Roma la pittura di un impero.

Roma  La pittura di un Impero

 

Le Scuderie del Quirinale, dal 24 settembre 2009 al 17 gennaio 2010, ospitano Roma. La pittura di un Impero: grandi affreschi, ritratti su legno e su vetro, decorazioni, fregi e vedute, provenienti dalle domus patrizie, dalle abitazioni e botteghe popolari dei più importanti siti archeologici e dai musei di tutto il mondo, per una mostra – per la prima volta – interamente dedicata alla pittura della Roma antica.

La mostra racconta il ruolo centrale della pittura nella società civile romana, sottolineandone l’originalità e superando il concetto acquisito di una sua dipendenza passiva dall’arte greca. Ne risulta così evidenziata la linea di sorprendente continuità con la cultura figurativa moderna, a partire dal Rinascimento.

Il mondo antico era un mondo colorato, capace di riprodurre eventi storici, mitologici ma anche aspetti della natura e della vita quotidiana, usando realismo e poesia. I monumenti pubblici e le statue erano tutti policromi e i marmi quasi sempre colorati: il bianco era sempre inserito nell’ambito di un complesso gioco cromatico. Sculture e stucchi erano dipinti spesso con incantevole e fresca vivacità: è, invece, diventato un luogo comune identificare il “classico” con la trasparenza dei marmi bianchi.

Il tempo cancella i colori, polverizza il legno, leviga e sottrae, mentre restano la pietra e il marmo sbiancato. Della pittura di decorazione di edifici e ambienti, invece, si è conservato relativamente poco. Così come poco o nulla di quella su legno. E per questo facciamo ancora fatica a pensare il mondo antico come “a colori”.

Nemmeno la scoperta di Pompei e di Ercolano, nella metà del ‘700, ha reso evidente il concetto di colore nell’arte classica. Sotto l’influsso di una lettura “classicistica”, spesso accademica, l’arte antica tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento ha continuato a essere pensata come l’arte delle statue in marmo bianco. Ma quest’idea è lontana dalla realtà storica e, inoltre, per i Romani, come per i Greci, l’arte vera era la pittura, non la scultura: questa esposizione ce lo racconta.

Roma. La pittura di un Impero è una mostra che documenta e disegna lo sviluppo della pittura romana nei secoli: nata all’insegna di un forte elemento di continuità con l’arte greca e diventata, a sua volta, modello ispiratore per i secoli successivi.

Il pubblico potrà rendersi conto di quanto fosse alto il livello qualitativo della pittura romana e, nelle numerose analogie come nelle altrettanto numerose divergenze, potrà capire il rapporto tra l’antico e il moderno, a partire dalle tecniche adottate dalla pittura europea: dal Rinascimento in poi, fino a quelle usate dagli Impressionisti: tutte di evidente derivazione antica.

I pittori romani, infatti, come i nostri moderni impressionisti, usavano una pittura rapida, a macchia, giocata su tocchi di colore che sottintendevano una visione ‘distanziata’ perché basata su un’interpretazione soggettiva, e ottica, del vero. Non solo questa tecnica è già presente in epoca romana, ma il livello qualitativo di alcuni affreschi, per la freschezza del loro linguaggio, sembra anticipare soluzioni artistiche del periodo compreso tra il Cinquecento e l’Ottocento.

Sul fronte delle divergenze, invece, si dovrà osservare la diversa concezione spaziale alla base della visione del pittore romano. Scarsamente interessati al sistema di prospettiva lineare a fuoco unico “inventata” dagli architetti italiani nei primi decenni del Quattrocento, i romani distribuivano gli oggetti nello spazio liberamente, senza rigide costrizioni prospettiche. In tal modo non esiste fusione tra spazio e oggetti, che sembrano essere disposti l’uno a fianco dell’altro, o l’uno sopra l’altro, lasciando l’impressione di una certa instabilità dell’immagine.

Scenografie parietali, paesaggi bucolici e agresti, vedute di ville e di santuari rurali popolati da figurine che ricordano i presepi napoletani, vedute di giardini: sono questi i soggetti della prima parte dello mostra, seguiti da una scelta di raffigurazioni pittoriche della mitologia greca. Amore e Psiche, Polifemo e Galatea, Ercole e Telefo, Perseo e Andromeda: alle raffigurazioni di questi personaggi dell’immaginario mitologico greco – che tanta importanza ebbe nella cultura figurativa imperiale romana – si affiancano le bellissime rappresentazioni di aure (le rappresentazioni dei Venti), ninfe, menadi e satiri librati in aria, come sospesi nel vento che muove i loro panneggi, ma anche scene di vita quotidiana, immagini erotiche e nature morte che ne costituiscono la seconda parte.

Un capitolo a parte merita il discorso finale sulla ritrattistica. Per la prima volta in Italia si potranno ammirare, in confronto diretto, alcuni esempi di ritrattistica ad affresco, a mosaico o su vetro, rinvenuti direttamente in Italia, accanto ai più celebrati ritratti a ‘encausto’ (vale a dire a cera fusa su tela di lino o tavola di tiglio) dell’oasi egiziana di El Fayyum. E se l’accostamento è illuminante per documentare la perfetta continuità del genere del ritratto, il visitatore sarà rapito da quegli occhi spalancati, da quella vita profonda e dal senso di enigmaticità che sempre ci tramandano i volti anonimi ritratti di ogni epoca. Questi, ancora più segreti e pieni di mistero perché l’arte romana è un’arte senza nomi.

Era fortissimo, infatti, il disprezzo per coloro che svolgevano attività a base artigianale, e in questa categoria rientravano anche gli scultori e i pittori, dei quali si potevano ammirare le opere ma senza nascondere la scarsa considerazione nei confronti del loro rango sociale. Basti ricordare il caso di quel Gaio Fabio Pittore, nobile di nascita, ricordato da Valerio Massimo per essersi ‘abbassato al ruolo di artista’, uno dei pochissimi nomi a noi pervenuti: buona parte della produzione pittorica romana è composta da capolavori di artisti ignoti. 

La mostra vuole anche ribadire che per “pittura romana” si intende un’arte che va oltre alle testimonianze, sia pure straordinarie, di Pompei ed Ercolano (distrutte dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., durante il principato di Tito): è anche l’arte di un Impero fotografata al massimo della sua espansione sotto i regni di Domiziano, Traiano, Adriano e Marco Aurelio. Quando si parla di un’arte dell’impero romano non ci si può limitare al periodo di vita di due città campane: si deve andare fino alle soglie del tardo-antico, all’epoca degli ultimi grandi principi dell’impero romano, Costantino e Teodosio.

Gli oltre cento, straordinari, pezzi di perfetta eleganza e raffinatezza che arrivano dai più importanti siti archeologici e musei del mondo, tra cui il Louvre, il British Museum, gli Staatliche Museen di Berlino, l’Antikensammlung di Monaco, il Liebighaus di Francoforte, il Museo dell’Università di Zurigo, ma anche il Museo Archeologico di Napoli, gli Scavi di Pompei, il Museo Nazionale Romano, i Musei Vaticani e i Musei Capitolini di Roma, intendono dare un quadro il più ampio possibile della “pittura romana” in un’ottica sapiente, capace di aprire lo sguardo ad un modo più intenso, fresco ed emozionante di guardare l’antico.

.Curata dai professori  Eugenio La Rocca con Serena Ensoli e Stefano Tortorella con la partecipazione di Massimiliano Papini,e l’allestimento di Luca Ronconi e Margherita Palli che, dopo “Cina. Nascita di un Impero”, tornano ad occuparsi di una grande mostra alle Scuderie Papali del Quirinale, la consiglio agli appassionati d’arte e antichità,bellissima da vedere e scoprire,in questa stupenda cornice dove da 10 anni si tengono sempre mostre di altissimo livello!

 

Published in: on 10/11/2009 at 16:09  Lascia un commento  

When Twilight Burns-il crepuscolo del vampiro

Qualche tempo fa ho finito di leggere il 4° libro della saga”L’eredità dei gardella” di cui già ho parlato qui

Anche questo libro come i precedenti mi è piaciuto molto,forse più che al livello di trama di per se(la storia dei vampiri diurni non è che mi abbia coinvolto più di tanto cosa che invece era accaduta con i precedenti libri)mi sono piaciuti gli sviluppi che ci sono stati tra i vari personaggi.

Eravamo rimasti alla fine del 3° libro,con Victoria,la nostra protagonista che era stata morsa da Beauregard un potente vampiro,nonché antenato di Sebastian,e nonostante Victoria avesse bevuto il sangue del vampiro in modo da essere trasformata ,questo non era avvenuto,in quanto la nostra aveva la protezione delle due vis bullae che portava indosso,ovvero quella della zia e quella di Max.

Solo che il libro si era concluso con Sebastian,che ormai si è scoperto essere un cacciatore anche lui a tutti gli effetti,perché discendente anch’egli da un ramo dei Gardella,che avvertiva la terribile sensazione di gelo dietro il collo,sensazione che serve ai cacciatori per scoprire  la presenza di vampiri.

Nel nuovo capitolo Victoria fa ritorno a Londra,dove si troverà di nuovo ad affrontare i terribili non morti,ma questa volta strani ed efferrati delitti che la nostra riconosce come opera dei vampiri avvengono alla luce del giorno.Victoria sarà presa anche di mira da un poliziotto che l’accuserà dei delitti,per poi scoprire che l’uomo è comunque d’accordo con i vampiri ed è in cerca di vendetta per la morte di suo fratello,un membro del Tutela,l’associazione di umani che aiuta serve e protegge i vampiri.

Scopriremo che questi vampiri diurni,possono agire in quanto usano una pozione che li rende,anche se per poco tempo e dopo largo uso ne causa la morte,immuni al sole.La pozione era stata trovata da Victoria e Max nel precedente libro,dentro il laboratorio alchemico del marchese Palombara e portata al Consilium dei cacciatori,ma da lì Sebastian l’aveva rubata per portarla al suo avo,ma dopo la morte di Beauregard ucciso proprio dal nipote,dopo lo scherzetto che il vampiro aveva fatto alla sua Victoria,la pozione era sparita e in qualche modo finita nelle mani di Lilith la regina dei vampiri e dei suoi seguaci che ne stavano facendo uso per dar filo da torcere a Victoria.

Proprio a causa del furto perpretato da Sebastian,Victoria,nonostante ormai il giovane sia rientrato nelle fila dei cacciatori a tutti gli effetti,non riesce a fidarsi completamente di lui.Dal canto suo il ragazzo quando si trova a caccia con Victoria avverte sempre quella sensazione di freddo,che non gli permette di avvertire la presenza di altri vampiri.

Victoria infatti come vedremo dentro di se ha il sangue del vampiro che le da filo da torcere,a volte quando soprattutto si fa prendere dalla rabbia,il suo lato oscuro rischia di sopraffarla e di trasformarla completamente…e questo è proprio quello che vorrebbe Lilith la regina dei vampiri.

Stavolta Victoria è costretta a combattere anche contro se stessa e deve cercare di non farsi sopraffare dalle ombre e dall’oscurità che sono in lei.

Nel frattempo nel racconto c’è anche quel figaccione di Max,che nel precedente libro aveva rinunciato ai suoi poteri di cacciatore per portare a termine la sua missione e uccidere il demone Akvan che poteva essere ucciso solo da un umano non cacciatore,e anche per sottrarsi al giogo di Lilith che aveva più e più volte affondato i suoi denti nel collo di Max.

Il nostro ormai non ha più i poteri,anche se continua a tenere una vis bulla che poi è quella di Victoria(tenerissima la cosa dello scambio delle vis all’insaputa l’uno dell’altra),ma nonostante tutto se la cava ancora bene con paletti e robe varie.

Victoria però non ne è molto convinta e per tutto il libro si prende la briga di proteggere il giovane,di non fargli correre troppi rischi,arrivando a drogarlo e rinchiuderlo per non permettergli di tuffarsi in qualche missione-che potrebbe rivelarsi suicida,perché Max ha anche una forte vena masochistica,ormai non è più tanto felice di vivere-e questo lo fa infuriare e diventare più torvo del solito.

E per tutto il libro sin dalle prime pagine,si capisce quello che succederà tra i due ragazzi quando finalmente si troveranno faccia a faccia:Victoria anche mentre è con Sebastian-che da buon marpione qual è non perde mai occasione per cercare di rinfilarsi nuovamente sotto le gonnne di Vic che invece con una scusa o l’altra lo respinge-non fa altro che pensare a Max,fa sempre paragoni con Max, ripensa continuamente a quel bacio che Max le aveva dato a Roma,si preoccupa sempre e solo per Max.

Quindi in un emozionante capitolo,dove prima se le danno di santa ragione in un combattimento corpo a corpo ,come se si stessero esercitando nell’arte del combattimento tipica dei cacciatori,perché lui è incazzato nero per essere stato tenuto prigioniero e lei chiamandolo”tanghero della malora”(oddio che ridere quel pezzo!)gli dice che lo ha fatto solo per il suo bene, finiscono per fare l’amore(evviva!!) .Carino quando vedono che uno ha la vis dell’altra e se le scambiano nuovamente ..tenerezza…

In tutto questo un po,’ anzi più di un po’, mi è dispiaciuto per Sebastian,che negli ultimi due libri mi è salito di gradimento e che nonostante la marpionaggine ormai era divenuto un cacciatore a tutti gli effetti e ha professato il suo amore a Victoria,in maniera sincera, per ben due volte.

Però Seba è un gran signore e all’ultimo quando capisce che Vic ama Max(cosa che aveva capito da un bel pezzo prima dei due diretti interessati) sa farsi da parte con galanteria.

Inoltri in questo libro capiamo anche il perché dell’odio che scorre tra i due ragazzi cosa che più o meno si era intuita già in precedenza:Sebastian da giovane era fidanzato con Giulia la sorella di Max,che quest’ultimo,all’epoca membro del Tutela aveva portato dai vampiri insieme al padre in modo che li salvassero vista la loro cagionevole salute.Ovviamente il ragazzo ancora giovane e ingenuo era stato gabbato e i vampiri gli uccisero il padre e trasformarono la sorella in una di loro.Sebastian fu costretto ad uccidere Giulia,la donna che amava, e da allora non se la sentì più di uccidere altri vampiri e si ritirò dalla sua missione di cacciatore.Mah forse a guardar bene dovrebbe essere Sebastian ad essere leggermente più incazzato con  Max…e non il contrario,ma Max si sa è incazzato col mondo intero oltre che con se stesso.

In tutto questo i nostri si troveranno di nuovo faccia a faccia con Lilith che prenderà prigioniero Sebastian(che ci rimette anche un dito,povero ricciolone biondo!) per attirare da lei Vic e  Max il suo giocattolino preferito che ovviamente munito di un anello con un coltellino avvelenato non vuole cedere nuovamente alla vampira e piuttosto preferisce uccidersi,o in alternativa usare il veleno su Vic qualora si trasformasse in vampiro(bel dilemma!!cosa non si fa per amore!!!)Victoria dal canto suo deve impedire che Max si uccida,e verrà messa alla prova da Lilith che cerca di tirarne fuori il suo lato vampiresco,facendola prima combattere con cani vampiri,e poi buttandole davanti agli occhi una sua acerrima nemica,quella Sara che abbiamo incontrato nei precedenti libri che era la figlia del capo del Tutela e doveva anche sposarsi con Max,nella messa in scena del giovane per avvicinarsi di nuovo al Tutela per distruggere l’obelisco di Akvan(2° libro).Victoria è tentata di lasciare la ragazza nelle fauci delle belve assetate di sangue,ma alla fine il suo lato buono ha la meglio, Vic riesce a scacciare via il sangue di vampiro che refluisce in lei e fa la cosa giusta,salva quel poco che rimane di Sara,che poi sarà misercodiosamente uccisa da  Max con il veleno.

Victoria ha vinto le sue ombre con gran dispiacere di Lilith che se la da a gambe.

Il libro finisce con Vic che dichiara i suoi sentimenti a Max,ma il ragazzo non ne vuol sapere soprattutto perché con Lilith ancora in giro e lui senza più poteri di cacciatore è sempre un bersaglio.

Ancora una volta Max se ne va da Victoria,ma questa volta lei sa che sarà l’ultima volta che resteranno divisi.

Bene: Vic ha fatto la sua scelta e come ho già detto mi spiace per Sebastian,ma non posso che essere felice per Max che è il mio personaggio preferito fin dall’inizio della saga.Visto che Victoria però si è comportata male nei confronti di Seba ,un po’ le sta bene il fatto che Max la faccia tirare un pochino.Non sarà facile da conquistare il tenebroso e duro Maximilian.

Sono contenta della piega che ha preso questa saga,come avevo già avuto occasione di dire i libri successivi al primo sono migliorati e ti tengono veramente incollata e si divorano in un baleno perché non si può fare ameno di voler sapere che ne sarà dei nostri beniamini.

A febbraio uscirà l’ultimo capitolo della saga..ovviamente ci dovrà essere lo scontro definitivo con Lilith e poi a quanto ho saputo(ATTENZIONE SPOILER) il libro finirà con un matrimonio…tra chi non è dato sapere…non vedo l’ora di leggerlo,e sono proprio contenta di aver scoperto questa saga,mi ha preso veramente molto.Chissà se un giorno qualcuno ne farà dei film,sarebbe davvero una buona idea!!!Almeno la finiamo con tutta questa farsa dei vampiri buoni e mettiamo in campo i Cacciatori e storie dove i vampiri sono cattivi e basta una volta per tutte!!(l’ho già detto e lo ripeto,l’unico vampiro per cui provo un certa “simpatia” è Angel-oh regà a David Boreanaz e al suo cappottone nero non si può resistere è troppo figo!!!-,gli altri vampiri buoni specie quelli di ultima generazione li trovo fastidiosamente melensi e melodrammatici-a questo punto preferisco il vampiro cattivo che almeno mi suscita antipatia,questi mi suscitano fastidio,noia e basta-…preferisco piuttosto la melodrammaticità del cacciatore,essere a suo modo tormentato e solitario forse proprio come il suo acerrimo nemico vampiro…ma che si sacrifica e combatte per una giusta causa..non ci posso far nulla son troppo di parte: cacciatori forever!!!)

Finale 4° stagione Supernatural

E così sono giunta al finale della 4° stagine di Supernatural,un finale come da tradizione di questa serie che ci lascia col fiato sospeso.

In questa stagione ne son successe veramente di tutti i colori,la serie ha preso una strada ben diversa da quello che era all’inizio,il caso del giorno,episodi autoconclusivi e storyline principale che veniva fuori in determinati episodi.Qui ormai pur essendoci stati episodi a se stanti,e alcuni anche molto belli,è sempre presente la storia di fondo più marcata che mai.

E allora dunque vediamo in breve e in ordine sparso cosa è successo in questi episodi che ancora non avevo commentato:innanzi tutto abbiamo uno spaccato della vita giovanile dei due ragazzi,in cui emerge la voglia di normalità del giovanissimo Sam,poi abbiamo un episodio in cui a causa dell’incantesimo di una sirena i fratelli se le darano di santa ragione e si diranno delle cose orribili,e se non fosse stato per l’intervento di Bobby si sarebbero ammazzati,poi abbiamo avuto un episodio in cui qualcuno stava facendo fuori gli angeli e per scoprire chi era il sicario Castiel e Uriel ordinano a Dean di torturare Alastair(il ragazzo dopo un attimo di titubanza non se lo fa mica ripetere,in fondo povero figliolo è fatto di carne ed ossa e la vendetta è sempre un piatto appetitoso),salvo poi scoprire che è proprio Uriel il traditore che vuole il ritorno di Lucifero e che manomette la trappola dove si trova rinchiuso Alastair che liberatosi farà un male cane a Dean mandandolo a finire in ospedale.I due faranno la giusta fine che si meritano(Alastair verrà ucciso da Sam che con una bella dose di sangue demoniaco accresce a dismisura i suoi poteri,mentre Uriel ucciso da Anna e Castiel).

In ospedale Dean e Castiel hanno un bellissimo confronto durante il quale l’angelo spiegherà al ragazzo perché deve essere proprio lui a fermarel’Apocalisse:perché finendo all’inferno è stato proprio lui a rompere il 1° sigillo(ovvero quando un uomo giusto si spezzarà e si piegherà versando il sangue all’inferno-ovvero Dean che si è piegato alle torture e ha iniziato a sua volta a torturare anime-quelo sarà il primo sigillo che si spezzerà)e solo chi rompe il 1° sigillo può porre termine a tutto.Ovviemente mister autostima ai minimi livelli dice che lui non è proprio in grado di fare una cosa del genere.

Così nella puntata successiva ci ritroviamo un Dean in veste di manager aziendale e un Sam tecnico dei computer che lavorano nella stessa azienda( i due si chiamano Smith e Wesson..se non c’è del geniale in questo riferimento…ditemi voi…),che neanche si conoscono,ma si ritrovano ad affrontare strani casi di suicidi nella loro azienda causati da un fantasma.Dopo tutto l’episodio scopriremo che quella era una visione mandata a Dean dall’arcangelo Zaccaria per fargli capire qual è il suo destino,che in ogni caso,il lavoro di cacciatore è la sua vocazione e la sua vera strada.

Dopo questa puntata i due fratelli scopriranno di essere i protagonisti di una serie di libri scritti da tale Chuck,alcuni editi e altri no,che niente altro è che un profeta che attraverso visioni e sogni-che detto tra noi lo riducono uno straccio d’uomo-narra le loro gesta e come ogni profeta che si rispetti ha un arcangelo che lo protegge( e alla fine di tutto,alla fine della serie,proprio Castiel dovrà vedersela con questo arcangelo,che visto la pochezza-non me ne voglia –di Castiel in fatto di poteri,mi fa temere e non poco per la sua sorte).

Proseguendo con l’ordine delle puntate ,i bros scopriranno di aver avuto anche un fratello,frutto di un’avventura di John,ma ovviamente essendo un Winchester e non essendo preparato al mondo a cui sono avvezzi i Winchester fa una brutta fine(i fratellini portano una sfiga tremenda,chiunque si avvicini a loro non può stare tanto tranquillo per la sua sorte,vedi anche la medium Pamela che ci rimetterà le penne per aiutare i bros ad impedire la rottura di un sigillo)

Dopodichè abbiamo una bella puntata in cui conosciamo qualcosa di più di Castiel o meglio del suo tramite,tale Jimmy,uomo con moglie e figlia a carico che da un anno non sapevano più che fine avesse fatto.Castiel dopo essere apparso in un sogno a Dean dicendogli che deve perlargli,sparisce.I due ragazzi si recano sul luogo dell’appuntamento che l’angelo aveva dato a Dean e trovano solo il suo “corpo” che racconta loro chi è e cosa fa nella vita,e che si ricorda tutto,ma proprio tutto dell’ultimo anno trascorso come involucro di Castiel,definendolo un anno terribile.Grazie anche all’aiuto di Anna che adesso riacquistata la grazia a appare e scompare come meglio le aggrada,i due capiscono che Cass è stato richiamato di corsa in Paradiso,e che a detta della roscia non è una cosa buona ,anzi..vuol dire che Cass è stato sottoposto ad una bella lavata di capo e rimesso nei binari giusti perché evidentemente stava mostrando un po’ troppi “sentimenti” verso il ragazzo Winchester.

Dopo che la famiglia di Jimmy viene rapita da demoni,Castiel ritorna e riprende il corpo del moribondo Jimmy che lo supplica di riprenderlo,mentre Cass all’inizio sembrava volersi impossessare della figlia che a sua detta era come il padre:predestinata.Ma Jimmy non vuole che la figlia passi quello che ha passato lui e così si offre di nuovo all’angelo.

Ma Cass non è più lo stesso,la lavata di capo ha avuto il suo effetto e tratta Dean peggio di una cacchetta quando questi gli chiede cosa voleva dirgli quando gli era apparso in sogno.

In tutto questo nel frattempo Sam sempre più in crisi d’astinenza da sangue non riuscendo a trovare Ruby pensa bene di succhiarsi una povera posseduta (che era tra i demoni che erano a casa di Jimmy e minacciavano la famiglia)proprio davanti agli occhi esterrefatti del fratellone che arrivato a questo punto non può far altro che con l’aiuto di Bobby rinchiudere il fratellino bevitore nella panic room antidemone dell’amico cacciatore,in una sorta di terapia d’urto per cercare di disintossicare l’alcolizzato.

Nelle ultime due puntate ne vedremo delle belle:Sam rinchiuso nella panic room,avrà visioni della madre , di Alastair ecc che non faranno altro che accrescere la sua convinzione che dovrà essere lui a fermare l’Apocalisse,a fermare Lilith e non Dean che secondo lui è troppo debole(tzè)

Ad un certo punto Sam viene liberato dalla stanza e quando vediamo chi lo libera rimaniamo un po’ sconcertati:è Castiel.

Il ragazzo va subito alla ricerca di Ruby e stavolta finalmente la trova e dopo una bella bevuta ritrova tutta la sua vitalità,riempiendo di botte il fratellone (stavolta senza incantesimi di mezzo) che lo stava cercando disperatamente al quale non resta che dirgli: “Se esci da quella porta non provare a tornare”.

Ma perchè Cass ha liberato Sam?Presto detto: gli angeli e gli arcangeli vogliono che Sam rompa l’ultimo sigillo,ovvero uccida Lilith nel luogo dove è rinchiuso Lucifero,un convento dove anni prima avvenne una strage di suore ad opera di un prete che era posseduto da Azazel.

E per fare questo ovviamente devono tenere a bada per un po’ Dean.Zac e Cass tengono Dean in un posto sicuro e Zac gli illustra nuovamente qual è il suo destino,mostrandogli un quadro in cui un angelo sottomette il demonio:ora secondo la mia esperienza l’unico che ha sconfitto e scacciato Lu è stato l’arcangelo Michele.Vuoi vedere che Dean deve fare da tramite all’arcangelo e Sam (speriamo di no) sarà il corpo che sceglierà Lu e ci sarà un bel duello fratricida? Oh mamma mia ho paura.

Insomma per farla breve,gli angeli vogliono il risveglio di Lucifero in modo da poterlo sconfiggere una volta per tutte e pare a detta di Zac che questo sia il destino di Dean.

In tutto questo il ragazzo,che stupido non è,nonché ne pensi il superbo fratellino,si chiede cosa ne sarà dell’umanità,quante perdite ci saranno, e soprattuttto dove è finito e cosa ne pensa Dio di tutto questo.Ma Zac ci da una notizia sconvolgente:Dio non c’è più se n’è andato ha abbandonato il Paradiso quindi devono pensarci loro.Mah..su questo non voglio esprimermi non voglio rischiare di essere blasfema..ma visto il mondo in cui ci troviamo anche io a volte mi chiedo se Dio non si sia stancato di tutto questo..

Nel frattempo Sam dopo un’altra poderosa ciucciata da Ruby e da un’altra scorta demoniaca che oppurtanemente si son procurati è pronto a combinare il casino..trova Lilith nel convento e la uccide e qui gli viene svelato da Ruby tutto l’inghippo: Lilith era l’ultimo sigillo,la sua morte il suo sacrificio avrebbero riportato in vita Lucifero perché lei era stato il primo demone creato da Lu.a conoscenza di questo piano c’erano solo lei e Ruby che si vanta di essere la servitrice più fedele e di aver raggirato Sammy come un babbeo(perfettamente d’accordo) .

Ovviamente Ruby non avrà vita breve,perché proprio in quel momento riesce ad entrare Dean che la uccide.Dean era stato liberato da Castiel che di nuovo aveva avuto dei dubbi su quello che i suoi superiori stavano facendo e mosso dalle parole del ragazzo blocca Zaccaria e fa uscire Dean dalla sua prigione dorata.I due vanno da Chuck che già sa che sta per scatenarsi l’Apocalisse e infatti fa una scorta di prostitute ordinandole telefonicamente(ihih mi piace questo profeta nerd è simpatico.ihih), e gli indica dove si trova Sam:Cass spedisce Dean sul posto e lui rimane ad affrontare l’arcangelo che si palesa a difesa di Chuck.Ecco perché dicevo che temo per la sorte di Cass,perché lassù con gli angeli che non eseguono gli ordini non sono tanto teneri.

Nel frattempo dopo aver fatto fuori Ruby i due bros rimangono come ebeti davanti ad un fascio di luce che si sprigiona dal pavimento,mentre tutto inizia a tremare,si aggrappano l’un l’altro ,e mentre Sam dice:”Sta arrivando” l’immagine sui loro volti atterriti sfuma in un fascio di luce e la stagione finisce così…

Bhè adesso si che ne vedremo delle belle,non vedo l’ora di iniziare gli episodi della 5° per vedere che fine hanno fatto i bros e Cass e come affronteranno questo tema dell’Apocalisse tanto caro a serie del genere(vedi Buffy Angel ecc).

Questa serie è una continua sorpresa ha saputo evolversi senza mai annoiarmi e migliorandosi di stagione in stagione cosa rara per molte serie che arrivate ad una 4-5° stagione spesso hanno un crollo.La 5° secondo l’idea di Kripke dovrebbe essere l’ultima stagione,e onestamente anche se mi dispiace molto,se la storia dovesse concludersi e non aver più nulla da dire in seguito sarebbe rischioso andare avanti con un’altra stagione si rischierebbe di rovinare la serie.

Comunque finirà,io credo che questa serie mi rimarrà nel cuore e non non solo nel mio in quello dei suoi numerosi e fedeli fan,perché è una serie che mi ha veramente colpito e che mi fa riflettere,non è la solita stupidaggiane fantasiosa e apocalittica:è sempre coerente a se stessa,ha sviluppato una storyline ben precisa sin dall’inizio e cose che potevano sembrarci rimaste in sospeso ci sono state via via spiegate.

Si,mi mancherà molto quando non ci sarà più,ma per fortuna in Italia siamo arretrati di due stagioni quindi ne avrò ancora per un po’ e poi adesso non pensiamo a quando sarà finita..ho ancora un’intensa 5° stagione da seguire!!!!

 

Published in: on 07/11/2009 at 13:36  Lascia un commento