Ritorno ai classici-L’Abbazia di Northanger;l’angolo di zia Jane.

Oggi parliamo di un altro libro di Jane Austen che ho finito di leggere proprio ieri:L’Abbazia di Northanger.

Il romanzo è il primo compiuto della Austen ,già finito nel 1803,ma venne publicato dopo la sua morte insieme a “Persuasione” .

Viene spesso considerato il peggior romanzo della Austen,una sorta di passaggio dagli Juvenilia ,la raccolta dei suoi scritti adolescenziali,ai romanzi maggiori.

Io l’ho trovato davvero gustoso e divertente.L’Abbazia di Northanger è una riuscitissima parodia del romanzo sentimentale e del romanzo gotico messi insieme.

E’ un po’ l’apprendistato di un’aspirante eroina,come la definisce la Austen,nelle faccende d’amore,ma soprattutto secondo me,nella vita di società.

La protagonista Catherine Morland non ha in realtà le stimmate dell’eroina,è una ragazza piuttosto comune , ingenua e oserei dire anche sempliciotta.La giovane ,di 17 anni si allontana per la prima volta da casa sotto la tutela di amici di famiglia per andare a Bath,la celebre località termale inglese.

Qui si svolge tutta la prima parte del libro,dove Catherine incontra i fratelli Thorpe,Isabella e John,stringendo con loro amicizia.Ma poco dopo conosce un’altra coppia di fratelli,i Tilney, Eleanor e Henry.Mentre Isabella e John si riveleranno essere i “cattivi” della situazione,rivelandosi falsi e ingannatori,i Tilney saranno “i buoni” e nasceranno un’amicizia sincera tra Catherine e Eleanor e anche l’amore per Henry. Catherine verrà invitata(anche se poi scopriremo che l’invito è stato fatto perchè era stata creduta una ricca ereditiera) dal generale Tilney,il padre dei suoi amici,nella loro residenza,L’Abbazia di Northanger,e da qui partirà la seconda parte delle avventure di Catherine.La fervida fantasia della giovane,stimolata anche dalla lettura de “I Misteri di Udolpho” un romanzo di Ann Radcliffe,maestra del romanzo gotico del tempo,la spingerà a credere chissà quali misteri e quali misfatti compiuti dal generale si celino dietro le mura dell’Abbazia ,ed ella si appresta a vivere come un’eroina delle sue letture preferite le avventure che gli si presentano.Ma in realtà l’Abbazia non cela assolutamente niente di strano e il generale non ha compiuto nessun delitto e Catherine ,aspirante eroina,si riroverà addirittura a fare una brutta figura col suo amato Henry.

Nel finale Catherine verrà allontanata in fretta dall’Abbazia,si capirà poi che tutto è sempre frutto di un inganno in cui è caduto il generale Tilney ascoltando le parole del fatuo John Torphe che a più riprese l’avevano ingannato  sul conto di Catherine.Henry Tilney rammaricato per il comportamento del padre raggiungerà la ragazza a casa sua e le dichiarerà il suo amore,chiarendo ogni cosa e avviando così il lieto fine della storia.

Come detto,questo romanzo non ha di certo la caratura degli altri romanzi della Austen,gli stessi personaggi principali non possono essere minimamente paragonati ad esempio ad una Elisabeth o a un Darcy,ma proprio perchè comunque risultano essere dei personaggi normali ,a me son piaicuti molto.Catherine può sembrare un po’ troppo ingenua e sciocca,prima  a non capire la falsità e la frivolezza di Isabella(che ingannerà anche il fratello di Catherine fidanzandosi con lui,che per fortuna però la lascerà  dopo aver capito che tipo è)e di suo fratello John,e poi a lasciarsi condurre dalla fantasia riguardo la figura del generale Tilney e i segreti dell’Abbazia,ma alla fine risulta una ragazza normale,che semplicemente non ha avuto ancora molte esperienze di vita e soprattutto non ha molti esempi femminili da seguire se non le eroine dei suoi libri(sua madre è sempre indaffarata con i figli più piccoli e la signora Allen,la sua chaperon a Bath è un altro esempio di frivolezza dedita solo ai vestiti e ai ricevimenti tipica di quell’epoca) .Anche Henry ragazzo dolce e intelligente,non ha certo il carisma di Mr Darcy,anzi alla fine ammette candidamente di aver capito di amare Catherine solo perchè ha visto in lei in interesse nei suoi confronti; e anche se questo magari potrebbe far storcere un po’ il naso alle romantiche sognatrici come la sottoscritta,devo dire che vi ho riscontrato molto di attuale a proposito del modo di fare di molti giovani d’oggi in fatto d’amore.

 Il romanzo si rivela un vivido e pungente  ritratto della società inglese alle prese con le vacanze ,i balli,le colazioni e i corteggiamenti che avvenivano nella località di Bath,e una divertente parodia dei romanzi gotici,con tutto il loro bagaglio,di misteri e delitti,e la penna di Jane Austen anche in quest’opera sa colpire nel segno col suo stile ironico e sagace accentuando le abitudini e  i difetti della sua epoca,facendone un romanzo veramente godibile e divertente,tutto da leggere al pari delel altre sue opere.

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Published in: on 25/02/2011 at 21:32  Lascia un commento  

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