Viaggio nel Romanticismo inglese-Visita alla Shelley&Keats House

In questi giorni i miei “compagni di lettura” sono stati i tre poeti inglesi protagonsiti del primo Romanticismo,ovvero George Byron,John Keats e Percy Bhisse Shelley.Il tutto è nato per caso con un piccolo libricino che mi è balzato agli occhi mentre aspettavo delle amiche e ingannavo il tempo in libreria.Il libro si intitola “I ragazzi che amavano il vento” a cura di Roberto Mussapi.Poco più di un centinaio di pagine per un libro diviso in due parti. La prima è un vero e proprio romanzo breve che racconta il segmento italiano della vita dei tre poeti; la seconda è un’antologia che ripercorre i motivi che hanno ispirato la scelta italiana: la luce, l’acqua, l’aria, quel volare alto e leggero che sembra attraversare come un tema comune l’opera dei tre autori. Devo dire che il libro non ha soddisfatto pienamente la mia voglia di saperrne di su questi poeti e le loro vite così affascinanti seppur brevi e così ho pensato di procurarmi altri libri e in particolare i libri delle loro lettere per conoscere meglio queste tre personalità.

Così ho conosciuto meglio le vite,brevi ma intense di questi poeti legati da una conoscenza e amicizia non profondissima a dir la verità,ma soprattutto legati dall’ineluttabilità del destino delle loro tragiche morti.

Infatti se Byron e Shelley erano venuti in Italia per diletto,il giovane Keats giunse in Italia prima a Napoli e poi a Roma per cerare di alleviare le pene della sua triste malattia,la tubercolosi che già aveva portato via sua madre e suo fratello e che strapperà lui ai suoi affetti all’età di 25 anni.Keats passò gli ultimi mesi della sua vita insieme all’amico Jospeh Severn,pittore(che èsepolto accanto a lui) proprio nella casa di P.za di Spagna.Keats è sempre stato considerato uno dei principali esponenti del Movimento Romantico e la sua fama di poeta è cresciuta continuamente, sopravvivendo ai vari mutamenti di gusto. Il suo epistolario, pubblicato nel 1848 e poi nel 1878, è apprezzato quanto la sua poesia. Le lettere raccolgono, con ingegno ed entusiasmo, eventi quotidiani e le più profonde riflessioni sull’amore, la poesia e la condizione umana.

Keats e Shelley si conoscevano ed erano amici seppur non un’amicizia profonda,ma la morte di Keats colpì profondamente Shelley tanto e vero che a lui dedicò l’eccezionale elegia Adonais .

Temerario e brillante nelle sue poesie come nella vita, Shelley produsse la maggior parte dei suoi capolavori in meno di una decade. Annegò al largo della costa toscana all’età di ventinove anni.

Shelley si sposò due volte, sebbene disapprovasse l’istituzione del matrimonio, come pure quella della famiglia reale, il mangiar carne e la religione. La prima moglie Harriet si annegò; la seconda moglie fu Mary Shelley, figlia di Mary Wollstonecraft e William Godwin. Shelley fuggì con lei, quando quest’ultima aveva solo sedici anni, e con la sorellastra Jane “Claire” Clairmont quindicenne: la loro relazione a tre durò per otto anni. Trascorsero l’estate del 1816 con Byron, sul lago di Ginevra, dove Mary iniziò la stesura di Frankenstein. e dove prese vita anche un altro libro entrato nella storia:”Il vampiro” di John Polidori amico e segretario personale di Byron che si trova li con loro.Tormentato dai creditori, di salute cagionevole e “detestato dallasocietà”, Shelley si stabilì, nell’estate del 1818, definitivamente
in Italia e l’anno successivo vide  la sua migliore e più varia produzione poetica.Nell’aprile 1822, si trasferì in una casa isolata sulla baia di Lerici. Annegò, nel luglio1822, nella sua piccola barca l’Ariel insieme ad altre due persone, al ritorno da una visita a Byron e a Leigh Hunt a Livorno. Le circostanze dell’incidente rimangono misteriose e alcuni hanno suggerito che Shelley non abbia cercato di salvarsi dal naufragio perché intendeva morire.In effetti Shelley aveva uno strano rapporto con l’acqua :amava stare nell’acqua,ma non sapeva nuotare.Si dice che un’altra barca cercò di dissuaderlo dal partire da Livorno con il mare in tempesta e di trarlo in salvo,ma lui rifiutò.Ritrovarono il suo corpo 10 giorni dopo con in tasca un libro delle poesie di Keats.

Chi invece aveva un altro rapporto di amore con l’acqua era Byron.Byron però sapeva nuotare e anche bene e compì imprese di nuoto memorabili,come l’attraversata dello stretto dei Dardanelli.

George Gordon, sesto barone, era il figlio del capitano John Byron, ‘Mad Jack’. Quest’ultimo fuggì con Lady Carmarthen e la sposò; dalla loro unione nacque Augusta, che rivestì un ruolo molto importante nella vita di Byron. Come sua seconda moglie, il Capitano Byron sposò la scozzese Catherine Gordon of Gight, che fu la madre di Byron.Dopo la sua formazione ad Harrow e a Cambridge, viaggiò attraverso l’Europa, visitando Portogallo, Spagna, Malta e Grecia; attraversò a nuoto l’Ellesponto e, in quei luoghi, giunse alla decisione di sostenere la liberazione della Grecia dai Turchi, impegno che lo portò a ritornare in quella terra e poi alla morte.La sua vita tumultuosa(si dice che ebbe anche una relazione incestuosa con la sorellastra,situazione che lo divise dalla moglie Annabella Milbanke dalla quale ebbe una figlia,Ada)lo fece abbandonare l’Inghilterra e lo portò in Italia in particolare a Venezia.Nel suo soggiorno a Ginevra invece come abbiamo detto intensificò i rapporti con Shelley ed ebbe una relazione con la cognata di lui Claire Claremont dalal quale ebbe una figlia,Allegra.A Venezia invece incontrò nel 1818 egli incontrò Teresa Guiccioli, alla quale si affezionò profondamente; nel 1821, ella lasciò il marito per lui. Shelley convinse Claire Claremont a mandare Allegra da Byron, ritenendo che avrebbe tratto beneficio dalla ricchezza e dalla condizione del padre. Byron la tenne con sé ma, poco dopo, si stancò di lei e la mandò in un convento dove morì, nel 1822, all’età di cinque anni. Questo evento causò una rottura tra Byron e Shelley poco prima della morte di quest’ultimo anche se Byron poi si recò a riconoscere il corpo dell’amico.

Preso dal suo impegno per la Grecia e sentendo che l’azione era più importante della poesia, nel luglio 1823, Byron si imbarcò.La sua dedizione alla causa greca elettrizzò la gioventù europea e centinaia di giovani si affrettarono ad accompagnarlo. La sua morte per una febbre a Missolonghi, nell’aprile 1824, fu pianta in tutta Europa e segnò l’apoteosi del Romanticismo. Il suo corpo fu rifiutato sia dal decano di Westminster che da quello di Saint Paul e venne sepolto nella tomba di famiglia ad Hucknall Torkard, nei pressi di Newstead.

Dpo questa ricera bibliografica e l’approfondimento in teoria delle vite di questi personaggi mi son detta:ma perchè non visitare la casa di Shelley e Keats in Pza di Spagna?Sapete quante volte ci sarò passata l’ho sempre guardata distrattamente e mi son ripromessa un giorno di andarci e non l’ho mai fatto?Bene l’altro sabato,complice anche una giornata che non ha permesso di avventurarsi verso il mare ne ho approfittato e sono andata a visitarla(non prima di essere passata anche al Cimitero Acattolico a Testaccio dove i due poeti Shelley e Keats riposano e dove le loro tombe sono meta di molti visitatori inglesi e non solo).L’esterno dell’edificio è esattamente com’era quando Keats arrivò a
Roma per trascorrere gli ultimi mesi di vita, nel vano tentativo di rallentare le ineluttabili conseguenze della tubercolosi. Aperta al pubblico nel 1909, la Casa contiene una ricca collezione di quadri, sculture, manoscritti, oggetti e prime edizioni che ricordano la vita di Keats, Percy Bysshe Shelley e Lord Byron.Altri pezzi importanti della collezione sono: un reliquiario contenente una ciocca di capelli di John Milton e di Elizabeth Barrett Browning, una maschera di carnevale in cera di Lord Byron, e manoscritti di Oscar Wilde, Mary Shelley, William Wordsworth, Robert Browning, e Joseph Severn, l’amico e compagno di viaggio di Keats.
La Casa contiene una ricca biblioteca specializzata in letteratura romantica; attualmente conta più di ottomila volumi a cui vengonosempre aggiunti nuovi titoli.L’unica pecca secondo me è che le informazioni sono scritte esclusivamente tutte in inglese.E’ vero che magari la casa è più meta di visitatori stranieri che italiani,ma dei pannelli nella nostra lingua li avrei messi.In ogni caso agli italiani e soprattutto ai romani che non cnoscono o che passano distrattamente davanti a questo luogo consiglio di visitare questa casa perchè vale veramente la pena e devo dire che mi sono emozionata a vedere il luogo dove si è spenta la giovane vita di John Keats,secondo me il più dotato dei tre poeti(senza togliere niente agli alri) e quello la cui personalità e vita mi hanno colpito di più.

 

L’opinione(secondo me stupenda,poetica e molto azzeccata) di

 Giuseppe Tomasi di Lampedusa su John Keats:

“Talvolta appaiono sulla terra degli esseri che riflettono nella loro esistenza una luce più che umana.Ma per appartenere a questa ristrettissima élite il genio non basta: né Shakespeare, né Dante, né Michelangelo, né Baudelaire sono degli “angeli”. Sono forse degli Dei, angeli non sono. Bisogna, per essere annoverati fra gli angeli, morire molto giovani, o giovanissimi cessare qualunque attività artistica; bisogna, va da sé, che questa attività sia di valore supremo; bisogna insomma che la loro apparizione sia fulgida e brevissima, così da dare a noi grigi mortali la sensazione di un visitatore superumano che durante un istante ci abbia guardato, e sia dopo ritornato ai suoi cieli, lasciandoci doni di qualità divina e anche un amaro rimpianto per la fugacità della sua apparizione. Fra gli “angeli” io ritrovo Raffaello e Masaccio, Mozart e Hölderlin, Rimbaud e Maurice de Guérin, Shelley, Marlowe e Keats.In questa lista, splendente di gioia e, per noi, di lacrime, il posto supremo spetta a John Keats. Di tutti egli è il solo assolutamente puro. So bene che non è colpa loro, ma qualche macchia di fango imbratta le ali di Marlowe e di Shelley; Rimbaud è indubbiamente un angelo, ma, come Marlowe, non si sa bene se venisse da su o da giù; la lussuria di Raffaello, la follia di Hölderlin, l’iracondia di Masaccio, la moglie di Mozart sono delle lievi mende sul candore delle loro vesti. Angelo di prima classe, arcangelo, serafino, cherubino, angelo a tutto tondo, angelo a cento carati, angelo con le ali di prima scelta garantite contro le tarme non vi è che John Keats.”
 
Annunci
Published in: on 13/06/2011 at 16:08  Lascia un commento  

The URI to TrackBack this entry is: https://angolinodichiara.wordpress.com/2011/06/13/viaggio-nel-romanticismo-inglese-visita-alla-shelleykeats-house/trackback/

RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: