Emma-l’angolo di zia Jane

Emma venne scritto da Jane Austen nel 1815 e  ha per protagonista Emma Woodhouse una ricca e viziata fanciulla inglese di elevata condizione,che si diverte nella sua cerchia di amicizia a immaginare e combinare matrimoni.Ma la sagacia e la furbizia di cui Emma si crede tanto dotata la trae più di una volta in inganno creando un vorticoso gioco di coppie che si scioglierà solo alla fine del romanzo.Il romanzo può essere considerato come una divertente commedia degli equivoci,e il romanzo dei fraintendimenti d’amore.

La Austen quando inizia a scriverlo descrive così la sua protagonista: “Sto lavorando ad un’eroina che non piacerà a nessuno se non a me”.Emma è vanitosa, fiera di se stessa nel suo mondo ovattato, fatto solo di balli, pettegolezzi e banalità,tanto da apparire  incapace di vedere la realtà così come è. E’ Talmente piena di se stessa ed indipendente, da credere di “non aver bisogno di un marito” e spendere la sua vita cercando di combinare matrimoni degli altri. Ma in questo suo intento e nelle avventure che ne derivano, Emma inizia il suo graduale sviluppo di crescita interiore. Quando finalmente abbandonerà la sua vanità , sarà capace di innamorarsi, riconoscendo i suoi errori ed imparando ad accettare gli altri,ma soprattutto scoprendo l’amore per il suo antico confidente MR. Knightley che la conosce fin da quando era bambina e che ha sempre cercato con i suoi modi decisi di indirizzare Emma verso la strada più giusta lontana dalle frivolezze e cercando di non viziarla troppo come invece hanno sempre fatto tutti gli altri(i due sono anche cognati poichè il fratello di lui ha sposato la sorella di lei) 
A differenza degli altri romanzi questo però non mi ha colpito più di tanto,seppur la Austen scriva sempre con impareggiabile maestria trasportandoci nel suo mondo con poche semplici parole:il romanzo descrive con pennellate di colore talmente vivide e precise il piccolo mondo di Highbury, con i suoi abitanti tanto ben caratterizzati che sembra di conoscerli davvero, con le sue strade, con le dimore più o meno lussuose, con i colori e profumi della campagna inglese, e leggendo si ha la sensazione di far parte del libro;però a me sinceramente la coppia formata da Emma e Knightley è sembrata un po’ “freddina” rispetto ad altre conosciute  in altri libri della scrittrice.Mi è sorto persino il dubbio che Emma si innamori di Mr Knightley solo per paura di vederselo portar via dalla sua amica Harriet.
Non per questo il libro non è bello,anzi,la trama è divertente e si scioglie lungo le pagine tenendo il lettore incollato anche perchè è ricca di colpi di scena  molto divertenti.

Nonostante tutto i libri della Austen non risultano mai brutti o noiosi,ci si diverte sempre ,e si traggono sempre insegnamenti quanto mai validi e attuali da quello che la scrittrice scrive,perchè in fondo in fondo nonostante siano passati 2 secoli quello che la Austen ci ha lasciato è  applicabile e valido in ogni epoca.

Published in: on 19/04/2011 at 17:09  Lascia un commento  

Museo della Repubblica Romana e della memoria Garibaldina

Il 17 marzo è stato inaugurato il Museo della Repubblica Romana e della memoria Garibaldina.Il Museo è sito in Porta San Pancrazio vicino al Gianicolo,luogo storico che vide la lotta pe rla difesa della Repubblica Romana e la sua caduta nel 1849.Negli ambienti restaurati di Porta San Pancrazio si possono riscoprire  i luoghi, le date e i principali protagonisti dei fatti del ’48, proseguendo per i primi anni del pontificato di Pio IX dove tra stampe e fotografie sono ricordati anche gli eroi raffigurati nelle tante erme del Gianicolo e le loro storie.

Personaggi come Luciano Manara, Goffredo Mameli, Giuseppe Mazzini,Ciceruacchio,ma anche le donne come Cristina di Belgioioso sono ricordati in un album fotografico virtuale che si potrà sfogliare da postazioni multimediali,ma anche da video interpretati da attori più o meno noti che ne fanno rivivere le gesta in un racconto molto commovente.Un plastico animato al secondo piano dell’edificio riprodurrà i movimenti delle truppe francesi durante l’assedio della città, mentre sulla parete saranno proiettate le immagini di Roma dopo i cannoneggiamenti. In conclusione di visita,all’ultimo piano alcuni cimeli della collezione garibaldina: divise, armi e ricordi fotografici appartenuti al Generale,ma anche ai suoi discendenti che si distinsero durante la 1° Guerra Mondiale.

Un museo che si aggiunge al già spettacolare museo a cielo aperto del Gianicolo,dove le gesta dei nostri patrioti risuonano in ogni angolo,ma che qui vengono valorizzate da pannelli epostazioni multimediali che ci rammentano le date e i nomi,cosa che magari passaggiando tra i viali alberati del gianicolo a volte possono sfuggire,soprattutto alle persone meno interessate che si soffermano solo sulle statue dei garibaldini senza magari sapere bene chi sono.
A livello di reperti non è ricchissimo,ma la sezione multimediale è molto bella e interessante e accompagna il visitatore in un viaggio fatto di giovani valorosi che hanno dato la vita per i loro ideali,assolutamente da onorare e ricordare.

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Published in: on 16/04/2011 at 18:47  Lascia un commento  

Una giornata nell’antica Roma tra Colosseo Foro Romano e Palatino-Settimana della cultura

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Published in: on 13/04/2011 at 19:00  Lascia un commento  

Musei Capitolini e Villa Adriana-settimana della cultura.

 

Tra ieri e oggi altre due mete visitate gratuitamente(o comunque a prezzo ridotto) grazie alla settimana della cultura.

Ieri pomeriggi visita ai Musei Capitolini.Era da tantissimo tempo che non li visitavo per intero(le ultime volte sono stata solo a vedere le mostre temporanee che si tengono al 2° piano) e devo dire che nonostante la scarpinata sono rimasta davvero soddisfatta.La visita si è svolta dal Palazzo dei Conservatori (dove al momento è anche allestita la mostra di ritratti: Ritratti.Le tante facce del potere) al Palazzo Nuovo passando nei sotterranei dove si trova il Tabularium che affaccia sui Fori Imperiali e l’esedra di Marco Aurelio dove è conservata la famosa statua equestre che un tempo si trovava nella piazza del Campidoglio.Nonostante le quasi tre ore di visita dopo,tra bellissime statue e numerosi quadri appartenenti alla Pinacoteca capitolina,io e le mie amiche abbiamo trovato anche la forza di fare la scalinata dell’Ara Coeli per visitare la bellissima chiesa.

Oggi pomeriggio invece siamo arrivate a Tivoli per visitare Villa Adriana.Anche qui,tre ore di visita,ma che alla fine son sembrate troppo poche per soffermarsi su ogni singola meraviglia che ci riserva la splendida dimora che l’Imperatore Adriano si fece costruire .Era da tanti anni che non vedevo Villa Adriana e sono stata veramente felice di ritornarci,e di rivedere quei luoghi magnifici che sembrano farci rivivere un’epoca lontana in un’atmosfera davvero magica.

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Published in: on 11/04/2011 at 12:51  Lascia un commento  

Galleria Nazionale di arte antica a Palazzo Corsini-settimana della cultura

In occasione della Settimana della cultura,iniziata oggi e che si protrarrà fino al 17 aprile,ho visitato la Galleria Corsini che si trova in via della Lungara.Il palazzo, cinquecentesco,nato come palazzo Riario(1511-18),divenne poi residenza della Regina Cristina di Svezia dal 1659-89,dove vi portò l’Accademia delle scienze già fondata a Stoccolma e dove fondò il primo nucleo di quella che poi divenne l’ArcadiaNel 1736 l’edificio e il giardino furono acquistati dal cardinale  fiorentino Neri Maria Corsini.nipote di Papa Clemente XII, che affidò i lavori di ristrutturazione del palazzo al conterraneo Ferdinando Fuga, che per il Papa stava già lavorando al Palazzo del Quirinale e al Palazzo della Consulta. Fuga trasformò la piccola villa suburbana dei Riario in una vera e propria reggia, raddoppiando l’estensione della facciata.

Oggi all’interno del palazzo sono collocate la Galleria Corsini (opere di Beato Angelico, Jacopo Bassano, Caravaggio, Rubens, Jusepe de Ribera ecc.) e la sede dell’Accademia dei Lincei con la relativa Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana. Nel giardino ha sede l’Orto botanico di Roma.

La collezione dei dipinti della Galleria in particolare del periodo compreso fra XIV e XVIII secolo, nasce dalla donazione allo stato della collezione privata del cardinale Neri Maria Corsini, raccolta nel Settecento. Conserva opere di Beato Angelico, Rubens, Murillo, Luca Giordano.

 Questa collezione si è formata  nel corso del seicento con il cardinale Neri Corsini, a cui si aggiunsero materiali provenienti dal ramo della famiglia che si era stabilito precedentemente a Roma, acquisiti diretti del papa Clemente XII quando era ancora cardinale, e dal nipote, insieme ai numerosi doni che la famiglia ricevette in seguito alla preminente posizione sociale acquisita col nuovo status. Nel 1883 il palazzo fu venduto allo stato e le collezioni donate allo stesso. Solo recentemente è stato possibile ricostruire la Galleria Corsini come entità autonoma, riunendo gran parte dei materiali originali nella sua sede storica. La Galleria presenta dipinti dal XIV al XVIII secolo, con prevalenza di autori sei settecenteschi, sculture antiche e moderne (queste ultime per lo più provenienti dalla collezione Torlonia), bronzetti e mobili del settecento. Ben rappresentate sono le scuole romana, napoletana e bolognese soprattutto del seicento, con nuclei importanti di bamboccianti e paesaggisti.

Oltre alla vasta collezione di quadri è da segnalare l’Alcova della Regina Cristina Di Svezia unico ambiente del percorso museale che tuttora conserva gli affreschi tardo-cinquecenteschi a grottesche con le Storie di Mosè e Salomone.

Nella Galleria presente in questo periodo la mostra:Abiti e ventagli del 700 e si potranno ammirare   sontuosi abiti femminili in broccato tessuto d’argento, in “gros de Tours” bianco e rosa di manifattura siciliana, rifiniti da cascate di merletti ai polsi e sul seno. E ancora le magnifiche marsine maschili in velluto di seta dei più vividi colori (dal rosa geranio all’albicocca,) che fanno pensare ai “grands turiste” di mezza Europa di passaggio a Roma.Agli abiti sono stati accostati diversi ventagli settecenteschi, conservati a Palazzo Venezia, che replicano in piccolo le scene pastorali della “pittura galante” francese della metà del secolo. In maggioranza rientrano nella foggia dei cosiddetti “ventagli da fidanzamento” che sul verso raffigurano scene amorose o mitologiche e sul retro, la coppia idealizzata dei due promessi fidanzati.

Published in: on 09/04/2011 at 20:33  Lascia un commento