apprezzato sempre più dai Medici e dai loro sostenitori come dai seguaci del Savonarola e i repubblicani.

Si differenzia dallo stile del “maestro”  con opere pervase da una grazia malinconica e un’inquietudine capricciosa. Alla fine degli anni 70 e gli inizi dell’80, Filippino prende la propria strada e ottiene l’incarico di completare gli affreschi della Cappella Brancacci,opera di Masaccio e Masolino,facendosi sempre più strada e ottenendo,dopo il declino del Botticelli dovuto ad una crisi personale, il favore della corte di Lorenzo de Medici,attraverso anche all’amicizia e la stima del ricco banchiere Filippo Strozzi grazie al quale otterrà la commissione per affrescare la Cappella Strozzi a Firenze in Santa Maria Novella e la Cappella Carafa nella Chiesa di Santa Maria sopra Mineva a Roma.Nei due cicli pittorici la sua fantasia sbrigliata e capricciosa emerge sicura, tanto da farne un maestro di grande modernità.

In mostra come dicevo abbiamo una raccolta di circa 40 opere che vanno da pale d’altare come la Pala della Badia di Firenze con l’Apparizione della Vergine a San Bernardo,alle bellissime Madonne,fino al periodo mistico della committenza del Savonarola nel quale notiamo toni più cupi e malinconici.Si passa per tante scene religiose e mitologiche,attraverso ritratti perfetti e dolcissimi volti, per quadri assai belli che per la prima volta è possibile ammirare tutti insieme.

La mostra è la celebrazione di un artista che forse è sempre stato un po’ offuscato dalla fama del suo maestro Botticelli e dal genio di Leonardo,ma non ha nulla da invidiare e anzi molto recentemente il suo talento è stato rivalutato superiore a quello del Botticelli.Probabilmente il nome di quest’ultimo funge un po’ da richiamo per la mostra e per il grande pubblico che tende a conoscere di più l’autore della “Primavera”,ma è un esca che serve per far conoscere un altro pittore di grandissimo talento che ci regala quadri intensi con figurine guizzanti ammantate di una grazia ultraterrena e un alone di dolente malinconia,ma allo stesso tempo pennellate forti e decise con colori vivaci e potenti che incantano l’occhio dell’osservatore e che lo fanno restare estasiato di fronte alla dolcezza di alcune immagini di questo grande autore.

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Published in: on 18/12/2011 at 17:02  Lascia un commento  

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