8 dicembre:Musei comunali aperti gratuitamente ai romani.

Ieri per la festività dell’8 dicembre,i musei comunali di Roma erano aperti gratuitamente ai cittadini romani.Oltre ai musei c’era anche la possibilità di visitare il palazzo Senatorio in Campidoglio e il Colosseo.

Per l’occasione ne ho approfittato per andare a vedere la mostra che si tiene al Museo Napoleonico:“I vini dell’Imperatrice. La cantina di Joséphine alla Malmaison (1800– 1814)” (fino al 27 febbraio 2011).

L’idea della mostra nasce dalla lettura dell’inventario, redatto nel 1814 dopo la morte dell’imperatrice Joséphine – prima moglie di Napoleone – nel quale è descritto il contenuto della cantina della Malmaison, dove erano custodite oltre 13.000 bottiglie. La lista dei vini offerti agli ospiti in visita al castello comprendeva un’incredibile quantità di diversa provenienza geografica. I migliori vini di Bordeaux, di Borgogna e di Champagne trovavano posto accanto ai vini del Languedoc-Roussillon, della penisola iberica, a vini italiani come il Picolit , il vermouth e il rosolio. La presenza del rhum e di “liquori delle isole” rimanda alle origini creole di Joséphine.
Preziosi calici per lo champagne, bicchieri per acqua e vino, caraffe, rinfrescatoi, etichette e bottiglie sono i protagonisti della mostra insieme a varie tipologie di bicchieri e di calici, esposti accanto a secchielli da ghiaccio, rinfrescatoi, coppe per il punch in cristallo e in argento, esaltano, grazie alla loro eleganza, la raffinata arte del ricevere e testimoniano i progressi tecnici della cristalleria francese facendo conoscere altresì l’evoluzione delle abitudini a tavola all’indomani dell’epoca rivoluzionaria. Una serie di oggetti posteriori all’Impero mostra le trasformazioni cui andarono incontro le produzioni di cristalleria, le tecniche di imbottigliamento e di etichettatura durante la prima metà del XIX secolo e fino all’alba del Secondo Impero.

Come sempre al Museo Napoleonico ,le mostre che si svolgono non sono mai deludenti,vale davvero la pena di visitarle.In questo caso la mostra ci offre la possibilità di vedere oltre a vari prezzi pregiati che adornavano la tavola di Josephine e di altri menbri della corte napoleonica,anche l’evoluzione della produzione dei vini in Francia dall’epoco rivoluzionaria al periodo della Restaurazione.Inoltra,come forse ho già a vuto modo di dire ,Il Museo Napoleonico,poco conosciuto dagli stessi romani è un piccolo gioiello che vale la pena di essere conosciuto.

Dopo questa visita,ho deciso di fare una bella passeggiata per Piazza Navona,che durante le feste si riempie di bancarelle natalizie ed assume un fascino tutto particolare,che va ad arricchire di aria festosa la già stupenda piazza romana.

Su Piazza Navona si affaccia Palazzo Braschi uno dei più bei palazzi romani all’interno del quale c’è una vasta collezione di quadri e dove spesso anche li si tengono mostre molto interessanti.In questo periodo ospita la mostra Il Risorgimento a colori: pittori, patrioti e patrioti pittori nella Roma del XIX secolo. (fino al 9 gen 2011)

Vista l’occasione di apertura gratuita ho visitato anche questa mostra.

La mostra illustra, attraverso un’ampia selezione di dipinti e sculture provenienti dalle collezioni del Museo di Roma e da altre importanti raccolte pubbliche e private, gli eventi più significativi della Roma risorgimentale: dalla Repubblica Romana del 1849, alla sconfitta di Garibaldi a Mentana, fino al definitivo crollo del potere temporale della Chiesa con la presa della città da parte dei bersaglieri il 20 settembre 1870.

Il percorso della mostra inizia con un dipinto di Ippolito Caffi che descrive l’entusiasmo popolare in Piazza del Quirinale per la concessione dello Statuto da parte di Pio IX mentre la tela di Antonio Malchiodi rievoca la figura del tribuno di Trastevere Angelo Brunetti, detto Ciceruacchio,reso famoso anche in un film dall’interpretazione di Nino Manfredi.

Un’intera sezione dell’esposizione è dedicata all’intensa esperienza della Repubblica Romana, ricordata con due grandi dipinti che fissano l’immagine dei maggiori protagonisti: la tela di Dario Querci con Giuseppe Mazzini che in Campidoglio annuncia ai romani l’istituzione della Repubblica e il dipinto di George Housman Thomas raffigurante Garibaldi nell’assedio di Roma. I dipinti di Gerolamo Induno e Giambattista Bassi testimoniano la desolazione dei luoghi bombardati.

A seguire il periodo di normalizzazione seguito al ritorno del papa Pio IX viene esaltato dai pittori fedeli al regime come lo spagnolo Carlo De Paris o nelle scene di vedutismo cronachistico di Michelangelo Pacetti.

Gli ultimi atti dell’epopea risorgimentale romana sono ripercorsi nelle tele di Michele Cammarano e Archimede Tranzi che rievocano la breccia di Porta Pia.

Completano la mostra due sale a piano terra del palazzo ,aperte in questa occasione per la 1° volta al pubblico,dove sono esposte le opere grafiche- disegni, incisioni e libri rari ,- che documentano gli avvenimenti romani tra il 1846, anno di elezione di Pio IX, e il 1870 in 49 opere ,alcune esposte per la prima volta.

 Questa mostra, come altre si pone all’interno dell’ambito per le celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia(ricordiamo la mostra fotografica al Museo di Roma in trastevere,”Il risorgimento dei romani Fotografie del 1849 al 1870″ o “1861.I pittori del Risorgimento” alle Scuderie del Quirinale),ma come ho già detto,è anche un’occasione per visitare il settecentesco Palazzo Braschi,un altro gioiello museale nel cuore di Roma.


 

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Published in: on 09/12/2010 at 15:31  Lascia un commento  

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