La realizzazione di un sogno:incontro con Wilbur Smith.

Si è tenuto a Roma,nella splendida cornice della Basilica di Massenzio,il Festival delle Letterature giunto quest’anno alla sua X edizione.Avendo sbirciato il programma già più di un mese fa ero venuta a conoscenza del fatto che la sera del 21 giugno sarebbe stato presente Wilbur Smith,l’autore di tanti best-sellers di avventura,tra cui “Il Dio del Fiume”, “Il Settimo Papiro”, “Uccelli da preda” “Monsone”, e tanti altri innumerevoli libri.Ma Wilbur Smith non è solo questo:si da il caso che sia anche uno dei miei auoti preferiti-dei contemporanei sicuramente il  mio preferito-e quindi non potevo perdere qusta occasione di vederlo,visto che già altre volte l’occasione mi era sfuggita(infatti le ultime due volte che è venuto a Roma a presentare i suoi due ultimi libri,”Il destino del cacciatore” e “La legge del deserto” l’ho sempre saputo troppo tardi).Stavolta non potevo perderlo e soprattutto desideravo tanto farmi autografare la mia copia de “Il dio del fiume” che è in assoluto il mio libro preferito.

E così insieme a mia mamma e ad un’amica mi sono recata a Massenzio per assistere alla serata.L’attesa è stata di circa due ore,sono voluta arrivare appena aprivano i botteghini dove si prendono i biglietti per la serata ,alle 19 e lo spettacolo iniziava alle 21,ma volevo essere tra le primissime file per godermi tutto da buona posizione.Nonostante le due ore il tempo è passato velocemente,tra una chiacchiera e l’altra con altre persone in fila, sugli autori preferiti,le passate edizioni ,le nostre letture ecc.

Poi siamo entrati ci siamo seduti e abbiamo aspettato che iniziasse la performance.Ogni sera si sono alternati sul palco due autori con degli inediti,accompagnati da attori o altri personaggi che hanno letto insieme a loro e introdotti da un accompagnamento musicale.
Prima di Smith quindi è toccato ad un altro autore,italiano,Michele Mari,che confesso,non conosco se non di nome.

Acompagnato dall’attrice Michela Cescon ha letto due racconti inediti che saranno pubblicati il prossimo anno in una sua raccolta.Due racconti di stile,come possiamo dire..gotico-horror?Mi viene in mente questo termine.Il 1° aveva per protagonista i fratelli Grimm,i due che tutti conosciamo,più un terzo fratello,malato,quesi folle.L’ispirazione per le fiabe dei Grimm,popolate di orchi,mostri ecc probabilmente veniva dalla testa del 3° fratello se non addirittura da un altro personaggio ancora che ci sarà svelato nel finale del racconto…

Il 2° racconto è ambientato a Villa Diodati sul lago di Ginevra dove 4 persone sono riunite in una notte di tempesta e per ingannare il tempo lanciano una sfida letteraria.Vi ricorda niente questa storia?ebbene si quelle quattro persone erano proprio Byron,Shelley con sua moglie Mary e John Polidori segretario e amico di Byron(che coincidenza ritrovare dei personaggi che come potete leggere qualche post più sotto mi hanno tenuto compagnia nelle mie ultime letture e visite culturali) E quella notte come tutti sappiamo presero forma due capisaldi della letteratura gotica: Frankenstein della Shelley e Il Vampiro di Polidori.Stranamente invece i due poeti più dotati da quella sfida non riuscirono che a tirare fuori dei frammenti.Ma se Polidori  per il suo vampiro, Lord Ruthven, si è ispirato alla figura di Byron,Mary Shelly ,per il mostro filosofo del Frankenstein a chi si è ispirata?Svelerà alla fine del racconto al suo amico Polidori,chi è la sua fonte di ispirazione…

 

Questi due racconti e la loro interpretazione da parte dell’autore e dell’attrice che lo accompagnava mi sono piaciuti moltissimo e mi hanno tenuta incollata alla sedia.

 

Subito dopo la fine e un intermezzo musicale è stata la volta di Wilbur Smith.Dapprima l’attrice Michela Cescon ha letto un  brano tratto dal libro”Il destino del cacciatore” ,dopodichè Smith è entrato in scena proponendoci il suo inedito letto da lui in inglese e tradotto sul maxischermo.Un brano bello ed emozionante come lo sono i suoi racconti.Un’introduzione sul valore della parola per noi umani,che a differenza dei suoni per gli animali,ci trasmette ormai da secoli emozioni,storie,tradizioni.La parola è quella cosa attraverso la quale noi conosciamo la storia,gli eroi e le eroine.Il primo poeta,padre della nostra letteratura,Omero ,attraverso i suoi poemi epici altro non ci racconta che le vicende di uomini,eroi ed eroine del nostro passato.E così anche Smith attraverso la parola ci racconta quste affascinanti storie.E se a volte ci capita di chiederci da dove prende la sua ispiraazione,presto detto:dalla sua esperienza diretta.Infatti come saprete Smith è nato in Africa, terra che fa da sfondo a tutti i suoi romanzi.La sua è stata una vita avventurosa sin da bambino,ma soprattutto la vita di suo padre è stata veramente una vita degna di un romanzo.E così ci ha raccontato un episodio di una caccia al leone,quando il padre si è trovato faccia a faccia con una feroce fiera che di notte era penetrata nell’accampamento insieme a due femmine.Nel raccontare la storia e l’esito,felice per il cacciatore,un po’ meno per le fiere, ho davvero rivissuto le pagine dei suoi libri in cui i personaggi si erano trovati in situazioni simili.Ha detto che un giorno forse scriverà un libro su suo padre.Penso che sarà come sempre un capolavoro.

Finita la serata Wilbur Smith si è fermato a firmare autografi e finalmente lì ho potuto realizzare il mio sogno:stringergli la mano,ringraziarlo in un inglese stentato ahimè,per i suoi splendidi romanzi e per le emozioni che ci regala e farmi auotgrafare “Il dio del fiume” che ho tenuto a precisargli essere il mio libro preferito(avrei tanto voluto dirgli qualche cosa in più soprattutto sull’ultimo libro della saga egizia,che per carità scritto bene ,divinamente come al solito,ma mi aveva molto deluso come storia-l’avevo definito un fantasy ambientato in Egitto-,ma ahimè l’inglese è quel che è e nonostane accanto a lui ci fosse un traduttore non è che potevo monopolizzare la sua attenzione con lunghi discorsi).Ho fatto autografare anche per mia madre “Monsone” altro libro meraviglioso.Quando son risucita ad uscire dala folla che si era accalcata accanto al tavolo dove firmava i libri avevo le mani che mi tremavano per l’emozione.Può sembrare stupido,banale,forse a molti incomprensibile,ma mi ha davvero emozionato conoscere così da vicino quest’uomo che con le sue storie mi ha fatto emozionare,piangere,stare col fiato sospeso,e viaggiare con la fantasia in luoghi e tempi meravigliosi.

Credo che conserverò per sempre il ricordo della serata e oggi a distanza di 12 ore ancora mi riguardo quella copia del mio libro con orgoglio e sento di avere tra le mani qualcosa di veramente speciale che conserverò per sempre come una delle più preziose reliquie letterarie che una persona possa possedere 🙂

 I testi inediti letti dai due autori e dagli autori presenti nelle altre serata si possono trovare su http://www.festivaldelleletterature.it/it/programma/

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Published in: on 24/06/2011 at 17:15  Lascia un commento  

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