“Roma e l’antico:realtà e visione nel ‘700”

Si è tenuta a Roma in questi mesi e proseguirà grazie ad una proroga fino a maggio, la mostra “Roma e l’antico:realtà e visione nel ‘700” presso i nuovi spazi del Museo Fondazione Roma di Palazzo Sciarra in Via del Corso ,che sono stati inaugurati proprio da questa esposizione. La mostra riporta l’attenzione sull’arte antica, con un nuovo straordinario evento dedicato alla riscoperta dell’antichità nell’Urbe del XVIII secolo. Composta da un nucleo straordinario di 140 opere, tra sculture, dipinti e raffinati oggetti d’arte decorativa, per il quale sono state chiamate a raccolta importanti istituzioni museali italiane e straniere,la mostra si divide in sette sezioni attraverso le quali viene rievocato il fascino della Roma settecentesca e il suo straordinario carattere cosmopolita, città ricca di monumenti e di rovine maestose e il cui interesse nel corso del Settecento è incrementato dell’attività di scavo, con sempre più frequenti e significativi ritrovamenti di antichità. La mostra si apre con una selezione di capricci quei quadri a sfondo paesaggistico in cui venivano mescolati elementi architettonici e rovine della città antica che solitamente non sono vicini tra loro nella realtà Nella seconda sezione viene rievocata la grande stagione degli scavi archeologici del Settecento, che ha determinato l’origine della disciplina archeologica e vi sono esposte opere come la Flora e l’Eros Capitolini, la prima rinvenuta nel 1744 e il secondo proveniente dall’importante collezione di Ippolito d’Este, l’Erma di Pericle dei Musei Vaticani, a cui Vincenzo Monti dedicò un celebre sonetto, e la preziosa serie di incisioni acquerellate che riproducono le coloratissime decorazioni parietali, ormai perdute, della Domus di Villa Negroni e della Domus Aurea a cui è dedicata la suggestive ricostruzione virtuale in un video molto interessante da vedere. Nella terza sezione sono affrontati i temi del restauro, della falsificazione e della vendita d’arte,caro ai collezionisti dell’epoca,La sezione successiva documenta l’attività di due delle più celebri botteghe romane: quelle di Bartolomeo Cavaceppi e Giovanni Battista Piranesi, di cui si indaga per la prima volta l’attività mercantile,lui che è conosciuto soprattutto come incisore. La quinta sezione illustra la formazione artistica e il diffondersi del modello didattico romano, grazie al riconoscimento europeo del primato dell’Antico. Una sezione particolare è riservata al gusto e alla decorazione degli interni dove si trova il magnifico Deser realizzato da Luigi Valadier nel 1778 e acquistato in seguito da Carlo IV di Spagna. Un oggetto, tanto raro quanto prezioso: un centrotavola, di grandi dimensioni in marmi antichi e pietre dure, decorato con riproduzioni di edifici classici, che il celebre scultore e orafo romano inventò per una clientela con disponibilità economiche eccezionali. L’ultima sezione della mostra raccoglie una selezione di dipinti e sculture dei più celebri artisti che guardarono all’Antico per trarne ispirazione. Chiude la mostra, con i due capolavori Venere e Adone, dalla Gipsoteca di Possagno, e Amore Alato, dall’Hermitage,colui che veniva significativamente ricordato all’epoca come il più grande “emolo di Fidia”: Antonio Canova. Una mostra davvero interessante e molto bella,in uno spazio espositivo di gran valore,purtroppo poco conosciuto dagli stessi romani,così come il dirimpettaio Museo del Corso(palazzo Cipolla)della stessa fondazione che fino ad ora ha ospitato le mostre più diverse da i “Capolavori francesi da Poussin agli impressionisti”, (1999-2000); ai “I Macchiaioli”, (2000); al “Il ’900 scolpito. Da Rodin a Picasso” e tante altre ancora. Per conoscere meglio la fondazione la storia del palazzo vi rimando a questo link

http://www.fondazioneroma.it/it/fondazione/palazzo_sciarra.html

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Published in: on 09/03/2011 at 18:22  Lascia un commento  

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